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La Noosfera Digitale Ed i Suoi Miti

La Noosfera Digitale Ed i Suoi Miti

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Published by Mario Esposito
brain 2 brain, 2008
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La Noosfera digitale ed i suoi miti
Scritto da MarioEsdomenica 17 agosto 2008
 Una mia versione "artistica" tratta da "Le Idee" di Edgar Morin"Teorie, dottrine, filosofie, ideologie non devono essere giudicate soltantocome errori e verità nella loro traduzione della realtà: esse non devonoessere concepite soltanto come prodotti di una cultura, di una classe, di unasocietà. Sono anche esseri noologici, che si nutrono di sostanza mentale e culturale,e alcune di esse, provviste di una forte sostanza mitico/religiosa, possono sviluppareuna potenza straordinaria di asservimento e di possessione."Edgar MorinPlatone lo aveva detto 2.500 anni fa : la "vera" realtà, quella colta dalla ragione (e non dall'intelletto che ,in senso platonico, è materiale e si occupa di scienze come la matematica), è fatta dalle idee pureubicate nell' Iperuranio.Detta così sembrerebbe una stramberia, una "trovata filosofica" per giustificare la differenza tipica delpensiero filosofico greco ed occidentale tra Realtà ed Apparenza, tra Essere e Divenire.Eppure, se ci pensiamo un attimo, noi viviamo, oltre che di "pane e di aria", di idee e, precisamente, disistemi di idee, come ci spiega Edgar Morin nel suo "Il Metodo 4 - Le Idee".Le idee sono il nostro modo di interpretare la realtà in cui viviamo, il medium fra la nostra coscienza e laconoscenza del mondo esterno ed interiore.Per questo motivo, Morin nel libro citato si occupa di Noologia, ossia il regno delle idee o terzo regnoassieme alla psicosfera ed alla sociosfera, inserite tutte nella più ampia antroposfera a sua volta partedella biosfera (notare l'approccio sistemico).Le idee per Morin (e io condivido questo approccio), sulla falsa riga di studiosi come Wojciechovskj,Teilhard de Chardin, Pierre Auger e Jacques Monod, costituiscono una "sfera dotata di potere proprio","una volta formate vivono di vita propria" e "generano conseguenze spesso impreviste per i loro autori".La Noosfera è un "prodotto emergente" dell' ecosistema psico-culturale ed è costituita da "esserimentali".Questi esseri mentali sono le rappresentazioni, i simboli, i miti, le filosofie, le religioni, le scienze, le
 
ideologie (i "sistemi di idee") ed interagiscono fra loro, "nutrendosi" delle energie psichiche degli esseriumani come vero e proprio carburante.Come osserva Morin, le idee sono tanto potenti che gli esseri umani possono decidere di vivere e morireper esse, esse costituiscono "un universo in cui abitano le nostre menti", una sorta di "universo parallelo"che "accentua la separazione fra mondo umano e Natura e addirittura fra umani ed umani".Le idee sono per Morin esseri spirituali e così come "l'informazione ha sempre un supporto fisico/ energetico pur rimanendo immateriale, così il mito, il dio, l'idea hanno un supporto fisico energetico neicervelli umani e si concretizzano a partire dalla materialità degli scambi elettrochimici del cervello, deisuoni della parola, delle inscrizioni. Esse dispongono soprattutto di un supporto biologico costituito daquesti medesimi cervelli ed è questo che insufflerà loro una vita propria".In altro modo, scienziati come Charles Dawkins (autore de "Il gene egoista") e Daniel Dennett, cercandodi fare un parallelo fra teoria dell'evoluzione biologica e teoria dell'evoluzione culturale, parlano di"memi", ossia di "unità replicative di base" (cfr. "L'evoluzione della mente" di T. Pievani) con le stessecaratteristiche dei geni in ambito culturale.I memi sarebbero, per i predetti studiosi, ereditabili e, soprattutto, soggetti alla logica selettiva, una sortadi "replicatori culturali, virus della mente, che competono per la massimizzazione della lorodiscendenza" (da questa visione è nata la cosiddetta "memetica").L'approccio di Dawkins e Dennett che a primo acchitto, per la sua metafora genetica, potrebbe sembrarepiù verosimile di quello di Morin in realtà si presta a molte più critiche proprio per la sua presunta"scientificità".Innanzitutto, a differenza dei geni, le idee ed i relativi sistemi sono frutto della mente umana, che, adifferenza della natura biologica, è dotata di intenzionalità e questo fatto aumenta esponenzialmente lacomplessità dei sistemi di idee rispetto a quelli biologici.Sicuramente, i sistemi di idee sono in continua lotta fra loro e storicamente ci sono idee che sonosopravvissute, trasformandosi ed adeguandosi all'ecosistema psico-culturale, altre che sono morte, altreche nascono continuamente cercando di affermarsi.Resta il dato centrale, riconosciuto da uno studioso come Luigi Cavalli-Sforza, che le cosiddette "idee"sono una "realtà distinta, autonoma, non riconducibile a fondamenti meramente genetici o biologici nè aduna logica evolutiva di tipo strettamente selettivo".E' più razionale e lecito parlare di una "coevoluzione fra geni e cultura" e Cavalli-Sforza nella sua teoriadei fattori di evoluzione culturale descrive le idee come unità discrete di attività cerebrale ed unità ditrasmissione della cultura.L'approccio di Morin, dunque, volto a considerare le idee come esseri mentali dotati di vita propria non èa distanza di anni ed allo stato dell'arte ancora soggetto, da quel che sembrerebbe, a spiegazioni di tiposcientifico e genetico e, quindi, di tipo riduzionistico-biologico.Pertanto, una noologia che prenda le mosse da una reciproca influenza fra cultura e biologia sembraessere al momento l'approccio migliore per parlare delle idee e della loro vita all'interno ed al di fuoridella nostra mente.Lawrence Lessig, parlando degli strati della Rete, come ho evidenziato in un mio post precedente,distingueva fra tre strati, ossia lo strato fisico, cioè l
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infrastruttura attraverso la quale viaggia lacomunicazione, lo strato di codice, che è lo strato logico che permette all
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hardware di funzionare (es. iprotocolli Internet ed il relativo software) e lo strato di contenuto, ovvero ciò che viene materialmentetrasmesso (immagini, testi, video ecc.).A questi strati, mi sentirei di aggiungere lo strato noologico, ossia quello fatto dalle idee e, soprattutto, daisistemi di idee che permeano la Rete e ne fanno ad oggi una delle invenzioni più importanti chel'Umanità abbia mai conosciuto.
 
Di questo strato, senza pretese di sorta e da un punto di vista soggettivo, cercherò di parlare neiprossimi post con riferimento alle sue idee, alle sue ideologie ed ai suoi miti.to be continued ...^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Elaborazione personale ( in 3 slides) del "nucleus" dellanoosfera digitaleispirata dal concetto di paradigma di Morin"L'istanza paradigmatica lega in un nodo gordiano l'organizzazione primordialedel cognitivo e l'organizzazione primordiale del sociale. Essa organizzal'organizzazione delle computazioni che organizzano le differenti sfere(psicosfera, sociosfera, noosfera), oltre a stabilire e mantenere le interazioniforti che danno unità al nucleus che controlla le dimensioni diverse dell'organizzazionesociale, della cultura, delle idee. L'istanza paradigmatica è un proto nucleonoo-socio-culturale da cui sono generati gli altri nuclei diversi.Così, in ed attraverso un grande paradigma, si ha una profondità noologicainaudita nel sociologico, e una profondità sociologica inaudita nel noologico.Nel paradigma si ha una profondità tale da risultare oscura, addirittura vuota.Effettivamente, in un senso, il trono del paradigma è sempre vuoto, giacchéil paradigma non è mai formulato, non è inscritto da nessuna parte.Il paradigma, val la pena ricordarlo, è sempre virtuale. (...)Un cambiamento di paradigma è rivoluzionante. Una rivoluzione che investaun grande paradigma modifica i nuclei organizzatori della società, della civiltà,della cultura e della noosfera. E' una trasformazione del modo di pensiero,del mondo del pensiero e del mondo pensato."Edgar MorinLa Rete, come ho avuto modo di ipotizzare in altri post, riflette "creativamente" la realtà psico-culturaleessendone fondamentalmente uno specchio.Nella realtà, Morin docet, ci sono diverse sfere: psicosfera, sociosfera, noosfera.Pertanto, è abbastanza probabile che nella Rete si rifletta la noosfera con tutti i suoi paradigmi e chegrazie alla innovatività del medium e alle sue pratiche d'uso la noosfera venga arricchita, comeretroazione positiva, da nuove idee dalle aspirazioni rivoluzionarie in senso paradigmatico.La Rete ha portato alla ribalta nella noosfera, quella che ho approssimato come noosfera digitale, una

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