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Domenica 30 maggio 2010
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
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LA MANIFESTAZIONEINCONTRO TUMULTUOSO CON IL SINDACO EZIO STEFÀNO
Inquinamentosit-in al Comunetra le polemiche
Qualche centinaiole presenze perAltamarea. Ma poche aldi fuori degli ambientalisti
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Sit-in ieri di «Altamarea» davanti a Palazzo dicittàper ilfermotecnico dellecokerieIlva el’in-dividuazione dellefonti diemissione dibenzoa-pirene. L’incontro sindaco-ecologisti ha spinto Ste-fàno a promettere di firmare la diffida alla Regionein assenza di decisioni che risolvano la questione.
SERVZI ALLE PAGINE II, III, IV E V
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TRA LEPOLEMICHE
UnostriscionedavantiPalazzo dicittà. Ieri ilsit-in di«Altamarea»
[foto Todaro]
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Vino adulterato, 10 nei guai
Maxi sequestro a Massafra, fissata l’udienza preliminare per gli imputati
MASSAFRA
L’azienda sequestrata dagli agenti della Forestale
Nel 2008 furonosequestrati 5 milioni dilitri di vino ottenuto conuva da tavola e zucchero
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Vino ottenuto dalla spre-mitura diuva datavola econl’aggiuntadi zucchero.Com-pariranno ilprossimo 21lu-gliodinanzi algiudice perleudienze preliminare GiuseppeTommasino i dieci destinataridella richiesta di rinvio a giu-dizioformulata dalprocura-toreaggiunto PietroArgen-tino aseguito dell’inda ginesvolta dal Corpo forestale delloStato perfrode incommercio.L’inchiesta, svolta dagli agentidel CorpoForestale delloSta-to, scattò nel dicembre del 2007a seguitodi unasegnalazionegiunta daVerona. Il31 gen-naio del 2008 furono seque-strati 5milioni di litridi vi-n o.
MAZZA A PAGINA VII
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SCOPERTA VICINO ALL’UNIVERSITÀ
Ai Tamburic’era l’arsenaledella mala
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Cercavano armi e munizioni della mala e lehanno trovate. I carabinieri del Nucleo investigativo,al comando del tenente colonnello Antonio Russo edel capitano Nicola Abbisciano, hanno sequestratouna doppietta in perfetto stato di conservazione ecirca 9000 cartucce da caccia. Una persona è statadenunciata. E’il bilancio di una vasta operazione diprevenzione e controllo del territorio messa a segnonelle scorse ore in città dai militari del comandoprovinciale di Taranto al quartiere Tamburi, neipressi delle sedi universitarie.
MASSARI A PAGINA VIII
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MASSAFRA
Auto distruttadalle fiammein via CristoforoColombo
SERVIZIO A PAG. VIII
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LIZZANO
Il parroco raccontai momentidi pauravissuti a Lourdes
OCCHINEGRO A PAG. XIII
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TRAGEDIA SFIORATAL’UOMO, 60ENNE, ORA È RICOVERATO A BRINDISI
Sava, si ustiona a scuolausando una friggitrice
IL FATTO
Un uomo di60 anni si èustionato ieriall’internodella scuolaFalcone diSava mentreera intento ausare unafriggitrice
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SERVIZIO A PAG. VIII
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MANDURIA
Il Comune lanciale borse lavoroper favorirei disoccupati
PERRONE A PAG. XII
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LA RAPINAL’UOMO ERA IN MOTORINO E ARMATO DI PISTOLA
Bandito alla stazione Essoun colpo da 2.500 euro
IL COLPO
Ancora unarapina aidanni di unastazionecarburanti. E’avvenuta ieripomeriggio aTaranto. Nelmirino la Essodi via Battisti
[foto Todaro]
MASSARI A PAG. VII
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PROTEZIONE CIVILEIERI CELATA SOTTO IL PONTE DI LIDO AZZURRO
Esercitazione di soccorsotrovata anche una pistola
LA PROVA
Forzedell’Ordine evolontari diPr o t e z i o n ecivile ieri aTaranto sisono misuratiinu n’esercitazione:la piena delfiume Tara
SERVZIO A PAGINA X
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Domenica 30 maggio 2010
II
I
INQUINAMENTO
IERI MANIFESTAZIONE AL COMUNE
IL FATTO
Gli ecologisti chiedevano a gran voceil fermo tecnico delle cokerie Ilvaper i gravi danni provocati dal benzoapirene
«Altamarea», sit-intra molte polemiche
Scarsa presenza di cittadini fuori dall’orbita ambientalista
Qualche centinaioi manifestantiradunatisi davantiPalazzo di Città
RADUNO IN PIAZZA CASTELLO
FULVIO COLUCCI
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Nonè statopossibiletrovareun’altra Taranto dietro i «volti no-ti» della battaglia ambientalista. Ilsit-in organizzato ieri da «Altama-rea», per chiedere il fermo tecnicodellecokerie Ilva,haconfermatochela citsimuovecome inunconfuso «labirinto», per ora senzavia d’uscita.In piazzac’era lagrande forza di un ecologismo tan-gibile, ma si respirava anche lapalpabile debolezza delle «solite»assenze. Nonsi marciava,ma ilproblema resta il«vuoto» dietroquellefacce:la lottaaldegradoambientale- decisivaper laco-munità - continua a non coinvol-gerela maggioranzasilenziosa.Interi segmenti restano invisibili:glioperai dellostabilimentoside-rurgico,gli abitantideiquartie-ri-fabbrica (dove lemasse mobi-litate tra Tamburi e Paolo VI?).Cosa non hafunzionato? La pa-rola d’ordine troppo «tecnica»,oscillante trabenzoapirene ecot-tura del coke? O il fatto che il fer-mo tecnico delle cokerie significa,insostanza, bloccodellaprodu-zione d’acciaio contutte lecon-seguenze occupazionali e socialidel caso?E’arrivatoil momentodichie-dersiil percdi largheassenzecon più vigore,andando oltre ilsuccesso «tecnico»dell’ini z iativa dovuto alconfronto colsindacoStefàno e alla promessa, strappataal primo cittadinoda «Altama-rea», di una sua firma sulla diffidaecologista alla RegionePuglia. Leassociazionichiedono diimporreall’Ilva l’uso delle migliori tecno-logie «in assoluto» per eliminare ilproblema degli sforamenti di ben-zoapirene (idrocarburo cancero-geno che al quartiere Tamburi hasuperato la soglia di un naogram-moper metrocubo d’aria nel2009).Qualche centinaioi manife-stanti davanti a Palazzo di città: leassociazioni che rientrano nel car-tello di «Altamarea»,il movimen-to referendario perla chiusuradellostabilimento siderurgicoca-peggiato dal leaderdi «Tarantofutura» Nicola Russo, il Fondo an-ti-diossina di Fabio Matacchiera ealtre associazioni.Difficile il dialogoperchè ilsit-in haevidenziato lecontrad-dizioni chelegano la citai pro-blemi ambientali. Difficileil dia-logo, frammentario, spezzettato inuna serie di «atti unici». Sindaco eecologisti si sono confrontati inun’altalena di parolee furori im-provvisi. Prima Stefàno è sceso inpiazza, poi è tornato nei suoi ufficidi fronte all’incalzante richiesta di«Altamarea» di unconfronto pub-blico atutto camposenza ibinaripreferenziali delle interviste.Ilsindacoha poiconvocatoigiornalistiperspiegare lasuapo-sizione e infine,raggiunto da unadelegazione di «Altamarea», dopoun animatofaccia a faccia,ha de-cisoditornare inpiazzasuri-chiesta del presidenteLuigi Boc-cuni. Qui si è consumato l’«ultimofuoco» diuna giornataparticola-re,mentreil sit-ineradiventatouna specie di
meeting
collettivo incui i cittadini raccontavano storieed esperienze.Stefàno haspiegato lasua stra-tegia:richiestaal peritodellapro-cura della Repubblica, Lorenzo Li-berti, di un parere sulla possibilitàdel fermotecnico dellecokerie;richiesta all’Arpa didati perca-pire quali fontiincidono sulleemissioni di benzoapirene; inter-venti sul traffico per arginare l’in -quinamento ai Tamburi. Ma la po-lemica attendeva solo il varco giu-sto per insinuarsi.Uno dei leaderdi «Altamarea»,Alessandro Ma-rescotti, ha chiesto al sindaco per-ché attendere sei mesi, quando giàadicembre Altamarealosollecia effettuare controlli sul benzoa-pirene.Ilprimo cittadinononharispostolasciando ilsit-inperrientrare in ufficio. Marescotti hastigmatizzatoil suoatteggiamen-to: «Eilsindaco dellaconfusio-ne».Ora tuttoè rimandatoal 7giu-gno, datadel confrontotra Ilva,Regione, Enti localie ambienta-listi in prefettura. «Denunceremole inadempienze alla procura dellaRepubblica» hachiosato Mare-scotti.Era evidentea chipensa-va .
IL PARTICOLARESINDACO TRA POLEMICHE E DIALOGO. POI DICE: ATTENDO RISPOSTE ALLE MIE RICHIESTE
Stefàno: «Disposto a firmarela diffida alla Regione»
NEL PALAZZO
Il sindaco Stefànoha avuto prima unconfronto polemicocon gliambientalisti, poiil chiarimento
[foto Todaro]
La scheda sul benzoapireneUn pericoloso inquinanteche può provocare il cancro
Benzoapirene, cos’è? Non una medicina, l’amaro iro-nico commento di Altamarea sul manifesto di annunciodella maniestazione. In realtà in un dossier appositamen-te predisposto, viene spiegato di cosa si tratta.Il benzoapirene appartiene alla famiglia degli Idrocarburipoliciclici aromatici (Ipa). Benzoapirene ed Ipa sono pre-senti nell’aerosol urbano e sono associati a particelle condiametro minore di 2μm (micron). Gli Ipa vengono rila-sciati nell’aria attraverso processi di combustione incom-pleta di impianti termici, centrali termoelettriche, incene-ritori e col trasporto veicolare. L’Agenzia internazionaleper la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il benzoapi-rene come sostanza cancerogena di classe 2A - probabi-le cancerogeno per l'uomo - sopratutto a carico dei pol-moni. Il benzoapirene si è dimostrato genotossico.Nell’uomo è risultato positivo nelle prove di danneggia-mento, di mutazione, di effetti sui cromosomi e di trasfor-mazioni cellulari. Il benzoapirene è anche un probabileagente cancerogeno. Vi sono alcune prove che essopossa causare tumori alla pelle, ai polmoni e alla vescicasia nell'uomo che negli animali. Il benzoapirene ha causa-to in animali da laboratorio l'insorgenza di tumori neinuovi nati di madri esposte durante la gravidanza nonchédisturbi di sviluppo fetale. Il composto può, infatti, passa-re dalla madre al figlio attraverso il latte materno. Se in-gerito, il benzoapirene può provocare irritazione dellemucose; se inalato, respiro breve e sibilante, tosse, irrita-zione delle alte vie respiratorie, bronchite, dispnea, ede-ma polmonare; il contatto cutaneo provoca arrossamen-to, irritazioni, dermatiti, eritema, pigmentazione, desqua-mazione, verruche. Il contatto oculare: arrossamento, ir-ritazioni, congiuntiviti, fotosensibilizzazione. Se rilasciatoin acqua, viene assorbito molto velocemente dai sedi-menti, si bioconcentra negli organismi acquatici che nonlo metabolizzano, non si idrolizza. Secondo i calcoli degliesperti, il valore di 1,3 nanogrammi per metro cubo diaria registrato a Taranto significa l’equivalente di mille si-garette fumate all’anno da un bambino al quartiere Tam-burie750sigarettefumatedaunadonnainattesa.
 [M.R.G.]
l
E’oscillatorio il moto di Stefànoverso gli ambientalisti di «Altamarea». Enon sappiamo se la strategia del sindacos’ispira al classico alternarsi del bastonee della carota: la polemica, lo scontro suiprincipi, sul dialogo e sul «senso di de-mocrazia»; poil’apertura alconfronto,fino alla promessa - non sappiamo quan-to realizzabile- difirmare ladiffida allaRegione presentata dalle associazioni, incuisichiededi imporreall’Ilva un cam-biodipasso tecnologicosullagestionedelle cokerie e delle emissioni.E se, invece, ilprimo cittadino avessecercato ieridi evidenziare,con astuziamachiavellica,discrepanze edivisionidel movimentoecologista? «Conle ri-voluzioniinpiazza -hadichiaratoSte-fànoai giornalistiricevendoli nellasalaantistante il suo ufficio a Palazzo di città- c’è demagogia, ma non democrazia. Iomi confronto con chi dialoga, non con chilitiga. Dicono che il sindaco non ha fattoniente, ma guardando la manifestazionerispondo: lacittà sa a chicredere». E’stata chiara l’allusionealla scarsa af-fluenza di cittadini non arruolabilinell’ambientalismo militanteal sit-indi« A l ta ma rea » . Ma mentresi pensava aun dialogochiuso definitivamente,dopo laprimasortita in piazza del sindaco e le primeproteste, quellafrase «iomi confrontoconchi dialoga»è prepotentementetor-nata alla ribalta come
 passe partout
peraprireun improvviso,efino aqualchesecondo primainsperato, canaledi di-scussione con una mini-delegazione am-bientalistacapeggiata dalpresidentedi«Altamarea» Luigi Boccuni.Stefàno, dopo un irrigidimento inizia-le, ha sciolto ogniriserva illustrando lasua strategia:dagli espertiuna parolasul fermo tecnico delle cokerie, dall’Ar -pauna sull’originedelle emissioni,dalComune l’impegno a ridurre il traffico aiTamburi. Poilo «spericolato»eserciziosulla diffida di«Altamarea» alla Regio-ne: «Signorsindaco la firmase falliscel’incontroin prefetturacon l’Ilva?» hachiesto Boccuni; «d’accordo» ha rispostoStefàno ribadendo però l’attesa di rispo-ste sulfermo tecnico delle cokeriee suidati Arpa.Una strettadi manoe lase-conda «discesa»tra imanifestanti sem-bravano aver semplificatotutto con im-provvisa velocità.Ma èin piazzache lacontraddizione fra teoria e pratica, per lasecondavolta,ha mandatoafarsibe-nedireil principiodiequilibrio cheSte-fàno aveva cercato diraggiungere in os-sequio al grande economista e sociologoVilfredoPareto (chespiegava comenonsi possa migliorare lacondizione di unsoggetto se non a danno di un altro).La promessaagli ambientalistierastatapreceduta, infatti,dauna durati-ratapropriocontro diloro:«Hannotoc-cato con mano - spiegava Stefàno ai gior-nalisti - il distacco della città, qui vienegente chenon ha isoldi perpagarsi gliocchiali oun interventodal dentista.Gente chenon può prenderel’autobus enon va certo in giro con le jeep. I cittadinihanno abbandonato quelle posizioni per-ché hannocapito. Iosono preoccupa-tissimo perl’evoluzione dellavicendaoccupazionale all’Ilva con la cassa in-tegrazione che galoppa».Ripresa la parola davanti ai manife-stanti, il sindaco si è trovato di fronte allaprecisadomanda diAlessandroMare-scotti sui ritardi nella gestione dell’
af - fa ire
benzoapirene. Il sindaco non harisposto e, anche spinto da un clima ver-balmente ostile,è rientratoin ufficio.E’che l’edificioappena costruito,grazieal principiodell’«ottimo paretiano»(laciatat teoria diPareto sull’equilibrioeconomico) ha cominciatoa scricchio-lare. Ora,dopo averdefinito «sconcer-tante» l’atteggiamento di Stefàno, Ma-rescottieBoccuni chiedonounconfron-to in TV. Sembraevidente dalle loro pa-role che non tengano in gran conto comela politica,in fondo, restisempre l’ar tedel possibile.
 [fulvio colucci]
TARANTO PRIMO PIANO
LA DIRETTA
LA PROTESTA IN PIAZZADEGLI AMBIENTALISTI
Le fasi salienti della protesta in-scenata ieri dagli ambientalisti ta-rantini contro il benzoapirene, unpericoloso inquinante, in un video.Segui le istruzioni per vederlo apag. 35 dell’edizione nazionale.
CHIUDIAMOLE COKERIE
È la richiestache gliambientalistidi Altamareahannorinnovato ierial sindaco diTaranto perquantoriguarda l’Ilva.Questo perchédalle cokeriefuoriescebenzoapirene
[foto Todaro]
 
Domenica 30 maggio 2010
I
III
UN APPELLO PER IL TURISMOE IL REFERENDUM INCALZA
DUE MANIFESTAZIONI INCONTEMPORANEA
Mentre gli ambientalistimanifestavano in piazzaCastello per l’inquinamemtoprovocato dalle cokerie Ilva,al di là del ponte girevole, incittà nuova, nella vicinapiazza Garibaldi, gli alunni diuna serie di scuole di Tarantomanifestano contro gli effettinocivi del fumo e dellesigarette. Un’iniziativa,questa, contro il tabagismo.Ma c’è chi tra gliambientalisti ha proposto ungemellaggio tra le dueiniziative
[foto Todaro]
PICCOLI DAVANTI AL GAZEBO
«DICIAMO NO ALLE SIGARETTE»
Slogan e sveglie non riempiono la piazzae ora si attendono risposte tra sette giorni
«Resteremo in questa città». «I morti a Taranto non sono percezioni»
MARIA ROSARIA GIGANTE
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Ci sono realmente tante sve-glie di vari formati e fogge a suo-narela caricaefare dasotto-fondo ad una manifestazione checertonon riescea riempirelapiazza, ma per l’intera mattinatava avantifacendo crescerel’an -sia e l’attesa. Allafine a più diqualcuno, la giornata lascial’amaro in boccadi una decisio-neforteche dapartedelsindacoStefàno non giunge. Loro, gli am-bientalisti, invece,sostanzial-mente sembrano lasciare apertaunaultimasottile lineadicre-dito nei confronti del sindaco chea fine mattinata, dopo ore di este-nuante attesa giù in piazza e trat-tativa nelle stanze del Comune,promette che se il tavolo in Pre-fetturail prossimo7 giugnonondarà risposte, allora al fianco de-gli ambientalisti firmerà una dif-fida alla Regione.Gli ambienta-listi incalzano: «Se tra sette gior-ninoncisono risposte,lacittàèpronta a scendere in piazza e noisiamo pronti a denunciare le isti-organizzatori dellamanifesta-zionesirifiutano all’inizio di se-guirlo sùper leggereinsieme idocumenti, chiedendoinvece ilconfronto giù davanti ai cittadi-ni. Volta lespalle una secondavolta quandoMarescotti vorreb-be chiedergli un chiarimento.«Volevochiedergli -spiegapoiquest’ultimoal megafono-per-ché nonha giàagito prima,inpassato. Le documentazioni, i da-ti, gli sono stati già forniti datempo».Lui, invece,ilsindaco,avevaprovatoa direcheilCo-mune ha fatto tutti i passi ri-tenuti neces-sari. Ma la fol-lalo assediadiurla e fischi.Già, lafolla.Non èsicura-mente quellanumerosa chegli organizza-tori si attende-vano, neppure quella che avevasfilato nelledue precedentima-nifestazioni. Compliciil climaestivo, lascuola ormaialle ul-time battute, o forseanche la sfi-ducia cheprende molti,ma ilsit-in - che sitrasforma in pre-sidioditestimonianze -contasuun numero più ridotto di per-sone, che manomano defilano.Rimangono i più convinti a chie-dere ad alta voceche il sindacoscendaedia quellarispostachesi attendono, che convochi l’Ilva ,che imponga difermare la co-keria per una settimana.«Resteremo inquesta città»,recita uno striscione. «Il turismopuò decollare, ma Riva se ne deveandare», fa eco unaltro più ir-riverente. Chiha riciclato,riba-disce il «sogno di vedere Tarantosenza una nube di diossina». Traunafolla cheancora staorga-nizzandosi,spunta qualcheper-sonaggio noto.L’avvocato CarloPetronelancia ilsuomessaggioattraversola suasgargiantet-shirt: «Io - si è fatto scrivere sù -ho già dato». Trala tensione chesale, le urla dei più «facinorosi»,il tifoda stadioed itamburi dei«guerrieri della civiltà», i leaderambientalisti provanoanche afareuna sottilesatira:«L’ultimospot dell’Ilva? E’buffo». E Ma-rescotti replica: «L’Ilva faccia unverograndespot: fermilacoke-ria».Fabio Matacchiera,chedo-po una precedentefrattura colmovimento ambientalista è statoda questocompletamente riabi-litato, èlivido dirabbia: «Taran-tini, non credete a chi vi dice chel’inquinamentoè statoabbattu-to. Icontrolli li fanno solola not-te. L’Arpa arrivadopo una te-lefonatafatta lasera prima».Adistanza poi,al sindacochesi era allonta-nato dicendoche non si sa-rebbe confron-tato con le per-cezioni dellafolla, ma solocon gli esperti,qualcuno manda a dire: «I mortia Tarantonon sonopercezioni».Il papà di una bimba malata ag-giunge: «L’infernorispetto aco-saprova ungenitoreè unapas-seggiata». Intanto,lentamenteva consumandosi quella che vie-ne annunciata comela fratturadefinitiva tra gli ambientalisti edil sindaco. Maquando arrivanoin auto due giovanisposi, i ma-nifestantisi fermano,tributanoloro un applauso e soprattutto gliauguri che a loroed ai loro figlisia riservato un destino miglio-re. Alle 12, gli ambientalisti dan-no un ultimatum di20 minuti alsindaco:se nonscende,andran-no avanti con le azioni legali. Al-le 12,20, Franco Sorrentino (Uil) ècostretto a dare altri 10 minuti diproroga, mentrequalcun altroprovapersino adireche ilsin-daco potrebbeessere perdonato.Giustoqualche secondoprimadelle 12,30 il sindaco torna giù.Provaa spiegare.Inutileognisforzo. Volta le spallee va via.Inevitabilmentele lancettesonoposizionateal 7giugno. Traunasettimana, ci proveranno di nuo-vo a cambiare la storia.
L’ALTRA MANIFESTAZIONENELLA VICINA PIAZZA GARIBALDI IERI SI È SVOLTA LA GIORNATA DEL RESPIRO PER DIRE NO AL TABAGISMO
«Gemelliamoci con quei bambiniche protestano contro il fumo»
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A separarlec’èdimezzo unponte.Main realtàun nesso c’ètra lepiazze: piazzaCastello,doveera incorsolamanifesta-zioneincuisi chiedonomisureurgentiedrastiche per abbattere le emissioni di ben-zoapirene;piazzaGaribaldi, doveperuncuriosogioco deldestino,ieri eracontem-poraneamente in corsola manifestazioneper celebrare la 16esimaGiornata del re-spiro, conclusiva dellacampagna portataavanti dal Dipartimento di prevenzione Aslnelle scuole contro ilfenomeno del taba-gismo quale fattoredi rischio correlatoall’insorgenzadi numerosepatologiecro-nico-degenerativetra cuibroncopatiecro-niche, malattie cardio-vascolari e neopla-s i e.A cogliere il nesso èuno dei leader delmovimento ambientalistaa Taranto,Ales-sandro Marescotti, che da piazza Castellodice: «In quell’altra piazza si sta spiegandoai ragazziquanto sia pericolosofumare. Sidicelorodinon fumare,sistannospie-gandoi danniprovocati dalfumo. Hochie-sto ai responsabili dell’iniziativa se aves-sero anche spiegato ai ragazzi che in realtàhanno già fumato qualcosa come mille si-garette all’anno, soprattutto se abitano alquartiere Tamburi.Per questoho chiestoanche loro di gemellare le iniziative».Chiaramente una«provocazione» che,però, coglie nel segno. La manifestazione dipiazza Garibaldi - che rientra nel Program-madi educazioneallasalute respiratoriaeprevenzione deltabagismo promossodall’Ares(Agenzia regionalesanitaria)eche siintegra conil Progettoministeriale«Guadagnare salute»- fa parte diun pro-gettodaltitolo«Dai piùrespiroalla tuavita».I temie iproblemi, insomma,sem-brerebbero rincorrersi.Intanto, lacampa-gna dell’Asl ha vistouna fase di informa-zione-formazione destinataagli operatoridella scuola e unsecondo momento di sen-sibilizzazione ededucazione indirizzatoagli alunni di 11 scuole che ieri hanno datoun saggio dei lavori che hanno realizzato inbase ai temi trattati a scuola. Ma i messaggiche sono stati veicolati sono rivolti non solo
«Taranto deve alzareil tono perché alla fineabbiamo ottenutosolo un nuovo rinvio»
Marescotti: spiegate ai ragazziche hanno fumato millesigarette l’anno soprattuttose abitano ai Tamburi
tuzioni per omissioni».Ma lascarsa folla rimasta fino a tardaora, chi aveva deciso di rimanerelì ad oltranza, sfidando un sin-daco su cui sostengono d’aver de-postola lorofiduciaeche oralideluderebbe, commentaad altavoce: «La città deve alzare il tono,alla fineabbiamo ottenutosoloun nuovo rinvio».Insomma, lesveglie sono da reimpostare.Contestato, fischiato,il primocittadino inrealtà sembrapiùperdere lestaffe -ed infattivoltale spallee va via -quando gliaglialunniche vihannopartecipato.In-tendono, in realtà, metterein guardia tuttisui rischi provocatidal tabagismo, rischichesitrasformano inpatologierespira-torie come ad esempio la bronchite cronica,l'enfisema,l'asma, l'insufficienzarespira-toria cronica,tutti danniappunto provo-cati dalfumo ditabacco edall’inquina-mento atmosferico.L'iniziativa, patrocinata da Comune diTaranto,Aipo eAsl,èrealizzata instrettacollaborazione con le scuole di Taranto (di-rezionedidattica XIIcircolo LivioTem-pesta e Don Milani, direzione didattica XVIcircolo Europa, direzionedidattica XXIIIcircoloRaffaeleCarrieri, scuoladiistru-zionesecondaria 1°grado AlessandroVol-ta, scuola secondaria paritaria di 1° gradoDon Bosco, scuola secondariadi 1° gradoBettolo, istituti comprensivi Dante Alighie-ri, Galilei, Pirandello, Falcone, Martellottae Sciascia).L’intero lavoro è statoreso pos-sibile grazie all’intervento delle operatricisanitarie,deldott. CosimoMocciareferen-te locale dell’Aipo (Associazione italianapneumologiospedalieri), deldott.AntonioPesare,responsabile dell’Unità operativaper l’educazionealla salutedel Diparti-mento di prevenzione dell’Asl.
 [M.R.G.]
TARANTO PRIMO PIANO

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