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LIBERO 29 APRILE 2010

LIBERO 29 APRILE 2010

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Giovedì 29 aprile 2010
OPINIONI NUOVE - Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postaleD.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004, n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano
Prezzo all’estero:CH-Fr.3.00/MC&F -
2.0 0.
y                          (                           7                           H                           B                           5                           J                           1                           *                          K                           O                           M                           K                           K                           R                           ( 
DIRETTORE
MAURIZIO BELPIETRO
 ANNO
 XLV
NUMERO
101
EURO
1,20*
*
Con:
”LA CUCINA DALLA A ALLA Z”- Vol. 4 Arrosti, umidi & brasati
4,00; ”LA CUCINA DALLA A ALLA Z”- Vol. 3 Riso & risotti
4,0 0.
 Anche Travaglio ha paura dei giudici
Schifani chiede 720mila euro di danni, il Fatto teme di dover pagare 
GIANLUIGI NUZZI a pagina 8
IL PIANO DI FINI CONTRO IL PDL
GOLE PROFONDE
I fedelissimi svelano tutte le mosse del presidente della Cameraper disfare il partito a Silvio e andare con Casini e Rutelli a fare la nuova Balena Bianca
L’EDITORIALE
:::
I
NTERCETTAZIONI
I
CRONISTIPAGANO ANCHEPERIPM
di
MAURIZIO BELPIETRO
Ieri il sindacato deigiornalisti ha mani-festatodifronte alSenato,protestandocontrolalegge sulleintercettazioni.Co-me è noto il provvedimento in discussio-ne a palazzo Madama mira a limitarel’uso dellecaptazioni telefoniche,vie-tando aicronisti giudiziaridi riportarneilcontenuto, penasalatissime multeol-treche ilcarcere.Secondo laFederazio-ne nazionale della stampa la misura è li-berticida, perché colpirebbe«il dirittodei cittadinia sapere»e perquesto l’or -ganizzazionesi opponee minacciasfra-celli,compreso unricorsoalla Cortedigiustizia europea al finedi far condan-nare il governo italiano.Personalmente nonamo questosin-dacato e da 25 anni non partecipo agliscioperi e alleproteste della categoria.Nonsolo perclaFnsiè aguidasini-stra, ma anche perché butta sempre tut-toin politicaeanchequando èdallaparte della ragione riescea passare daquella del torto. Neè un esempio pro-prio la norma sulle intercettazioni. LaFnsi ha buone ragioni per lamentarsi,perché la legge scarica sui soli giornalistile colpe di un sistema che non funziona,vietando ai cronisti la pubblicazione diciòcheapprendono, ancheseleinfor-mazioni sono a disposizione (...)
segue a pagina 8
CAPOLAVORO TATTICO DI MOURINHO
Impresa Inter: è in finale di Champions
di
FRANCO BECHIS
Il piano era pronto da tempo, dall’autunno scorso. Eavevasubito un’accelerazionenotevole propriodu-rante la campagna elettorale delle regionali. (...)
segue a pagina 2
EDIZIONE STRAORDINARIA
Lunedì 3 maggiosarà in edicola in edizione straordinaria 
Bocchino, la suocera, il ko alla CameraCentrodestra in piena crisi di nervi
di
FAUSTOCARIOTI
a pagina 3
Arrivano i soldi tedeschi. Speculatori all’attacco della Spagna
Salvata la Grecia, chi salva i risparmiatori?
di
DAVIDE GIACALONE
Iproblemiposti daquelcheacca-dealla Grecia,cherischia dipassa-re dall’agorà aldefault, sono tuttipoliticie solomarginalmenteeco-nomici. Il debito greco (...)
segue a pagina 22
MADRID DECLASSATA
Perché l’Italianon farà maila fine di Atene
di
C.ANTONELLI
a pag. 22
APPUNTO •
di
FILIPPO FACCI
 Avanti il prossimo
Ho cambiatocanale e c'era untizio americanocheormaidatrent'anni hasceltodiviverequisulMediterraneo, eche-diceva -mairinunce-rebbealclima chesappiamo,eilsole, ilmare,il cibo,le solitecose, eperò- diceva- sonogiustotrent'annichecerte cosenoncambianomai,proprio mai.I sindacati sono comandatida re-littipseudo-comunistiche sioppongonoatuttoeogni voltaannuncianouno scioperogenerale come la venuta del messia, quando possono pa-ralizzano ilpaese con incredibiliscioperi deitrasporti pubblici, statali einsegnanti e pensio-nati restano il loro core-businnes, ogni volta che  fanno un corteo sembra di tornare agli anni Set-tanta, priorità e discussionisono sempre le stes-se, i dipendenti pubblici sono troppi e costanounbottoehannoilposto avita,lagentevainpensionea 60anni mentrei tedeschiper dire,civanno a 67, e - diceva - ogni volta eterne diatribe sulla necessitàdi liberalizzare,privatizzare, ra-zionalizzare, tagliare enti e municipalizzate,comunitàeprovince,diminuire ildebito,laso-litasolfa,conla sinistracheproteggeiparassiti,ladestra cheproteggeglievasori fiscali,leferro-vie indebitate,la compagnia aereafallita, ecco,rimane giustoil turismo,sinché dura:appuntoilsole, ilmare,ilcibo, lesolitecose.Poi unbrivi-do alla schiena: parlava della Grecia.
Libero pensiero
 A Bersanimanca solola parola 
di
ANDREA SCAGLIA
«Le parolesono impor-tanti», Nanni Moretti do-cet. E peròpoi certo, nellapolitica di oggi (...)
segue a pagina 11
Chi adotta un bianconon è razzista 
di
SIMONA BERTUZZI
Leggi che unacoppia diCataniavuole adottareunbimbo straniero purchénon sia di colore (...)
segue a pagina 15
La giovanedestra di libri e botte
di
GIAMPIERO MUGHINI
Non posso chiamarvi“amici”perché nonvico-nosco a talpunto da direse siete o no (...)
segue a pagina 37
DOMANI CON LIBERO
Quattro paginetutti i venerdìdedicate al mondodel lavoro,alla formazionee alle opportunità per chi cerca e offrelavoro
Lavoro
Il sindaco vieta la piazza ai baci gay 
di
LUIGI SANTAMBROGIO
 A dispetto del titolo, dalsaporeproibito eclande-stino, quei baci (...)
segue a pagina 12
IVAN ZAZZARONI
A PAGINA 43
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2
Giovedì 29 aprile 2010
PRIMOPIANO
@
commenta su www.libero-news.it
OPPOSIZIONE
Ilsegretario delPd PierLuigiBersani sciegliel’ironia: «Forsesono aumentatigliuomini vicini alla terza carica dello Stato...»
la resa dei conti
L’INCIDENTE
Governo battutoSotto accusa Bocchino&Co
Maggioranza sotto alla Camera su un emendamentodel Pd. Tra i 95 assenti molti fedelissimi dell’ex leaderdi An, accusati dai colleghi. Sfiorata la rissa in aula
Gli uomini del presidente svelano il disegno per far cadere il centrodestrae ricostruire la Dc con Rutelli e Casini. Tutto partiva dall’auspicata sconfittadella Polverini nel Lazio, con cui attaccare il Cav. Progetto solo rimandato
Il piano di Finiperdisfarei
:::
BRUNELLA BOLLOLI
ROMA

 
Duedeputati inpiùinAula eilgover-no nonsarebbe andatosotto perl’ennesi -mavolta. Inveceè(ri)successo.Per la46esi-ma volta inquesta legislatura e conla beffadiun solovoto discarto (225sì contro224no). Estavolta, ladomanda sorgesponta-nea:assenzegiustificate otrappolonedellafronda finiana? Alcuni,come il vicepresi-dente deiparlamentari SimoneBaldelli (eFi), cercano di smorzare e parlano di «as-senzaperritardo, senzaalcunvalorepoliti-co», ma i numeri dicono: 95 deputati del PdLnon c’erano al momento delvoto, di cui 45in missione mentre altri 50 assenti non giu-stificati. E, guarda caso, quasi tutta la truppadeifedelissimi delpresidenteFini, ildimis-sionarioItalo Bocchinocompreso. PerlaLega mancavano 11 parlamentari, 8 deiquali eranogiustificati e3 eranosemplice-mente “non pervenuti”.Morale:il Pdhagioitodelpasso falsodellamaggioranza.«Non so se si sono estesi i finiani...», è l’ironiadiPierLuigiBersani, chepoi,però,aggiun-ge:«Viene quasidaaugurarsi chequalcunoavessecompreso benelaportata dellaque-stione. Il nostro emendamento era nel solcodelleindicazioni delpresidente dellaRe-pubblica. Direi quasi un omaggio».L’emendamento,dicui èprimofirmata-rio l’exministro Cesare Damiano,si riferi-sce all’articolo 31deltesto,relativo allepro-ceduredi conciliazioneediarbitrato, einparticolare alleclausole compromissorie.Inbasealtesto passato,lecommissionidicertificazione accerterannole devoluzioniagli arbitri solo delle controversie di lavorogiàinsorteenon chedovesserosorgereinfuturo. Tradotto: illavoratore potrà sceglie-reo menol’arbitratosolo dopol’insorgeredella controversia e nonall’inizio del pro-priorapporto dilavoro.Una differenzaco-munque«ininfluente» peril ministrodel Welfare MaurizioSacconi, vistochel’emendamento del Pd «non ha fortunata-mente modificato la normativa attuativadell’articolo 808 del Codice di procedura ci-vile, in materia di clausole compromissorie,conlequalile partipossonodevolvereadarbitri le controversie nascenti dal contrat-to».Sacconiha ancheparlatodi«colpevoliassenze di molti nella maggioranza».E dunque, scorrendo l’elencodei 95 chehanno lasciato il banco vuoto, saltano subi-to all’occhio gli8 finianiche,oltre aBocchi-no,hanno “bucatolachiama.I nomi?Fa-bio Granata, FlaviaPerina, Silvano Moffa,Enzo Raisi,Mirko Tremaglia,GiuseppeScalia, Carmelo Briguglio, Antonino Lo Pre-sti. Proprio quest’ultimo èstatopoiprota-gonista di un animato scambio di opinionicon il collega di partito Giancarlo Lehner. Ilqualeha poiminimizzato l’episodio, di-chiarandodi nonavere maiparlato di«ag-guatoda partedei finiani».«Contro dinoidubbie sospettiprividifondamento», èlareplica di Lo Presti, «visto che non è possibi-le che tutti gli assenti siano finiani». E infatti,moltiex azzurriieri nonc’erano. PerfinoilcapogruppoCicchitto erain missione.Viaancheil coordinatoreDenisVerdini, imini-striMaria StellaGelminie RaffaeleFitto(giustificato), ilneogovernatore leghistadelPiemonte,Roberto Cota.Insomma,parec-chi tra coloro chehanno doppi incarichi.«Nonsi puòdare tuttalacolpa aifiniani»,ammette l’azzurro SergioPizzolante, chedefinisce«un incidenteda nonripetere»,l’ennesimo scivolonedel governo.Dopo ilquale, l’Aulaha approvatola richiestadelrelatoreGiuliano Cazzoladiaccantonarel’articolo 31. In serata, comunque, i deputa-ti hanno approvato tutti gli articoli del ddlcollegato sul lavoro. Giovedì il voto finale.(...) Gianfranco Fini era pronto ad aprireprima lacrisi dentro il PdL,poi trovareuna sponda nell’area centrista e infinefare saltare il banco, smontando i dueprincipali partiti delbipolarismo: Pd ePdL.Mala levaprincipaleperrealizzaretutto doveva venire da quella che per luiera unacertezza: la sconfittadi RenataPolverini alle elezioni regionali del Lazioe il probabile deludente risultato com-plessivo. Lo raccontanoa Libero alcunidei suoi fedelissimi con cui ieri abbiamoricostruito tappaper tappastrategiepassate e future del presidente della Ca-mera. «Ebbe colloquicon Pier Ferdi-nando Casinie conFrancesco Rutelli»,ammettonoalcuni diloro,«ein ognica-so aveva intenzione di aprire la crisi sul-la gestione del PdL partendo proprio dalcaos della mancata presentazione delleliste aRoma». Il risultato èstato unadoccia freddasul progetto,ma ilpianodi battaglia non è cambiato. È esploso inun altro modo ilcontrasto con la Legache covava sottoterra damesi. Lo capi-rono tutti perfino nell’ufficio di presi-denza della Camera, ilgiorno in cui sidovettecomminare lepeneper unaba-ruffa in aula fraFabio Evangelisti (Italiadeivalori) eduedeputati leghisti,FabioRainieri e Gianluca Buonanno.
POCHE SETTIMANE FA
Ilcollegiodei questori,organocolle-giale in cui c’è anche un rappresentanteexAnpropose 15giornidisospensioneper il primo,6 per il secondo e5 per ilterzo. Finirivendicò isuoi poteriper ri-baltare la sentenza(caso rarissimo). 12giorni alprimo, 10al secondoe 8al ter-zo. Poi solo davanti alla sollevazione ge-nerale,accettò lapenaproposta perilterzo che avevaresponsabilità minori.Fatto piccolo, masignificativo: era l’11febbraio scorso.«Iofino alleRegionali avevocompre-so le sue ragioni»,sostiene Amedeo La-boccetta,figura storicadelMsi, perlun-ghi anni consiglieree amico personaledi Fini,pronto asostenerlo anchenelconfronto conSilvio Berlusconi(ha fir-mato ancheil primo documentodi so-lidarietà alpresidente dellaCamera,quello dei 52 finiani). «Ma il giorno dopole elezioni l’ho visto e gli ho detto che bi-sognava prendere atto della realtà. I fattinon erano quelli che ci si immaginava, eun leader sa cambiare atteggiamento. Vero che uno deinostri, Italo Bocchino,si era spinto troppoavanti. Ma che Ber-lusconiavessevintole elezioniecheaRoma questofosse avvenutopropriograziea lui,eraun datodifatto chenonsipoteva negare.Glidissi quelgiornochebisognavaprendere attodellaat-tualità,che queidatidicevano cheilprogetto diuna rapidascomposizionedel sistema politico, tutto pronto a dis-solversi, l’area diCasinieRutelli inmo-vimento,altri contatticonesponentidel PdL edell’opposizione non avreb-bero portatoa nulla». Fini rispose- è
CELEBRAZIONE DELL’UNITÀ D’ITALIA
Porte aperte a Montecitorio per Villari e Augias
 Alladirezione delPdL sel’è presacon Berlusconiperavere accantonato - intimorito dallaLega - le celebra-zioni peri 150 anni dell’Unitàdi Italia. Fini ineffetti siera mosso già da tempo: e a gennaio scorso aveva fattodeliberare dall’ufficio di presidenza l’apertura di Mon-tecitorio alle riprese video e ai taccuini di due cronisti estoriciche realizzerannouna collanadiDvd daltitolo“Italiani”sui 150 anni di unificazione del paese. La sor-presa è venuta dai nomi: un editorialista di Repubblica(Corrado Augias) euno storico di originimarxiste Lu-cio Villari. Quest’ultimo, sostenitore del Pd fino alle re-gionali, ha ha abbandonato una direzione del partito amarzo che doveva trovare lalinea proprio sulle cele-brazioni.Ma sièoffesoperché ilsegretarioBersaninon ha tenuto in gran conto le sue osservazioni e se neè andato sbattendo laporta. «C’erano» ha raccontatolo storico «D’Alema, Bindi, Bersanie io ho consigliatodirecuperaretuttoquelloche èstatoilRisorgimentoeche bastaappropriarsi ditale eredità.Bersani allafineha riassunto tutti gli interventi, aparte il mio. A questopunto mi sono alzato e me ne sono andato e ho pensa-to che avrebbero perso le elezioni». Un po’iettatorio ecerto nonprivo diautostima, maora èsembrato me-ritevole di attenzioni da parte del presidente della Ca-mera,cheha elogiatole«finalitàstorico-documenta-ristiche dell’opera» che Villari realizzerà con Augias.
:::
segue dalla prima
FRANCO BECHIS
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3
Giovedì 29 aprile 2010
PRIMOPIANO
@
commenta su www.libero-news.it
LASFIDA
Per Cicchitto, presidentedei deputatidel PdL, le dimissioni del suo vice sono già accettate:«È venuto meno il rapporto di fiducia»
la resa dei conti
L’ANALISI
Partito in pienacrisi di nervi
La sfiducia tra i cofondatori paralizza l’esecutivo Al momento la situazione può solo peggiorare
PdL
LO STRATEGA
Il presidentedella Camera,Gian-franco Fini, sperava che RenataPolverini uscisse sconfitta dalla“battaglia”nel Laziocontro lara-dicale Emma Boninoper criticare ilPdL sugli erroricommessi in cam-pagnaelettorale
LaPresse
:::
FAUSTO CARIOTI

 
Suuna cosal’ultràfiniano FabioGra-nata haragione davendere: «Cosìfiniscemale».Perché ormaic’èpiùisteria nelPdLche sullatangenziale diRoma nell’ora dipunta, e basta un incidente, anche minimo,perché partano gli insulti e il Partitodell’Amore rischidi finire(in tuttii sensi)amanate in faccia. Gianfranco Fini ha mode-rato i tonirispetto a quelli usatidurante ladirezionechelovide puntareilditoversoSilvio Berlusconi.Ma lasfiducia trai dueleader rimane intatta, anche perché restanolecauseche l’hanno generata. Berlusconinondigerisce cheFini siaallo stessotempopresidentedellaCamera -ruolosuperpar-tes perdefinizione - ecapo diuna corrente.MentreFini, nonostantelerassicurazionidel Cavaliere,continua avedere lamano diBerlusconi dietro ogni attacco che gli lanciail Giornale (l’ultimo ieri, con la ripresa dal si-to Dagospia della notiziadegli appalti affi-dati dalla Raialla società della suoceradi Fi-ni). Riassume bene il pidiellino Osvaldo Na-poli: «Hoil presagioche ichiarimenti traidue siano soltanto all’inizio».Eppure dentro al partito non si parla d’al -tro. Con qualirisultati, lo si èvisto ieri allaCamera, dove il centrodestra è riuscito adandare in minoranza sul disegno di leggeper lanuova disciplina del lavoro,nel quale-per unsolo votodiscarto -è statoinseritoun emendamento presentato dalPd. È laquarantaseiesimavoltache ilgovernovie-ne battuto a Montecitorio, ma ieri è stata di-versa, proprio a causa del clima mefiticochesi respiranelPdL. Alcuniberlusconianihannosubito accusatola pattugliafinianadiaver tesoun«agguato».In effetti,ildub-bio viene:nel momento delvoto, ipochi fe-delissimi rimastia Fini quasitutti assenti:Italo Bocchino, CarmeloBriguglio, FabioGranata, Flavia Perina…Buona parte di co-storo, peraltro, eraimpegnata a discuteresulle strategie della loro «componente».La stessacosa, però,avveniva sulfrontedei berluscones. Fabrizio Cicchitto, il capo-gruppo,eraassente «giustificato»,inquan-to in missione: doveva andare a Porta a Por-ta per discutere deiproblemi interni al PdL. Assenti anche il coordinatore Denis Verdinie altri uomini fidati del Cavaliere. La moraleè che nemmeno un falco come GiorgioStraquadanio se la sentedi gettare la crocesui finiani:«Non so seè statoun agguato.Ma so che c’erano novanta assenti e chestiamo costringendo il sottosegretario Pao-lo Bonaiuti a stare inaula, quando ha moltealtre cose da fare. Èfolle che debba esserequi per rimediare agli assenteisti».Questo è l’andazzo, tendente allo sfascio,e almomento nonsi vedonomotivi percuidebbamigliorare.Fini stafacendoilgirodelle settereti perspiegare intelevisione lasuaidea didestra«moderna,senza bavaal-la bocca»,insomma ammiccantealla sini-stra, macomunque -ripete lui- lealeal go-verno ealla coalizione. Ancora nonè datosapere quanti italiani stia convincendo. Sisa con certezza, però, che questo suo ipe-rattivismo sta provocando fortimal di pan-cia a Berlusconi, semprepiù convinto cheun presidente della Camera debba avere uncomportamentomolto diversoda quellodiFini. Il fatto che l’ex leader di An non abbiapresoledistanze daisuoipasdaran,comeBocchino eil politologoAlessandro Campi(quello che ha proposto un governo tecnicocon i finiani alleati della sinistra) rende poimeno credibili le sue professioni di lealtà.Peggiodicosìsipuò? Certochesì,ema-gari lo vedremo già oggi, quando i deputatidel PdL si riuniranno per decidere la sorte diBocchino.Il qualeprimaha presentatoledimissioni da vicecapogruppo, poi ha spie-gatochequeste eranolegatealledimissionidelcapogruppo,cioèdi Cicchitto,eorari-schia di essere accontentato per la primaparte e nonper la seconda. L’ideache si vo-tino le dimissioni diBocchino, e quindi di-venga ufficiale la spaccatura nel suo partito,nonpiace aBerlusconi.Laconta garbapo-co anche a diversifiniani, perché potrebberivelare che sono ancora meno del previsto.Così prende corpo l’ipotesi che Bocchinovenga abbandonato dai suoi, e le sue dimis-sioniaccettatesenza alcunavotazione.Inogni caso, è una ferita che resterà. Con qualiconseguenze, lo capiremo presto.sempre la versione di Laboccetta - che ilprogetto era troppo avanti: Bocchinoavevafatto partireGenerazioneItalia,già organizzato un appuntamento a Pe-rugia per l’8 maggio, già partiti gli inviti,già arrivate le primeadesioni. «Gli dissi:Gianfranco, fermati! Hai ragione sumoltecose,mase larealèdiversa...Italo Bocchino sostenneil contrario:avanti, è il momentodi spaccare tutto.Parlava daguerrigliero, e credoche siaproprioquestoche avesseinmenteeche vedremoin scena neiprossimi me-si: laguerriglia». MaFini pensaancora aCasini eRutelli? Accarezzal’idea diunascomposizione e ricomposizione di PdePdL? SecondoLaboccetta «ètentato.Manon loconsentirannogli altri.Gian-francoperò èormai inmano aguerri-glieri come Bocchino, emi sembra pre-so dal cupio dissolvi. Cosa farà? La guer-riglia, poi la componente finiana, la cor-rentina e inevitabilmentela scissione. Inumerinon cisonoe ilrischioè dirive-dere un film che io ho già vissuto: quellodi Democrazia nazionale, un’avventu -retta che Bocchino manco conosce per-ché era bambino. Ioe Gianfranco cherestammo con Giorgio Almirante sì».
GLI ALTRI ALLEATI
Roberto Menia pensacose simili (emeno riferibili) sul capo della guerriglia,Bocchino. EnzoRaisi è certoinvece chefuoridal PdLilgrupponon finirà:«pri-mo perché questo Fini mi ha promesso.Secondoperché sequesto volesse,ionon lo seguo». Anche un’altra delgruppo comelapiemontese Maria GraziaSiliquini ècerta della guerriglia, ma altrettanto cheil terreno su cuisi combatterà resteràinterno al PdL: «Fini pensaa cosa sarà ilpartito fra qualche anno.I veri numeridelleRegionalidicono giàchestiamoscomparendo. Da noi il candidato ex Anche haraccolto il maggiorenumero divotine hapresi 8mila,una miseria.Laprossima voltasaranno la metà. Osi dàlo scossoneadesso osono guaiper tut-ti».Matorniamoa Laboccetta,chehavissuto leore decisive conFini finoa lu-nescorso.«Errori cenesonostatidappertutto. Vero che Fini troppo spes-so èstato umiliatoda Berlusconi.Verochelaresponsabilidiquellabruttapagina della direzionenazionale è statavicendevole. Io fino all’ultimo ho spera-to chesi potesse ancora -chissà, conuna stretta di mano - riprovare. Ma nonècosì. Gianfrancoèpartitoda unacon-siderazionecerta: luinon sarebbestatoil successore di Berlusconi nel PdL. Legao nonLega, ormai erano piùforti altreipotesi:Giulio Tremontioaltri. Nonlui.Io finoall’ultimo gli hodetto: aspetta,prenditempo. Unleader safarlo. Cisia-mo sentiti il 25 aprile, quando gli ho det-to diimporre aBocchino veredimissio-nielafine dellasceneggiata.Luihaca-pito che nonci stavo, mi hachiesto divenireil lunedìun’oraprima dellariu-nione del gruppo dei finiani. Gli ho spie-gato chenon l’avrei seguitosulla stradadellaguerriglia.Allora mihachiestoilfavoredi nonpartecipare allariunionesuccessivadel gruppo,per nonturbareglialtri. Nonho capito,manon cisonoandato. Gianfranco è stato molto secco,cisonorimastopure maleperitoni.Mami èsembrato preso dalcupio dissolvi:a questo punto vuole solo trovare le leveper fare saltare il sistema e farla pagare aBerlusconi. Siè affidatoa quelragazzi-no cheora stadiventando pertutti unsoggetto politicamente pericoloso e go-de nel tenerein eccitazione permanen-te il primo partito politico italiano».

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