ideologie (i "sistemi di idee") ed interagiscono fra loro, "nutrendosi" delle energie psichiche degli esseriumani come vero e proprio carburante.Come osserva Morin, le idee sono tanto potenti che gli esseri umani possono decidere di vivere e morireper esse, esse costituiscono "un universo in cui abitano le nostre menti", una sorta di "universo parallelo"che "accentua la separazione fra mondo umano e Natura e addirittura fra umani ed umani".Le idee sono per Morin esseri spirituali e così come "l'informazione ha sempre un supporto fisico/ energetico pur rimanendo immateriale, così il mito, il dio, l'idea hanno un supporto fisico energetico neicervelli umani e si concretizzano a partire dalla materialità degli scambi elettrochimici del cervello, deisuoni della parola, delle inscrizioni. Esse dispongono soprattutto di un supporto biologico costituito daquesti medesimi cervelli ed è questo che insufflerà loro una vita propria".In altro modo, scienziati come Charles Dawkins (autore de "Il gene egoista") e Daniel Dennett, cercandodi fare un parallelo fra teoria dell'evoluzione biologica e teoria dell'evoluzione culturale, parlano di"memi", ossia di "unità replicative di base" (cfr. "L'evoluzione della mente" di T. Pievani) con le stessecaratteristiche dei geni in ambito culturale.I memi sarebbero, per i predetti studiosi, ereditabili e, soprattutto, soggetti alla logica selettiva, una sortadi "replicatori culturali, virus della mente, che competono per la massimizzazione della lorodiscendenza" (da questa visione è nata la cosiddetta "memetica").L'approccio di Dawkins e Dennett che a primo acchitto, per la sua metafora genetica, potrebbe sembrarepiù verosimile di quello di Morin in realtà si presta a molte più critiche proprio per la sua presunta"scientificità".Innanzitutto, a differenza dei geni, le idee ed i relativi sistemi sono frutto della mente umana, che, adifferenza della natura biologica, è dotata di intenzionalità e questo fatto aumenta esponenzialmente lacomplessità dei sistemi di idee rispetto a quelli biologici.Sicuramente, i sistemi di idee sono in continua lotta fra loro e storicamente ci sono idee che sonosopravvissute, trasformandosi ed adeguandosi all'ecosistema psico-culturale, altre che sono morte, altreche nascono continuamente cercando di affermarsi.Resta il dato centrale, riconosciuto da uno studioso come Luigi Cavalli-Sforza, che le cosiddette "idee"sono una "realtà distinta, autonoma, non riconducibile a fondamenti meramente genetici o biologici nè aduna logica evolutiva di tipo strettamente selettivo".E' più razionale e lecito parlare di una "coevoluzione fra geni e cultura" e Cavalli-Sforza nella sua teoriadei fattori di evoluzione culturale descrive le idee come unità discrete di attività cerebrale ed unità ditrasmissione della cultura.L'approccio di Morin, dunque, volto a considerare le idee come esseri mentali dotati di vita propria non èa distanza di anni ed allo stato dell'arte ancora soggetto, da quel che sembrerebbe, a spiegazioni di tiposcientifico e genetico e, quindi, di tipo riduzionistico-biologico.Pertanto, una noologia che prenda le mosse da una reciproca influenza fra cultura e biologia sembraessere al momento l'approccio migliore per parlare delle idee e della loro vita all'interno ed al di fuoridella nostra mente.Lawrence Lessig, parlando degli strati della Rete, come ho evidenziato in un mio post precedente,distingueva fra tre strati, ossia lo strato fisico, cioè l
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infrastruttura attraverso la quale viaggia lacomunicazione, lo strato di codice, che è lo strato logico che permette all
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hardware di funzionare (es. iprotocolli Internet ed il relativo software) e lo strato di contenuto, ovvero ciò che viene materialmentetrasmesso (immagini, testi, video ecc.).A questi strati, mi sentirei di aggiungere lo strato noologico, ossia quello fatto dalle idee e, soprattutto, daisistemi di idee che permeano la Rete e ne fanno ad oggi una delle invenzioni più importanti chel'Umanità abbia mai conosciuto.