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Supereroi mascherati tra le pieghe del quotidiano

Supereroi mascherati tra le pieghe del quotidiano

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Un'intervista all'artista ferrarese Massimo Festi tratto dal blog tolemaica: http://tolemaica.blogspot.com
Un'intervista all'artista ferrarese Massimo Festi tratto dal blog tolemaica: http://tolemaica.blogspot.com

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marte20 aprile 2010Pubblicato da dalomb
Supereroi mascherati tra le pieghe del quotidiano
Nel mondo smascherato di
Massimo Festi
tutti hanno una maschera. E' questo paradosso illeit-motiv di tutta l'opera dell'artista ferrarese: il mascheramento "libera-tutti". Come spiega eglistesso in un passo di questa intervista, "dietro e sotto le maschere ci siamo noi (...) finalmentesupereroi del domestico, finalmente spericolati giocatori feticisti, finalmente predatori delquotidiano, finalmente voyeuristi protagonisti. Finalmente liberi". Le maschere palesemente"finte", spesso posticce, di Massimo Festi, costituiscono una sorta di rimedio omeopatico almascheramento "vero", quello imposto dove "soggetti e situazioni" sono "inevitabilmentecollocati in stereotipi e modelli imposti da icone femminili e desiderimaschili, nel vissuto quotidiano e nell’immaginario collettivo". Messaggio chiaro, no mid-terms: "No mask, no party".
Per parlare del tuo lavoro è impossibile non partire dalla maschera come simbolo e oggettofisico presente praticamente in quasi tutti i tuoi lavori (un’ eccezione che vorrei raccontassi un po’ è ad esempio “No mask no party" del 2006)
.Mi interessa molto la maschera come filtro, seconda pelle, per nascondere e per diventare.L’uomo ritratto in quest’opera non indossa nessuna maschera apparente perché il suo stessovolto segnato dal tempo è una maschera, ma allo stesso tempo una non-maschera. Egli nonpuò togliersi la maschera che il passare del tempo e la vita gli hanno scolpito in volto, e nonpuò più indossare la maschera adatta al grande party della vita attuale, malinconicamente per lui la festa è finita. Il suo volto è un epilogo ma anche un monito sulla verità dalla quale,inutilmente, cerchiamo di nasconderci.
Di per sé, la maschera e il mascheramento in generale non sono certo novità nell’arte, perciò:quali donne e quali uomini si celano dietro le tue maschere? Cos’hanno da nascondere? All’opposto: che cosa svelano di sé attraverso questo artificio?
Dietro e sotto le maschere ci siamo noi, liberi di mostrare il dentro, liberi di divenire, di essere,di fare quello che sentiamo e desideriamo, e giustificati dal non essere e dal non fare ciò che lasocietà ci impone e si aspetta da noi. Finalmente supereroi del domestico, finalmentespericolati giocatori feticisti, finalmente predatori del quotidiano, finalmente voyeuristiprotagonisti. Finalmente liberi. Come fece Duchamp “trasformandosi” inRrose Selavyper lavorare in modo puro e radicale sull’eros. Ecco che allora sotto e dentro ogni maschera c’è undesiderio e una storia umana che cancella il mito, ci trasforma nelle star del reality showquotidiano, dal joker depresso a batman&robin ambigui amanti, da catwoman usurpata allamadre che si difende dalla realtà con una maschera antigas e una pistola giocattolo.
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Davide LombardiModena, Italycontact: dalomb - [at] -
 
Parliamo della maschera e il corpo femminile. Tu rappresenti indifferentemente maschi efemmine nelle tue immagini e dipinti. Ma nelle tue performance e video il corpo femminile mi  pare si aggiunga al tuo piano simbolico per eccellenza. Che cosa ci offre in più, ad esempio, il corpo femminile impacchettato e negato di “ Impossibile love” che solo in conclusione – ebrevissimamente – incrocia il maschile ?
Ogni corpo esposto suscita emozioni. Nel video “Impossibile love” (in collaborazione con Alberto Reiteri) abbiamo concentrato l’attenzione sul corpo femminile limitato e negato dallasocietà proprio perché la donna usa un ulteriore “mascheramento” artificioso, una decorazionedel proprio corpo come arma di seduzione, in questo caso lo smalto per le unghie, il trucco per gli occhi, il rossetto per le labbra.La protagonista tenta invano di rendere il proprio aspetto seducente con questo make upfemminile non potendo poi purtroppo trovare interazione ed accoppiamento con il partner. Cipiaceva l’idea di “mascherarsi” consapevolmente per tentare di diventare altro dalmascheramento imposto, come una maschera sulla maschera, la protagonista infatti utilizzandogli stessi strumenti del make up tenta di ridisegnarsi addosso e sottolineare le parti a leinegate; il sesso, i capezzoli, gli occhi, la bocca. Un tentativo liberatorio, una vita sopra unamorte, che nella maschera convivono sempre perché sin dall’antichità il significato di questa èlegato al concetto di “anima cattiva” e defunto, ma anche all’aspetto goliardico e festoso.
Qualche parola anche su “ Ninna nanna” che introduce l’elemento della maternità. Quale (tuo) parto va difeso armi in pugno?
“Ninna nanna” è una storia di desiderio, paura, autodifesa. E come la madre si difende sestessa ed il proprio parto dalla minacciosa cantilena generatrice di mostri, io difendo il miosogno e il mio desiderio di essere, diventare, raccontare.gmail.comVisualizza il mio profilocompleto
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