/  8
 
La Storia che verrà
Un contributo per la ricerca: insinuare almeno il dubbio
di Simone Barcelli
http://www.ancientcultures.net 
Cronologie ragionate
In qualsiasi testoscolastico, ancor più in rete, è possibilerintracciare una cronologia di storia antica,così come proposta dagli accademici sullascorta delle attuali consolidate conoscenze.All’incirca nel 3500 a.C. assistiamo all’ad-domesticamento di alcuni animali in più partidel globo, quindi in contemporanea: il gatto inEgitto, la gallina in Thailandia, il lama e ilporcellino d’India in Perù. Nello stessoperiodo annotiamo un’altra casualità legatastavola all’agricoltura, cioè la coltivazione delriso (sempre in Thailandia), quella del cotonee dei fagioli in Perù e del mais inMesoamerica. Qualche centinaio di anni doposi sviluppano le prime grandi civiltà: inMesopotamia con il periodo Uruk II e inEgitto col periodo predinastico III. Ma anchein India osserviamo in concomitanza lanascita della civiltà della valle dell’Indo, congli insediamenti di Harappa e Mohenjo-daro:stando alle tradizioni proprio in questo fran-gente storico sarebbero stati composti i ma-noscritti Vedici, così come risultano attestatiallo stesso periodo i documenti più antichirinvenuti nella terra dei faraoni (ad Abydos),la cui datazione col metodo del carbonio 14non lascia dubbi. Non sarà un caso se gliaddetti ai lavori fanno risalire al 3.250 a.C. iprimi tentativi di mummificazione. Appena100 anni dopo dobbiamo registrare l’en-nesima impennata dei nostri antenati con lacomparsa della scrittura cuneiforme in Meso-potamia (fanno fede i rinvenimenti a Uruk e
 
Susa) e dei geroglifici in Egitto; con le primeforme di vita organizzata negli agglomeratiurbani del Medio Oriente (importanti testi-monianze in tal senso si rinvengono anche inNubia, Palestina, Siria e Turchia); con la co-struzione di siti megalitici (Stonehenge). Èanche il periodo dell’inizio delle grandidinastie e, guarda caso, dei conflitti checominciano a incendiare l’umanità come ilmitico Kurukshetra narrato nel poema epicoBharata (la cui stesura si può far risalire al3.102 a.C. per gli eventi astronomicidescritti). Abbiamo notizia di una grandeinondazione avvenuta nel 2900 a.C. aShuruppak (Mesopotamia), che fa rima colmitico diluvio universale. Tra i re della listareale sumerica, Enmebaragesi, ventiduesimodi Kish fino al 2680 a.C., è il primo che trovacredito tra gli storici grazie a un paio diframmenti di vasi rinvenuti a Nippur: menocredibili i 900 anni di regno che la tradizionegli assegna. Per il leggendario Gilgamesh,quinto re di Uruk, dobbiamo rifarci unica-mente al poema epico che narra della suaEpopea, francamento troppo poco, al pari delcinese Huang, l’Imperatore Giallo che avreb-be regnato tra il 2698 e il 2599 a.C. Curiosoche nello stesso periodo i faraoni si diano ungran daffare per tirar su le maestose piramidid’Egitto. Quella a gradoni di Saqqara, erettaall’incirca nel 2670 a.C., viene attribuita algenio di Imhotep. Sessant’anni dopo è la voltadi quella di Meidum mentre alla IV Dinastiasi deve la Piramide di Cheope (2570 a.C.) Dalì a poco, qualche decina di anni, Chefren ciavrebbe stupito con la Grande Piramide e conla Sfinge, seguito da Micerino con la terzasulla piana di Giza.
Il tempo migliore
Sulla scorta delle datazionifin qui riportate emerge con forza come ilgenere umano, in appena un millennio (dal3500 a.C.al 2500 a.C.), abbia forse vissuto ilsuo tempo migliore. La domesticazione deglianimali e i primi passi nell’agricoltura sonoinfatti conquiste basilari, preludio alla fasestanziale dell’uomo con la nascita dei primiagglomerati urbani e l’uso della scrittura. Inmancanza di riscontri archeologici possiamosenz’altro dubitare della veridicità dei rac-conti mitologici ma di fronte alle piramidi,realizzate in un lasso di tempo davvero esiguoe ancora lì imperterrite a sfidare i secoli, rima-ne solo un senso di stupore. Pare proprio che inostri antenati in quegli anni abbiano avutouna marcia in più, anche sotto l’aspetto cul-turare se mettiamo in conto la copiosa produ-zione epica poi diligentemente trascritta. Perragioni che ancora ignoriamo ci fu poi unaregressione irreversibile che, fra alti e bassi, siinterrompe alle soglie del XVII secolo dellanostra era. Eppure, nonostante la cronologiache abbiamo qui inserito possa considerarsicredibile, anche per i riscontri di naturaarcheologica che abbiamo citato, non possia-mo esimerci dal fare una serie di conside-razioni.
http://www.nibiru2012.it 
Diluvio e nascita dell’agricoltura
L’ultimaera glaciale, spesso assimilata al miticodiluvio universale, è collocabile tra il 15.000 el’8.000 a.C. Questo grande sconvolgimentoprodusse notevoli cambiamenti climatici eobbligò i sopravvissuti a reinventarsi uno stiledi vita. Gli insediamenti che prima sorgevanosulle coste erano stati completamente som-mersi ed era stato necessario trasferirsi inmontagna. Qui avvenne una delle grandirivoluzioni che l’uomo ricordi: la nascitadell’agricoltura. Il botanico russo NicolajIvanovich Vavilov, vissuto nei primi anni delNovecento, dopo aver raccolto e analizzatoper vent’anni 250.000 varietà di piante intutto il mondo, giunse alla conclusione chel’uomo iniziò a coltivare i terreni, in contem-poranea e dappertutto, sugli altopiani, ad unaaltitudine di 1.500 metri sul livello del mare.Gli studi di Vavilov e del collega J.R. Harlan
 
ci permettono quindi di affermare che l’agri-coltura nacque in concomitanza con la finedell’ultima era glaciale e… sicuramente dopoil diluvio. Sono state in ogni modo indi-viduate almeno quattro particolari zone in cuirisultano le prime sperimentazioni riguardo ilnuovo approccio alla vita dei nostri aviscampati al disastro: nei pressi del lagoTiticaca (in Bolivia), nello Spirit Cave (inThailandia), alle sorgenti del Nilo Blu(sull’altopiano dell’Etiopia) e nella zona delSin-Kiang (in Cina, nella parte orientale delTurkestanin). Ancora più precisi in fatto didatazioni sono i membri di un’equipe diarcheologici specializzati in botanicadell’Università di Harvard e di Bar-Ilan, cherecentemente hanno dato notizia del primoesempio di agricoltura, ovvero la domesti-cazione del fico in quel d’Israele, facendolarisalire al 9400 a.C. (ne rende conto la rivista“Science” sul fascicolo pubblicato nel mese digiugno 2006). Gli studiosi da tempo impe-gnati in scavi archeologici presso un villaggiosulle rive del Giordano (a una decina dichilometri da Gerico) sono arrivati alla deter-minazione che questa pianta ha precedutotutte le altre, addirittura di 1.500 anni rispettoalla data finora accettata per la nascitadell’agricoltura. Con l’agricoltura nacquesostanzialmente anche il periodo che glistorici chiamano Neolitico, letteralmente “lapietra nuova”, perché il nostro antenato, cheaveva sempre lavorato la pietra scheggian-dola, ora che aveva più tempo ed erastanziante imparò anche a levigarla.Di fronte a queste evidenze sarebbe forseopportuno riesaminare le date dell’attuale cro-nologia, quella riportata in apertura. Questosignificherebbe stravolgere tutto perché do-vremmo spostare la nascita dell’agricoltura6.000 anni addietro e probabilmente farealtrettanto per i progressi dei nostri antenati,ora assestati al 3.000 a.C. Se è vero che lanascita dell’agricoltura va di pari passo conquella dei primi agglomerati urbani,dovremmo trovarne le tracce tra le pieghedella preistoria.
http://erewhon.ticonuno.it 
Gerico
è una città che si trova sulle rive delGiordano, a una trentina di chilometri daGerusalemme. Gli scavi archeologici hannopermesso di rinvenire i primi insediamentiumani negli strati corrispondenti al 18.000a.C. Questo vuol dire che a Gerico, in quelperiodo, comincia a prender forma quella cheancor oggi è considerata la città più antica delmondo. Infatti nell’8.000 a.C., in pienoNeolitico, avviene un drastico cambiamentonelle abitudini dell’uomo che da nomadecacciatore si trasforma in sedentario agricol-tore. La città già allora è protetta da una cintadi mura con torrioni e da un fossato. Tra il7500 a.C. e il 3.000 a.C. il sito verràperiodicamente abbandonato ma c’è già unculto dei defunti, confermato dalle sepolturerinvenute sotto il pavimento delle abitazioni,con le teste che risultano rimosse dai cada-veri.
http://www.circolodidatticodivinci.it 
Anche
Catal Huyuk
, in Anatolia (Turchia),era un centro abitato già nel Neolitico, a

Share & Embed

More from this user

Add a Comment

Characters: ...