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ISTAT - UNIVERSITA' E LAVORO: ORIENTARSI CON LA STATISTICA

ISTAT - UNIVERSITA' E LAVORO: ORIENTARSI CON LA STATISTICA

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Published by Fabio Larocca
Le domande che un giovane si pone quando decide di iscriversi all’università sono quelle di sempre:qualisono i corsi più affollati,quali presentano maggiori difficoltà,quali consentono di trovare lavoro piùfacilmente?Per aiutare chi si appresta a vivere l’esperienza universitaria,l’Istat mette a disposizione “Università elavoro:orientarsi con la statistica”.Dai dati presentati alcuni fatti risultano con chiarezza:
1. la laurea serve:la quota di occupati fra i laureati è maggiore che fra i non laureati;
2. non tutte le lauree sono uguali dal punto di vista dell’inserimento lavorativo;
3. non tutti i corsi universitari presentano le stesse difficoltà,e comunque nessuno va preso conleggerezza.La nuova edizione di “Università e Lavoro”,dalla veste grafica rinnovata,fa un primo,anche se provvisorio,bilancio delle lauree triennali,istituite con la riforma universitaria entrata in vigore nell’anno accademico2001/02.Per la prima volta,inoltre,l’Indagine campionaria dell’Istat,che si è rivolta a 47.300 individui,analizza la situazione occupazionale dei laureati in corsi lunghi e di durata triennale ad un anno dalconseguimento del titolo;questo per studiare con ancora maggiore precisione il percorso lavorativo deigiovani che escono dall’università.Le informazioni presentate sono un patrimonio completo,essendo relative a tutte le università italiane,che assicurarisultati attendibili rispetto all’intero territorio nazionale e a tutti i corsi di studio attivati nelsistema universitario.Siricorda,inoltre,che l’Istituto mette a disposizione numerose informazioni accessibili gratuitamenteattraverso il sito www.istat.it e reperibili anche nei Centri di informazione statistica presenti in ogniregione.
Le domande che un giovane si pone quando decide di iscriversi all’università sono quelle di sempre:qualisono i corsi più affollati,quali presentano maggiori difficoltà,quali consentono di trovare lavoro piùfacilmente?Per aiutare chi si appresta a vivere l’esperienza universitaria,l’Istat mette a disposizione “Università elavoro:orientarsi con la statistica”.Dai dati presentati alcuni fatti risultano con chiarezza:
1. la laurea serve:la quota di occupati fra i laureati è maggiore che fra i non laureati;
2. non tutte le lauree sono uguali dal punto di vista dell’inserimento lavorativo;
3. non tutti i corsi universitari presentano le stesse difficoltà,e comunque nessuno va preso conleggerezza.La nuova edizione di “Università e Lavoro”,dalla veste grafica rinnovata,fa un primo,anche se provvisorio,bilancio delle lauree triennali,istituite con la riforma universitaria entrata in vigore nell’anno accademico2001/02.Per la prima volta,inoltre,l’Indagine campionaria dell’Istat,che si è rivolta a 47.300 individui,analizza la situazione occupazionale dei laureati in corsi lunghi e di durata triennale ad un anno dalconseguimento del titolo;questo per studiare con ancora maggiore precisione il percorso lavorativo deigiovani che escono dall’università.Le informazioni presentate sono un patrimonio completo,essendo relative a tutte le università italiane,che assicurarisultati attendibili rispetto all’intero territorio nazionale e a tutti i corsi di studio attivati nelsistema universitario.Siricorda,inoltre,che l’Istituto mette a disposizione numerose informazioni accessibili gratuitamenteattraverso il sito www.istat.it e reperibili anche nei Centri di informazione statistica presenti in ogniregione.

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Universita\u2019
elavoro
orientarsic
onlastatist
ica
2008
Alcuni consigli prima di cominciare a leggere

Le domande che un giovane si pone quando decide di iscriversi all\u2019universit\u00e0 sono quelle di sempre: quali sono i corsi pi\u00f9 affollati, quali presentano maggiori difficolt\u00e0, quali consentono di trovare lavoro pi\u00f9 facilmente?

Per aiutare chi si appresta a vivere l\u2019esperienza universitaria, l\u2019Istat mette a disposizione \u201cUniversit\u00e0 e
lavoro: orientarsi con la statistica\u201d. Dai dati presentati alcuni fatti risultano con chiarezza:

1.la laurea serve: la quota di occupati fra i laureati \u00e8 maggiore che fra i non laureati;
2.non tutte le lauree sono uguali dal punto di vista dell\u2019inserimento lavorativo;
3.non tutti i corsi universitari presentano le stesse difficolt\u00e0, e comunque nessuno va preso con

leggerezza.

La nuova edizione di \u201cUniversit\u00e0 e Lavoro\u201d, dalla veste grafica rinnovata, fa un primo, anche se provvisorio, bilancio delle lauree triennali, istituite con la riforma universitaria entrata in vigore nell\u2019anno accademico 2001/02. Per la prima volta, inoltre, l\u2019Indagine campionaria dell\u2019Istat, che si \u00e8 rivolta a 47.300 individui, analizza la situazione occupazionale dei laureati in corsi lunghi e di durata triennale ad un anno dal conseguimento del titolo; questo per studiare con ancora maggiore precisione il percorso lavorativo dei giovani che escono dall\u2019universit\u00e0.

Le informazioni presentate sono un patrimonio completo, essendo relative a tutte le universit\u00e0 italiane, che assicura risultati attendibili rispetto all\u2019intero territorio nazionale e a tutti i corsi di studio attivati nel sistema universitario.

Si ricorda, inoltre, che l\u2019Istituto mette a disposizione numerose informazioni accessibili gratuitamente attraverso il sito www.istat.it e reperibili anche nei Centri di informazione statistica presenti in ogni regione.

Il Presidente dell\u2019Istat
Inumeridell
\u2019universit\u00e0
Matricole,f
uoricorso,l
aureati
3
uante sono le matricole all\u2019universita\u2019?
*Iscritti all\u2019universita\u2019: si indicano gli iscritti a tutti i corsi,
siano essi di laurea o di diploma universitario,
del vecchio o del nuovo ordinamento
Sono poco pi\u00f9 di 308 mila i giovani che nell'anno accademico 2006/07 si sono iscritti per la
prima volta all\u2019universit\u00e0(oltre 16 mila in meno rispetto all\u2019anno precedente).

Nel 1993/94 \u00e8 iniziato un calo delle immatricolazioni a causa della sempre minore propensione giovanile a proseguire gli studi dopo la scuola secondaria; a questo si univa anche la diminuzione del numero di diciannovenni (l\u2019et\u00e0 tipica per l\u2019iscrizione all\u2019universit\u00e0). La disaffezione giovanile ha riguardato in particolare i tradizionali corsi di laurea (di durata compresa tra i 4 e i 6 anni), decisamente pi\u00f9 lunghi e selettivi rispetto ai corsi di diploma universitario (2 o 3 anni), che invece hanno visto crescere le nuove iscrizioni.

Con la riforma dei cicli universitari e l\u2019avvio di una molteplicit\u00e0 di nuovi corsi brevi (corsi di laurea triennali) si \u00e8 assistito ad un aumento degli immatricolati gi\u00e0 nel 2000/01 (+2,1% rispetto all\u2019anno precedente), confermato negli anni successivi, quando le immatricolazioni sono cresciute addirittura del 12,4% nel 2001/02, di un ulteriore 3,6% nel 2002/03 e del 2,2% nel 2003/04.

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