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Appunti Su "L'Isola Del Giorno Prima" Di Eco

Appunti Su "L'Isola Del Giorno Prima" Di Eco

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1
Appunti su
 L'Isola del Giorno Prima
di U. Eco
 Nel 1643, all'età di ventinove anni, Roberto de la Grive - dei signori Pozzo di San Patrizio, famiglia della piccola nobiltà del Monferrato - viene incaricato, sotto ricatto, dal CardinaleMazarino di imbarcarsi sulla Amarilli, imbarcazione olandese diretta nel Pacifico con il compito segreto di svelare il mistero del punto fijo: la questione della misurazione della longitudine. Roberto deve spiare i movimenti del dottor Byrd, un inglese che pare abbia scoperto un metodoefficace per la determinazione delle longitudini. Durante la navigazione, una tempesta affonda la nave. Roberto riesce a salvarsi, e dopoalcuni giorni alla deriva, legato a una tavola, fa naufragio sulla Daphne, una nave della stessa stazza della Amarilli, ancorata a poche miglia di distanza da un'isola sconosciuta. Incapace dinuotare e privo di scialuppe con le quali raggiungere la terra, Roberto è prigioniero della Daphne. La nave, sebbene in buono stato, pare abbandonata: forse a causa di un'epidemia, o di un pericoloimprovviso. Dopo aver riposato, Roberto scopre che la Daphne è fornita di abbondanti provviste, eche nel sottoponte sono ospitati numerosi animali e piante tropicali, a lui ignoti.Solo e disperato, Roberto inizia a scrivere inutili lettere alla donna che ama - ma lei non sadel suo amore - dove ricostruisce la sua breve vicenda esistenziale: a partire dall'età di sedici anni,quando nel 1630 accompagnò il padre a difendere, assieme agli abitanti e agli alleati francesi, lacittà di Casale, messa sotto assedio dalle truppe spagnole e imperiali (si tratta di un episodio tra itanti della Guerra dei Trent'Anni). Durante una sortita, il padre trova morte eroica e Roberto neacquisisce lo status. Poco coinvolto nelle vicende belliche, Roberto fa la prima esperienza del mondo: si invaghisce di una popolana, che ama soltanto nella sua fantasia; frequenta un ufficiale francese, Saint-Savin, che lo educa alle cose mondane; apprende le strambe teorie conoscitivedell'erudito Padre Emanuele. Nei lunghi giorni di assedio, Roberto torna a avvertire, comenell'infanzia, la presenza di Ferrante, il suo alter-ego malvagio: immaginario fratello illegittimo, proiezione della sua cattiva coscienza. Durante l'estate Roberto è contagiato dalla peste ma riesce
 
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a guarire, in tempo per assistere al compimento amichevole dell'assedio, per accordo stipulato trale parti con la mediazione del futuro Cardinale Mazarino, allora un semplice giovane ufficiale. Roberto fa ritorno alla ormai sua proprietà della Griva, ma qualche tempo dopo, morta anche lamadre, inizia a viaggiare per il mondo, a soddisfare la sua sete di conoscenza e di avventure.Soggiorna a Roma, poi per mesi nel sud della Francia; infine approda a Parigi, dove frequenta i salotti della nobiltà colta e le botteghe di scienziati e alchimisti. In questi anni Roberto, che allaGriva, per volere del padre, aveva studiato sotto la guida saltuaria di un precettore carmelitano,approfondisce le sue conoscenze filosofiche e alchemico-scientifiche. A Parigi, nel salotto di Arthénice, Roberto incontra Lilia, la donna della quale si innamora. Per sedurla, una sera intraprende una dotta discussione sulla Polvere di Simpatia, un unguentoalchemico di cui aveva appreso giorni prima dal Signor d'Igby, un avventuriero di origine inglese. Roberto sembra raggiungere il suo scopo, senza tuttavia arrischiarsi a approfondire la simpatiache Lilia sembra mostrargli. Finché, un giorno che si trovano a parlare, egli fraintende un suoinvito a riprendere il discorso sulla Polvere di Simpatia, e lo intende come invito a ripetere unincontro amoroso che non era mai avvenuto. Roberto attribuisce l'equivoco a Ferrante, che -immaginava - si era sostituito a lui e ora in incognito tornava a insidiare la sua insistenza. Il discorso di Roberto aveva presto fatto il giro dei salotti parigini, fino a giungere alleorecchie del Cardinale Mazarino, che allora prendeva il posto del morente Richelieu. Convinto di poter utilizzare le presunte conoscenze di Roberto al fine di carpire agli Inglesi la possibile soluzione al problema delle longitudini, Mazarino lo fa arrestare con un inganno e lo costringe aimbarcarsi come spia sulla Amarilli, in alternativa alla morte. Roberto neppure prova adiscolparsi, convinto di essere vittima di un raggiro del fantomatico fratellastro. La lunga digressione, che ricostruisce la vita di Roberto fino agli avvenimenti che loconducono al naufragio, si alterna alla narrazione degli accadimenti sulla Daphne. Da molti particolari Roberto arguisce di non trovarsi da solo sulla nave. Dopo vari appostamenti, sorprendein un nascondiglio Padre Caspar, un gesuita tedesco che aveva finanziato il viaggio della Daphne
 
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con i soldi del fratello, convinto anch'egli di possedere il metodo per determinare le longitudini. Nei pochi giorni condivisi, Padre Caspar spiega a Roberto la sua versione del mistero del punto fijo e il vantaggio del suo metodo. I due discutono anche di massimi sistemi, e tentano in vari modidi raggiungere l'isola così vicina eppure così inattingibile. Finché, nel tentativo di mettere in attouno dei suoi assurdi stratagemmi, Padre Caspar scompare negli abissi marini e Roberto ritornaalla sua condizione di solitudine.Ormai disperato e non più lucido, Roberto riprende a scrivere: non lettere, ma un romanzo,il Romanzo di Ferrante. Egli si convince di poter ricreare la realtà nel momento della scrittura: senon potrà raggiungere l'isola a nuoto o con altro mezzo, allora vi approderà perché così avràdisposto nella sua ricostruzione demiurgica della realtà. Al contempo, Roberto è deciso a far  pagare al fratello, nel romanzo, il prezzo della situazione senza ritorno al quale le scelleratezze di Ferrante l'hanno infine condotto. Inventa così una storia che egli considera non semplicementeverosimile, ma reale; essa è non soltanto la sua versione dei fatti, ma la realtà concreta degliaccadimenti, almeno dal suo punto di vista. Lilia vi è coinvolta, poiché divenuta amante di Ferrante pur convinta di amare lui, Roberto. Infine il destino disposto dalla fantasia demiurgica di Roberto si compie: Ferrante muorenel naufragio della nave che lo sta conducendo allo scontro finale con il fratello; Lilia naufraga suuno scoglio al largo dell'isola, ma sull'altro versante; è tuttavia sfinita e destinata a morire. Roberto, allora, perduta ogni speranza e perciò determinato e incurante di qualsivoglia pericolo,decide di intraprendere a nuoto la traversata del braccio di mare che lo separa dall'isola, seppureconsapevole di avere poche speranze contro le forti correnti marine.
 Qui si interrompe la narrazione, con un esito sospeso sul limine di infinite possibilità.
 L'Isola del Giorno Prima
- e tutta la produzione narrativa di Eco - rientra nel genere del
romanzo postmoderno
. Il finale aperto ne è una delle caratteristiche ricorrenti: l'irresolutezza è la cifra dellaimpossibilità - o anche soltanto della voluta incapacità - per l'autore di comprendere la vastità delmondo, reale e narrativo, in una visione d'insieme che abbia intento classificatore. L'autore non è

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