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GEOGRAFIA CULTURALE

GEOGRAFIA CULTURALE

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MATERIALE CONCETTUALE DI GEOGRAFIA
MATERIALE CONCETTUALE DI GEOGRAFIA

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 UNIVERSITA’ TELEMATICA DELLE SCIENZE UMANE “NICCOLO’CUSANO”MASTER IN RELAZIONI INTERNAZIONALI
CORSO DI GEOGRAFIA CULTURALE 
Prof. Andrea Burro
 
Lezione 1Che cos’è la geografia culturale? Introduzione alla disciplina.
La Geografia culturale è una disciplina le cui origini sono rintracciabili intestimonianze molto antiche. Proprio per questo risulta difficile dare una definizioneonnicomprensiva e definitiva di questa disciplina, che oggi sta vivendo unsignificativo
revival 
grazie all’importanza e al rinnovato interesse oggi nutrito neiconfronti degli aspetti culturali.Possiamo ritrovare antecedenti della geografia culturale già a partire dall’età classica,durante la quale alcuni autori hanno indubbiamente sviluppato un approccio culturaleallo studio della geografia. A tal proposito possono essere citati Erodoto, Tucidide,Strabone, i quali pur in contesti diversi e attraverso approcci disciplinari diversi (in particolare i primi due erano storici) hanno interpretato in maniera moltoapprofondita quel senso di universalismo tipico della cultura greca che era stata ingrado di elaborare molteplici ed eterogenei apporti culturali che provenivanodall’intera area mediterranea. Nelle
Storie
di Erodoto è frequente trovarsi dinnanziad un interruzione delle trattazione degli eventi propriamente storici, per lasciare ilcampo a digressioni che potremmo de9finire geografiche e etnografiche in relazioneai popoli che vengono trattati. Anche Tucidide nella sua
Guerra del Peloponneso
 dimostra un approccio particolarmente attento alle implicazioni culturali che sonoalla base degli eventi e delle dinamiche di cui egli si occupa. Con Strabone, che fustorico e geografo, ci troviamo invece di fronte ad una esposizione sistematica dellezone del mondo allora conosciuto. Nella sua
Geografia
, un’opera in 17 libri che ci ègiunta quasi completa, è interessante come egli completi la descrizione del mondo(fino a Ceylon e all’India) con molte riflessioni e considerazioni sulle caratteristicheculturali dei luoghi e dei popoli in questione. Già in questi autori quindi si scorgel’interesse ad offrire una esposizione che tenga conto anche delle motivazioniculturali alla base di determinate azioni, scelte o comportamenti. Certo si tratta di unapproccio ben lontano dal rigore e dalla completezza di informazioni checaratterizzeranno gli sviluppi della disciplina in epoca moderna, ma sicuramente si possono ritrovare qui
in nuce
alcuni dei temi che poi diventeranno propri delladisciplina. Sarebbe tuttavia troppo lungo un elenco di tutte le opere in cui si puòravvisare un approccio geografico e culturale, possiamo concludere citando le operedi Cesare e, in epoca più recente, il
Milione
di Marco Polo e la descrizione che cioffre della cultura cinese.Le origini della Geografia culturale come disciplina che gode di uno statusaccademico autonomo sono riconducibili al percorso che a partire dal XIX secolo porta alla affermazione della geografia come disciplina moderna. Particolarmenteimportante è l’affermazione della Geografia umana, col suo accento posto sullerelazioni tra società e ambiente.Fin dall’inizio la geografia umana presenta una spiccata attenzione per la componenteculturale anche se questa attenzione è profondamente influenzata dall’affermazionedelle teorie positiviste e darwiniane in modo particolare, che sottolineano in modo
 
 particolare le relazioni “verticali” che i vari gruppi umani intrattengono conl’ambiente circostante, vale a dire con il contesto fisico e biologico in cui si trovano avivere. In questa fase minore importanza viene data alla relazioni “orizzontali” , ossiaa quelle relazioni che si costituiscono all’interno o tra i vari gruppi: in questa fase agliapporti ecologici viene data una maggiore importanza rispetto ai temi dellacircolazione e della mobilità. Questo è sicuramente un punto di notevole contrastorispetto alla situazione moderna che vede pone un altrettanto forte accento sullecomponenti della mobilità e della circolazione.Resta il fatto comunque che inizialmente non vi è una netta distinzione tra Geografiaumana e Geografia culturale, anzi la seconda sembra più una costola della prima.Gli uomini si distinguono per le loro capacità tecniche e per gli strumenti che usano per far fronte alle sfide dell’ambiente in cui si trovano o per sfruttare al meglio lerisorse in esso contenute. Diverse civiltà hanno dato diverse risposte a questeesigenze, più o meno raffinate e complesse a seconda dei casi specifici.Anche la geografia culturale è stata per lungo tempo caratterizzata da distinzioni su base nazionale, che hanno visto la prevalenza in particolar modo di tre scuole: quellatedesca, quella statunitense e quella francese.In Germania, anche se non viene fatto uno specifico riferimento all’aggettivo“culturale”, gli iniziatori della disciplina sono Alexander von Humboldt (1769-1859)e Karl Ritter (1779-1859). Grande esploratore e fine letterato il primo, attentostudioso del rapporto tra fattori geografici e storici il secondo.È in seguito Friedrich Ratzel (1844-1904) a dare un impulso fondamentaleall’affermazione della disciplina geografica e, di conseguenza, della sua componenteculturale. E’ proprio Ratzel a coniare per la prima volta i termini di “Geografiaculturale” e “Geografia umana”. Il termine Geografia culturale è usato per la primavolta nel 1880 nel titolo di un’opera che fa riferimento ad un lungo periodo che eglitrascorse negli Stati Uniti. Il termine viene inoltre riproposto un paio di anni doponell’opera
 Anthropogeographie
(antropogeografia) (1881-1891). Anchenell’approccio culturale impostazione teorica di Ratzel è, come si avrà modo diapprofondire in seguito, profondamente segnata dalle teorie evoluzioniste: lo studiodegli aspetti culturali serve per analizzare e spiegare si sistemi impiegati per trarremaggiore profitto dall’ambiente o alle tecniche che sono utilizzate per rendere glispostamenti agevoli. Si tratta di un approccio alla cultura che punta l’accento sullesue manifestazioni materiali (analizza in modo particolare gli artefatti) senzaavvertire la necessità di addentrarsi nelle idee che ne sono alla base.Un passo in avanti rispetto alla visione ratzeliana è rappresentato, sempre inGermania, dall’opera di Otto Schlüter, che nel suo porre l’accento sul “paesaggio”segna un superamento rispetto alla visione fortemente deterministica di Ratzel. Egliindividua nel modellamento del paesaggio il risultato sia delle forze naturali chedell’azione umana. Per Schlüter e per i geografi tedeschi che lo seguirono fino ai primi decenni del XX secolo il paesaggio diviene il tema fondamentale delle lororicerche.In Francia si assiste alla graduale affermazione di un diverso approccio allo studiogeografico, che trova la sua principale voce nell’opera del geografo Paul Vidal de la

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