numero
26
anno IX
Editoriale
Nasce dalla volontà sempre maggio-re di promuovere la giovane ArteContemporanea Italiana,l’esigenzada parte della storica libreria Boccadi Milano di diffondere sempre piùcapillarmente il proprio notiziarioinformativo:Le Segrete di Bocca.La Rivista punta su collaborazionimirate a migliorare i propri contenu- ti,attraverso l’avallo e il contributodelle Gallerie d’Arte,oltre che astringere rapporti di collaborazionecon strutture organizzative di primalinea presenti sul territorio nazionale.Unisciti a questa nuova iniziativa edi- toriale e collabora con Le Segretedi Bocca,Artisti in Rivista.
RedattoriBarbara FrigerioGiorgio LodettiGiovanni SerafiniCollaboratoriAldo BenedettiDonatella BertolettiAndrea BondaniniMaurizio BottoniGabriella BrembatiGrazia ChiesaFranco ColnaghiGianluca CoronaSara FontanaAngela GoviEmanuele LazzatiAlberto MariCristina MuccioliMariacristina PiantaRoberto PlevanoStefano SodduTestata diSergio DangeloProgetto graficoMassimo PetriniNicoletta PellegattaIn copertinaAndrea Simoncini -
Entranced
Primo classificato IV PremioMovimento Segrete di Bocca 2010
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Il I Premio Movimento alle Segrete 2004 diBocca è stato organizzato da Giorgio Lodettiin collaborazione con Sara Fontana,PaolaMazzaglia,Alessandra Delfino e FrancoColnaghi con il duplice obiettivo di dare visi-bilità a giovani artisti e alla storica LibreriaBocca.Se può avere un senso dare visibilità alleopere di artisti,definiti con un ossimoro gio-vani,perché i 50 anni segnano un’età allaquale Odisseo da 10,aveva conquistatoTroya,attraversato il Mediterraneo,era ritor-nato a casa,ripulendola con una strage,da chigli insidiava moglie,figlio e beni,e,ripartitoper oltrepassare le Colonne d’Ercole,erascomparso nell’Oceano,lasciando a noiposteri il mito,o meglio l’archetipo,dell’uomomoderno;meno comprensibile è giustificareal giorno d’oggi la presenza di una libreria,quando sembra non servire che a pochi,mentre i suoi più temibili concorrenti sonoproprio gli editori,quelli a cui le libreriedovrebbero stare più a cuore,editori dispera- ti per un andamento delle vendite da terzomondo.Poiché languiscono i fatturati,orga-nizzano in proprio canali alternativi,scavalcan-do i librai.Impera poi Internet che consente ai compra- tori di provvedere autonomamente e farselirecapitare a casa.Un senso rimane,quello della sopravvivenza,se la libreria è storica,quindi patrimonio cul- turale della collettività e meritevole di essereconservato.In quel caso la sua visibilità è vita-le e promuovere un premio di pittura,anchese uno tra tanti,ha una sua funzione.Il premio Movimento segue di 6 anni quelloda me organizzato nel 1998 con Giorgio,Luciano Caramel e Laura Corna,oggi non più tra noi,il Premio Arte Incontro.In entrambi l’alta adesione degli artisti,prove-nienti da tutta Italia,ha rappresentato ungrande successo per le iniziative che vedeva-no la luce più per forte passione dei promo- tori che per contributi finanziari,mentre illivello di qualità dei partecipanti alle duemanifestazioni,decisamente differente,meri- ta alcune considerazioni.La prima,senza dubbio,che la quantità dicontendenti in questo caso è decisamentepiù corposa rispetto al precedente.Arte Incontro fu vinto da un artista di 29anni,Agostino Arrivabene,fortemente dota- to di talento,che aveva staccato,per votazio-ne,di molte lunghezze il secondo classificato.Ora almeno dieci degli aspiranti al primopremio sono compresi in uno scarto dipochi punti,il primo dall’ultimo.Complessivamente quindi la qualità è anda- ta migliorando,pur in un lasso di tempoabbastanza breve.Ma il fatto può anche essere letto comeincremento di attrazione,nel mondo dell’ar- te,della Libreria Bocca,punto di riferimentosempre più ineludibile,cresciuto progressiva-mente negli anni.Questo dovrebbe far piacere non solo a meche in fondo ne sono uno dei più tenacisostenitori,ma a tutti i nostri amici,ai soci ealla città più in generale,se l’autorevoleHerald Tribune ha recentemente definito laLibreria Bocca negozio icona della GalleriaVittorio Emanuele II,dopo che Vogue,alcunianni or sono,l’aveva classificata tra i quattro-cento migliori negozi del mondo.La seconda considerazione che mi vienenaturale è che,là dove presente,il figurativo,genere che ha visto diminuire l’interesse trai collezionisti a partire dagli inizi degli anniSessanta,è tiepidamente in ripresa e si carat- terizza per geniali distorsioni che portano aidentificare la personalità artistica di chi lopropone,pur come genere desueto,del tutto rinnovato…
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EDIZIONE 2004
di Giacomo Lodetti
Agostino Arrivabene
ALBERTO BATTAGLIOLIALESSANDRO FILANDROANNA BREVIANTONIA CAVALERIANTONIO SALVADOR BIANCA VENTIMIGLIAALESSANDRA ROVELLIANGELO CRAZYONEANNALISA DI MEOANTONIO DEODATOATTILIO RADICEBRUNA LANZAALBERTO CUIUS JUCULANOALDO SERGIOALESSANDRO BULGARINI
350/trecentocinquanta opere pervenute a questo premio nazionale di pittura.Aumentano entusiasticamente le partecipazioni insieme con le condizioniprescrittive,che chi scrive trova incomprensibili (70 x 70? Un quadrato,non c’èche dire).Gli artisti invece,letto il regolamento e frugando tra i 20x30,gli 80x120e i 60x60 si sono impegnati per farne uno di quelle esatte misure,tanto cheil tema poteva essere quello perimetrale centimetrico,e l’hanno talvolta inviatoancora fresco,all’ultimo giorno disponibile.Si sentiva l’odore della pittura in questa edizione infatti,come mai mi è capitatoprima.Era emozionante,sembrava di visitare lo studio,la tana,l’atelier,il 70x70rubato alle case degli artisti.Parrà che mi soffermi troppo sulla questione delle misure,ma la quantitàper un pittore è molto importante,fa parte della qualità,la denota.Il Rinascimento,per esempio è misura.La contemporaneità è l’assenza di misura,ma per negarla deve pur sempre partire da quella.Giorgio Lodetti non gioca a dadi,avrà avuto i suoi perché nel richiederequesto requisito.Gli artisti non hanno sindacato,hanno realizzato e inviato la loro opera prima:non è poco,aver chiesto al vip come all’esordiente di creare qualcosache fosse inedito.La mia attenzione e ammirazione va immediatamente ad
Infanzia di Maria
,per vari motivi.Il primo è sicuramente che questo quadro 70x70 è un tondo.È un’interpretazione della misura stessa.Chiunque penserebbe a un quadratocon quelle misure date.Lo ha fatto,galilenianamente,anche Davide Avogadro,vecchia volpe,che ha inscritto il tondo in un quadrato invisibile,ma misurabile.Il secondo motivo è dovuto alle roselline più grafiche che pittoriche,più modulariche folte e più accennate e più simili alla chiocciola degli indirizzi internetche al solito vezzeggiante fiorellino.Con un dito sporco di pittura un bambino potrebbe rifarle.Eppure sonoindiscutibilmente fiori ornamentali,da tappezzeria,specificatamente rose.A completare il mistero tangibile e misurabile di
Ave Maria
c’è -sono al terzomotivo- il dialogo tra soggetto e titolo.Una bambina,non particolarmente bella secondo le estetizzazioni odierne,in procinto di piangere,con il morso inverso a trattenere il broncio e lo scoppioin lacrime,gli occhi concentrati sulla tristezza che tutto il corpo sente,forseper essere stata catturata in un ritratto,in qualcosa che l’ha costretta a star fermaa posare,a non fare i suoi sacrosanti capricci,non si sa.Le mani sono screpolate,rosse da non credere,come il naso e parte delle gote.Quando i bambini provano vergogna o rabbia,lo si vede dalle mani,dal naso,dalla faccia prima ancora che dagli occhi,attori smaliziati cui tanti signori adultihanno delegato troppo,impoverendo il dialogo,la parola scritta e i messaggiepidermici sotto due dita di cerone.Quella è una bambina vera,tanto più vera quanto finta,cercata nella finzionedella rappresentazione,dell’aureola dorata e spessa che equivale alla genuflessionedel pittore,e contemporaneamente a quella dello spettatore.Ciao,Maria.Detto così Maria perde di sacralità,di preziosità e unicità.E allora va bene il latinorum,l’arcaico contraddetto dalle chiocciole di fiori rosarosae rosarum.Il Duomo di Milano è dedicato a
Mariae nascenti
,una bambina non ancora santa,ignara del suo destino grande nell’atrocità di sopravvivere al proprio figlio.Una bambina come tante,palestinese,povera e con la pelle screpolata,per nullaingentilita da atti eroici e purezze teologiche.Maria è l’innocenza inconsapevole della maestosità della cattedrale:è la sua purezza.Davide Casari si stacca apparentemente dalla figurazione per definirne,a modosuo,l’essenza:il profilo,la traccia,l’epifania fantasmatica e onirica,l’ammonitedella sacralità di un’esistenza interiorizzata più che naturalizzata.La sagoma accennata -perché di noi,se va bene,rimane al più un cenno- nondi un Crocefisso,ma di un uomo crocefisso,chiunque sia e vogliamo scorgervi.Un busto svuotato e scarnificato,appena scontornato da una linea,con un nodo
Sacroper natura
Segrete di Bocca
Via Molino delle Armi 5(cortile interno)20123 Milanolunedì ore 18,30
(vedi programma
Pensieri e Parole
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da martedì a venerdìdalle 10,00 alle 14,00dalle 16,00 alle 19,00
giorgio.lodetti@libreriabocca.com
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le segrete maggio2010 29-04-2010 17:38 Pagina 2
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