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Fattoria Urbana - una piccola guida

Fattoria Urbana - una piccola guida

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Published by Orto di Carta
Una Fattoria Urbana
piccola collezione di suggerimenti su tecnologie per l'orto urbano e non solo...
Una Fattoria Urbana
piccola collezione di suggerimenti su tecnologie per l'orto urbano e non solo...

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05/23/2014

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http://ortodicarta.wordpress.comhttp://progettorizomi.wordpress.comhttp://spiazziverdi.blogspot.com
testi di 
nicola savio
 illustrazioni di 
noemi zago
fattoriaurbana
Coltivare:
 
 /kolti'vare/ o cultivare v. tr.
 
1.
Lavorare il terreno affinchèproduca piante, frutti.
3.
Esercitare, educare, formare.
4.
Nutrire un pensiero,fomentare una passione.
(il Nuovo Zingarelli)
Basterebbe la definizione stessa del termine “
coltivare
” perrendersi conto che creare un orto sul proprio terrazzo o nel propriogiardino sia una buona idea.Nessun bisogno di tirare in ballo problematiche maggiori come lapropria responsabilità alimentare delegata a pachidermici impiantiindustriali o a quei pochi che ancora abitano le campagne (siamonel primo anno in cui i cittadini superano i campagnoli).Ma il “
coltivare
” è pratica che si sta perdendo nelle influenze diun mercato agroindustriale soffocante, dal futuro finanziarioincerto e tutt'altro che sostenibile.Riappropriasi delle competenze non è cosa facile e, spesso,neanche utile (alcune pratiche che riteniamo “tradizionali” sono inrealtà retaggio di una cultura legata allo sviluppo del compartoagrochimico).In questo scenario le città giocano un ruolo fondamentale siacome possibilità di fare “rete” sia come azione individuale.Comprendo il 12% del terreno fertile del pianeta ed assorbendo il75% delle sue risorse diventano punto cardinale per la definizionedi una nuova resilienza, una nuova forma di sviluppo legata allariappropriazione delle proprie responsabilità di base.La
cattiva
notizia è chenon ci sono regole per questo nuovo gioco.La
buona
notizia è chenon ci sono regole per questo nuovo gioco.
http://spiazziverdi.blogspot.com http://progettorizomi.wordpress.com http://ortodicarta.wordpress.com
 
bokashi
Iniziando un nuovo orto urbano, sia questo sul balcone, sultetto di un garage o semplicemente sul davanzale di una finestra,uno dei primi problemi che ci si pone e la questione degli ammen-danti (terriccio, compost, concimi ecc...).Probabilmente la scelta di una compostiera “classica” per ilriciclo degli scarti di cucina non sarebbe molto ben accetto dalvicinato. Una risposta al problema del riciclo dei rifiuti e dellanecessità di autoprodursi “fertilità” arriva dal “Bokashi”.Bokashi, in giapponese, si traduce letteralmente “materiaorganica fermentata”.Nella compostazione degli scarti di cucina attraverso ilBokashi si collocheranno semplicemente gli scarti di cucina in unsecchiello cospargendoli di un composto di lieviti e microrganismi(commercializzati sotto il nome di Bokashi EM ma facilmenteriproducibili in “fai da te”) quindi, chiudere il secchio con un coper-chio a tenuta in modo da non permettere all'ossigeni di entrare nelcontenitore. Ogni due o tre giorni aggiungete altri scarti di cucinafino a che il secchiello non sarà completamente pieno. A questopunto lo si potrà riporre da parte e lasciarlo “fermentare” per 10-15giorni.Quando aprirete il secchiello dovreste sentire un odoreagrodolce, nel caso non fosse così ma doveste riscontrare muffee l'odore dovesse essere di putrefazione... vi converrà buttare iltutto e ricominciare.Se la “fermentazione” è andata nel migliore dei modi possibilipotrete prelevare la parte solida ed utilizzarla sia come pacciama-tura che interrandola nel terriccio.La frazione liquida potrà essere utilizzata come concimazione
vasi sip
Coloro che si dedicano alla coltivazione urbana spesso sonoalle prese con il trasporto di pesanti sacchi di terriccio per i rinvasi,con problemi di irrigazione legati a periodi di ferie o alle lamenteledell'inquilino del piano di sotto per lo sgocciolare degli impianti diirrigazione.Buona parte di questi problemi sono facilmente solvibiliutilizzando vasi sub-irrigati noti anche come SIP (Sub IrrigatedPlanter) o, commercialmente, Earthbox
TM
.Schematicamente i SIP sono vasi con un doppio fondo in cuiviene immagazzinata l'acqua (o acqua ed elementi nutritivi) che lepiante potranno assorbire a proprio piacimento per capillarità.I vantaggi di questo tipo di vasi sono enormi:• maggiore risparmio di acqua anche rispetto all'irrigazione agoccia;• bassissimo livello di evaporazione ed eventuali problematichelegate alla salinizzazione del suolo;• minore necessità di bagnare le piante (che si autoregolano);• migliore mantenimento della biota nel suolo (attraverso il mante-nimento di un tasso di umidità costante l'attività microbica fonda-mentale per le funzioni di fitodepurazione e fertilità del suolo)pressoché assente in un vaso “classico”.Realizzare il proprio vaso SIP è relativamente facile per chiun-que disponga di un minimo di capacità di bricolage. Anche in questo caso si avrà bisogno di un paio di contenitoriche possano essere incastrati uno dentro l'altro e del processo èmolto simile a quello utilizzato per la realizzazione del secchio daBokashi (vedi gennaio). Il fondo del secchio interno verrà comple-
INERTETERRICCIOTROPPO PIENO
vasettoforato
fogliare, come antiparassitario o come fertirrigazione (la diluizioneè in generale di 1 parte di bokashi per 100-200 di acqua).In internet esistono diversi kit già pronti in vendita ma possonoessere anche molto costosi. La cosa più facile è autocostruirseneuno con due secchi di plastica da 15L chiudibili ermeticamenteche si possano incastrare uno dentro l'altro. Al secchio interno,quello in cui depositeremo i nostri scarti di cucina, praticheremouna serie di forellini sul fondo mentre, a quello esterno, potremoapplicare un piccolo rubinetto a circa 1cm dalla base per semplifi-care la “spillatura” del Bokashi liquido.tamente forato con una punta da trapano di 5-7 mm, sempre inquesto secchio si creerà un foro che permetta di inserire un tubodel diametro di un paio di cm. Questo sarà il tubo che ci permette-rà di “caricare” d'acqua il nostro vaso.Nel secchio esterno si praticherà un foro da “troppo pieno”poco sotto il livello del fondo, del secchio interno. Per renderefacilmente spostabili i vasi si potrà riempirne i tre quarti conmateriale inerte (argilla espansa) e la superficie con terriccio ocompost ben maturo.
    h    t    t   p   :    /    /   o   r    t   o    d    i   c   a   r    t   a .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   p   r   o   g   e    t    t   o   r    i   z   o   m    i .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   s   p    i   a   z   z    i   v   e   r    d    i .    b    l   o   g   s   p   o    t .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   o   r    t   o    d    i   c   a   r    t   a .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   p   r   o   g   e    t    t   o   r    i   z   o   m    i .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   s   p    i   a   z   z    i   v   e   r    d    i .    b    l   o   g   s   p   o    t .   c   o   m
 
i mille usi dell’immondizia
 A febbraio vi ho raccontato del Bokashi, un sistema di recuperodegli scarti di cucina realizzabile in appartamento. Lo svantaggio diquesto sistema può essere dovuto alla necessità di realizzare ilcontenitore ad hoc e la coltura di microrganismi per attivare ilsistema. Cosa affatto complessa ma, nel caso voi siate pervasi dauna santa e pervicace indolenza, esiste un sistema per ottenere piùo meno gli stessi risultati con un sistema più semplice (ma cherichiederà un paio di attenzioni in più).
Se il Bokashi è una tecnica tradizionale giapponese, qui citrasferiamo dalle parti della Malesia: Fermented Garbage (F.G.)
Materiale necessario:
• 1 bottiglia di plastica da 1,5L(o altro contenitore a tenuta stagna)• 1 cucchiaio di zucchero di canna• 1 tazza di scarti vegetali di cucina
Realizzazione:
Riempire la bottiglia per 2/3 di acqua, aggiungere lo zuccheroe gli scarti vegetali tagliati in piccoli pezzi. Agitare vigorosamente.Lasciar “maturare” il tutto per 3 mesi.Durante la fermentazione si avrà, tra gli altri, la produzione diCO
2
. Converrà quindi, di tanto in tanto, aprire leggermente il tappoin modo da lasciar uscire i gas.Dopo tre mesi potremo filtrare il liquido. La parte solida potràessere usata come pacciamatura nei vasi (in maniera identica albokashi) mentre la parte liquida potrà trovare molteplici impieghi inbase alla diluizione:
semenzaio fai da te
Uno dei vantaggi del coltivare l'orto sul balcone è che, verso lafine dell'inverno, ogni finestra di casa può diventare una serrariscaldata per anticipare le semine. Autoprodursi le piantine in casa può segnare la differenza traun orto rigoglioso e produttivo ed una piantagione stentata diverdure rachitiche e tristi. L'autoproduzione permette infatti diseguire il naturale sviluppo delle piante attraverso il principio“Colazione-Pranzo” ed evitare senescenze precoci causate dall'in-vilupparsi delle radici.Il principio “Colazione-Pranzo” prevede che i semi venganofatti sviluppare in un substrato relativamente più povero rispetto aquello che le piante troveranno nei vasi in cui verranno messe adimora. In questo modo si ridurrà al massimo lo shock del trapian-to.
Come costruirsi un semenzaio auto-irrigante:
• 1 vassoio di almeno 5 cm di altezza• 1 barattolo da Yogurt da 450/500 g o altro, chiudibile “ermetica-mente”• sabbia• compost maturo o terriccio
1:500/1000 FG : Acqua
 Vaporizzato come deodorante e disinfettante per ambienti.
1:50/100
Come detergente per tutte le superfici, la lavatrice, i piatti.
1:1000
Come fertirrigazione delle piante.
1:500
 Antiparassitario per le piante.Come è possibile che dell'immondizia fermentata possa faretutto ciò?Semplicemente il risultato della fermentazione anaerobica èuna soluzione acetica carica di enzimi.Nella pratica: aceto con una marcia in più.Praticare nel coperchio del barattolo un foro di circa 8 mm didiametro. Il barattolo verrà riempito di acqua e ribaltato a testa ingiù in un angolo del vassoio in modo che il foro si trovi verso ilbasso (in alcuni casi sarà necessario inserire uno spessore di 1 o2 mm tra il coperchio ed il fondo del vassoio). Riempire con un mixdi sabbia e compost 7:3.Questo vi permetterà di avere un substrato permanentementeumido liberandovi dalla necessità di controllare in maniera osses-siva il vostro semenzaio. Ora potete uscire a fare un giro al parcoo a prendere un aperitivo con gli amici.
    h    t    t   p   :    /    /   o   r    t   o    d    i   c   a   r    t   a .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   p   r   o   g   e    t    t   o   r    i   z   o   m    i .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   s   p    i   a   z   z    i   v   e   r    d    i .    b    l   o   g   s   p   o    t .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   o   r    t   o    d    i   c   a   r    t   a .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   p   r   o   g   e    t    t   o   r    i   z   o   m    i .   w   o   r    d   p   r   e   s   s .   c   o   m    h    t    t   p   :    /    /   s   p    i   a   z   z    i   v   e   r    d    i .    b    l   o   g   s   p   o    t .   c   o   m

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