solo identificare alcuni peculiari pattern di attiva-zione cerebrale in individui con specifiche patologie(quali la depressione) ma anche di ipotizzare del-le distinzioni diagnostiche e prognostiche pi`u raf-finate. Alcuni pattern di attivazione, ad esempio,paiono correlare con l’outcome di trattamenti far-macologici (si veda, ad esempio,Pizzagalli et al.,2001).
Valutazione di efficacia attraverso bioimma-gini
Le ricerche sperimentali finalizzate a valu-tare l’efficacia d’esito delle diverse terapie (psico-terapie, farmacoterapie o terapie alterntive) gene-ralmente misurano l’outcome confrontando indiciquali i questionari di self report o le valutazionidiagnostiche di personale clinico specializzato. Glistudi d’esito che utilizzano le bioimmagini posso-no affiancare a questi tipi di misurazione anche de-gli indicatori concernenti gli eventuali cambiamentiche hanno avuto luogo, durante il trattamento, alivello cerebrale.
1.2 Il cervello depresso
Sebbene siano presenti in letteratura lavori con-cernenti praticamente ogni disturbo psicopatologi-co, in questa breve rassegna ci focalizzeremo qua-si esclusivamente sulle aree cerebrali che appaionocoinvolte nella depressione.La ricerca con uso di neuroimmagini ha permessodi far emergere delle anormalit`a nel flusso metabo-lico ed ematico di alcune strutture corticali (preva-lentemente nella corteccia limbica e prefrontale) insoggetti con disturbi dell’umore.Le aree il cui livello di attivazione nei soggetti de-pressi sono modificate sono numerose. Pi`u in parti-colare sono state riscontrate delle alterazioni nelleseguenti aree:
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Corteccia prefrontale dorsolaterale.
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Corteccia prefrontale ventromediale.
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Corteccia prefrontale dorsomediale.
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Corteccia prefrontale orbitofrontale.
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Corteccia prefrontale insulare.
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Corteccia cingolata anteriore rostrale (subcal-losale)
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Corteccia cingolata anteriore dorsale
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Amigdala
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Ippocampo
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strutture sottocorticali quali il talamo media-le, il nucleo accumbens, l’area tegmentale ven-trale, la substantia nigra pars compacta, ilnucleo del raphe, il locus coeruleus e il giroperiaquedottale.
2 Corteccia prefrontale
2.1 Corteccia prefrontale dorsolate-rale (DLPFC)
2.1.1 Funzioni
La corteccia prefrontale dorsolaterale `e implicatanella memoria di lavoro, nella rappresentazione de-gli obiettivi, nella fluenza verbale, in compiti visuo-spaziali (Davidson and Irwin,1999, pag. 14). Nel-
la valutazione degli aspetti emotivi di uno stimolo,l’area dorsolaterale sinistra mostra una attivazionemaggiore per gli stimoli positivi, mentre l’area ven-trolaterale destra mostra una attivazione maggioreper gli stimoli negativi(Dolcos et al., 2004).Secondo (Ochsner et al.,2004, pag.1216) quest’a-
rea `e coinvolta nel processo di
reappraisal
, ovverodi rivalutazione cognitiva di un evento (negativo).
2.1.2 Studi lesionali
La lesione della DLPFC focale sinistra aumen-ta la probabilit`a di sintomi depressivi in pazientineurologici (Davidson and Irwin, 1999,pag. 13)
2.1.3 Attivazione in pazienti depressi
Nei pazienti depressi il livello di attivazione dellacorteccia prefrontale dorsolaterale tende ad essereridotto. Il livello di attivazione `e legato allo statopatologico, e torna nella norma alla remissione deisintomi (Drevets, 2000)2
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