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Sett 2008

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Published by: Sindacato Dei Marittimi on Jun 29, 2010
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06/29/2010

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MOLTIPLICHIAMOLA NOSTRA VOCE1
www.sindacatomarittimi.eu
L’India apre ai marittimi italiani.
 
Moltiplichiamo
LA NOSTRA VOCE
Bollettino elettronico di inormazione del Sindacato dei Marittimi
settembre 2008
Si lo sappiamo state già ridendo, ma è tuttovero. Ormai l’Italia è riuscita anche in questo, ilmarittimo italiano è visto come un marittimo diun paese terzo, anzi orse peggio, poichè chi cidarebbe lavoro è un paese denito in via di svi-luppo (sviluppo molto veloce). Anche in Indiamancano i marittimi, e il loro governo gentilmen-te ha deciso di imbarcare sulle navi indiane, unmassimo di 2 uciali stranieri (anche italiani) . Inquesto sono più seri dei nostri di governi, poichèalmeno hanno messo un limite che tuteli comun-que il loro marittimo. E’ curioso leggere i terminida loro usati, che ci anno capire però quale nesta acendo la marineria Europea. Si legge “L’Insanon si accontenta di queste concessioni e ha giàchiesto di allargare la lista anche ai paesi asiatici,dove il costo della mandopera è ancora ineriorea quella europea. Si tratterebbe di altri nove pa-esi: Bangladesh, Filippine, Hong Kong, Indonesia,Myanmar, Singapore, Sri Lanka, Tailandia e Vie-tnam”, avete capito, noi europei siamo ancoratroppo cari, cerchiamo di peggiorare almeno unpo di più, altrimenti che gura ci acciamo!! comeanno a darci lavoro! (è sarcasmo ovviamente).Ci avete mai atto caso, che di qualsiasi nazionesi parli i numeri sono sempre quelli? Nell’articolodicono che in India ci sono 26.900 uciali india-ni e solo 8.900 navigano su navi con bandieradel loro paese. Sempre intorno ai 30.000 marit-timi, e che molti lavorano per paesi stranieri dalloro (anche per gli italiani vale questa realtà, loha detto anche IPSEMA) La decisione che stupi-sce è, che invece di riportare i marittimi in patria(India), aprono a noi europei. Non bisogna esseredei enomeni per capire come mai 18000 marit-timi indiani lavorano in paesi esteri! Vediamodi are una ipotesi azzardata, sarà che vengonopagati meglio all’estero? Non vorremmo esserestati troppo arditi in questa ipotesi. Se è cosìprevedono di pagare gli italiani meno di quantogeneralmente guadagnamo, visto che molti diquei 18000 indiani navigano per armatori italianie europei. Due terzi degli uciali indiani pree-riscono andare a lavorare all’estero, dove sonomeglio pagati, spiegateci perchè noi dovremmoandare in India per prendere di meno, siamo ar-rivati già a questo punto? Facciamo un riassun-to. L’armamento italiano apre una Accademia aManila per ormare uciali per la fotta italianae europea, e nello stesso tempo l’India apre aimarittimi italiani perchè lei non ha più Uciali. Diconseguenza la nostra Accademia del Mare ormauciali per paesi esteri e non per l’Italia, ma conil denaro pubblico italiano. In poche parole, men-tre l’Europa chiede e a norme per ar crescerel’occupazione marittima per cittadini europei, noiacciamo tutto il contrario e vantandoci di questo.Ma non solo, quando all’armamento si chiede,come mai a bordo di navi italiane c’è personaleextracomunitario, rispondono in Europa nessunovuole più navigare, e l’India cosa a? Apre adalcuni paesi europei! Vi ricordate quanti rumenisi trovavano a bordo, prima che la Romania en-trasse a ar parte dell’Europa? Ora anche da loro,improvvisamente, senza spiegazione, sono nitetutte le vocazioni (o orse il loro salario è aumen-tato, ndr) Sulla dichiarazione del Presidentedel Collegio Capitani, Giorgio Blandina “RegnoUnito e Italia sono molto aperti agli equipaggiindiani, quindi in un certo modo ce lo devono”,non vogliamo dire nulla, crediamo che ognuno divoi la valuterà per ciò che è. Ce lo devono? Ci sor-pren-
Una zecca, a più notizia di unmarittimo italiano disperso in mare!
Purtroppo non è una battuta, ma il prendere atto di una realtà dei atti. Quanti articoli sonostati scritti sulla vicenda alse zecche della Tirrenia? Noi del Sindacato dei Marittimi avendoun account che ci permette di leggere circa 700 giornali di 76 paesi, abbiamo visto quantoquesta notizia sia stata pubblicizzata.Non solo si è generato un allarme ingiusticato, macome sempre siamo campioni a sporcare l’immagine dell’Italia nel mondo. Ma ci siamo chie-sti: come mai se ogni sera nei vari telegironali veniamo aggiornati sulle morti bianche gior-naliere, non è stato dato risalto alla notizia della scomparsa in mare di un Uciale italiano,e invece per delle zecche si è mobilitata la stampa intera? Non vogliamo credere che unazecca, anche se ha nelle proprie zampine il uturo della Tirrenia valga più di una vita umana.Perchè almeno che i giornalisti italiani non hanno perso il va-(continua a pagina 3)(continua a pagina 2)
 
MOLTIPLICHIAMOLA NOSTRA VOCE2
SINDACATO DEI MARITTIMI
de solo che sul Secolo XIX non abbia ribadito lasua posizione in merito, e cioè che secondo luinoi Uciali italiani siamo culturalmente inerioriagli indiani, era una buona occasione per esprirela sua idea e arla arrivare a molti ( leggi questoarticolo ) Ora direte ma l’articolo è rmato Ran-dagio Blogini e no Blandina.Avete ragione, ma in molti sostengono che in re-altà Randagio Blogini sia l’anagramma di GiorgioBlandina (visto che è estate provate anche voi acimentarvi in questo giochino). Poco ci interessacomunque, l’articolo è pubblicato sul loro gior-nalino, e il giudizio sui marittimi italiani è chiaro.Vi ricordate poi l’aermazione che ece il DottorCoccia a riguardo delle paghe degli extracomuni-tari? Bene disse che ormai chiedevano piu degliitaliani, eppure ora l’India (o meglio l’INSA IndianNational Shipowners’ Association ) chiede l’aper-tura anche a paesi come Bangladesh, Filippine,Hong Kong, Indonesia, Myanmar, Singapore, SriLanka, Tailandia e Vietnam, perchè dicono, costa-no meno degli europei. Ma che strano, l’Inda cheintendiamoci si sta muovendo bene per tutelarei propri interessi, con la classica botta al cerchioe una alla botte, ci da ragione a noi e smentisceCoccia. DICE CHE IMBARCARE PERSONALE DIQUEI PAESI COSTA MENO, allora chi mente deidue, l’INSA o Coccia? (e sono se vogliamo colle-ghi) I marittimi nelle proprie patrie non vengonoimbarcati, perchè costano più di altri di paesi ter-zi e in via di sviluppo. Appena un paese si svilup-pa, i paesi industrializzati cercano manodopera abasso costo, oerta da paesi poveri. CHE BELLAQUESTA VISIONE DELLA GLOBALIZZAZIONE.Esempio: se domani le Filippine si svilupperannocome sta accadendo in questo momento all’Indiacosa accadrà. Che per gli Europei (e per gli stessilippini) i lippini non vorranno piu navigare, an-che li spariranno le vocazioni. I lippini viceversasi guarderanno attorno per trovare manodoperada imbarcare a basso costo. L’unica cosa chedobbiamo sperare che quella manodopera nondiventeremo noi, per un governo che ancoradorme e un armamento che sta acendo scelteancora una volta sbagliate.Guardate la realtà dei numeri, in India mancanooggi all’appello mille uciali, e non sono in gra-do di reperirli sui circa 18000 che hanno in paesiesteri. Il atto è che per il Dio denaro non voglio-no, e non dipende da altri impedimenti di puraantasia. Idem è da noi. Sembra che l’armamen-to mondiale, stia lavorando per convincere tuttiche nei propri paesi non ci siano piu marittimi, eche quindi è giusto cercare manodopera, guardacaso, a basso costo. L’Insa chiede quell’aperturaverso paesi poveri, perchè già sa che un ingleseo un italiano li non ci andranno mai, non sonodegli sprovveduti.Se analizziamo per ora il governo indiano hadetto ai suoi armatori, se non trovate personaleindiano potete imbarcare marittimi provenien-ti da questi paesi, in una determinata quantitàanalizzando caso per caso. I 12 paesi elencatiperò per l’INSA non sono un guadagno, poichèse dovessero prendere un italiano o un inglese,tanto varrebbe impiegare un indiano. Per ora ilgoverno indiano si è mosso bene, inatti l’INSAnon contenta ha chiesto subito l’apertura a paesipiù vantaggiosi. C’è da dire che a dierenza diCONFITARMA, almeno l’INSA non si nascondedietro un vetro. Dobbiamo seguire cosa arà orail governo indiano. Se anche il governo italia-no prendesse qualche spunto da quello indiano,come limitare l’uso di personale extracomunita-rio, già sarebbe un bel passo avanti. Tuttavia ilproblema ondamentale da regolamentare è, erimane, la bandiera della nave. Per risolvere ilproblema della multietnicità senza regole, sen-za una “valvola” per gestire questo mercato, sideve ragionare bene sul contesto della bandieradella nave. Si è data una possibilità agli arma-tori impressionante e senza uguali, nel potersidestreggiare in norme e leggi, che poi ben usateportano guadagni altissimi (e legali). Se le normedi uno Stato non piacciono, si cambia bandieradella nave. Per capirci è come se ai cittadini si di-cesse: tu hai una automobile, in Italia il bollo è adesempio 100€. Bene da oggi puoi cambiando latarga e il paese di registrazione, non pagare piùil bollo, e usare la tua auto in Italia. E’ ovvio chese una persona non lo acesse, sarebbe un idiota.Uguale è per gli armatori. Gli hanno atto delleleggi tali che possono ormai permettersi moltimovimenti, perchè non dovrebbero usarle? Sideve quindi procedere nel ridimensionare questeagevolazioni, e molti problemi si risolverebberocon acilità. Il problema?CI VUOLE IL CORAGGIO DEGLI STATI, O MEGLIODEI POLITICI. Leggete l’ultima rase dell’articolo“Si pone però anche un problema di ormazione,come sottolinea Babu Joseph, direttore esecutivodella Euro Tech martime Academy, una scuolache si trova a Cochin, nel Kerala. Secondo Babul’India, che ha già sette accademie, ha bisognoanche di un’università marittima centralizzata,che renda uniormi gli standard ormativi” perquesto l’India si sta sviluppando velocemente,mentre noi siamo ermi alla Accademia del Mare.Hanno capito anche loro, quale è la strada deluturo. Per capirci, è come se in Italia la Dott.ssaFara e il Dott. Massolo sposassero la nostra pro-posta di una Accademia Europea per la MarinaMercantile. Lo hanno capito in India, speriamobene anche per noi.
Filippini privilegiati? (chiarimento)
 In una pagina di Shippingonline è stato pubblicata la nostra news “Ma quanto è la pagadei nostri colleghi lippini?”, e siamo soddisatti nel prendere atto che anche se non spesso,la stampa mostri anche altri dati in merito a questo argomento extracomunitari. Bisognaprecisare che questo lavoro però dovrebbe essere atto anche dalla stampa, poichè non solodeve inormare, ma quando pubblica certe dichiarazioni come “gli extracomunitari costanouguale se non di più degli italiani” subito dopo dovrebbe anche cercare riscontri. SDM cometutti sapete, ha tra i suoi obiettivi, quello di inormare i marittimi su ciò che accade nell’interosettore non sostituendo la stampa, ma approondendo le notizie che questa dionde. Il no-stro metodo di lavoro è semplice, prendiamo quello che viene diuso in rierimento al clustermarittimo, e andiamo a controllare se corrisponde alla realtà, acilitati dal atto che SDM èormato da marittimi e conosciamo il settore per esperienza diretta. Ricordate la risposta cheandava di moda solo 1 anno e mezzo a “lo chiede l’Europa”? Bene l’avete più ascoltata?No, perchè l’Europa chiedeva ben altro. Tuttavia il titolo dato da Shippingonline non è deltutto esatto, inatti dire «lavoro a bordo, lippini privilegiati» non rende l’idea di ciò che SDMvoleva comunicare. Se privilegiati si intende che hanno attualmente più possibilità di trovareun lavoro, siamo d’accordo, ma chi ha veramente dei vantaggi nell’impiegare extracomunitariè l’armatore. Era orse più esatto dire «lavoro a bordo, armatori sicuramente non ci rimettonoad impiegare i lippini». Il lippino in se non ha colpe o responsabilità in questa situazione,anzi lo dobbiamo inormare di questa situazione. L’eetto negativo della globalizzazione losi combatte evitando che alcuni lavoratori provenienti da paesi poveri o in via di sviluppo, di-ventino anche risparmio per chi ore lavoro. Intendiamoci quelle paghe oerte, se rapportateal tenore di vita che hanno i lippini in patria è una buona paga, quindi secondo noi quelloche dovrebbe essere atto dall’Europa è impedire che l’impiego(continua a pagina 4)(continua da pagina 1)
 
MOLTIPLICHIAMOLA NOSTRA VOCE3
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lore reale delle notizie, ci viene ora il dubbio chetutta la vicenda zecche, portava un guadagno aqualcuno. Non è una accusa, ma il provare a ca-pire come una zecca possa valere piu di una vitaumana. Mettiamo che tutta la storia sia vera, sirisarcisce la signora e la vicenda nisce la. Lanotte tra il 29 e 30 giugno al largo della costa jonica veniva disperso il marittimo triestino di35 anni Roberto Agrini mentre era a bordo dellanave Four Etoile (Premuda) diretta a Capodistria.Già, dopo essere smontato dalla sua guardia ilgiovane uciale sparisce dalla nave, e non vienepiù trovato. Tiziana Agrini, la sorella di Robertoha maniestato inatti molti dubbi sulla ne delratello e - escludendo il suicidio - ha ipotizzatoanche che possa essere stato gettato delibera-tamente in mare, «orse perché sapeva troppoe aveva visto qualcosa di scomodo e di perico-loso». Un nuovo indizio conermerebbe i dubbidella donna: le memorie delle chiamate ricevuteo eettuate negli ultimi giorni dal teleonino diAgrini sono state cancellate. «Ne sono sicura - hadichiarato ieri la donna - Il cellulare mi è statoconsegnato quando sono andata a Capodistria aprelevare gli eetti personali.Ho scoperto che non risultavano nè le teleonateeettuate, nè quelle ricevute, sia da me che daaltri amiliari quando al contrario sui nostri ap-parecchi c’era il riscontro delle memorie. Segnoquesto che qualcuno ha cancellato le chiamateproprio per nascondere dei contatti. Oggi - haannunciato - tornerò dai carabinieri e presenteròun’integrazione alla denuncia».L’ultima notiziada noi letta risale al 7 luglio e sempre su giornalinon ti importanza nazionale. Certo, che notiziaè in n dei conti uno scomparso in mare, e incircostanze non chiare? Meno interessante di unattacco selvaggio delle zecche, che poi si diceessere cimici.Come ha detto il Dottor Coccia, la storia dellezecche è una sorta di paradigma per leggere levicende della Tirrenia, allora noi ci chiediamo si-gnor Coccia, come denirebbe questa di vicendamolto, ma molto più seria?Qualcuno ha azzardato una ipotesi, mai una ac-cusa ovviamente, che mentre una zecca potrebbevelocizzare una privatizzazione, un disperso po-teva dare astidio ad una OPA, chissà se è veroo no. Quello che è certo che per la stampa unazecca vale più di una vita, e così sul caso del no-stro collega è caduto il sipario.(continua da pagina 1)
Ma quanto è la pagadei nostri colleghi flippini?
Quanto guadagnano i marittimi lippini? Questaè una domanda che spesso ci viene posta soprat-tutto quando il Dottor Coccia più volte intervista-to ha dichiarato che gli extracomunitari costanopiù degli europei. Non è stato molto complessocercare inormazioni, anzi al contrario è stato a-cilissimo. Inatti mentre da noi, i marittimi invianocurriculum alle varie agenzie, per i lippini tuttoè più semplice, sono le agenzie che mettono an-nunci. Ovviamente leggendoli si nota che tutti gliimbarchi sono oerti per una grandissima per-centuale da compagnie europee, ma la domandarimane la stessa, quanto costano alle compa-gnie? In uno di questi annunci, stile Accademiadel Mare, veniva oerta una tabella (annunciodatato July 18, 2008 ) che sotto vi proponiamo.Tabelle paghe lippini Tanto per rendere chia-ro a tutti il cambio, vi riportiamo i corrispettivicambi al 14/08/2008 - 6200USD corrispondonoa 3983,04€ Primo Uciale - 3500USD corrispon-dono a 2248,49€ Secondo U. Cop. - 3000USDcorrispondono a 1927,27Terzo U. Cop. Seprendiamo in considerazione invece le Dry Cargo/Bulk Carriers avremo: - 4500USD corrispondonoa 2890,91€ Primo Uciale - 2800USD corrispon-dono a 1798,79€ Secondo U. Cop. - 2500USDcorrispondono a 1606,06€ Terzo U. Cop. Vi ri-cordate cosa diceva la Dott.ssa Fara per invoglia-re i giovani a navigare? Diceva che un nostro 3°Uciale avrebbe guadagnato circa 2500€, ma aquanti dollari corrispondono? Al cambio del 14agosto 2008 corrisponderebbero a 3891,5USD.E’ chiaro a tutti che prendendo già solo in esameun terzo uciale, la dierenza tra un italiano eun lippino, è di 573€ sulle tankers e di 894€sulle altre. Non sono cire tanto insignicanti secalcolate sulle 12 mensilità e numero di navi chel’armatore possiede, ed è chiaro, senza disturba-re un matematico e commercialista, che quantodetto dal Dottor Coccia non sia poi molto esatto.E’ vero che se prendiamo un terzo italiano e unterzo lippino a bordo delle Dry Cargo/Bulk Car-riers entrambe percepiscono 2500, ma quando siparla di denaro come per le misure, si deve tene-re conto dell’unità di misura, e quella dierenza€ / $ dice che il lippino costa meno. 2500Kmsono diversi da 2500miglia, chiaro? Non c’è daaggiungere altro. La realtà dimostra sicuramenteche quanto sostenuto dal Dottor Coccia non èesatto, e gli armatori non hanno certo perditedall’impiego degli extracomunitari. Considerateche non abbiamo poi preso in considerazioni pa-rametri come le ore di straordinario, indennità,bonus ect. Rileggete questo articolo da li a pocou aperta l’accademia italiana a Manila. Non èquestioni di costi! Il Dottor Coccia però unacosa esatta l’ha detta. Man mano gli extraco-munitari stanno prendendo coscienza della loroimportanza. In questa ottica invece di parlare dicontratti di lavoro multietnici, basterà sosteneregli extracomunitari, aiutandoli a prendere coscie-za di questa situazione e chiedere realmente agliarmatori di essere pagati il giusto. SDM sta lavo-rando anche per questo.
Al timone dellapetroliera per11.000€ al mese!!
Non siamo impazziti cari colleghi, que-sto è il titolo scritto a pagina 17 del IlSole 24 Ore del 19/08/2008. Avete lettobene, anzi vi riportiamo esattamente laparte dell’articolo: “Miloro (nome delComandante intervistato) guadagna cir-ca 11500 euro lordi al mese, su navi bat-tenti bandiera italiana, iscritte al RINA, ea 4 mesi a bordo e 2 di riposo” (92000/Euro l’anno lordi). Ma continuiamo aleggere l’articolo: “sulle unità da crocie-ra la vita di bordo è diversa. Lo spiegaRaaele Pontercorvo comandante dellaMSC Musica. Un imbarco per lui dura 8mesi e una sosta di 3 (e meno male chesi parla di sicurezza?). Il suo stupendio èdi 7.300€, MA POICHE’ LA NAVE BAT-TE BANDIERA PANAMENSE E LUI SU-PERA I 180 GIORNI NON PAGA TASSEALL’ITALIAOra calmatevi, sappiamoche leggendo queste cose vi state comeminimo innervosendo, ma la stampa or-mai il proprio lavoro sembra non saperloare più molto bene, o meglio quandotratta del nostro settore, dimenticano diapproondire ciò che raccontano. Primadi tutto malaede nel titolo, poichè dire11000€ al(continua a pagina 5)

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