abbracciare l'evoluzione per non esserne travolti
la stampa quotidiana e periodica non è cambiata molto nel corso della sua storia. almeno per quanto riguarda il secoloscorso, non ha quasi visto cambiamenti ai proprio modelli di business: è normale che essi siano ora improvvisamente messiin discussione dall'avvento rapidissimo di una nuova tecnologia che si muove molto più in fretta e funziona in base a logichediverse.chi oggi basa la propria sopravvivenza su modelli di business della stampa tradizionale dovrebbe prima di tutto assumereun approccio razionale evitando il panico, il negazionismo, le battaglie di retroguardia (l'irrigidirsi dietro al copyright, i sistemidi Digital Rights Management), ma evitando anche di farsi troppe illusioni su soluzioni magiche, come i micropagamenti, ilpay per content o la speranza che nuovi
device
possano da soli magicamente resuscitare modelli di business superati.la reazione più razionale e produttiva sta nel cercare di capire cosa sta realmente avvenendo e di comprendere le logichealla base del mutamento del media, o almeno le dinamiche attraverso le quali si manifesta. la reazione corretta è cercare dicambiare il proprio modo di lavorare a partire dalle poche chiare premesse, adattando i processi, gli strumenti, i modi e itempi di produzione, fino a giungere a un prodotto che sia in linea con la natura del media Internet e con i comportamenti e,i desideri e i bisogni d'uso
reali
, ovvero quelli espressi dalle persone che costituiscono quella che una volta si definivaaudience (non quelli auspicati da chi produce i contenuti).un nuovo media che nasce grazie a una nuova tecnologia non solo modifica profondamente mercato e modelli di business,ma parte anche da premesse diverse, premesse che è necessario comprendere se si vuole poterlo usare al meglio. sarebbesbagliato pensare che la produzione di contenuti per il web richieda di disimparare tutto quello che si è imparato inprecedenza, ma è vero che richiede di abbandonare - o almeno rimettere in discussione - assunti che finora si davano perscontati. non si tratta solo delle regole di scrittura per l'indicizzazione sui motori di ricerca, ma di cose che toccano ben piùin profondo il processo di progettazione e produzione dell'informazione. logiche di selezione, ricerca delle fonti, forme discrittura, stili di relazione.ogni volta che si decide qualcosa che riguarda la progettazione, la realizzazione e la gestione di un contenuto, una testata oun ambiente di discussione bisogna chiedersi (studiare e imparare, se necessario) quali siano le regole di comportamentodell'Internet sociale e della scrittura; non di una generica e vaga "scrittura per il web", ma della scrittura per le persone,
alle
persone, attraverso il web.
quindi:
smettere, accettare, capire, prepararsi, cominciare
dieci cose che è necessario cominciare a fare - o almeno cominciare ad accettare.
≈
smettere
di considerare gli articoli "finiti" come entità concluse e immutabili da dimenticare. i contenuti sul web hannouna vita virtualmente eterna, e grazie a google producono unacoda lungadi accessi pressoché infinita, nel corso degli anni.l'abitudine delle testate tradizionali è di considerare i propri contenuti immodificabili e abbandonarli una volta stampati: sulweb i contenuti continuano a essere letti e a monetizzare, e possono e
dovrebbero
essere mantenuti aggiornati. quasi tuttele testate online evolute aggiornano frequentemente i pezzi con
update
, e linkano ogni nuova integrazione alla
timeline
degliaggiornamenti. ogni articolo è quindi costituito da un pezzo originale (nuovo), una serie di aggiornamenti e una timeline diriepilogo di tutti gli aggiornamenti. il contenuto base della news (quello su cui ci si augura arrivi il lettore a seguito di unaricerca) dovrebbe essere quest'ultima.
≈
accettare
un controllato abbandono del copyright in favore di licenze meno restrittive e più libere. grazie alla crescenterilevanza dell'indicizzazione, l'editore online ha e avrà sempre più bisogno dei contenuti altrui, più di quanto gli altri abbianobisogno dei suoi. in un sistema basato sul link reciproco, l'effetto è di dover cedere il controllo, distribuire liberamente ipropri contenuti per poter avere accesso a quelli altrui. l'esclusività di una notizia in un mondo iperconnesso ha sempremeno senso, la stessa paternità di un contenuto che può essere replicato con un clic è difficile da difendere, e il valoredell'apporto degli altri ai propri scritti è tale che conviene rinunciare al controllo dei contenuti per incoraggiarne il riutilizzo ela ripubblicazione. in questo senso sempre più editori scelgono lelicenze creative commonsche, progettate per il webtenendone presente le specificità e la cultura,
difendono l'autore senza danneggiare l'ecosistema.
luca vanzella - luca@daimon.it -www.daimon.it- 0239325251
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