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O
simo, antica e potente città in provinciadi Ancona, cela nelle proprie viscereun'altra città, misteriosa e sotto moltiaspetti magica. Il sottosuolo osimano èinfatti percorso da un labirinto di gallerie e cavità, di-sposte su vari livelli, in passato collegati tra loro da poz-zi, che si estende per circa 20.000 mq. Sotto il centrostorico si trovano gli ambientipiù stupefacenti: grotte dallecui pareti emergono enigmati-che figure scolpite nell'arenaria,alcune tratte dalla mitologia, al-tre invece difficilmente identifi-cabili e pertanto inquietanti,che sembrano voler esprimeremessaggi arcani. «
Guerrieri si mescolano a diavoli, saggi a sa- tiri, animali a cacciatori; sopraa un arco un fauno suona il flauto mentre una Venere emerge da una conchiglia.Dietro a una colonna, un rilie- vo raffigura un uomo dotato di uno strano copricapo e armato di arco e frecce; più distante un'impressionante figura bice- fala con coda di scorpione...
».È stato ipotizzato che nell'o-scurità di questi luoghi, vibran-ti di energia tellurica, si sianoun tempo riuniti i membri diun Ordine segreto per officiarele loro cerimonie e che i basso-rilievi costituiscano un percor-so iniziatico riservato a pochieletti. Gli studiosi non sono concordi circa la datazio-ne delle figure, in un caso facendole risalire all'epocadella guerra greco-gotica che interessò Osimo dal 538al 553, nell'altro, invece, reputando che siano state rea-lizzate in un'epoca più recente. Per saperne di più ab-biamo interpellato Roberto Mosca e Angelo Renna,autori dell'affascinante saggio
Le Grotte, I Cavalieri, Le Logge.
 Insieme a loro ci addentreremo nei meandri di
Il sottosuolo di Osimo presenta una lunga rete di gallerie, all'interno delle quali si trovano simboliesoterici e mitologici, testimoni di antichi riti sacri, forse legate ai Templari. Ne parlano in questaintervista per FENIX due esperti del luogo.
ItaliaMisteriosa
di Osvaldo Carigi e Stefania Tavanti
Le Grotte di
Osimo
 
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,questi ipogei, in un incredibile viaggio attraverso i numerosi sim-boli alchemico-esoterici ivi presen-ti, in un'atmosfera pregna di quelmisterioso, intrigante fascino chesollecita la psiche tra «
ricordi in- consci dell'umido grembo mater- no e timori sepolcrali del futuro 
»,con le domande che si rincorrononella nostra mente di fronte ai tan-ti enigmi presenti.Osvaldo Carig 
 
i e Stefania Ta- vanti:C
 
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elo Ren-na:«
 Intorno al Monte Conero (un tempo sacro bosco di querce a picco sul mare) vi sono numerose colline, definite gradine (luoghi fortificati), che lo circondano a fer- ro di cavallo. L'antropizzazione ri- monta almeno all'età eneolitica(1200-1300 a.C.) ed esse hanno incomune la sommità appiattita arti- ficialmente in forma ellissoidale,con ipogei scavati, per lo più cuni- coli in diversi livelli delle dimen- sioni di 60x160 cm e pozzi del diametro di 90 cm, con tacche la- terali per la risalita chiamate peda- role. I pozzi servivano sia per rag-  giungere l'acqua piovana filtratadagli strati di arenaria e bloccatadallo strato finale impermeabile di argilla pura, nonché per il passag-  gio di persone, aria e luce. Questa prima rete ipogea serviva princi-  palmente per scopi idrici e milita- ri. Secoli dopo nella zona di Osi- mo si avvicendano, integrandosi, popolazioni come Piceni, Celti e Greci. È in questo periodo che vengono costruite le mura dellacittà in grandi blocchi, della lar-  ghezza variabile di 100-150 cm e dell'altezza quasi sempre di 43 cm. I blocchi sono in arenaria e non vi è malta di allettamento, tecnicaconosciuta in Italia dal III secolo a.C., quindi alcuni studiosi pensa- no che il documento dello storico Tito Livio, che parla nel 174 a.C.degli appalti per le mura di Osimo e di Calatia (questa antica città presso Capua aveva mura risalenti al IX sec. a.C.), si riferisca a lavori di restauro dopo la guerra sociale.È evidente che gli oltre 40.000 blocchi dovevano essere realizzati  prelevando arenaria da cave del luogo, perciò si pensa che l'allarga- mento degli originali cunicoli concorridoi (guarda caso di circa 130- 140 cm) sia stato fatto in questo  periodo e con lo scopo di ottene- re materiale, che stagionato si in- duriva e cambiava fisicamente e chimicamente (riduzione di me- talli), adatto per i poderosi bastio- ni osimani, tuttora conservati e vi- sibili in parte. Ma l'architetturadelle grotte (volte a doppia crocie- ra, nicchie, sale circolari con ele-  ganti colonne) mal si concilia conun solo uso funzionale di cava e ciò viene spiegato con l'utilizzo degli ipogei per scopi rituali e fi- nanche abitativi 
».O.C. e S.T.:Roberto, un para-
 
rafo del lib
 
ro è dedicato alle ar-goment 
 
a
 
te “illuminant 
 
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nalo-gie” di Osimo con Chius
 
i. Inpartic
 
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sibili al pubblico pe
 
un tratto di oltre 120 m.R.M.:«
La Soprintendenza Ar- cheologica della Toscana ha auto- rizzato il Gruppo Archeologico Città di Chiusi a effettuare scavi dei cunicoli, avvenuti tra il 1989 e il 1995, riprendendo quelli del  pioniere degli anni '20 Doro Levi. A Osimo non è stato possibile, la
In alto,ingresso alla grot-ta Buglioni. È visi-bile sulla sinistra ilfiore della vita deiTemplari.In basso,in rilievo la rap-presentazione del-l’assioma ermeti-co.Nella pagina pre-cedente,a sinistra Bacco eil succo simbolico,a destra una sortadi cupola nellagrotta Tiffi.
 
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In alto,personaggi scolpitiall’interno dellagrotta Campana.In basso,la testa chepotrebberappresentare ilBaphomet. o il
Green Man 
,presente nellagrotta cosiddetta“proibita”,in quanto è difficileottenere ilpermesso peraccedervi, essendol’ingresso diproprietà privata.
Soprintendenza di Ancona è piùautoritaria e preferisce seguire allalettera la legge del 1939 con laquale ha l'esclusiva culturale sututto 
».O.C. e S.T.: Ma i t 
 
uoi dif 
 
ficilirapporti con la locale Soprin-tenden
 
za riguarde
 
rebbe
 
ro anchela pubblica
 
zione di un inte
 
res-sante s
 
ag 
 
gio...R.M.:«
Dai primi anni '90 il sot- toscritto è in polemica con questo ente anche per la difficoltà di ac- cesso ai suoi archivi. Nel 1999 ho  pubblicato il libro 
L'Antico Ac-quedotto delle Grotte Osimane
,contenente innumerevoli indizi e tracce di un sistema idrico ipogeo,creato inizialmente dai Piceni e successivamente perfezionato dai Romani, con condotte a pressione e sifone rovescio. Dopo il libro so- no usciti fuori dei documenti sutorri idriche romane nei pressi del- la zona del 
Castellum Acquae
aNord-Ovest della città, con tenta- tivi non riusciti di usurpazione della mia scoperta. Spero che laRegione Marche faccia pressione nel senso giusto e si crei finalmen- te un'inedita atmosfera collabora- tiva
».O.C. e S.T.:Semp
 
re in tema disomig 
 
lianze, da rile
 
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quanat 
mesopot 
 
a-mici di alc
 
uni cunicoli, identifi-ca
 
ti come acquedot 
 
ti.R.
 
 M.:«
Sì, la disposizione di que- sti cunicoli esistenti sotto Osimo e nei pressi di Camerano - ci dice Roberto - ricorda questo sistemadi canalizzazione sotterranea risa- lente al 4000 a.C., utilissimo per l'irrigazione. Uno dei predetti cu- nicoli osimani può dare un'ideadella sorprendente tecnica usata per realizzare i 
quanat 
, scende in- fatti per circa 35 m con un'inclina- zione del 30%. È alto 1,60 m e lar-  go 0,90. Ha tre pozzi seminterrati a distanze precise di 17 m l'uno dall'altro, che dal piano del cuni- colo vanno sia in profondità che inalto fino alla superficie. In una grotta c'è un quarto pozzo interra- to alla stessa distanza di 17 m. Lì vi è presenza di acqua
».O.C. e S.T.:Le g 
 
allerie di Pala
 
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