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La legge sulle intercettazioni po-trebbe arrivare in aula al Senatoentro dieci giorni. Per ora resta incommissione Giustizia, sempre aPalazzo Madama. Ieri mattina lamanifestazione indetta dalla Fe-derazione nazionale della stam-pa italiana (Fnsi) contro questanorma che mette il bavaglio all’in-formazione e porta verso la cen-sura. I giornalisti, gli editori, l’op-posizione, il Popolo viola e la Cgilsono scesi in strada a Piazza Navo-na proprio davanti al Senato. Do- ve i vertici della Federazione del-la stampa e degli editori sono sta-ti ricevuti dal presidente di Palaz-zo Madama, Renato Schifani. «Ciha detto - ha spiegato Franco Sid-di, segretario della Fnsi - che il per-corso legislativo sulle intercetta-zioni non andrà avanti a rotta dicollo e che la prossima settimana ilddl sarà ancora in Commissione».Per il segretario della Fnsi «è unalegge illiberale contro i cittadini eper la casta. Chiediamo che vengastralciata tutta la parte che riguar-da i divieti di stampa. Altrimentiquando diventerà legge - prometteSiddi - faremo ricorso in sede euro-pea dove siamo sicuri che avremorapidamente giustizia».
 Alessandro De Pascale
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6Rossana De Rossi
 Anno V - n. 101 -
giovedì 29 aprile 2010 -
E
1,00
Italia, minaccia vulcanica
    S   p   e    d .    i   n    A    b    b .    P   o   s   t .    D .    L .    3    5    3    /    2    0    0    3    (   c   o   n   v .    i   n    L .    2    7    /    0    2    /    2    0    0    4   n .    4    6    )   a   r   t .    1   c   o   m   m   a    1    D    C    B  -    R   o   m   a
anto tuonò che piovve. È
nalmente pubbli-co, con quattro mesi di ritardo, il rapportori
uti 2009 dell’Ispra, presentato in sordinaieri a Roma, senza il ministro dell’ambiente e sen-za dati sui ri
uti speciali, i più pericolosi per la sa-lute dei cittadini. La titolare del dicastero che vigilasull’Istituto, Stefania Prestigiacomo, anche quest’an-no ha brillato per l’assenza alla presentazione del re- port, che vede anche qualche segnale positivo, perquanto in
uenzato dalla crisi economica, come ilcalo dello 0,2% nella produzione totale di ri
uti del2008 (a quota 32,5 milioni di tonnellate) e il miglio-ramento nella raccolta di
 
erenziata, che al nord è pari al 45,5% e supera l’obiettivo stabilito dalla leg-ge (45%). Le cose vanno meno bene a centro e sud,fermi rispettivamente al 22,9% e al 14,7%, anche senel mezzogiorno è da sottolineare il risultato dellaSardegna, che sale al 34,7%, il 6,9% in più rispetto al2007. Bene anche Trentino Alto-Adige (la migliorecol 56,8%), Veneto, Lombardia, Toscana, Emilia-Ro-magna, male il Lazio, al 12,9%, malissimo la Sicilia,ferma al 6,7%.
Rifiuti, in Italia troppe discariche
T
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Cultura
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Dal 5 maggio, al museoFrancesco Cilea di ReggioCalabria, le 50 opere piùsigni
cative dell’artistanewyorkese LawrenceFerlinghetti
Respingimenti
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Il Comitato europeocontro la tortura torna adaccusare il governo italiano:l’intercettazione in mare deimigranti è contraria ai dirittiumani
Morti bianche
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Nella giornatainternazionale degliincidenti sul lavoro, nelnostro Paese i dati restanoallarmanti: 1.500 vittime nel2009 e 400mila infortuni
Negli ultimi 2000 anni 72 movimenti anomali del Mar Mediterraneo hanno interessato le nostre coste. Il capo della Protezionecivile riscopre il rischio di eruzioni. Il geologo Ortolani: «Mai attivata una rete di controllo e prevenzione»
Il salvataggio
L’Unione europea annuncia 120 miliardi di euro di aiuti per sedare il panicosui mercati. La Merkel ora è costretta a dire sì. Ma i rischi non sono
niti:dopo la retrocessione dei titoli spagnoli, oggi asta Btp con suspense
Tsunami
Uno studio rivela: è la Liguria la regione più a rischio nel Paese. Seguono Sicilia, Calabria e il golfo di Napoli
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Crisi
Ispra
Tanto allargarono il foro chedivenne una voragine. Martediscrivevamo dell’opera costan-te e pericolosa delle autoritàtedesche (ma non solo) inten-te a scavare buchi nella digaeuropea. Esattamente comenella storiella l’acqua, i merca-ti, hanno fatto il resto. Ora lafalla è enorme. Ripararla saràcostoso. Forse troppo.Da settimane in realtà tutti glianalisti avveduti hanno lan-ciato segnali di allarme: ritar-dare la soluzione alla crisi gre-ca è un errore grave. E, regolar-mente, l’Europa debole e disu-nita c’è cascata.In particolare il boicotaggio te-desco al piano di salvataggio li-cenziato a Parigi l’11 aprile daigoverni Ue, dal Fondo moneta-rio e la Banca europea ha fat-to si che ora il conto della cri-si è molto più salato. Il pianooriginale era di 30 miliardi di prestiti per l’Ue, in proporzio-ne alla partecipazione al capi-tale della Bce. Ieri, per placa-re il disastro, la Ue si è dovutaimpegnare per un piano di sal- vataggio di 120 miliardi di eu-ro. Il quadruplo. Chissà se We-sterwelle, il pericoloso mini-stro degli esteri tedesco ci ri-
etterà. Anche perchè gli esitidel salvataggio restano impre- vedibili.Ieri mattina la situazione suimercati era surreale: impossi-bile trovare prezzi sul mercatogreco, quasi nessuna liquiditàsugli altri mercati. Come al so-lito un po’ di liquidità c’era suititoli italiani, il mercato più ef-
ciente d’Europa forse.Un arma a doppio taglio: l’avercostruito un sistema di
market maker 
che garantiscono la li-quidità (la possibilità di com- prar e vendere in ogni istan-te) dei titoli di Stato italiani,ha permesso nel passato al Te-soro italiano di gestire bene le proprie necessità
nanziarie.
Luca Bonaccorsi
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2
 
Servizio a pagina 2
Camerun
Indaga sullacorruzione delgoverno e muorein carcere. Ecco lastoria di Bibi Ngota
 pagina 9 
Lo spettro di una nuova Exxon- Valdez si sta palesando alle co-ste della Louisiana, negli Sta-ti Uniti. Allora era il 24 marzo1989, la petroliera Exxon-Valdezsi incagliò nello stretto di Prin-ce William nel golfo di Alaska di-sperdendo in mare oltre 38 mi-lioni di litri di petrolio. Ora il di-sastro potrebbe ripetersi trasci-nandosi in una lunga agonia. Ilpetrolio della piattaforma Dee-pwater Horizon esplosa una set-timana fa continua a fuoriusci-re inesorabilmente. Ad oggi oltre10mila barili di greggio si sonodispersi nelle acque del golfo delMessico, al ritmo di mille al gior-no. Nelle ultime ore del marte-dì la marea nera è arrivata a po-che miglia da Venice, un piccolo villaggio situato lungo una dellebocche dell’estuario del Missis-sippi minacciando di distrugge-re il ricco ecosistema della focedel
ume.
Louisiana,la marea nera verso la costa
Ambiente
Emanuele Bompan
dagli Usa
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La piazzacontroil bavaglio
Intercettazioni
 
2
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giovedì 29 aprile 2010
    ©     P    A    N    A    G    I    O    T    O    U    /    A    N    S    A
>>Primo
Grecia, finalmente aiuti
Il problema è che l’Italia in questesituazioni diventa il “surrogato” deititoli che è impossibile vendere su-gli altri mercati. Infatti gli investito-ri che possiedono titoli greci o por-toghesi, se si trovano nell’impossi-bilità di venderli a causa dell’inef-
cienza del mercato provano a vendere prodotti “correlati”, ovve-ro prodotti che ragionevolmen-te scendano tanto quanto quelliche posseggono: tipo l’Italia. E co-sì la paura è arrivata anche da noi.L’asta di martedi dei bot aveva lan-ciato d’altronde un pessimo segna-le. Per riuscire a vendere tutti i tito-li il Tesoro ha dovuto soddisfare do-mande bassissime,
no a 30bp piùalte (in termini di rendimento) deilivelli di mercato.L’Italia quindi scende in “simpatia”con gli altri mercati. Ma i
ussi
-nanziari hanno una caratteristicanota: autorealizzano le proprie pro-fezie. La Grecia è un buon esempio:con i tassi al 4-5% Atene avrebbepotuto rimetteresi in piedi con sa-cri
ci in un paio d’anni. Con i tassial 10-12% no.Le implicazioni della crisi del debitosono purtroppo scontate: questo èsenz’altro l’inizio di una lunga e do-lorosa recessione. Anche qualora il
default 
fosse evitato grazie al soc-corso in extremis del Fondo mone-tario e dei governi Ue, il danno si-stemico richiederà anni per esse-re sanato. Intanto perchè le banchegreche sono fuori gioco. In questecondizioni per gli istituti
nanzia-ri ellenici è pressochè impossibiletrovare controparti che gli prestinosoldi. Sui mercati interbancari nonc’è più nessuno che gli faccia cre-dito. E i fondi dei greci stanno gra-
Bonaccorsi
dalla prima
La Merkel, autricedel pasticcio, ora ècostretta a sostenereil piano. Oggi in Italiaasta di titoli pubblicicon suspence
Mercati
Dopo una mattinata di vendite con volumi bassissimi l’Europa
nalmente annuncia un pianodi salvataggio: 120 miliardi di
nanziamenti invece degli iniziali 30. In serata S&P colpisce la Spagna
dualmente svanendo. Anche la gen-te comune sta ritirando i propri ri-sparmi per trasferirli altrove, speciea Cipro. L’economia greca senza lesue banche non andrà molto lonta-no. Per ora l’unica salvezza di Ate-ne è Francoforte. Il governatore del-la Bce a dir la verità è stato tra i piùconvinti sostenitori del salvataggio.Di fronte all’aula semideserta delparlamento europeo aveva dichia-rato, settimane fa, che anche qualo-ra i titoli greci avessero perso la sin-gola “A” la banca li avrebbe accettatiin garanzia. Praticamente ora il te-soro può vendere i propri titoli so-lo alle banche greche le quali, a loro volta, possono andare a
nanziaregli acquisti allo sportello della Bce. Alla
ne comunque ieri la Merkelè stata obbligata a dichiarare cheapprova il pacchetto di aiuti. Nonlo ha fatto ne per il bene d’Atenene per spirito europeista, ma per-chè il fallimento greco costerebbemoltissimo all’economia tedescache invece sta dando segni di gran-de dinamismo. Troppo tardi? For-se no. Certo ormai i mercati sannoche l’Europa interviene poco, tardie male. Nel caso della Grecia, delPortogallo o dell’Irlanda questo èun lusso che l’Ue può permetter-
n Italia e nel mondo si conti-nua a morire di lavoro. SergioCapitani, Ilario Moro Merel-la, Leone Gringeri, Giovan-ni Pugliesi sono solo gli ultimi diuna lunga serie di nomi che ognianno aggiornano la macabra sta-tistica delle vittime. Morti bian-che che sono state ricordate ie-ri in tutto il mondo per la Gior-nata internazionale contro gli in-cidenti nei luoghi di lavoro pro-mossa dall’Ilo (l’Organizzazioneinternazionale del lavoro) indet-ta a partire dal 2003.Solo in Italia nel primo semestredel 2009 (secondo i dati più ag-giornati o
 
erti dall’Inail) sonomorte 490 persone, ogni annoin media sono circa 1.500 le vit-time, in media più di tre al gior-no. Un bollettino anche peggio-re di quello della seconda guerradel Golfo anche se qui non sonole bombe a fare rumore e a pro- vocare danni, ma l’incuria, la sot-tovalutazione e spesso la colpe-
Giuliano Rosciarelli
 vole complicità dei datori di la- voro. Quelli che per risparmia-re sulle spese per la messa in si-curezza mettono a rischio la vitadei propri operai.Sempre nel 2009 sono stati397.980 gli infortunati, l’85 percento dei quali si è assentato dallavoro almeno un giorno in segui-to all’incidente e nel 29 per centodei casi il congedo ha comporta-to un’assenza di almeno un mese.Un guerra a bassa intensità chepesa sull’economia mondiale percirca il 5 per cento del prodottointerno globale. L’ultima vittimaitaliana in ordine di tempo è ri-masta schiacciato sotto una ru-spa in un cantiere sardo. Avevasessant’anni e non era nemmenoassicurato. Ma già mentre scri- viamo la lista si sta aggiornando.In tutto il mondo, secondo i datidelle Nazioni Unite, c’è un mortoogni quindici secondi, 6.500 ognianno. Centottanta milioni sonoquelli che si ammalano per pato-logie professionali.Nell’evoluto Vecchio continen-te ogni tre minuti e mezzo qual-cuno muore a causa del lavoro,5.720 ogni anno. Il 3,2 per centodei lavoratori (7 milioni di perso-ne) ha subìto almeno un infor-tunio, mentre l’8,6 ha dichiaratodi so
 
rire di un qualche distur-bo della salute, non necessaria-mente riconosciuto come ma-lattia professionale. I più colpi-ti sono i giovani sotto i 25 anni ele professioni più a rischio sonoovviamente quelle manuali (65per cento uomini, 52 per centoper le donne). Più della metà del-le vittime sono agricoltori, im-piegati nel settore edile, stranie-ri. Il 50 per cento muore in itine-re, nel viaggio che da casa portaal lavoro. Il tutto a oltre vent’an-ni dalla direttiva quadro comu-nitaria sulla sicurezza che risa-le al 1989.Per quanto riguarda l’Italia, do-po l’accelerazione avuta nel 2007si aspetta ancora l’approvazio-ne dei decreti attuativi del Testounico per la sicurezza, il cui cam-mino si è improvvisamente arre-
Dopo l’accelerazionedel 2007 il decretoMilleproroghe harinviato al 2011importanti conquistecome l’inasprimentodelle sanzioni per leaziende, principaliresponsabili inmateria di sicurezza
Il governo, ieri, è stato battuto diun solo voto in aula alla Came-ra su un emendamento del Pd,sull’arbitrato, al collegato lavoro.Hanno votato a favore 225 depu-tati, mentre i contrari sono sta-ti 224. Molte le assenze tra le
-le del Pdl: 95 i deputati che nonhanno partecipato al voto, di cui45 in missione. Le defezioni si so-no registrate sia tra gli esponentidella maggioranza del partito siatra i
niani. Nella Lega manca- vano invece 11 dei 60 deputati.Nell’opposizione, hanno votato170 deputati su 205; 12 erano inmissione e 23 gli assenti. Dei 24deputati dell’Idv, 20 hanno par-tecipato al voto. L’emendamen-to a
rma di Cesare Damiano,ministro del Lavoro nel governoProdi, introduce una modi
ca alcomma 9 dell’articolo 31 che se-condo il Pd di fatto stravolgereb-be lo stesso istituto dell’arbitrato.“Le commissioni di certi
cazio-ne accertano la e
 
ettiva volontàdelle parti di devolvere ad arbitrile controversie che dovessero in-sorgere in relazione al rapportodi lavoro”, si legge nel testo origi-
Politica
 Arbitrato,governo battuto
I
Il lavoro che uccide
Ricorrenze
Nella Giornata mondiale contro gli incidenti nei luoghi di impiego, dalle statistiche viene fuoriun bollettino di guerra: nel nostro Paese le vittime sono in media 1.500 ogni anno. Circa 400mila gli infortuni
stato con il rinvio al 2011 stabili-to dal decreto Milleproroghe ap-provato quest’anno. Un testo tral’altro profondamente depoten-ziato rispetto alla versione origi-naria; vani
cate alcune conqui-ste importanti come l’inaspri-mento delle sanzioni alle azien-de che non rispettano le normeo la determinazione della gior-nata nazionale per l’elezione deirappresentanti territoriali per lasicurezza, che tuttora è rimastasulla carta.
si. Nel caso dell’Itaia non sarebbepossibile. Per un motivo semplice. A di
 
erenza della Grecia che hapoche aste di titoli pubblici all’an-no e per ammontari irrisori, l’Ita-lia fa ricorso al mercato continua-mente. La di
 
usione del panicoche dovesse rendere di
cile al te-soro italiano il ri
nanziamento deldebito avrebbe un e
 
etto imme-diato. E nessun pacchetto di aiutipotrebbe salvarci.La giornata di ieri si è chiusa in rela-tiva calma con i di
 
erenziali che ri-entravano dai massimi della matti-na. L’annuncio della Ue che esclu-deva interventi di ristrutturazionedel debito greco hanno aiutato. Leemozioni oggi le riserverà l’asta deititoli di stato italiani. Circa 9 miliar-di tra Bto a tre e dieci anni e Cct ver-ranno o
 
erti al mercato.Ma chi vuo-le partecipare in queste condizioni?«Il fatto è che se non partecipiamoil Tesoro ci chiama. Siamo obbliga-ti - commenta laconico un operato-re di una grande banca - speriamoalmeno che tacciano i tedeschi».Un’altra giornata di passione.
 
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giovedì 29 aprile 2010
    ©     A    N    S    A
In apertura, Lawrence Ferlinghetti. Sopra,
Winged victory 
; a
anco,
 Eros bound 
>>Cultura>>
LawrenceFerlinghettiil pacifistacol pennello
un artista: scrive poesie e dipinge, da sempre.Da quando ha iniziato a pensare. LawrenceFerlinghetti, classe 1919, pittore, autore di te-sti in versi rivoluzionari come
 A coney Island of the mind 
(1958) e
 Her 
(1960), nonché fondato-re della mitica City Lights Bookstore di San Francisco,prima casa editrice, poi libreria, a pubblicare sotto for-ma di tascabili le opere degli autori della beat genera-tion, è qui in Italia in occasione di una mostra a lui de-dicata:
 Ferlinghetti – 60 anni di pittura
. Ben cinquantaopere tutte provenienti dal suo studio di San Franciscoattraverso le quali è possibile ripercorrere il suo percor-so e la sua evoluzione pittorica, a partire dal lontano ’47,anno in cui per puro caso si accostò per la prima voltaalla pittura utilizzando pennelli e tavolozza dimentica-ti da un suo compagno di stanza,
no agli ultimi anni.In attesa che la retrospettiva traslochi dal Museo di Tra-stevere di Roma a Reggio Calabria, dove approderà il 5
M. Flaminia Attanasio
È
L’intervista
Dopo il successo al museoromano di Trastevere, la retrospettiva sulgrande artista newyorkese viaggia versoil Francesco Cilea di Reggio Calabria. Inmostra, dal 5 maggio le sue 50 opere piùsigni
cative
Ma sì, ma il fatto è che molti diessi sono già degli idoli, e quindi,proprio per questo, l’unica cosada fare è demisti
carli, anche at-traverso piccole cose. Guardan-do a Pound ad esempio, un mo-do per demisti
carlo come si de- ve può essere raccontare e sape-re che usava sempre delle scar-pe decisamente troppo grandiper lui.
Osservando i suoi quadri sem-brerebbe che lei abbia volutodemisti
care anche la cosid-detta democrazia statuniten-se. È così?
Non sempre, non per forza, main generale sì.
E che ruolo hanno la pittura ela poesia in tutto questo?
Sia la pittura che la poesia sonoil cavallo di Troia messo dentrola democrazia americana. Oggii poeti e i pittori sono proprio isoldati dentro questo cavallo diTroia che possono sovvertire ilsistema americano che, ancoraoggi, è tecnocrate, materialistae militarista. Cosa, questa, chesuccesse anche quarant’anni facon gli scrittori beat che, appun-to cercarono di sovvertire l’ordi-ne costituito. Questo discorsosi può applicare tranquillamen-te anche all’Italia: i poeti italia-ni infatti, pur non essendo mol-to politicizzati, si sono sempreschierati contro il consumismo,il capitalismo e contro, ad esem-pio, l’interventismo militare.
Ferlinghetti Terra è un giorna-le ecologista, secondo lei chelegame c’è tra pittura ed eco-logia?
Sicuramente i colori: questi so-no pigmenti e provengono dal-la natura, dalla terra. In veritàinfatti quando io dipingo sto ri-mescolando gli elementi dellaterra. Che poi è ciò che facciomaterialmente nella realtà; miè capitato ad esempio in Fran-cia un po’ di tempo fa: sono sta-to in un posto dove c’era que-sta terra rossa con venature digiallo molto particolare, alloral’ho presa, l’ho messa in un sac-chetto, l’ho portata con me nelmio studio e l’ho usata per alcu-ni quadri.
«Pittura e poesia sono ilcavallo di Troia messodentro la cosiddettademocrazia Usa. Solol’arte può sovvertireil sistema americanoche, ancora oggi, ètecnocrate, materialistae militarista»
se si guarda un quadro di Picassosi capisce immediatamente che sitratta di un quadro di Picasso, co-sì come la voce, speci
ca di ognipoeta, per cui si riconosce ognipoeta in ogni poesia. Comunquerispetto al discorso di questa lineache certe volte si dissolve o svani-sce, tutto dipende dai miei tenta-tivi, per la maggior parte delle vol-te non di successo, di allontanar-mi dal
gurativismo. Ma poi alla
ne ci ritorno sempre, perché il
-gurativismo è quello che mi sod-disfa più di tutti, molto più del“non oggettivo”.
In molte sue opere è come se leisi prendesse gioco dei miti del-la storia dell’umanità. Trovia-mo infatti Proust, Manet, Ro-din, Picasso, Beckett, Pound etanti altri. É forse un modo perdemisti
carli?
Certamente: io non ho mai vo-luto distruggere il mito, ma hosempre creduto fosse giusto de-misti
carlo.
Detesta l’idolatria?
maggio al teatro Francesco Cilea,
Terra
ha incontrato l’artista in unuggioso pomeriggio capitolino ene ha appro
ttato per rivolgergliqualche domanda.
Ferlinghetti, dipingere è unaforma di poesia?
Certamente sì, così come la poe-sia è una forma di pittura.
Come ci si sente a celebrarequesti sessant’anni di pitturaoggi?
La sensazione è un po’ strana,perché uno presume di aver fattodei progressi, cosa che pensavo, einvece no; questi progressi sonostati minimi: se guardo i miei pri-mi quadri, infatti, mi rendo con-to di quanto siano simili agli ul-timi e di quanto continui a faresempre gli stessi errori. Magari ilmio modo di dipingere è diventa-to più elaborato ma, alla
n
ne,è sempre la stessa cosa.
In realtà lei inizia con dei di- pinti le cui linee sono nette,continue e ben de
nite; lineeche poi, andando avanti, si dis-solvono, si sfumano. Com’è av- venuto questo passaggio?
Non lo so. A dire il vero non ci homai pensato più di tanto a questodiscorso della linea, perché io cre-do che la pennellata di un pittoresia assolutamente personale, sia il vero tratto distintivo. Per questo

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