genitori mi aiutano. Ma quello è solo un dettaglio.” “Il tuo prossimo passo è guardare direttamenteal sole per mezzo minuto,” disse il maestro. Il discepolo obbedì. Quando passarono i trenta secondi,il maestro chiese di descrivere ciò che li circondava. “Non riesco a vedere. Il sole mi ha accecato lavista,” disse il discepolo. “Un uomo che cerca solo la luce, evitando le proprie responsabilità, nontroverà mai l’illuminazione. E uno che tiene i propri occhi fissi sul sole rimane cieco,” fu ilcommento del maestro.Un uomo stava passeggiando attraverso una valle nei Pirenei, quando incontrò un vecchiopastore. Egli divise il cibo con lui, e sedettero insieme per lungo tempo, parlando della vita. L’uomodiceva che, se si credesse in Dio, si dovrebbe anche ammettere di non essere liberi, dal momentoche Dio governerebbe ogni passo. In risposta, il pastore lo portò su una vallata dove si potevaascoltare - con assoluta chiarezza - l’eco di ciascun suono. “La vita è queste rocce, e il fato è l’urloche ciascuno di noi scandisce,” disse il pastore. “Ciò che facciamo sarà innalzato al Suo cuore, eritornerà a noi nella stessa forma. Dio agisce come l’eco delle nostre azioni.”Il maestro disse: “Quando sentiamo che è giunto il momento di cambiare, cominciamo -inconsciamente - a scorrere il nastro da capo, per rivedere ogni sconfitta che abbiamo subito fino adallora. E, di sicuro, come cresciamo, il nostro numero di momenti difficili aumenta. Ma, allo stessotempo, l’esperienza ci fornisce le azioni migliori per superare quelle sconfitte, e per trovare ilcammino che ci permette di andare avanti. Dobbiamo far scorrere anche quel secondo nastro nelnostro registratore mentale. Se guardiamo solo il nastro delle nostre sconfitte, diventiamoparalizzati. Se guardiamo solo il nastro dei successi, finiamo col pensare di essere più saggi diquello che siamo. Abbiamo bisogno di entrambi i nastri.”Il discepolo disse al suo maestro: “Ho trascorso la maggior parte del giorno pensando coseche non avrei dovuto pensare, desiderando cose che non avrei dovuto desiderare e a preparare pianiche non dovrebbero essere fatti.” Il maestro invitò il discepolo a fare una passeggiata con lui nellaforesta dietro la sua casa. Lungo il cammino, indicò una pianta, e chiese al discepolo se neconoscesse il nome. “Belladonna,” disse il discepolo. “Può uccidere chiunque mangi le sue foglie.”“Ma non può uccidere nessuno che semplicemente la osservi,” disse il maestro. “Allo stesso modo,desideri negativi non possono causare del male se non permetti a te stesso di esserne sedotto.”Tra Francia e Spagna c’è una catena montuosa. In una di queste montagne, c’è un paese chesi chiama Argeles, e nel paese c’è una collina che porta alla valle. Ogni pomeriggio, un uomoanziano sale e scende dalla collina. Quando l’errante andò ad Argeles per la prima volta non ne eraa conoscenza. Alla sua seconda visita al paese, notò che aveva attraversato il sentiero con lo stesso
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