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De Umbris Idearum (Definitivo, In Italiano)

De Umbris Idearum (Definitivo, In Italiano)

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Published by Stefano Ulliana
Commento personale al "De umbris idearum" di Giordano Bruno.
Commento personale al "De umbris idearum" di Giordano Bruno.

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SSTTEEFFAANNOOUULLLLIIAANNAA
 
IL
 DE UMBRIS IDEARUM 
DI GIORDANO BRUNO
COMMENTO INTEGRALE
 
 
C
ONTESTUALIZZAZIONE CULTURALE
 
DELLA POSIZIONE FILOSOFICA BRUNIANA
.
 LEMENTI TEORICI E STORICI 
.
Nella premessa al suo saggio su
 Arte e alchimia
Maurizio Calvesi definiscel'alchimia "scienza
immaginaria
... nel senso che mette a fuoco procedimenti dellaimmaginazione, registrando impulsi ideali e tensioni liberatorie della psiche."
1
Il luogo aureo della apparente sospensione della realtà (con le sue necessità) chetale definizione indica e realizza sembra ricostituire l'universo della riconciliazione,dare luogo ed atto al ristabilimento di un'unità ideale interrotta, precedentemente scissaper capi opposti e così fratturata e frantumata. Pare in tal modo così ricomparireall’intelletto ed alla ragione umana – alla sua mente immaginale - il luogo dellapossibile e necessaria ricomposizione fra l'interiore aspirazione alla giustizia e la suaconcretizzazione terrena. La "trasformazione creativa"
2
, che tale sospensione attua,mantiene in continuo movimento la riflessione attraverso il termine della perfezione.Questa è dunque quell'idealità dalla quale sembra elongarsi l'opera conoscitiva efabrile dell'uomo, tesa a ricostituire quello sfondo di obiettivazione e subiettivazioneche pare originare il tema di una celeberrima composizione artistica di Albrecht Dürer,utilizzata dallo stesso Maurizio Calvesi quale termine di riferimento quasi archetipico:
 Melencolia I 
(1514).Qui lo slancio materico, apparentemente privo all’inizio di luce e di chiaratendenzialità, viene fatto emergere verso il suo fine di perfetta riproduzione dellagrazia divina, grazie all'intervento magico e religiosamente salvifico dell'
artista
,ovvero di colui che è capace di riconoscere la necessità e le possibilità dell'azionecreativa. E che quindi è capace di predisporre la materia nella sua stessa futurarimodulazione. In ciò l'artista tende dunque a dimostrarsi quale
 profeta
ed
astrologo
.
1
Cfr. M.Calvesi (a cura di),
 Arte e alchimia
, “Art Dossier”, con saggi di Maurizio Calvesi e Mino Gabriele.Luglio/agosto 1986 (n. 4); Firenze, Giunti Barbèra, 1986.
2
Ivi, p. 6.
 
 Il
De umbris idearum
di Giordano Bruno. Commento integrale..
L'astrologia deve infatti essere qui intesa nella sua valenza allegorica, diriconoscimento del procedere superiore della determinazione. Essa deve dareconcretezza all’idea che, nel rapporto fra gli opposti (raffigurati tradizionalmente dalleimmagini del Sole e della Luna), lo schermo stellare costituisca una forma di luogo perl’individuazione generale, che dunque precede onto-logicamente la comparsa dellafissazione particolare e concreta, ordinata, assegnata ai diversi pianeti.
3
Questi ultimidovevano quindi offrire espressione puntuale all'incontro fra materia ed anima nelcosmo, enucleando dall’interno di questo incontro un’immagine di propensione,capace di esibire conclusività a quella posizione divina che per altro ed opposto versosegnala ed indica l'inizio, l’origine celeste: infatti, se lo schermo stellare costituisce inun certo senso lo sfondo al quale applicare ed agganciare la totalità dei movimentiapparenti e delle triangolazioni celesti, indipendentemente ed oltre la loro fissazioneesso viene immaginativamente retroflesso – con un balzo all’indietrodell’immaginazione - secondo la necessità che lega questo luogo universale allaprofonda e misteriosa volontà divina.Se in epoca medievale questo rapporto di soggezione si concretizzava in manierapressoché immediata nella convergenza assoluta stabilita dai doveri prefigurati dallateologia e dalla dottrina cristiana, in epoca umanistica questa mediazione sembra,prima di tutto, trovare uno spazio ed una espressione quasi svincolata da una ferrea erestrittiva determinazione, per ricercare successivamente elevatezza di ruoli e diprospettive. Il mondo ideale in tal modo quasi resuscitato ed aperto – e la ripresa dellaconcezione neoplatonica ne è la conferma storiografica - sospeso tra le caratteristichedella propria grandezza e della propria sublimità, diventa in epoca rinascimentale un
organo
che viene continuamente riflesso nella e dalla disposizione universale.
4
 
3
Questa fissazione corrisponde a ciò che in astrologia viene definito tramite la
casa zodiacale
del pianetaconsiderato. La serie delle
case celesti
è la seguente: Sole in Leone, Luna in Cancro, Mercurio in Vergine eGemelli, Venere in Bilancia e Toro, Marte in Scorpione e Ariete, Giove in Sagittario e Pesci, Saturno inCapricorno e Acquario. Cfr. G.Mori (a cura di),
 Arte e astrologia
, “Art Dossier”. Firenze, Giunti Barbèra,febbraio 1987, p. 24.
4
Ivi. Gioia Mori ricorda gli inizi della penetrazione iconologica araba nella tradizione astrologicaoccidentale, attraverso la traduzione dell'
 Introductiorum majus
di Albumasar, ad opera di Pietro d'Abano (1293d.C.) [p. 21]. Quindi prospetta la ripresa tre-quattrocentesca della rappresentazione iconografica classica dei
3

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