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il
Ducato
Periodico dell’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino
Quindicinale - 30 aprile 2010 - Anno 20 - Numero 7Il Ducato on line: ifg.uniurb.it
   D   i  s   t  r   i   b  u  z   i  o  n  e  g  r  a   t  u   i   t  a   P  o  s   t  e   I   t  a   l   i  a  n  e   S  p  a  -   S  p  e   d   i  z   i  o  n  e   i  n  a .  p .  -   7   0   %   -   D   C   B   P  e  s  a  r  o
Sono trenta gli esemplari di
canis lupus 
presenti nel territorio diPesaro-Urbino secondo l’esper-to Angelo Giuliani. I cambiamen-ti ambientali hanno richiamatonell’Appennino marchigiano ilpredatore scomparso. La Regio-ne promuove un progetto per laconservazione del lupo e la ridu-zione dei conflitti con agricoltorie allevatori.
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Torna il lupoin provincia
Ambiente
Il settore delle discoteche è in gi-nocchio. Oggi mantenere unadiscoteca non è più convenientecome una decina d’anni fa. Col-pa della crisi economica, manon solo: anche delle leggi antialcol e dei controlli della poli-zia.Tra i gestori dei club c’è chista meditando di sbattere la por-ta e trasferire la propria attivitàaltrove.
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Parla Gaudenzio Bernasconi,bandiera della Sampdoria chetra il 1968 e il 1970 ha concluso lasua carriera con la maglia del-l’Urbino, come allenatore-gio-catore. Dalle sfide in Nazionalecontro leggende come Charltone Di Stefano ai campi della serieD marchigiana, da Genova allavita nel Montefeltro, in cui l’ex centrocampista bergamascotorna ogni anno.
a pagina 14
Bernasconi:“I miei ricordi”
Calcio/Amarcord
Giornale al servizio della città
 E’ lo strumento di una scuola, ma sembra diventato una piccola istituzione
Sondaggio sul Ducato. Chi lo legge? Può migliorare? 432 giudizi
L’EDITORIALE
D
ue chilometri di cittadinisfilano con la maglia “Io stocon Emergency” in un cor-teo del 25 aprile che a Milano nonsi vedeva così grosso da oltre quin-dici anni. A Urbino gli studenti diuna “resistenza anomala” festeg-giano per due sere i partigiani inpiazza della Repubblica. Quellidell’Isia portano in una mostra gliarticoli della Costituzione scritticon caratteri tipografici disegnatidagli studenti. Storie che “ilDucato” raccoglie questa settima-na.L’Anpi sa di passato. Ed è stranoche nascano sezioni nelle universi-tà, come sta avvenendo.Inizialmente l’apertura ai noncombattenti decisa cinque anni fasi leggeva come un modo disopravvivenza di una sigla gloriosa,da non perdere, patrimonio damuseo.Ma ora i diciottenni che si iscrivo-no, lasciano la gara della retorica aipartiti “nati dalla Resistenza” (epartecipano anche gli altri).Trovano, invece, nella ricorrenzadella Liberazione strumenti buoniper il presente. Toh! E’ compitodella Repubblica rimuovere gliostacoli di ordine economico esociale, che limitando di fatto lalibertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppodella persona umana. Sindaco,politici vari, stanno facendo qual-cosa per darci questa uguaglianzadei punti di partenza che sta scrittoqui, al secondo comma dell’artico-lo 3 della Costituzione? E’ un vostrodovere, nero su bianco. Anche conuna certa urgenza.E anche la Repubblica democratica“fondata sul lavoro” dovrà puresignificare qualcosa e pesare suitavoli della crisi senza doverlo gri-dare dalle gru.Forse è solo una ventata di prima-comunità deve provvedere, con leproprie tasse (federalismo fiscale)alla scuola dell’obbligo gratuita euguale per tutti, anche a tavola.II caso. Sgomberi a catena, aMilano, dei campi di zingari. Leruspe distruggono tutto, anche lecartelle con i quaderni dei bambiniche le maestre inseguono per tene-re un filo di civiltà. E nessuno dicenulla, salvo il cardinale Tettamanziche per farsi capire meglio haanche portato uno straordinariogruppo di zingarelli violinisti asuonare in Duomo. Bisogna starezitti? No.III caso. L’acqua è pubblica. Poiaggiungono (qualcuno anche asinistra): possiamo però privatizza-re gli acquedotti. Somma ipocri-sia.L’acqua senza le tubature checosa è? Avete provato a portarla trale mani? Resta solo…l’umidità. E’giusto mettere la legge del danaroanche nell’acqua che beviamo? No.Eccoli alcuni “valori condivisi”. Chinon è d’accordo alzi la mano e par-liamo.
direzione.ilducato@uniurb.it 
Gli studentie i valori condivisi
1990-2010. A distanza di ven-t’anni dal primo numero delDucato, era ora di fare unbilancio. I ragazzi della Scuoladi giornalismo hanno sondatol’opinione di studenti e cittadi-ni per capire cosa pensano diquesto giornale. Sono stateinterpellate 432 persone attra-verso un questionario di 12domande distribuito per le viedel centro.Il primo risultato interessanteè che quasi l’80% degli intervi-stati legge il Ducato. Di questepersone, più della metà dichia-ra di essere affezionata al quin-dicinale perché dà informazio-ni su Urbino. Solo il 20% lolegge perché è gratis. Infatti il46% sarebbe perfino dispostoa pagarlo, magari non più diun euro. Alcuni (12%) nonhanno idea di cosa sia. Alla domanda sulla qualitàdegli articoli, la maggior partedegli intervistati li ritiene sem-pre ben scritti. Non manca chiinvece pensa siano imprecisi esuperficiali. Qualcuno, oltre adaver messo le crocette, ha for-nito suggerimenti su comemigliorare il giornale. Se lacarta nel complesso viene pro-mossa, il sito Internet dellaScuola (ifg.uniurb.it) non èseguito a sufficienza: l’80% delcampione non lo clicca mai onon sapeva neppure che esi-stesse.
alle pagine 2 e 3
V
ittoria Garibaldi è la nuova Sovrintendente di Urbino. L’incarico è ad interim, perchè la storicadell’arte è già a capo della Sovrintendenza dell’Umbria. Una nomina a sorpresa, arrivata quan-do tutti si aspettavano un ritorno di Cristina Mochi Onori. Vittoria Garibaldi resterà probabilmenteper qualche mese, fino a quando non sarà stato scelto un nuovo responsabile per la sede ducale.“Cercherò di individuare le emergenze confrontandomi anche con le istituzioni”, ha detto.
Vittoria Garibaldi nuova Sovrintendente
 A Scienze politiche, Sociologia,Scienze della formazione e Lette-re oltre la metà degli insegnantiinserisce i propri testi tra i libri inprogramma d’esame . Nella mag-gioranza dei casi sono pubblica-zioni di editori locali. A Psicolo-gia, invece, secondo le testimo-nianze di due studenti, ci sonodocenti che costringono a com-prare i propri testi.
a pagina 12 
Libri dei prof obbligatori per gli studenti
Università
Discoteche,è la finedi un’epoca
Costume
vera. O forse parecchie persone,davanti a un senso comune impo-verito, incominciano a reclamareforte che quei valori si vedano dav-vero nella vita quotidiana.Né questa nuova linfa viene da unasola parte. Roberto Saviano,denunciando Gomorra, ricordasempre che parla ai cittadini didestra e di sinistra. E’ l’ascoltano adestra e a sinistra. Che siano questii “valori condivisi”?Tre test:I caso. Bambini privati dalla mensaa scuola perché i genitori nonpagano (in un comune con sinda-co della Lega). Si può accettare? No.Un imprenditore, elettore peraltrodel Popolo della libertà, ha detto“Non ci sto” e ha versato 10 milaeuro. Rivolta dei paganti. Forse una
 
il
Ducato
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Ecco la pagella del “Ducato”
Il periodico della scuola di giornalismo da vent’anni al servizio dei cittadini
Sondaggio Ifg: il giornale funziona, molti sembrano averne bisogno. Ma “è un po’ superficiale e incompleto” 
C
è chi lo legge dalprimo numeroe chi non sanemmeno co-sa sia, ma cam-minando per levie del centro si ha l’impressioneche a Urbino il “Ducato” sia un po’un’istituzione.Quest’anno la scuola di giornali-smo ha spento 20 candeline e hadeciso di fermarsi a riflettere. Ne-gli anni si sono alternate tante re-dazioni, 30 aspiranti professioni-sti che ogni due anni hanno presocasa a Urbino e muniti di carta,penna, macchina fotografica e te-lecamere hanno provato a descri-vere una città di cui non conosce-vano nulla. I ragazzi dell’Ifg (Isti-tuto per la Formazione al giorna-lismo) hanno avuto la possibilitàdi osservare e interpretare. Criti-care a volte.“Il Ducato” è stato nel tempo ildiario di viaggio di un percorso dicrescita umano prima che pro-fessionale. E’ servito a confron-tarsi con studenti e cittadini, poli-tici e casalinghe, vigili urbani e in-fermieri del pronto soccorso. E’servito per aprire le quattro muradella scuola e far conoscere allacittà il lavoro che prepara i profes-sionisti di domani. Alcuni deiquali, nel tempo, sono diventatigiornalisti famosi e stimati.La scuola ha sempre avuto la“penna dalla parte del manico”,ma tra venerdì 23 aprile e lunedì26, cittadini e studenti hannoavuto sotto mano un questiona-rio con dodici domande tra cui:“Leggi il Ducato?Perché lo leg-gi?Perché non lo leggi?Quali argo-menti preferisci?Cosa cambiere-sti?Cosa pensi degli articoli?Visitimai il sito della scuola?”. Mentre lecrocette si formavano sul foglio ei dati si intrecciavano, pian pianosi delineava la pagella del lavoroportato avanti dalla scuola. E lacosa più bella, nonostante tutto, èche su 432 intervistati, il 78,2%legge “il Ducato”. Ma da qui ini-ziano anche i dolori.
Lo leggo o non lo leggo?
“Questo è il giornale della scuoladi Urbino, no?” chiede una signo-ra quando vede il questionario.Prende carta e penna e sorride: “A cosa serve?”. Un signore alle suespalle la ferma con il braccio. “At-tenta che poi questi scrivonoquello che vogliono. Io lo chiamoil ‘MaleDucato’”.La battuta fa riflettere. Qualcuno,circa il 13 per cento di chi lo legge,non pensa che “il Ducato” sia ungiornale serio, altri credono siafatto male (11%) e per un 3 percento le informazioni sono ripeti-tive e scontate. C’è poi chi non sacosa sia. Si tratta soprattutto distudenti di passaggio perché gliabitanti, che lo apprezzino o me-no, considerano “il Ducato” unodei giornali di Urbino.Qualcuno è curioso e lo vorrebbeleggere, ma non lo trova in giro.“Mai visto. Dove si compra?”chiede uno studente. “Ma no –spiega una signora al bar – il Du-cato non costa niente e lo trovinelle edicole, nei bar, all’universi-tà”. Questa è una delle motivazio-ni: il 20% delle persone lo leggeperché è gratis. Il 60, invece, per-ché è un giornale che tiene infor-mati su Urbino o “ha informazio-ni inedite” (secondo il 17%). C’èperfino un 3 per cento che lo ritie-ne divertente. E non si può saperese la cosa sia un bene o un male.
50 centesimi per 16 pagine
I lettori si dividono quasi a metà.Circa il 46% potrebbe anche pa-gare “il Ducato” pur di leggerlo.Per un 53 per cento la spesa nonvale la candela. Soprattutto glistudenti sono quelli che non apri-rebbero il portafogli “Lo leggo so-lo se lo trovo in giro– spiega unaragazza – e devo dire che nemme-no lo cerco. Quindi non pensoproprio che lo pagherei”. Gli abi-tanti, più affezionati, reagisconoin modo differente. “Perché no?Fa piacere vedere cosa vi inventa-te ogni volta e potrei arrivare aspendere anche due euro” replicail proprietario di un ristorante. Ilsignore, uno dei pochissimi, faparte di un 2% scarso che sì, lo pa-gherebbe e anche tanto. Qualcu-no, più contenuto, concederebbeal massimo una monetina da 50cent. La soddisfazione è già abba-stanza.
Piovono suggerimenti
Il 25% degli occhi si ferma sulleprime quattro pagine. Il “primopiano” e la “città” attirano di più.Poi seguono “cultura e spettaco-li”, “università”, “politica”, “econo-mia” e infine “lo sport” (8%). A quanto pare “il Ducato” non è ungiornale da bar anche se sopramolti banconi rimane aperto sulcartellone degli eventi in pro-gramma in città. “Dovreste farepiù inchieste e dedicare più spa-zio ai servizi pubblici” sostiene il42% (21 più 21)degli intervistatiche leggono “il Ducato”.Qualcuno gradirebbe più intervi-ste (15%) e per il 12 per cento nonsarebbe male se uscisse più spes-so. “E’ troppo poco ogni 15 giorni.E poi non è nemmeno tutto l’an-no, ma solo sei mesi” spiega unasignora. “Dovrebbe avere più pa-gine e dedicare più spazio alle sto-rie” sottolineano un signore e il fi-glio aggiunge: “Io proporrei distamparlo su carta riciclata”. “IlDucato teme la politica locale” è ilcommento di un altro e poi anco-ra “le interviste si fanno di perso-na e non al telefono, altrimenti sirischia di travisare le cose”. “Piùattenzione per gli studenti che so-no il punto forte”, spiega un ra-gazzo e subito gli fanno eco da unnegozio: “No, più attenzione perle attività commerciali”.Ce n’è per tutti i gusti.
Come scrivete “ragazzi miei”?
 A voce sono critici. Poi, presi forseda pietà, scelgono: “Gli articoli so-no sempre ben scritti, chiari ecompleti”. E’ il parere del 57% dichi legge il giornale. Subito sotto,però, anche la risposta B accu-mula voti e i commenti confer-mano le crocette che arrivano al33%. “Siete spesso imprecisi” è ilverdetto di questi ultimi. “Non ri-portate mai alla lettera quello chevi viene detto” accusa una signo-ra, dimenticando che i giornalistinon sono semplici registratori,ma provano a interpretare le in-formazioni e cercare la verità die-tro le apparenze. “No, no, voi nonstate a sentire e spesso ingiganti-te le notizie”, pensa il 6% dei letto-ri. “Mah, secondo me siete solonoiosi e potreste sforzarvi di più.Spesso il giornale sembra un bol-lettino di notizie poco approfon-dite”, ribadisce il 4 per cento.
Il sito, questo sconosciuto
Molti non sanno che la scuola haun sito e altri dicono: “si lo so, manon lo guardo perché già leggo ilgiornale”. Su ifg.uniurb.it nonclicca mai nessuno o quasi. Gli af-fezionati sono un 2%. Qualcuno(il 16%) ci capita raramente, gli al-tri si dividono tra chi non lo visitamai (quasi il 65 per cento) e chi“non sapevo proprio che esistes-se”, circa il 17%.Forse bisognerebbe pubblicizza-re di più il portale della scuola. Co-sì cittadini e studenti capirebberoche non si tratta di una fedele tra-sposizione del giornale cartaceo. Anzi, il sito è tutt’altro. Articoli dalrespiro più internazionale, agen-zie di stampa, video, tg e giornaliradio realizzati su Urbino, rasse-gne stampa nazionali ed elabora-ti multimediali sugli argomentipiù vari. Insomma, un universoda scoprire. Compresi i profilipersonali degli studenti. Così ma-gari i cittadini potrebbero ricono-scere i ragazzi dell’Ifg per la stradae confrontarsi con loro. A nostrorischio e pericolo.
silviasaccomanno@email.it 
IL SONDAGGIO 
Maschi Femmine Si No 43,8% 56,2% 9,8% 78,2% Risiede Studia 39,3% 49,2% Lavora 11,5% 14-18 19-35 54,0% 1,8% 36-50 21,7% 51-65 16,2% 66+ 6,3% 
Sesso Legge il Ducato 
Si No 53,6% 46,4% 
Pagherebbe il Ducato Identikit Età 
Mai Raramente 16,3% 64,7% Spesso 2,2% Ogni giorno 0% Non sapevo del sito 16,8% 
Visita il sito Internet dell’Ifg 
Non so cosa sia 12,0% 
SILVIA SACCOMANNOMANUELA BALDI
 
3
PRIMO PIANO
I
l giornale sottobraccio non vadi moda. Meglio consultareun i-Phone, oppure navigarein internet dal computer di casa.Basta farsi una passeggiata incentro e chiedere agli urbinati: siscoprirà che, per informarsi, so-no rimasti in pochi a scegliere lacarta stampata. Spiega Alessan-dra Ciacci, che gestisce l’edicolain Piazza della Repubblica: “Ne-gli ultimi dieci anni c’è stato uncalo nelle vendite dei quotidianialmeno della metà”. E i suoi col-leghi sono d’accordo: i giornalinon si vendono più come prima.Secondo Giuseppina Ranocchi,dell’edicola di via Mazzini, “nonè nemmeno colpa della crisi, masono gli stessi quotidiani a susci-tare meno interesse”. Allora domandiamo ai giovani:“Capita che legga la
Gazzettadello Sport 
– risponde Gianni,venticinquenne studente diGiurisprudenza - ma mi tengoaggiornato soprattutto su inter-net. E a volte leggo le notizie chei miei amici ‘postano’ su
Face-book 
. Quasi un passaparola in-formatico, dunque. Prendendocontenuti dai siti tradizionalima anche social network. Dove ituoi contatti multimediali pos-sono mettere in evidenza sulproprio profilo video, fotografiee notizie “rubate” qua e là dallarete web. Le risposte degli altristudenti sono più o meno le stes-se del futuro avvocato. Comespiega il rapporto nazionaleCensis che risale al 2008, i giova-ni stanno accelerando il proces-so di digitalizzazione dell’infor-mazione. Tre su quattro scelgo-no l’universo on line per sapereche accade in Italia e nel mondo.Utilizzando computer portatili etelefonini che supportano inter-net. Ma i giovani non sono i soli.I loro genitori stanno imparan-do a utilizzare internet. “Com-pro i giornali locali – dice Silva-no, 55 anni – ma ogni tanto guar-do le news su
Google 
. Insomma:l’età non è un muro insormonta-bile. Per chi ha accesso alla rete web, l’informazione gratuita eimmediata funziona meglio. Anche in provincia. A sentire gli edicolanti,
La Re-pubblica
è il quotidiano nazio-nale preferito a Urbino. Quelloche pure il sindaco Franco Cor-bucci legge nel tempo libero, co-me ci confida il suo addettostampa. Al secondo posto c’è il
Corriere della Sera
. Per quantoriguarda i quotidiani locali, in-vece,
Il Resto del Carlino
è il piùletto a Urbino. Secondo PaoloNonni, caporedattore per leMarche del giornale di Bologna,“è merito del legame con il terri-torio, creato da una tradizioneche dura dal 1947”. In quell’annoil
Carlino
aprì la sua edizioneprovinciale di Pesaro. E nel ’67 lapagina dedicata alla cronaca diUrbino fu inaugurata da Gio-vanni Spadolini, che, soltantol’anno dopo, sarebbe salito altrono di via Solferino, diventan-do a Milano il direttore del Cor-riere della Sera.
lorenzoallegrini@libero.it 
Quotidianifuori modaSu internetnon sologiovani
Cosa si legge
LORENZO ALLEGRINI
Il sondaggio è stato realizzato tra venerdì 23 aprile e lunedì 26. Il campione è stato scelto a caso tra studenti e abitantiincontrati in piazza e per le vie del centro. In tutto sono statio compilati 432 questionari.

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