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preparazioni estrattive

preparazioni estrattive

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preparazioni estrattive
Secondo la definizione della FU, "
 Le droghe vegetali sono essenzialmente piante intere, frammentate o tagliate, parti di piante, alghe, funghi, licheni in uno stato non trattato, generalmente in forma essiccata, ma talvolta fresche. Sono anche cosnsiderate droghe vegetalialcuni essudati che non sosno stati sottoposti ad uno specifico trattamento. Le droghe vegetalivengono definite con precisione secondo il sistema binomiale (genere, specie, varietà e autore)
".Più praticamente, le piante possono essere considerate come un laboratorio contenenente numerosesostanze chimiche, estraibili in modo differenziato in base al metodo utilizzato (v. tabella). Daognuna di queste metodiche è possibile ottenere un prodotto finale con requisiti e caratteristicheanche molto diverse tra loro, con indicazioni terapeutiche peculiari, ed altrettante modalità di uso econtroindicazioni.Le tecniche estrattive applicate a materiale di natura vegetale, sono impiegate oltre che per ricavareil principio attivo puro, anche per ottenere una forma più pratica e stabile, eliminando dalla droga icomponenti indesiderati.
DROGAdistillata conacquaidrolati, essenzedistillata con alcolalcolatipolverizzatapolveriestratta medianteinfusione, decozione,digestione,macerazione, percolazionePremesso che è raccomandabile non miscelare più di 3 - 5 piante o estratti nello stessopreparato (con l'aumento del numero dei componenti aumenta la probabilità di possibiliinterferenze), quando si utilizzano più erbe miscelate nella stessa preparazione, queste devonoessere omogenee tra loro; così, non si dovrebbero miscelare le parti più tenere (fiori o foglie)con quelle più dure (radici o corteccia).Generalmente si inseriscono anche droghe vegetali con lo scopo di migliorare il sapore el’odore della tisana stessa (Menta, Liquirizia, Finocchio, Anice, ecc.)
 
distillazione con acqua: idrolati
Gli idrolati sono preparazioni in cui il principio attivo, generalmente volatile o di origine vegetale(ad es., terpeni), viene portato in soluzione mediante distillazione in corrente di vapore, tecnicausata soprattutto per composti che essendo altobollenti potrebbero decomporsi nelle normalicondizioni di distillazione.La distillazione in corrente di vapore interessa la maggior parte delle piante aromatiche: Anice,Cannella, Origano, Garofano, Lavanda, Issopo, Geranio, Menta, Basilico, Rosmarino, Timo, Salvia,Sandalo, Ylang-Ylang, Finocchio, Cipresso, Ginepro, ecc. e si riserva per quegli oli essenzialiscarsamente solubili in acqua e i cui costituenti non sono decomposti dal calore.
Generalmente le piante aromatiche si distillano allo stato fresco perchè una loroconservazione, protratta anche per poche ore, può innescare dei processi fermentativi capaci didistruggere in parte l'essenza o di alterarne la fragranza del profumo.
 
 
Prima della distillazione il materiale vegetale deve essere convenientemente lavorato per ottenere ilmassimo rendimento nel corso del processo di estrazione. Gli oli essenziali delle droghe sonocontenuti in tasche o canali secretori (i frutti delle Apiaceae) e vanno finemente contuse così dafacilitare il processo di diffusione dell'olio essenziale e distillate sùbito dopo, onde evitare letrasformazioni secondarie (innescate da reazioni di ossidazione, ecc.) ed una perdita del prodotto per evaporazione. Al contrario, se l'olio essenziale è contenuto nei peli ghiandolari superficiali,come si verifica nella Lavanda, nella Menta e nella Salvia, le rese più elevate si ottengonodistillando la droga integra.
Si deve tener conto che gli oli essenziali ottenuti per distillazione in corrente di vapore nonsono identici alle sostanze aromatiche contenute nell'apparato secretore della pianta, in quantorisultano più o meno modificati a séguito del metodo di estrazione. Si formano così delle nuovemolecole - a partire da precursori - per ciclizzazione, polimerizzazione, ossidazione,perossidazione e apertura degli anelli lattonici dei composti originariamente contenuti.
L’apparecchio distillatore (v. fig. sotto) deve essere chiuso ermeticamente per non far fuoriuscire ivapori ed è collegato, mediante un raccordo, con un refrigerante raffreddato ad acqua per lacondensazione dei vapori. L’acqua, riscaldata, evapora ed attraversa le parti della pianta provocandol’evaporazione dei princìpi attivi volatili; i vapori attraversano il refrigerante, condensano evengono infine raccolti in un recipiente dove si separano dall’acqua per il differente peso specifico.Questa tecnica è indicata per ricavare oli essenziali da droghe.
il vaporeattraversa ilmaterialevegetale edistilla l'olio
RECIPIENTEDISTILLATORE
 vapore iningressomiscela di vapore e olioessenza oleosa raccolta dalla parte alta deldistillatoacqua in uscita dalcondensatore
CONDENSATORE
 acqua fredda inentrata
SEPARATORE
 l'idrolato esce dalbasso delseparatoreschema del processo di distillazione in corrente di vapore (
steam distillation
)
1.le parti della pianta fresca o essiccata sono messe in un contenitore chiuso ermeticamente;2.il vapore in pressione è introdotto nella parte inferiore del contenitore e passa attraverso le parti vegetali per vaporizzare gli oli volatili in esse contenute;3.la miscela di vapore e olio vaporizzato passa attraverso un condensatore;4.gli oli essenziali sono estratti dall'acqua aromatizzata alla superficie del separatore mentrel'idrolato viene raccolto nella parte inferiore.Prendendo l'essenza (precedentemente ottenuta per distillazione di olii volatili in corrente di vapore)e disperdendola in acqua, si ottengono gli
idrolati
, detti anche "acque aromatiche". A rigore, inquesto caso si ottiene un
idrolito
. Le essenze sono pochissimo solubili in acqua (circa 1%), sicchéoccorre adottare procedimenti particolari:
 
1.prendere un leggero eccesso di essenza e dibatterla in acqua eliminando poi la frazioneoleosa indisciolta;2.dopo aver disperso l'essenza in una polvere (per esempio, talco), in modo da garantire unamaggior superficie di contatto, la si disperde in acqua e successivamente la si filtra;3.si realizza la dispersione facendo ricorso a sostanze tensioattive.
distillazione con alcol: alcolati
Analoghi agli idrolati, si ottengono per distillazione con alcol delle droghe fresche, messe precedentemente a macerare in alcol per il tempo necessario. Si usa alcol a 96º e, dato che le droghesono fresche e contengono ancóra acqua, si limita la sua presenza distillando solo i 2/3 delmacerato.Per droghe diverse da fiori e foglie, si può anche ricorrere alla spremitura meccanica oppureall'estrazione con un solvente volatile che possa poi essere facilmente eliminato. Gli idrolati,essendo soluzioni sature, possono presentare il cosiddetto effetto di salatura: diminuzione disolubilità ed intorbidamento per aggiunta di altre sostanze.
L'estrazione per spremitura è solitamente riservata per quelle droghe aromatiche checontengono gli oli essenziali in cellule superficiali ed in grande quantità come i frutti del genere
Citrus
(limone, mandarino, arancia amara, arancia dolce, bergamotto). Le essenze di questifrutti sono facilmente perossidabili tanto da non sopportare una estrazione a caldo. In questocaso si può procedere come segue: l'epicarpo (scorza) del frutto fresco viene posto in sacchettidi crine, indi sottoposto a forte pressione in particolari torchi a mano oppure idraulici.L'azione meccanica conseguente alla pressione, provoca la rottura degli otricoli o celluleoleifere e la fuoriuscita dell'olio essenziale che viene quindi raccolto.
 I processi estrattivi vengono condotti sulle droghe opportunamente polverizzate e l'entità di questa polverizzazione, che riesce migliore se le droghe sono dure, può variare l'efficacia dell'estrazione.In particolare, la polverizzazione, ossia la riduzione allo stato secco, serve anche ad eliminarel'attività di certi enzimi che, in presenza dell'acqua contenuta nella droga, potrebbero deteriorare il principio attivo (per es. la digitale).
polveri
Le polveri sono preparazioni solide omogenee ottenute mediante operazioni meccaniche eseguitesulla droga. Vengono usate per confezionare compresse, capsule o bustine. Esistono polverimicronizzate, e sono preparazioni stabili, anche se con modeste quantità di principi attivi. Il limitemaggiore della polveri è rappresentato dal fatto che i princìpi attivi, non sottoposti ad alcun processo estrattivo, possono rimanere “intrappolati” nel tessuto vegetale, e quindi sono scarsamente biodisponibiliA parte alcune polveri presenti in Farmacopea, possono essere utilizzate razionalmente comeeccipiente per capsule o veicolo di oli essenziali, come la polvere radice di Liquirizia, oppureancora come fonte di fibre (Fucus, Altea, Guar, ecc.) o di tannini (quercia, krameria, ecc.), peraltrosenza altre significative attività farmacologiche a livello sistemico.
processi estrattivi non distillativi

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