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La Voce di Rionero - LVDR_12

La Voce di Rionero - LVDR_12

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06/15/2010

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La Voce di Rionero
a Voce di Rionero
Mensile - Giugno 2006Anno Domini I - Numero 3
Una nuova stagione di confronto pubblico
“ È il momento di lasciare da parte i personalismi ”
http://www.lavocedirionero.tk
 
SALUTEBENESSERECULTURASPORTSPETTACOLOCURIOSITA’ATTUALITA’
ReferendumAbsit iniuria verbisMedici . . .
IN VIAGGIO
Udienza dal Papaa RomaMangiar sanoNail artTrucco 2006
pag 10 - 12pag 6 - 8pag 9pag 1 - 4
Il referendum si è concluso conuna prevalenza dei “no” in quasitutte le regioni italiane: il “si” haprevalso, anche se di poco, inLombardia e Veneto. Al di là delrisultato, gli italiani che si sonorecati alle urne con una percen-tuale superiore al 50 per cento –anche questo un dato certamentesignificativo – hanno manifestatoun preciso messaggio che lapolitica non può non raccogliere: leriforme, soprattutto quelle cheincidono in modo profondo edesteso sulla nostra Carta Costituzi-onale devono essere il frutto dilarghe intese tra le forze che gov-ernano il paese e l’opposizione.Questo voto, d’altro canto,dev’essere sottratto alla logicabipolare degli schieramenti e nondeve caricarsi di valenze politicheimproprie: ieri invitando a nonusare l’arma referendaria comeuna forma di “rivincita” da partedell’opposizione, oggi invitando anon leggere questo risultato comeun’ulteriore conferma degli esitidelle politiche dello scorso aprile.Occorre piuttosto non interromp-ere il dibattito sulle riforme costi-tuzionali, ricominciare a tessere ilfilo degli aggiornamenti possibilicon un metodo diverso, che sia ilfrutto della più ampia convergenzafra i diversi schieramenti politici edi un diffuso coinvolgimento dellasocietà civile. Ci sono temi chetrovano auspicabilmente una con-vergenza ampia, come la riduzionedel numero dei senatori e deputati,e temi, come il principio di sussid-iarietà, che devono essere ripro-posti con forza; o cresce l’interopaese, oppure è tutto il popoloitaliano che paga un prezzo alto intermini di servizi e di sviluppo.Per l’Azione Cattolica Italiana ilvoto referendario, dunque, noninterrompe, ma, al contrario, rilan-cia, la necessità di una nuova,grande stagione di confronto edibattito pubblico, che riporti alcentro della politica il principiosupremo del bene comune,capace di leggere le diversitàcome ricchezza e non come osta-colo alla crescita della convivenzacivile. È il momento di lasciare daparte i personalismi, e di riscoprireproprio nella prima parte dellaCostituzione quei valori e quelmetodo, soprattutto, che hannopermesso all’Italia di uscire dallaguerra e di ricostruire un paesenella democrazia e nella libertà. Lochiede la nostra vocazione euro-peista; lo chiede quel 53,6 per cento di italiani che si sono recati avotare e che, con una libera sceltademocratica, hanno riconosciuto inun principio di concorde conver -genza politica il presuppostoirrinunciabile di ogni riforma costi-tuzionale.
Medici, medicanti e mendicanti
La legge del Denaro
Ricetta
di OSCAR CARUSOdi VINCENZO D’AMICO“ Innanzitutto non nuocere” così Ippocrate,il padre della medicina, battezzava il suofamoso giuramento ”PAG. 4PAG. 5PAG. 11" Homo homini lupus",ogni uomo è lupo per gli altri uominidiceva Thomas Hobbes.Continua la nuova rubrica mensile graziealla collaborazione di Alma Crovetto.In questo mese impareremo a fare le nostre“Polpette di Baccalà” !
IN EVIDENZA 
di LUIGI ALICI
 presidente dell’Azione Cattolica Nazionale
di ALMA CROVETTO
Iscritto al Tribunale di Isernia al num 123 registro stampa 29 marzo 2006
http://www.azionecattolica.eu
Periodico mensile gratuito
 
La Voce di Rionero
a Voce di Rionero
pubblicità
2Giugno ‘06
iugno ‘06
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Via Roma,12086087 Rionero Sannitico (IS)tel. 0865 848110 -- fax 0865 848016email:info@hotelpablo.it
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La Voce di Rionero
a Voce di Rionero
attualità
3Giugno ‘06
iugno ‘06
Absit iniuria verbis
“ La parola sia lontana dall'offesa ”Tempo di mutamenti, tempo diriflessioni. Il 2 Aprile del 2005Papa Giovanni Paolo II lasciavalo scettro della Chiesa a Bene-detto XVI (Joseph Ratzinger):due personalità, due caratteridistinti, a volte opposti. Dopo unanno dal nuovo magistero, sipossono già trarre i caratteri sali-enti e le principali differenze tra idue pontificati: il Papa polaccomolto espressivo, estroverso,grande comunicatore tanto daaccentrare in sé la figura dellaChiesa; il secondo, tedesco dinascita, molto più introverso eriflessivo, tanto da sembrarelontano da quei popoli che il suopredecessore aveva così ostina-tamente cercato. Questa rifles-sione nasce in seguito allalettura di un articolo pubblicatosu Panorama ove l’intervistato,Vittorio Messori, analizzava ilpassaggio e i tratti salienti deidue pontefici. Tra le tante coseveniva anche scritto che mentre“L’80% delle cose che leggeva opubblicava Woityla erano operadel suo staff … Ratzinger quelloche dice lo scrive lui al suo tavo-lino”, riducendo necessaria-mente il tempo concesso alleudienza, incontri e viaggi. Il papa“postmoderno” vorrebbe vedereuna Chiesa maggiormente litur-gica, fatta di pause, silenzi,riflessioni. Il Suo predecessorerivolgeva il suo dialogo anche esoprattutto verso quelle frangepiù “radicali” con i quali a volte èproprio difficile cercare unoscambio di opinioni. Due modi diagire, due visioni differenti dellaChiesa. Questo è il quadro cheemerge dopo la letturadell’intervista… impossibile direcon certezza assoluta quale siala “strategia” migliore per guidare la “nostra Chiesa”,spero solo che il lavoro svolto inquesti anni atto ad avvicinare igiovani e le nazioni di tutto ilmondo non sia lasciato neldimenticatoio per soffermarsieccessivamente sulla liturgiaecclesiale.Altro giorno, altra data: Pan-orama dell’8 Giugno 2006, titolodi copertina “Dio tace? Si, Diotace”. Incuriosito sfoglio le primepagine della rivista (32 per laprecisione di cui 21 dedicate aglispazi pubblicitari) per scoprirecon sorpresa che quelle parolenon furono dette da un giornal-ista avido di scoop, ma dal Papastesso in occasione della Suavisita il 28 Maggio scorso neiluoghi della Shoah. Coltodapprima da stupore, poirabbia, seguita immediatamentedopo da tristezza, non riuscivo acapire il significato di una taledomanda, ma soprattuttodell’immediata risposta: “Si, Diotace”. Dopo qualche giorno disporadiche riflessioni, giunsi allaconclusione che, sebbene la miapreparazione non sia minimam-ente paragonabile a quella delns Pontefice, posso anchepermettermi di dissentire tirandoin ballo vecchie reminiscenze dicatechesi, nonché infantili rifles-sioni perché, a volte, solol’animo puro di un bambinoriesce a vedere ciò che l’adultoha ormai corrotto e offuscato coni suo ragionamenti contorti. Dio èsempre con noi, lo è semprestato e lo sarà sempre. Cimostra la via, ci indica il cam-mino, ma ci dona anche la libertàdi poter scegliere perché altri-menti altro non sarebbe che undespota. Ci dice ciò che è giustoe sbagliato, ci sostiene neimomenti difficili, ci donal’intelletto per meglio distinguereciò che è suo da ciò che non lo è.L’opera dei nazisti non vennedettata da nostro Signore, sonolontani i tempi in qui si delineanello tsunami l’opera castigatricedel Creatore; ci sono cose a cuipossiamo dare una risposta,pertanto non capisco il motivo ditanto stupore. Ci si potrebbechiedere allora dove fosse Diodurante quegli anni terribili per l’umanità; senza tanto clamoreoso dire di averlo visto nell’operadi Saverio Blasco, Oskar Schindler, o in tutte quellepersone che hanno lottato acosto della propria vita e dei lorocari per una convinzione tantoforte che l’animo umano nonpotrebbe sorreggere da sola senon con l’aiuto del Signore.
di ADELIO FIORITTO

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