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John Locke - Empirismo inglese

John Locke - Empirismo inglese

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Published by Diego Deplano
L'empirismo inglese di John Locke.

Diego Deplano 5F
A.S. 2010-11
Liceo Scientifico G. Brotzu
L'empirismo inglese di John Locke.

Diego Deplano 5F
A.S. 2010-11
Liceo Scientifico G. Brotzu

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06/10/2011

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text

original

 
John Locke
-------------------------------------
[
 
L’
EMPIRISMO INGLESE E IL SUO FONDATORE
 
]
------------------------------------
In seno all’illuminismo si sviluppa, l’ 
empirismo inglese
, che pone le basi della filosofia moderna di cui si è affidata la paternità a
Locke
. Esso è il punto d’incontro tra il pensiero inglese e:
 
Ilcartesianesimo: da cui desume e terminologia.
 
Larivoluzione scientifica: da cui deriva la necessità dell’esperienza e di una nuova metodologia del sapere.La ragione empirica è data dall’insieme dei poteri limitati dell’ 
esperienza
, intesa come:
 
Fonte e origine del processo conoscitivo;
 
Metro di giudizio delle tesi delle tesi dell’intelletto: esse sono valide solo se verificate empiricamente.Limitando quindi la ricerca ed il filosofare all’esperienza, si limitano anche le possibilità conoscitive dell’uomo: indirizzoantimetafisico.Da Locke nasce quel concetto della filosofia come
analisi del mondo umano
, nei suoi vari aspetti, di cui l’illuminismo si servì percombattere l’antica tradizione culturale. Locke e Newton furono caratterizzarono il periodo storico del XVIII secolo.
------------------------------------------------
[
 
AGIONE ED ESPERIENZA
 
]
-----------------------------------------------
La
ragione
per Locke:
 
Non è unica o uguale in tutti gli uomini: perché ognuno ne partecipa in modo diverso.
 
Non è infallibile:- Perché le idee disponibili sono insufficienti, non chiare, o difficilmente collegabili in ragionamenti.- Perché può essere ingannata da false credenze o dallo stesso linguaggio, di cui necessità per esistere.
 
Non può ricavare da sé stessa idee e principi: perché li può ricavare
solo
dall’ 
esperienza
, limitata e condizionata.Sebbene debole ed imperfetta, la ragione rimane l’unica guida valida per l’uomo per la morale, la politica e la religione.Locke era dell’idea che, prima di affrontare problemi, non strettamente filosofici, fosse necessario esaminare le capacità dell’uomo evedere quali fossero i suoi
limiti
, e quale fosse il suo possibile campo d’azione.L’uomo è limitato perché la sua ragione è limitata, laquale è limitata perché si fonda sull’esperienza, anch’essa limitata:
Esperienza limitata -> Ragione limitata -> Uomo limitato
La limitatezza della ragione impedisce all’uomo di affrontare alcuni problemi, come quelli della metafisica.
----------------------------------
[
 
L
E IDEE SEMPLICI E LA PASSIVITÀ DELLA MENTE
 
]
----------------------------------
Per Locke, l’oggetto della nostra conoscenza è l’idea, e le idee derivano esclusivamente dall’esperienza, e si suddividono in:
 
Idee di sensazione
: Derivano dall’ esperienza esternae quindi dalle cose naturali (
Il rosso, il morbido, il dolce ecc…
).
 
Idee di riflessione
: Derivano dall’ esperienza internae quindi dallo spirito (
Il pensiero, il dubbio, il ragionamento ecc…
).Nel Saggio, Locke sostiene che le idee non possono essere
innate
, poiché esse
esistono
solo nel momento in cui vengono
pensate
,e quindi solo nell’uomo che compie tale pensiero. Riassumendo:
Conoscenza -> Insieme di idee -> Derivanti passivamente dall’esperienza
L’esperienza ci fornisce solamenteidee semplici, mentre lecomplessesono prodotte dal nostro intelletto a partire dalle idee semplici. Esso infatti, provvisto delle idee semplici, è in grado di riproporle, paragonarle, unirle ecc… Da quest’azione di combinazionerielaborazione delle idee da parte dell’intelletto deriva ciò che noi chiamiamo:
conoscenza umana
.Nessun intelletto può creare una nuova idea o distruggerne una derivata dall’esperienza.Le idee sono prodotte dalle qualità delle cose, e si suddividono in primarie (
oggettive
) e secondarie (
soggettive
).
------------------------------------------
[
 
L’
ATTIVITÀ DELLA MENTE E LE IDEE
 
]
------------------------------------------
Nell’apprendere le idee l’intelletto rimane passivo, mentre diventa attivo nel momento in cui le elabora le idee semplici in complesse.Esse, per quanto infinite, possono essere raggruppate in:
1.
 
M
ODI
:Le idee non autonome, ma legate ad altre idee,
es
:
gratitudine
 
 , per esistere dev’essere compiuta da un altro essere
.
2.
 
S
OSTANZE
:Le idee autonome,
es
:
uomo, per esistere non necessita di essere legato ad altre idee
.L’idea di uomo, è, in realtà, un insieme di tante idee semplici (altezza, peso…). Dato che la mente non è in grado diimmaginare un’idea semplice esistente autonomamente, dà per scontato un "
substrato
” che ne sia la base:L’idea di sostanza:
 
Sostanza corporea
: Il substrato sconosciuto delle qualità sensibili.
 
Sostanza spirituale
: Il substrato sconosciuto delle operazioni dello spirito.Quindi per Locke, che è un’empirista, il concetto di “sostanza” è sconosciuto.
3.
 
ELAZIONI
:Le idee che mettono in relazione altre idee.Il nostro intelletto nonbadaalle singole cose, maalle
relazioni
che queste hannocon le altre cose, tra cui le più importantisono quelle di “
causa-effetto
” e di “
identità-diversità
”.Da ciò, il problema affrontato da Locke dell’identità dellapersona: essa (
l’identità
) deriverebbe dalla
coscienza
che accompagna gli “
stati 
” o i “
 pensieri 
” di unapersona. Come sappiamo l’uomo può avere un’esperienza interna ed una esterna, entrambe, e quindi le
percezioni
(
derivanti dal senso interno
) e le
sensazioni
(
derivanti dal senso esterno
), sono accompagnate dalla
coscienza
che lepercepisce e sente. Quindi essa è il fondamento dell’ unità della persona, in quanto costituisce un unico io tra “interno ed esterno”.Locke introduce un nuovo termine: “
segno
”. Per capire come lo utilizza, potrei dire che il nome “albero” è
segno
dell’ idea generaledi albero, così come però potrei dire che l’ idea generaledi albero è
segno
di ungruppo di alberi. Quindi tra l’idea generale di unacosa e quella cosa particolare esiste un rapporto di somiglianza e non di perfetta corrispondenza. Infatti, prese alcune coseparticolari, ad esempio ungruppo di alberi, definite alcune sue caratteristiche principali (rami, foglie, tronco…) gli daremo unnome  (albero) e nel nostro intelletto si formerà l’ idea generaledi “albero”:
l’idea e il nome saranno quindi “segno” di ogni albero reale
.
(Segno = Riferimento)

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