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Il Quarantotto

Il Quarantotto

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Published by Diego Deplano
Le cause della rivoluzione del Quarantotto in Europa.
Diego Deplano IV F
Liceo Scientifico G. Brotzu
A.S. 2009/10
Le cause della rivoluzione del Quarantotto in Europa.
Diego Deplano IV F
Liceo Scientifico G. Brotzu
A.S. 2009/10

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Published by: Diego Deplano on May 11, 2010
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Cause di una rivoluzione
Una crisi economica di tipo nuovo
Nel biennio 1846/7 l’Europa fu attraversata da un periodo di crisi, specialmente economica. Le cause sono da ricercarenell’ 
agricoltura
: In questo settore le tecniche erano ancora rudimentali, e ciò causava una resa del terreno scarsa. Da lì a poco, peruna malattia della patata e due cattivi raccolti, l’Europa fu colta da una grave
carestia
, con la diminuzione dei prodotti e l’aumentodel loro prezzo. Proletariato e ceti poveri si ritrovarono nella miseria, così da non riuscire più a comprare i prodotti delle industrie, lequali cominciarono a produrrepiù di quanto riuscivano a vendere: alcune fallirono e chiusero, con un aumento della disoccupazione.L’agricoltura distrutta dalla
poca
produzione (
SOTTOPRODUZIONESOTTOPRODUZIONE
), le industrie distrutte dalla
troppa
produzione (
SOVRAPRODUZIONESOVRAPRODUZIONE
).
Le contraddizioni dello sviluppo economico (vecchi e nuovi contrasti sociali)
Data tale situazione, molti commercianti cercarono di fare fortuna acquistando alimentari dall’ 
estero
e poi rivenderli in Europa, dovei prezzi salivano ancora. Ma furono proprio iprezzi troppo elevati(a causa della carestia e dei prezzi di trasporto dall’estero) cheimpossibilitarono la loro vendita. Così, oltre ai problemi precedenti, vennero anche a mancare i capitali, che avrebbero invece potutoaiutare le industrie. Riassumendo, le 2 cause della crisi economica europea erano la
sovrapproduzione
e la
mancanza di capitali
.Tale periodo era caratterizzato anche da alcuni
moti rivoluzionari
.Il 1848 è anche il prodotto della crisi e delle contraddizioni delprogresso economico e sociale. L’Europa, infatti, al fine di recuperare lo stacco dell’Inghilterra in fatto di espansione industriale,sfruttò il basso costo della manodopera. Così facendo tuttavia non permetteva ai propri cittadini di avere abbastanza soldi percomprare i prodotti industriali. Una produzione di massa necessita di una massa di consumatori.A questa crisi seguì inevitabilmente una
rivolta
, a cui parteciparono larghi strati operai e popolari, siamo nel 1848. La
classeoperaia
si presentò come classe a sé stante, proponendo un programma politico e sociale indipendente, contrario a quello dellaborghesia. Contemporaneamente ilcontrasto tra borghesia e aristocraziaaumentava, minando l’equilibrio della restaurazione. Talecontrasto era dato dalla concezione
liberale
dell’organizzazione politica e sociale dellaborghesia, in netto contrasto con quella
chiusa e conservatrice
dellamonarchia. Sebbene già in passato questo contrasto aveva messo in crisi l’equilibrio dellarestaurazione, il 48 fu il culmine di tale contrasto. Anno in cui
la borghesia capitalistica sì affermò su tutte le altre classi sociali 
.
La rivoluzione parigina
La crisi della monarchia orléanista
Tale crisi avviene dapprima in Francia, dove i problemi si presentavano in maniera più decisa, aumentando i
contrasti
tragovernoeclasse operaiae traborghesiaearistocrazia. Il re Luigi Filippo aveva finora mirato ad un equilibrio tra le due parti, grazie a Thiers e Guizot. Con la crisi tale equilibrio (specialmente economico) venne e a mancare, e l’opposizione borghese cercò di ottenere semprepiù insistentemente una più vasta rappresentanza alle camere. Infatti il numero degli elettori era di soli 200.000 abitanti su27.000.000, in quanto era basato sul
censo
. Ciò attirava l’appoggio di commercianti e artigiani, esclusi totalmente dalla vita politica.
La crisi turca e il declino della monarchia orléanista e la rivoluzione di febbraio, Parigi insorse
I problemi interni si combinarono con quelli esterni, che gettarono discredito sul governo. La Francia stava tentando di abbatterel’impero ottomano. Così, nella guerra tra egiziani e turchi, appoggiò i primi. Ma quando l’Inghilterra decise di favoreggiare i turchi ifrancesi si arresero subito: fu intaccato il privilegio della monarchia di Luigi Filippo, che andò disgregandosi. In questo clima politico,si abbatterono, a rincarare la dose, 3 cattivi raccolti, e quindi la carestia (da qui la crisi del 1846/7 che caratterizzò l’Europa).Il 23 Febbraio Parigi insorse, facendo cadere il potere orléanista in meno di 3 giorni. Il governo provvisorio (durante il quale iproblemi continuavano ad aumentare), fu sottoposto ad una forte pressione popolare, e così proclamò larepubblicaponendo comeprincipale obbiettivo l’allargamento dei diritti politici e i problemi del lavoro:
Dopo varie lotte, venne introdotto il suffragio universale maschile. 
Fu eliminata la pena di morte (per i reati politici). 
Fu abolita la schiavitù nelle colonie
Fu garantito il diritto al lavoro. Per mantenere tali obbiettivi furono istituiti gli Atéliers nationaux, fabbriche cooperative dello stato. Ma ben presto sorsero diversiproblemi che fecero crollare il sogno di una repubblica sociale.
 
La rivoluzione europea
La propagazione dei moti nell’impero austriaco e nella Confederazione germanica
Nel mentre, il processo rivoluzionario messo in moto dagli avvenimenti di Parigi si espanse in
Austria
e
Germania
. In essi, oltre cheai problemi sociali (
crisi economica, bassi salari, disoccupazione
), la rivolta era dovuta,
soprattutto
, alleaspirazioni indipendentistichenazionali. C’è da dire però che la classe operaia, dato il più tardo sviluppo dell’industrializzazione, era assai meno numerosa di quellafrancese, quindi meno influente socialmente e politicamente.
Austria
:13 Marzo, Vienna, una rivolta capeggiata dai borghesipose fine ai 30’anni di potere di Metternich. L’imperatoreFerdinando, in seguito, concedette la Costituzione. Di lì a poco la rivolta assunse i caratteri di una insurrezione popolarecontro l’impero, toccando altre città : Budapest, Praga, Milano ecc…
Germania
: Qui la rivolta colpì per 4 giorni Berlino (capitale di Prussia), dopo i quali Guglielmo IV re di Prussia accettò laconvocazione di un’ assemblea costituente, al fine di istituire una costituzione. A questa seguì un’ assemblea nazionale, al fine di decidere l’organizzazione e l’assetto del futuro stato. In entrambe cominciarono a delinearsi dei contrasti:
o
Assemblea costituente: Conservatori contro liberali (riguardo i diritti politici dei cittadini).
o
Assemblea nazionale: Due parti contrastanti (riguardo l’assetto del nuovo stato tedesco: con o senza Austria?).In questa situazione di stallo, i moderati impedirono di realizzare l’unità della Germania, appellandosi ai popoli.
Contrasti politici nell’Europa della Rivoluzione
Tra gli organismi politici nati in seguito alle rivolte emersero dei contrasti a causa dei diversi orientamenti politici “ispiratori”:
Orientamento
liberal-costituzionale
:ViennaeBerlino:
o
Istituzioni parlamentari rappresentative;
o
Governi fondati sulla sovranità popolare;
o
Libertà civili e politiche.
Orientamento
democratico/socialista
:Parigi:
o
Interventi in difesa dell’occupazione;
o
Miglioramento dei livelli di vita degli operai di fabbrica.
Orientamento
nazionalistico
:
o
Germania: Unificazione svariate realtà politiche esistenti;
o
BoemiaeUngheria: Indipendenza dagli Asburgo. I primi due orientamentirientravano nel grande gruppo di “
antiassolutisti
”, di diversa matrice: liberali, democratici, socialisti ecc.Il terzo orientamentoinvece comprende sia gli “
indipendentisti
” che i “
nazionalisti
”.Tali orientamenti e gruppi quindi non riescono a darsi obiettivi comuni, ad esempio:
Perchè i liberali austriaci avrebbero dovuto appoggiare la richiesta di indipendenza degli ungheresi o dei veneti o dei lombardi?
Perchè mai i tedeschi nazionalisti avrebbero dovuto appoggiare le richieste di indipendenza dei polacchi?In pratica i vari protagonisti del 48 erano su posizioni molto diverse, spesso contrastanti, e questo fu un elemento di debolezzadecisivo tra quelli che portarono alla loro sconfitta.
Il Quarantotto in Italia
L’idea dell’unità nazionale
Dopo i fallimenti dei moti del 20 e del 30 e la scomparsa della Carboneria, in Italia cominciava a farsi strada quell’idea che superavale divisioni interne italiane, mirando stavolta ad un
sistema politico
che abbracciasse
l’intera penisola
:
unità nazionale italiana
.Tale idea fu accolta soprattutto dalle classi medie borghesi (
commercianti e industriali 
), i quali avevano compreso che il progressoeconomico, e quindi l’aumento della ricchezza, si sarebbe avuto solo con unmercatonon più ridotto ai singoli stati, manazionale. Sulla scena politica cominciò ad essere quindi dibattuto il problema dell’unita nazionale.Cominciarono così ad essere pubblicati programmi concreti per realizzare tale processo unitario:
Vincenzo Gioberti
: Esprimeva la speranza della formazione di una confederazione di stati italiani sotto la guida delpapa.
Cesare Balbo
: Concordava con Gioberti, però poneva alla guida ladinastia piemontese dei Savoia.Entrambi, erano sostenitori di unapolitica moderata, che vedeva tale unificazione un processo lungo, pacifico e naturale. Ma c’eraanche chi sosteneva unapolitica rivoluzionaria, che vedeva invece l’unificazione come azione rivoluzionaria di tutto il popolo.
Giuseppe Mazzini e la Giovine Italia
Mazzini, differentemente dai moderati, credeva che l’obbiettivo della rivolta contro il potere assoluto dovesse essere la
libertà ditutto il popolo
, il quale finalmente assunse rilevanza nel movimento liberale. Le persone del popolo, ovvero piccoli borghesi,artigiani e operai, oppressi dall’aristocrazia e dalla pesante politica fiscale, erano ben motivati per una riforma radicale: su questi,secondo Mazzini, si sarebbe dovuto far leva. Fondò nel 1831 un’organizzazione chiamata
Giovine Italia
, che si espanse a macchiad’olio in tutta la penisola. Questa era basata su unprogramma esplicito e pubblico, contrariamente alle vecchie organizzazioniclandestine, e guidata a monte da Mazzini: per questo ebbe tanto successo e tante adesioni. Primo tentativo di dar vita ad un partitopolitico democratico-repubblicano, capace d’intervenire nella vita politica italiana.
Il fallimento dei moti insurrezionali
La Giovine Italia si fece ben presto promotrice di un’intensa attività insurrezionale:
1° tentativo: 1833,Piemonte e Liguria. Fu stroncata sul nascere, con molti carcerati,“esiliati” dall’Italia, condannati a morte.
2° tentativo:
o
1° moto : Partendo dallaSvizzera, gruppi armati di patrioti avrebbero dovuto attaccare laSavoia. La polizia sedò la
o
rivolta. 2° moto: AGenovacon la partecipazione di Garibaldi. Anche qui la rivolta fallì, Garibaldi salvo per miracolo.Questi due tentativi andati male fecero pensare Mazzini. E sebbene vedesse la vita come missione di liberazione a qualsiasi prezzo, sichiedeva se tale prezzo (di tante vite umane) non fosse davvero troppo alto, anche se per un buon fine. Ciò fece “calmare” Mazzini.Egli, esiliato a Londra, entra in contatto con la classe operaia londinese, la cui organizzazione gli ispirò la realizzazione dell’ “
unione
 
degli operai italiani
”. Seguirono altri moti falliti (fino al 1843), che allontanarono sempre più Mazzini dalle idee rivoluzionarie. Talecambio di orientamento di Mazzini fu anche dovuta alla tragica fine deifratelli Bandiera, i quali furono fucilati dopo l’insuccessodell’insurrezione che avevano fatto nascere in Calabria. Questo fatto portò il partito democratico a confrontarsi con la realtà delmondo rurale italiano, che viveva nell’ignoranza e nell’arretratezza. Infine il movimento patriottico si divise in:
Democratici : a cui capo vi era Mazzini.
Liberali moderati : favorevoli alla formazione di una compagine nazionale retta da una monarchia costituzionale.

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