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AbbiamochiestoalloscrittoretoscanoVincenzoPardini,testimonedelmondoanimale,travitaaletteratura(alungo,nellasuaLucchesìa,haospitatounmulo,Moro,dicuinarralamortein
Trauominielupi 
,Pequod;direcente,daFandango,hapubblicato
Bandarandagia
)unariflessionesull’asinoilpreziosoamicodell’uomoacuirendeomaggioaVerbania,sullagoMaggiore,dal23al27giugno
LetterAltura
(proseguiràinlugliofraStresa,CannobbioeVarzo).Sabato26,sonoinprogrammalettureepasseggiateadorsod’asinoeverràpresentatoillibrodiFrancescaRigottieGiuseppePulina(contavolediGoya):
 Asinie filosofi
(Interlinea,pp.119,
14).«Unastoriaasininadellacoscienzaeuropea»,avvertenelprologoPaoloCristofolini,daigrecialRinascimento,daMontaigneeSpinozaaNietzscheeDerrida.UnfilodipensieroincuispiccaancheGiordanoBrunodicuiExcelsior1881riproponeora
Lacabalael’asino
(pp.116-XCI,
14,50,acuradiGianmarioRicchezza),un«trattatosull’ignoranza»informadisatira.Ospitedelfestival,giovedì24,CesareMaestri,indialogoconAlbertoPapuzzi.Domenica27,un«omaggioaMassimoMila»nelcentenariodellanascita.AltriinvitatiBorisPahor,FrankWestermann,autoredi
 Ararat
,lamontagnadell’ArcadiNoè(Iperborea),MauroCorona,ErriDeLuca,AngelaTerzani,DuccioDemetrio,GoffredoFofi,StefanoBenni,Altan,GadLerner,EnricoFranceschinieMarioCalabresi.
Nonpossiamo
nondirciAsini
«LetterAltura»
Protagonistadel«festivaldimontagnaeviaggi»l’animalechehaaffascinatofilosofiescrittori,dallaBibbiaaApuleio,airaccontidiStevensoneJiménez:unanticaalleanzaconl’uomo,oltreognistereotipo
VINCENZOPARDINI
Noi
e l'asino. Un'allean-zaantica.AportarloinItalia,pa-resianostatiifenici.Asiniaddo-mesticati, adatti al lavoro, che inostri progenitori dovettero ac-cogliere con esultanza. Gli alle- viava la fatica, specie quella ditrasportare pesi sulle spalle.L'asino entrò, dunque, nella no-stra vita, nel nostro quotidiano,finoaconquistareunpostonellaletteratura.Elaletteratura,quel-la vera, non nasce mai a caso;racconta la vita in tutte le suemanifestazioni.Unesempioèl'
 Asinod'oro
diApuleio.Unalungastoria,doveavvieneditutto. Lucio,il prota-gonista, neofita di magia, nonriesce a portare a fondo un in-cantesimo. Si ritrova trasfor-mato in asino, ma con mente eintelligenza di uomo. Le avven-ture si susseguono incalzanti,tra imbroglioni, banditi, lascivisacerdotidelladeasirianaAtar-gatis, mugnai, legionari, belle e voluttuose matrone. Un vero«Asino d'oro», dunque. Graziea Lucio-somaro abbiano, infat-ti, il ritratto di quell'epoca, conabitudini e costumi analoghi ainostri.Nella Bibbia incontriamol'asinadiBalaam.Ilquale,almat-tino presto la sella e parte. Mal'asinanonrispondeaisuoiordi-ni, devia dalla strada, entra neicampi. Lui la percuote. L'asinacontinuaadisobbedire:ècheve-de l'angelo del Signore, con laspada sguainata. Balaam, però,nonriesceacapire,néhafiducianella sua asina. La percuote perla terza volta. Allora lei parla,chiedendogli perché continui acolpirla.Balaam,senzascompor-si,rispondechesièbeffatadilui,la ucciderebbe avesse la spada.FinchéilSignorenonglifavede-re l'angelo, che lo rimproverad'aver maltrattato la somara,per ben trevolte. E per tre voltePietro, la notte del Getsemani,neghedi conoscere Cristo,condannato alla crocifissione. Ilquale,ilgiornostesso,eraentra-to in Gerusalemme, a cavalcionidiun'asina.
L'asinoèl'animaledellapace,ilcavallodellaguerra.Mite,colla- bora con l'uomo che, non sem-pre, proprio perché uomo, ne haapprezzato le doti. Robert LouisStevenson nel 1878, per il suo viaggio nelle Cevenne, si avvalsedi un asino, o meglio di un'asinadi nome Modestine. Siamo in un villaggiodialtaquotaconboschi,torrenti,rupi e calanchi. Nebbia,calura e piogge avvolgono le ci-me.Stevensonviarrivaperfarviun viaggio alla scoperta di nuovimondidaraccontare.«Eprovarepiùdavicino-dice-ibisognieledifficoltàdellavita».Mamuover-si in quei sentieri tracciati daglianimaliselvaticinonèfacile.De- ve portare la tenda e gli attrezziper accamparsi. Dopo qualchetrattativa, acquista Modestine,un'asina poco più grande di unacapra,«losguardobonario,malamascella volitiva». Poi acquistala sella. I montanari sono scaltrie,forse,glifanotarequalcuno,loimbroglianosuiprezzi.Louisnonè tipo da formalizzarsi. Conoscegli uomini e tira a concludere: vuole cominciare il viaggio. Infi-ne parte. Modestine, stracarica,camminapiano,talvoltasifermacome baloccasse. Piove, cala lanebbia.Arrivalasera.Siaccam-pano. Da quella notte, però, lui el'asina cominciano a intendersi,diventano amici. Un pastore glihadettochedevespronarla,pun-golandola con un vincastro. Ste- vensonlofa,maconrimorso.Hascoperto che si può comunicarecon Modestine parlandole, acca-rezzandola.Conleicheoralopre-cede,oraloseguesostainmona-steri e boschi, scopre paesaggichelasuapennafotografa.Allafi-ne del viaggio, con rammarico,dovrà venderla. L'immagine diModestine,credononloabbiaab- bandonatomai.
Altroasinoindimenticabile,èil protagonista di
Platero e io
di
 Acuradi:
LUCIANOGENTAconBRUNOQUARANTA
tuttolibri@lastampa.itwww.lastampa.it/tuttolibri/ 
Genovaricorderàconunconvegnoallavigiliadel30giugnoilsuoluglio'60.Mezzosecolodopo,neiricordi,lafontanadiPiazzaDeFerrari, glischeletridellecamionettedellaCelereincendiate,partigianie«camalli»,siintreccianoconlecarichedeicarabinieriacavalloaPortaSanPaoloaRoma,conilpoliziottocheinginocchiatoprendelamiraesparaaReggioEmilia,conidimostrantiuccisiaLicata.Tuttoquestoful'Italiacheinquell'estatedi50annifasiribellòalgovernoTambroniealritornodiunneofascismoincercadirivinciteedivendette.Fuil«luglio'60»,unluogodimemoriadell'Italiarepubblicana,unacanzone(diFausto Amodei),etante,tantemaglietteastrisce.Costavanopoco,comei jeans;aindossarleerano giovaniegiovanissimi.Negliannidelboomeconomicoeranodiventatiproduttori,entrandonelmondodellavoro,eranodiventaticonsumatori,scoprendoilmercato.AGenovadiventaronocittadiniscoprendolapartecipazionepolitica,nelsegnodell'antifascismoedell'insofferenzaversol'Italiabigottaecontadinachesilasciavanoallespalle.Oggiqueigiovanistannoperuscirediscena.E'ilmomentodeibilanci generazionaliepersonali.Suilororicordscesalacappadiunospiritodeltempopercuiilluglio'60diventaquasil'anticameradelterrorismodellebrigaterosse
tuttoLIBRI
DIARIODILETTURA
Sorrentinohapaura
Ilregistadel«DivdaNietzscheaRoth
SERRI P.XI
Unanostraelaborazionegraficadiun
Capriccio
diGoya,
Finoasuononno
.
 Ilcommentomanoscrittodell’autore,conservatoalPradodiMadrid,recita:«Questopoveroanimaleèimpazzitoperl’alberogenealogicoel’araldica.Nonèilsolo».
Continuaapag.IX 
TUTTOLIBRI
LASTAMPA
NUMERO
1719
 ANNOXXXIVSABATO19GIUGNO2010
G
IOVANNI
D
E
L
UNA
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N’
I
TALIASENZAPIÙMAGLIETTEASTRISCE
POST-SAVIANO
NapolicomeLasVegas
DuestorietraBallardeibassi
PENT P.IV
p
 Additatoaesempiodicaparbietàeignoranzainrealtà hauncaratterelibero,èintelligente,altruista
INCONTRISULLAGOMAGGIORE
MARÍAS
Iltuovoltoultimoatto
Delitti,colpibassielaguerracivile
BIANCHINI P.II
SCALFARI
Nelmondocon Montaigne
Perl’altomaredelModerno
SPINELLI P.VI
 
I
 
GLAUCOFELICI
Dove sono le gioie e leillusionicheilBrasile-lostere-otipo Brasile tutto palme espiagge, e
saudade
e ragazzed'Ipanema-regalavaanniean-ni fa? Il «più amato popolarepoeta-cantautore-scrittore brasiliano»ChicoBuarque,quial quarto romanzo tradotto danoi (dopo
Disturbo
e
Benjamin
,da Mondadori, e
Budapest 
daFeltrinelli), propone la storiadi un centenario giunto alla fi-ne, Eulálio d'Assumpção, cheripercorreconmemoriaimpla-cabilesebbenespezzettataein-congrua il proprio vissuto, ilmonte di delusioni e decaden-zechehannosegnatola suavi-ta,pergiungerealnonpiùpro-rogato finale, l'ultimo respirotra «certi individui dall'appa-renzaottusacheselaridevanodelvecchio»,eal gestodi com-miato dell'infermiera che «co-prì con il lenzuolo il suo bel vi-so di un tempo». Quanta ama-rezza per i tanti latti versati,quanta disillusione in questastoria,chepoièquelladelBra-sile (no, non un romanzo stori-co, ma di sentimenti e psicolo-gia semmai), dall'Impero allanascita della Repubblica, vistacon gli occhi di Eulálio che pro- vienedaunedellefamigliepiùin-fluenti,edecadute,delPaese.In
 Passaportoperil miocorpo
,il protagonista Carmélio è un exmassacratore professionista (iltitolo originale è appunto
O tor-turador em romeria
, Il torturato-re in pellegrinaggio) al serviziodelregimebrasilianodopoilgol-pe del 1964. L'autrice HeloneidaStudart - che è mancata nel2007,a75anni,edicuiMarcosyMarcos ha già pubblicato
La li-bertàèunpasseroblu
e
 Francobol-lo d'addio
- lo raffigura in fugadai propri fantasmi - «Non pro-nunciailaparolarimorso.L'ave- vamo abolita. Esorcizzata» - epoi alla ricerca di un'espiazione,dopo aver assunto sulla propriapersonal'orroredelpassato,suoe collettivo. Carmélio è una pro-iezione delle sofferenze reali su- bitedall'autricenellecarceridel-ladittatura,eriportaallamemo-ria di tutti - il libro fu scritto unquartodisecolofa-comeilmalesia sempre in agguato, anche sela storia scorre e gli scenari mu-tano,eallaguidadelBrasilenonci sono più generali sanguinarima un ex sindacalista, quel Lulache il
Time
ha indicato come «illeaderpiùinfluentedelmondo».Altra signora delle lettere brasiliane (con Clarice Lis-pector, Lygia Fagundes Telles,Raquel de Queiroz), NélidaPiñonènatanel1937einitalianodi suo sono già stati pubblicati
Il nuovo regno
(Giunti) e
Le voci del deserto
(Voland). E altra atmo-sfera nel suo
La dolce canzone di Caetana
, che pure fu scritto ne-gli stessi anni del precedente,nella stessa temperie repressi- va:piùirridenteiltonodellanar-razione, e più visionario, lieve,svagatoilpuntodivista.Bastidi-re che il sottofondo è dato dallapartita Italia-Brasile del 1970,quando il Brasile vinse appuntolaCoppadelmondo,echelasto-riaèquelladiun'intraprendenteattrice,CaetanaToledo,chevuo-lemettereinscenala
Traviata
inun piccolo centro, Trindade, aspese di un suo spasimante di vent'anniprima,Polidoro Alves.Ma anche qui tanti delusi, e poirassegnazione,eamarezza.EinPortogallo?Ilquaranten-ne Valter Hugo Mãe (portoghe-senatoinAngola)ponealcentrodel suo romanzo la condizioneassaidiffusainOccidentediper-sone che cercano qui la soluzio-ne ai problemi del sopravvivere,siano esse immigrate o no. At-tualitàallostatopuro,dunque.Edietrolospuntopercosìdi-re sociologico, Mãe scava moltopiù a fondo, tanto che la prota-gonista-MariadaGraça,dome-sticaasservitaallevogliedelpa-drone,vecchiocóltoormaipros-simo alla morte, «una donnache non fugge davanti a nulla,ma ha dovuto imparare che, a volte, il predatore è dentro dinoi» - ci mostra come la preca-rietà delle cose sia ormai anchequelladeisentimenti.Masoltan-to contrastando tutto questo,dopol'apocalissepotràesservi-forse-lafelicità.Mãehaeliminatolemaiusco-le, e ridotto all'inverosimile l'in-terpunzione, per rendere quan-tomaiincalzantiritmoelettura.Forsenontuttiilettorigradiran-no tale tecnica, ma secondo Sa-ramago «questo libro è uno tsu-nami, non nel senso distruttivo,quantoinveceperlasuaforza.Èuna rivoluzione». Una di quelledicuiabbiamobisogno.
Marías
Siconcludelatrilogia«Iltuovoltodomani»:sullosfondolaguerracivilespagnola
ANGELABIANCHINI
Con
Veleno e ombra eaddio
, terzo e ultimo volumede
Il tuo volto domani 
, si con-clude l'affresco del grandescrittore spagnolo JavierMarías, che iniziò con
Balloe sogno
. Si tratta dunquedell'atto terzo di una grandeopera avviata molti anni fa eportata a termine oggi condeliberatalentezza.Ad illuminare quest'ulti-ma caratteristica, compaio-no contemporaneamente al-tri due testi, sempre diMarías,apparentemente mi-nori, in realtà importantissi-mi:
Voglio essere lento
, unaconversazione con Elide Pit-tarello, e
Sguardi 
, sempreautobiografico.Leggere i due libri insie-me al romanzo, e in partico-lare,
Voglio essere lento
, è unpo' come avere vicino l'auto-re ed entrare nelle sue moti- vazioni. Chi l'ha conosciutoe lo ha sentito parlare, è benconscio non soltanto dellasualungaamicizia conlaPit-tarello, docente all'Universi-tà di Venezia, ma del lungo eintenso rapporto con l'Italiache, seppure di sfuggita, oc-cupa,per la situazionepoliti-ca, molti dei pensieri e dellepreoccupazioni attuali diMarías.La Storia, per Marías,non si colloca nell'ambito fa-miliare di un Proust né rive-ste la rappresentazione dicrisi sociale di un Musil, masembraesprimersi attraver-so gli oscuri e inevitabili in-trecci di quel misterioso cen-tro di spionaggio inglese chegià conoscemmo nei prece-dentivolumi.Attraverso il corso deglianni e motivazioni personaliche si fondono con azioni diportata internazionale, tuttosirivelaetutto sicomplica, fa-cendo di questo luogo unostrano misto di confessionalereligioso e studio psicanaliti-co. Non privato, tuttavia ben-sì pubblico le cui conseguenze vanno molto al di là di episodie di individui coinvolti nel se-greto, influenzando nella loroapparentececiassurdalavi-tadiognunodeiprotagonisti.Il clima narrativo scelto daMaríasè,dunque,strettamen-tecollegato alle preoccupazio-ni sul mondo di oggi e sullasuaevoluzione. Ma si tratta diqualcosadi ancoradiverso:in-fatti, questo intreccio di ses-so, affarie politicaincui la po-litica, come dice la Pittarello,«sconfina nell'illegalifra lecrepe democratiche del mon-do occidentale» è, soprattut-to, una potente ultima rifles-sione sulla violenza «che per-mea le nostre vite in tempo dipace e benessere e futilità,quando gli orrori della guerracivile spagnola e della secon-da guerra mondiale sembra-no guardarci come il passatodanonripetere».
Veleno, Ombra
,
Addio
sonoi titoli delle tre parti di quest'ultimo volume in cui è ancoraprotagonista Jaime Deza,chiamato anche Jacobo, Jack,Jacques, e, qualche volta, si-gnificativamente, Yago. Incerto senso rassomiglia aMarías perché spagnolo, ap-punto, ma buon conoscitoredell'Inghilterra. Ci viene det-to che possiede uno straordi-nario talento per interpretareicaratteri, leggere ilvolto del-lepersoneeprevederneicom-portamenti. In qualche modo,come lui stesso si definisce,unoscrittore-spia.La vicenda si lega a un'azione al lettore già nota: la violenza brutale con la qualeil superiore di Jaime, Ber-tram Tupra, aveva colpitocon una spada un diplomaticospagnolo, colpevole di averflirtato con la moglie di «uncontatto prezioso del centrodispionaggio».Il veleno sarà inoculato inJaime attraverso una serie di video di violenze e tradimentimostrata da Tupra e conside-rata necessaria non soltantoperillavoro del centrodi spio-naggio ma per la conservazio-nedelloStatostesso.«In essi ci sono fatti vergo-gnosi o imbarazzanti, anchedelitti che non sono mai statidenunciati né perseguiti... èmolto più vantaggioso tener-li, conservarli, prevedendoneun'utilità futura, con alcuni sipotrebbe ottenere parecchioin cambio... Lo Stato ha biso-gno del tradimento, della ve-nalità, dell'inganno, del delit-to, delle illegalità, della cospi-razione, dei colpi bassi (glieroismi, invece, soltanto conil contagocce e di tanto in tan-to)»,spiegaTupra.Il veleno continuerà a tor-mentare il narratore anchenella rievocazione del passa-to, e, in particolare, di quellaguerra civile spagnola di cuifurono protagonisti i due per-sonaggi principali e positivi diquestovolume:ilpadrestessodell'autore, Julián Marías, fi-losofo e storico, e Sir PeterRussell che compaiono in
Om-bra
persfociarepoiin
 Addio
.E' questa la parte piùdrammatica e, a parere dichi scrive, la più riuscita ditutto il libro: lo scrittore-spiadeve tornare alla dimensionedell'amore, al ritrovare inSpagna la moglie e i figli as-senti, e tutto avviene in un fi-nale inatteso e aperto che co-agula ed esemplifica i terribi-li ammonimenti forniti dalla vicenda intera.Il volto, dunque, qui, non èpiù quello di domani, ma, tra-gicamente, quello di oggi eMarías, quasi suo malgrado, vorrei dire, emerge come ve-ro romanziere, creatore dipersonaggi e caratteri tragi-camenteindimenticabili.
Nonflirtaremaiconlospionaggio
 DalPortogallol’«Apocalisse»diMãe:storiadiunadomesticaasservitaallevogliedelpadrone
 Altre vicendedalPaesesudamericano:iltorturatoredella StudartelaTraviatadiNélidaPiñon
UnlenzuolosulvecchiobelBrasile
pp
JavierMarías
p
ILTUOVOLTODOMANI3.VELENOEOMBRAEADDIO
p
trad.diGlaucoFelici
p
Einaudipp.537,
28
p
JavierMarías
p
VOGLIOESSERELENTO
ConversazioneconElidePittarello
p
Passigli,pp.139,
14.50
p
JavierMarías
p
SGUARDI
p
trad.diValerioTardoni
p
pref.diElidePittarello
p
Mavida,pp.129,
14.50
pp
ChicoBuarque
p
LATTEVERSATO
p
trad.diRobertoFrancavilla
p
Feltrinelli,pp144,
13
p
HeloneidaStudart
p
PASSAPORTOPERILMIOCORPO
p
trad.diDanielePetruccioli
p
MarcosyMarcos,pp304,
17
p
NélidaPiñon
p
LADOLCECANZONEDICAETANA
p
trad.diVirginiaclaraCaporali
p
Voland,pp432,
16
p
ValterHugoMãe
p
L'APOCALISSEDEILAVORATORI
p
trad.diAntoniettaTessaro
p
CavallodiFerro,pp176,
15
ChicoBuarque&C.
Memoriesenzastereotipi,tradelusioniedecadenze
 In«Velenoeombraeaddiritorna JaimeDeza-Yagotradelitti,colpbassiecospirazioni 
Scrittoristranieri
II
 Due testiautobiografici  perparlarediStoriaeviolenzaintempodipace,dipoliticachesconfinanell’illegalità
JavierMaríassiraccontain«Voglioesserelento»,dialogoconElidePittarello
 IlcarrodiunascuoladisambaalcarnevalediRiodeJaneiro
 
 
ELENALOEWENTHAL
Nel gennaio del 1945la guerra non è ancora finita,ma forse proprio per questo isuoi miasmi sono più tossiciche mai, carichi di quel sento-re che l'ultima agonia portacon sé per gli sconfitti - ansio-siditrascinarenelladisfattailmaggior numero di vittime.Ma carichi soprattutto di unfolleaccanimentocheaccomu-natuttaquell'umanità,fravin-citori e vinti. Nel gennaio del1945ilregimesovieticodecideladeportazionedellaminoran-za romeno-tedesca nei campidi lavoro forzato dell'Ucraina.I condannati partono ignari oquasi di quel che li attende.Andranno incontro a un lagerterribile, che per il diciasset-tenne Leopold Auberg dureràcinqueanni,eun'interavita.Herta Müller, premio No- belperlaletteraturanel2009,è nata nel Banato romeno, re-gionealconfinefraSerbia,Ro-mania e Ungheria, nel conte-sto della minoranza tedescache viveva da quelle parti. Nel1987è dovutafuggireper averpubblicamentecriticatoladit-tatura romena. Pur essendo venutaalmondodopolaguer-ra, precisamente nel 1953, ha vissuto anche lei l'esperienzadrammatica dell'esilio e dell'estraniamento da sé, che hainevitabilmentecreatounado-lorosaaffinitàconi«disereda-ti» della generazione prece-dente.
L'altalena del respiro
era dunque destinato a essereun libroa quattro mani,fruttodi un'esperienza congiunta:daunapartelei,HertaMüller,dall'altra il poeta Oskar Pa-stior, alter ego di colui che di- venterà il protagonista. Dopola morte di Pastior, nel 2006,la scrittrice ha proseguito dasolainquestocammino.
 L'altalena del respiro
è unromanzo duro, terribile. C'èqui una tensione costante, cheil lettore sente fisicamente sot-to la pelle come un doloroso ti-ranervo, a tratti uno spasmo.Leopold viene prelevato da ca-sa,si portacon séunavaligiari-cavatadalla scatoladi ungram-mofono, è armato quasi di spe-ranze: se non altro di cambiare vita. Ha voglia di voltare pagi-na, come capita non di rado in-sieme alla sconsideratezza deidiciassette anni. Ma appenagiunto a destinazione, anzi an-coraduranteilcrudeleviaggio, viene la fame. Quella, e quasisoltantoquella.E' la famela ve-ra protagonista del libro, doveil Lager è esposto con un'incisi- vità sconcertante, quasi senzanarrazione. Perché lì non c'èstoria se non quella della fame.E della sopravvivenza:«La ver-gognae l'orrorenon sonosenti-menti che ci si possa permette-re. Si agisce con costante indif-ferenza, forse con sfiduciatasoddisfazione. Non c'è in que-sto nessuna gioia maligna. Cre-do che quanto minore sia il ti-more dei morti, tanto più si sialegatiallavita».E'davverounromanzoforte-mente ancorato a una realtàche detta le parole come un im-perativo categorico cui non èpossibile sottrarsi. Herta Mül-lerassecondacongrandepreci-sione ed efficacia questa narra-tiva del Lager, che in fondo èl'unica possibile, di quel luogo.E lo fa con il virtuosismo appa-rentemente impossibile di un ionarrante in prima persona, an-che se non è lei: «Io invece balloe sono un forzato e porto pidoc-chi nella
pufoaika
e pezze per ipiedi puzzolenti nelle calosce digomma,elasaladaballolàaca-sa e il vuoto nello stomaco mifannovenirelevertigini».Finito di leggere, arriva unasofferta intuizione. Una speciedi certezza. Qui non c'era ilcampodisterminio,c'eraun'al-tracosa,diversa:ilLagersovie-tico. C'era, sì, il caso limite dell'ebreo che qui viene deportatoin quanto tedesco… una sortadi estremo emblema della vitti-ma. Questo Lager non è Au-schwitz, certo. Eppure, leggen-do
L'altalena del respiro
si ha lanetta percezione che il male èdotato di una strabiliante, tre-mendaproprietàcommutativa:cambianoifattori,ma lasottra-zione di umanità è purtropposempreeguale.
GIOVANNIBOGLIOLO
Il patrimonio distorie accumulato dall'uma-nità da quando essa, qualchedecina di migliaia di anni fa,ha presumibilmente comin-ciato a raccontarsele, è ster-minato e sfugge ai normaliprocessi di conoscenza: im-possibile censirlo, scoprirnela genesi, spiegarsene tuttele costanti e le varianti. Maquesto, per chi ama leggerlee, ancor più, sentirsele rac-contare, non fa che aumen-tarne la suggestione; soprat-tutto non impedisce di colle-zionarle, come ha fatto pertutta la vita in giro per ilmondo il celebre sceneggia-tore,drammaturgo e parolie-reJean-Claude Carrière.Da questo suo tesoro, chesi è concretato anche in una biblioteca di tremila volumidi racconti popolari, anni faaveva tratto
Le cercle desmenteurs
, un'antologia cheGarzanti, attenuando il sen-so del titolo fin quasi a bana-lizzarlo, aveva tradotto
Il cir-colo dei contastorie
. Inveceproprio di veri bugiardi sitrattava, nascosti dal loroanonimato per così dire col-lettivo e legittimati da quella verità più profonda che solola menzogna narrativa sem- braingradodirivelare.Ora è la volta di un secon-dovolume,riccoevarioquan-to il primo e costruito secon-do gli stessi criteri selettivi:esclusi,perchégiàinventaria-tienotio semplicementeper-ché più prevedibili, i miti, lefiabe,iracconti fantasticie lefavolecon una esplicitaeuni- voca morale per lasciare tut-to lo spazio a una vasta e in-determinatacategoria di sto-riechehannoincomuneilpo-tere di seminare «l'imprevi-sto, la curiosità, l'inquietudi-ne» e che l'autore - ma sareb- bepiùesattodireiltrascritto-re-definisce«filosofiche».Appartengono alle cultu-re più disparate, indiana,ebraica, cinese, africana, conunaprevalenzadellatradizio-ne sufi e del buddismo zen;molte sono imperniate attor-no alla figura di NasreddinHodja, l'impertinente prota-gonista dell'aneddotica isla-mica che in Sicilia ha preso ilnome di Giufà, ma non man-canoquellepiùmoderneolega-te alla recente attualità. Conqualcheraraeccezione(tracuiUmbertoEcoedErrideLuca),non se ne conosce l'autore néun'approssimativa data di na-scita; spesso si ritrovano conminimevariantiinciviltà eter-re tra loro remotissime e sem- brano, anche quelle più etero-genee,fareriferimentoaunco-munesostratodisaggezza.Alcune dicono solo se stes-se e si fanno ammirare perl'originalità, la stringatezza oper l'imprevedibilità dellachiusa; altre si aprono di col-po su un abisso di ambiguità,in fondo al quale le verità ulti-me sembrano raggiungibili,sempre sfuggenti ma, per unattimo, a portata di mano. Co-me quella, che ha dato il titoloa un memorabile saggio diClaudio Magris, dell'ebreoche all'amico che si dispiaceperché andrà troppo lontanorisponde:
Lontano da dove? 
; oquella, che raccontava ancheGaber, del padre ricco cheporta il figlio in cima a una col-lina e gli dice: «Guarda. Ungiorno tutto questo sarà tuo»e del padre povero che, sullastessacollina, alfiglio silimitaadire: «Guarda».Troppo poco, certo, per fa-re le veci dei manuali di filoso-fia che Carrière aborrisce; ab- bastanza però per riproporre,sulla nobile scia di Erasmo,Poggio e Martin Buber e decli-nate nelle più imprevedibiliforme, «le domande che qual-che volta ci facciamo, insom-ma il nostro fragile eppur ne-cessario rapporto con il mon-do durante quel fulmineoaprirsi di una finestra fra duenulla chechiamiamo vita».
Carrière
«Ilsegretodelmondo»:antologiadisaggezzadaogniluogo
Giufàguidalacarovanadellestorie
PerLeopoldillagercontinuanelgula
«L’altalenadelrespiro»:ilNobelraccontal’esperienzaterribiledella sua gente costrettadaisovieticiinUcraina
pp
AdamHaslett
p
UNIONATLANTIC
p
trad.diCarlaPalmieri
p
Einaudi,pp.350,
19
MASOLINOD’AMICO
Il breve antefatto sisvolge nel Golfo Persico enel luglio del 1988, quandoper un tragico errore l’uni-tà militare sulla quale il gio- vane Doug Fanning è ad-detto ai radar abbatte unairbus di linea iraniano conquasi trecento passeggeria bordo. Dissolvenza. Orasiamo ai nostri giorni, e ne-gli Usa. Doug è diventatouno squalo della finanza,uomo di fiducia di JeffreyHolland, patron della soli-da banca privata
Union At-lantic 
. Troppo occupato afare e a far fare quattriniper potersi occupare di co-me spenderli, Doug incari-ca distrattamente architet-ti e arredatori di costruir-gli una casa lussuosissimatra i boschi, nei pressi diuna cittadina della NuovaInghilterra. Il terreno peròera stato donato alla citta-dina da una antica famigliadel posto col vincolo di de-stinarlo alla preservazionedel paesaggio, e vendendo-lo a un privato il Comuneha violato il patto. L’erededella famiglia donatrice,CharlotteGraves, zitella ec-centrica ed ex insegnantedi storia, intraprende cosìuna solitaria battaglia lega-leper ottenere lademolizio-nedellacasadiDoug.E’ il conflitto simbolicotradueAmeriche,quellaim-perialista, cinica prepotenteaggressiva, e quella liberale,idealista democratica onesta,discesa dai padri fondatori;edèunconflittoimpari.Infat-tibenchéinunprimomomen-to Charlotte trovi imprevedi- bilmente un giudice che le dàragione, non ci sono dubbi sul vincitore, alla lunga, della lot-ta tra lei e chi può spenderecentinaia di migliaia di dollariinavvocati.Nel frattempo però la vi-cenda si arricchisce di altripersonaggi e situazioni, tuttiappartenenti all’uno o all’al-trodeidueschieramenti.Leoperazionispregiudica-tediunapiccolabancasatelli-teportanoalla luce unpauro-so disavanzo nella
Union At-lantic 
,chevienecosìatrovar-si sotto l’esame del presiden-te della Federal Reserve diNew York, un anziano genti-luomo molto intelligente e dialti principi, fratello, guardacaso, proprio della battaglie-ra Charlotte. La quale nelfrattempo si è messa a pro-teggereunragazzettosposta-tofigliodivicini,traumatizza-to dal suicidio del padre, dan-dogli ripetizioni di storia allasua maniera. Questo ragaz-zettoentrapercasoincontat-to con Doug, se ne innamora,fa sesso con lui, e per suo in-carico tradisce la propria be-nefattrice...Conmanosicuraenonsen-za ironia Adam Haslett, clas-se 1970, controlla l’evolversidiquestoapologosudiunaso-cietàchedopoesserediventa-ta troppo ricca e troppo po-tente,sembraaverpersolate-sta. Sia l’arido finanziereDoug sia la sua intransigentenemica Charlotte, infatti, nonhannopiùcontatticonlareal-tà, cosa sottolineata dai ri-spettiviambientiincuisimuo- vono: le feste assurdamentepacchiane del
tycoon
per cuiDoug lavora, l’isolamento checircondaidialoghidiCharlot-te coi suoi cani. Sì, il vecchiosaggio funzionario chiamatoaraccogliereicoccidelmega-crack finanziario cerca di ri-portare un po’ di equilibrionel disordine generale. Ma èl’esponentediunarazzadesti-nataall’estinzione.
pp
HertaMüller
p
L'ALTALENADELRESPIRO
p
trad.diMargheritaCarbonaro
p
Feltrinelli,pp.253,
18
pp
Jean-ClaudeCarrière
p
ILSEGRETODELMONDO
p
trad.diDorianaComerlati
p
Garzanti,p.412,
19,60
Haslett
«UnionAtlantic»:unamaroapologocheopponel’Americaonestael’Americacinica
 HertaMüller,Nobelperlaletteratura2009
Müller
Nel’45ladeportazionedellaminoranzatedesco-romena
 AdamHaslett 
Tuttolibri
SABATO19GIUGNO2010LASTAMPA
III
Lazitellalottacontrolosqualodellafinanza
 Jean-ClaudeCarrière(1931),drammaturgoesceneggiatore predilettoda Buñuel(«Belladigiorno»,«Lavialattea»,«Ilfascinodiscretodellaborghesia»,ecc.)halavoratoancheconMalle,Godard, MarcoFerreri. HascrittoconEco«Nonsperatediliberarvi deilibri»
 

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