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Kant: riassunto dialettica trascendentale di Sara Scasseddu

Kant: riassunto dialettica trascendentale di Sara Scasseddu

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Published by Gianfranco Marini
riassunto della dialettica trascendentale di Kant realizzato da Sara Scasseddu, IV F, Liceo Scientifico "G. Brotzu", a.s. 2007/08
riassunto della dialettica trascendentale di Kant realizzato da Sara Scasseddu, IV F, Liceo Scientifico "G. Brotzu", a.s. 2007/08

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original

 
ANT
– C
RITICA
 
DELLA
 
RAGION
P
URA
D
IALETTICA
T
RASCENDENTALE
 1. G
ENESI
 
DELLA
M
ETAFISICA
 
E
 
DELLE
 
SUE
I
DEE
La Dialettica trascendentale
costituisce la seconda parte della logica trascendentale, in cui Kant cerca distabilire se la Metafisica possa essere considerata una scienza
. Il termine
dialettica
nella storia della filosofia èstato usato sia in senso positivo che negativo; per Platone essa è la scienza delle idee. Per gli Stoici, come in parte per i medioevali, si identifica con la logica. Con Aristotele la dialettica assume invece un significato negativo, inquanto indica sia il procedimento dimostrativo fondato su premesse probabili, sia l’arte “sofistica” di costruireragionamenti basati su premesse che sembrano probabili, ma in realtà non lo sono. Anche Kant utilizza il terminedialettica in questo senso ,lasciando intuire che la metafisica non può essere considerata una scienza.
 Infatti con “Dialettica trascendentale”, Kant intende l'analisi e lo smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica.
La metafisica infatti, nonostante la sua infondatezza rappresenta “un'esigenza naturale einevitabile della mente umana”, di cui la filosofia intende chiarire l’origine. La
metafisica
nasce dalla
ragione
;questa, a sua volta, in partenza, non è altro che
l'intelletto
stesso, il quale essendo la facoltà logica di unificare idati sensibili tramite le categorie, e portato a voler pensare, anche senza dati.Kant ritiene che questo voler procedere oltre i limiti dell’esperienza derivi dalla nostra innata tendenza all'incondizionato. Ovvero la nostra ragione, mai soddisfatta del mondo fenomenico è attratta verso il regnodell'assoluto e quindi verso una spiegazione globale di ciò che esiste. Questa spiegazione di Kant si basa sulle treidee trascendentali che sono proprie della ragione (anima , mondo e Dio). La ragione tende ad unificare
i dati del  senso interno
tramite l'idea di anima, che e l'idea della totalità assoluta dei fenomeni interni, ad
unificare i dati del senso esterno
attraverso l'idea di mondo, che e l'idea della totalità assoluta dei fenomeni esterni; infine, ad
unificare i dati interni ed estern
i mediante l'idea di Dio, inteso come totalità di tutte le totalità e fondamento ditutto ciò che esiste.L'errore che compie la metafisica è quello di trasformare queste tre esigenze (mentali) di unificazionedell'esperienza in altrettante realtà, dimenticando che noi non abbiamo mai a che fare con la cosa in se, ma solocon il fenomeno. Quindi La “Dialettica trascendentale" vuol essere lo studio critico e la denuncia delle peripezie edei naufragi (strade sbagliate)della metafisica, ovvero delle avventure e dei fallimenti del pensiero quando procede oltre i limiti dell'esperienza possibile. Per dimostrare l'infondatezza della metafisica, Kant prende inconsiderazione le tre pretese scienze su cui si basa la metafisica: la psicologia razionale, che studia l'anima, lacosmologia razionale, che indaga sul mondo, la teologia razionale o naturale, che specula su Dio.
2. C
RITICA
 
DELLA
 
PSICOLOGIA
 
RAZIONALE
 
E
 
DELLA
 
COSMOLOGIA
 
RAZIONALE
 Kant ritiene che la metafisica sia fondata su di un “paralogisma
”, cioè su un ragionamento sbagliato, checonsiste nell'applicare la categoria di sostanza all'io penso, trasformandolo in una “realtà permanente” chiamataanima.In realtà., osserva Kant,
l'io penso
non è un oggetto empirico, ma soltanto un'unità formale e per di piùsconosciuta, a cui non possiamo applicare alcuna categoria. Anche la
cosmologia razionale
, che pretende di far uso della nozione di mondo, inteso come la totalità assoluta dei fenomeni cosmici, è destinata, secondo Kant, afallire. Infatti, poiché la totalità dell'esperienza non è mai un'esperienza, in quanto noi possiamo sperimentarediversi fenomeni ma non la serie completa dei fenomeni. Infatti quando i metafisici, , pretendono di fare undiscorso intorno al mondo nella sua totalità, cadono inevitabilmente nei reticolati logici delle cosiddetteantinomie, veri “conflitti della ragione con se stessa”, che si concretizzano in coppie di affermazioni opposte,dove l'una (la tesi) afferma e l'altra (l'antitesi) nega, ma tra le quali, in assenza di un'esperienza corrispondente,non è possibile decidere. Ecco un prospetto completo delle antinomie kantiane:P
RIMA
A
 NTINOMIA
- M
ATEMATICA
TesiAntitesi
“Il mondo ha un suo inizio nel tempo e, rispetto allospazio, è chiuso dentro limiti”“Il mondo non ha inizio né limiti nello spazio, ma èinfinito così rispetto al tempo come rispetto allospazio”“Il mondo ha un limite secondo il tempo e secondolo spazio”“Il mondo è infinito secondo il tempo e secondo lospazio”S
ECONDA
A
 NTINOMIA
- M
ATEMATICA
TesiAntitesi
1
 
“Nel mondo ogni sostanza consta di parti semplici ein nessun luogo esiste qualcosa che non sia o ilsemplice o ciò che risulta da esso composto”“Nel mondo, nessuna cosa comporta consta di partisemplici; e in nessuna parte del mondo esistealcunché di semplice”Tutto nel mondo consta del sempliceNon vi è niente di semplice, tutto è invececomposto”
TERZA
A
 NTINOMIA
- D
INAMICA
TesiAntitesi
“La causalità delle leggi naturali non può da solaspiegare tutti i fenomeni del mondo. Per la lorospiegazione si rende necessaria anche l’ammissionedi una causalità mediante libertà”“Non c’è libertà alcuna, ma tutto nel mondo accadeesclusivamente in base a leggi di natura”“Vi sono nel mondo delle cause con libertànon vi è libertà, tutto invece è naturaQ
UARTA
A
 NTINOMIA
- D
INAMICA
TesiAntitesi
“del mondo fa parte qualcosa che come suoelemento o sua causa costituisce un essereassolutamente necessario”“Né nel mondo, né fuori del mondo esiste un essereassolutamente necessario che ne sia la causa”“Nella serie delle cause cosmiche vi è un esserenecessario”nella serie delle cause non vi è niente dinecessario, tutto è contingente”Kant divide queste tesi e antitesi in matematiche (le prime due) e dinamiche (le altre due); tra queste tesi e antitesi però è impossibile decidersi, perché entrambe possono essere dimostrate razionalmente. Il difetto è nella stessaidea del mondo, la quale, essendo al di là di ogni esperienza possibile, non può fornire alcun criterio volto adecidere per l'una o per l'altra delle tesi in conflitto. Le antinomie dimostrano quindi l'illegittimità dell'idea delmondo.Questa illegittimirisulta evidente anche, se si osserva che le tesi di queste antinomie presentano un concettotroppo piccolo per l'intelletto (come l'idea di un universo finito) e le antitesi un concetto troppo grande per l'intelletto stesso (come l'idea di un universo infinito). A tutto ciò Kant aggiunge anche due altre importantiosservazioni:
1)
egli nota che le tesi sono proprie del pensiero metafisico e del razionalismo, mentre le antitesi sono tipichedell'empirismo e della scienza.
2)
 puntualizza che per quanto riguarda la terza e la quarta antinomia, le antitesi valgono per il fenomeno (nel cuiambito non si incontra mai ne Dio ne la libertà) mentre le tesi potrebbero valere per la cosa in se (nel cui regnosconosciuto potrebbe esserci posto per la libertà e per Dio).
3. L
A
 
CRITICA
 
ALLE
 
PROVE
 
DELL
'
ESISTENZA
 
DI
D
IO
 Secondo Kant Dio rappresenta l’ideale della ragion pura
 
, cioé quel supremo "modello" di ogni realtà o perfezione che i filosofi chiamano
Ens realissimum
, considerandolo l'Essere da cui derivano e dipendono tutti glialtri esseri. La tradizione ha elaborato tutta una serie di “prove dell'esistenza di Dio”, che Kant raggruppa in treclassi:
 prova ontologica, cosmologica e fisico-teologica.a) La prova ontologica
, che risale a S. Anselmo, ma che Kant assume nella forma cartesiana, cerca di ricavarel'esistenza di Dio dal semplice concetto di Dio come essere perfettissimo, dicendo che, in quanto tale, devenecessariamente esistere. Kant opera una distinzione fra piano mentale e piano reale, dicendo che non risulta possibile “saltare” dal piano della possibilità logica a quello della realtà ontologica, in quanto l'esistenza èqualcosa che possiamo constatare solo per via empirica, e non dedurre solamente per via puramente intellettiva.Kant sostiene infatti che l'esistenza non è un predicato ma è un fatto esistenziale concepibile solo attraversol'esperienza. Infatti quando si è ben descritta la natura di una realtà qualsiasi in tutti i suoi caratteri, ci si puòancora chiedere se esista o meno. Riassumendo si può dire che “Qualunque sia l'estensione e la natura delcontenuto del nostro concetto di un oggetto, dovremo sempre uscir fuori dal concetto se vogliamo attribuirel'esistenza all'oggetto.Di conseguenza, la prova ontologica o è impossibile o è contraddittoria. Impossibile se vuol derivare da un' ideauna realtà. Contraddittoria se nell'idea del perfettissimo assume già, quell'esistenza che vorrebbe dimostrare. Intutti e due i casi, la prova risulta fallace.
2
 
b) La prova cosmologica
, che costituisce il centro delle vie tomistiche e che Kant riprende dalla filosofia del suotempo, si basa sulla distinzione fra contingente e necessario, affermando che “se qualcosa esiste, deve ancheesistere un essere assolutamente necessario; poiché io stesso, almeno, esisto, deve quindi esistere un essereassolutamente necessario. Secondo Kant, il primo limite di questo argomento consiste in un uso illegittimo del principio di causa, in quanto esso, partendo dall'esperienza della catena degli enti contingenti, pretende ditrascendere l'esperienza, verso il Necessario. Ma il principio di causa, puntualizza Kant, è una regola con cuicolleghiamo i fenomeni tra di loro e che quindi non può affatto servire a connettere i fenomeni con qualcosa ditrans-fenomenico.Il secondo limite dell'argomento risiede nel suo fondarsi su di una serie di forzature logiche e nel suo inevitabilericadere nella prova ontologica. Infatti, dopo essersi elevato all' idea del Necessario esso, con un gioco diconcetti, arriva a sostenere che il Necessario coincide con 1' idea del perfettissimo.
c) La prova fisico-teologica
Delle tre, questa è la prova più intimamente accettabile, poiché afferma l'esistenza diuna realtà ordinata e strutturata, deve esserci una mente ordinatrice, che viene associata con Dio. Per spiegarel'ordine della natura, bastano le sole leggi scientifiche e non un essere metafisico. Da questo punto di vista, basterebbe soltanto un dio ordinatore e non creatore, quindi il Demiurgo platonico e non il Dio creatore cristiano.Perciò si ricade nella prova cosmologica, in quanto questo essere sarebbe la causa della natura. Kant non assumeuna posizione atea, in quanto non nega l'esistenza di Dio, ma semplicemente nega la possibilità di dimostrarla:egli è pertanto agnostico. La figura di Dio viene ripresa all'interno della
Critica della Ragion Pratica
.Inoltre, la prova fisico-teleologica pretende di stabilire, sulla base dell'ordine cosmico, l'esistenza di una, causainfinita e perfetta, ritenuta proporzionata ad esso. Ma, cosi facendo, non si accorge che gli attributi che essa dà almondo (“saggiamente conformato”, “mirabile” ecc.) sono indeterminati e relativi a noi e quindi non autorizzanoaffatto a passare dal finito all'infinito, sostenendo che causa di tutto è una Causa infinita e perfetta. In altre parole,noi sappiamo che in questo universo c'è una qualche misura o gradazione di ordine, ma relativa ai nostri parametrimentali e, in ogni caso, non certo infinita e priva di imperfezioni. Di conseguenza, non possiamo arrogarci ildiritto di affermare che la Causa del mondo è infinitamente perfetta, saggia, buona ecc. E se ciò avviene è perchénoi, saltando l'abisso che separa il finito dall'infinito, identifichiamo, sottobanco, l'ipotetica Causa ordinante conl'idea della Realtà perfettissima di cui parla l'argomento ontologico. Di conseguenza, anche questa prova, secondoKant, non fa che partire dall'esperienza per saltarne fuori, giocando con delle idee, forzatamente manipolate, chesolo il ricorso “camuffato” all'argomento cosmologico ed ontologico può fare illusoriamente scambiare per dellerealtà.E importante osservare che :
1
) come queste critiche, pur essendo connesse, di fatto, alla gnoseologia della Ragion pura, siano anche, in parte,indipendenti da essa). Ciò spiega la loro vasta fortuna ed utilizzazione nell'ambito del pensiero moderno;
2
) comeKant, con esse, non abbia inteso negare Dio (ateismo) ma piuttosto mettere in discussione la sua dimostrabilitàrazionale e metafisica. In sede teorica, Kant non e ateo, ma agnostico, in quanto ritiene che la ragione umana non possa dimostrare né l'esistenza di Dio ne la sua non-esistenza.
4. L
A
 
FUNZIONE
 
REGOLATIVA
 
DELLE
 
IDEE
Le idee della ragion pura, anche se non possono avere un uso costitutivo perché non servono a conoscere alcunoggetto possibile, possono e debbono avere, secondo Kant, un uso regolativo, indirizzando la ricerca intellettualeverso quella unità totale che rappresentano. Infatti ogni idea è, per la ragione, una regola che la spinge a dare alsuo campo d'indagine, che è l'esperienza, non solo la massima estensione, ma anche la massima unità sistematica.Cosi l'idea psicologica spinge a
cercare i legami fra tutti i fenomeni del senso interno e a individuare in essi una sempre maggiore unità proprio come se fossero manifestazioni di un'unica sostanza semplice
. L'ideacosmologica tende a
 passare incessantemente da un fenomeno naturale all'altro, dall'effetto alla causa e allacausa di questa causa e via all'infinito
 
, proprio come se la totalità dei fenomeni costituisse un unico mondo.L'idea teologica infine addita all'intera esperienza un
ideale di perfetta organizzazione sistematica, che essa nonraggiungerà mai 
 
, ma che perseguirà sempre, proprio come se tutto dipendesse da un unico creatore. Le idee,cessando di valere dogmaticamente come realtà, varranno in questo caso problematicamente, come condizioni cheimpegnano l'uomo nella ricerca naturale.
6. I
L
 
NUOVO
 
CONCETTO
 
DI
METAFISICA
IN
ANT
Dall'opera di Kant emerge quindi un verdetto inappellabile contro la metafisica tradizionale: “La metafisica, comedisposizione naturale della ragione, è reale, ma per sé sola è anche dialettica e ingannatrice. Se, adunque,vogliamo da essa prendere i principi [...] non possiamo mai trarne fuori una scienza, ma soltanto una vana artedialettica, in cui una scuola può sorpassare l'altra, ma niuna può mai procacciarsi un legittimo e durevole
3

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