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Dove Lo Piazzo Il Bilanciere

Dove Lo Piazzo Il Bilanciere

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Categories:Topics, Art & Design
Published by: IronPaolo DangerousFitness on Jul 07, 2010
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12/16/2012

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 Dove lo metto il bilanciere?
Per molti un intero “articolo” dedicato a dove appoggiare il bilanciere sulla schiena può sembrare sicuramente un segnale di disturbi maniacali ossessivi-compulsivi, come quelli che se non si lavano le mani 3 volte di fila non possono uscire. Bene, hanno ragione: lo squat è un esercizio che mi ossessiona. E allora? 
Un vecchio proverbio ucraino recita: “dimmi dove piazzi il bilanciere e ti dirò chi sei!”.
 
Sietedei novizi dello squat, afferrate il bilanciere con le mani, ci entrate sotto e lo sollevate dagliappoggi. Fermi! Guardatevi allo specchio: dove è piazzato sulla schiena? Sicuramente labarra è poggiata sulla parte alta del trapezio alla fine delle vertebre cervicali. È il classicoposizionamento
“da palestra” 
, molti lo piazzano tanto in alto da doverla avvolgere con unasciugamano per alleviare la pressione sulle vertebre e addirittura in qualche multipowerc’è una imbottitura!Navigate su Internet e scoprite che i powerlifters o anche
“quelli forti” 
appoggiano ilbilanciere molto più in basso: ci provate anche voi con l’effetto di distruggervi la spallasinistra e il gomito destro.Per quanto possa sembrare una azione innocua il cambio di posizione del bilanciere va adagire su ben due catene cinetiche, quella che tutti ben conosciamo ma anche quellacomposta da spalla, braccio, avambraccio e mano. Poiché è da stupidi peggiorarel’esercizio nel tentativo di migliorarlo, è bene spendere un po’ di attenzione su un aspettoche può essere sottovalutato con conseguenze sorprendentemente antipatiche.Nei due disegni lo spostamento del bilanciere verso il basso: in questo modo la distanzafra bilanciere e articolazione dell’anca diminuisce, creando una leva più corta. La logicaconclusione osservando la figura è che lo spostamento in basso avvantaggi il sollevatorein quanto a parità di tutto deve generare meno forza con i muscoli spinali per tenere la
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schiena alla curvature fisiologiche e con i muscoli che ruotano l’anca per mantenerel’inclinazione voluta.Chi prova questo nuovo assetto sentirà come differenza eclatante un miglioramento deicarichi che attribuisce al fatto che il braccio di leva del bilanciere è più corto, perciò lostesso carico
“sembra” 
pesi di meno.Il problema è che le cose sono più complicate di quanto si pensi proprio perché la schienaè inserita, insieme alle cosce gambe e piedi, in un contesto di equilibrio instabile, nellacatena cinetica posteriore: spostare un elemento in un punto della catena altera l’equilibrioche deve in qualche modo essere ritrovato tramite lo spostamento di altri elementi.Sebbene le simulazioni possano indurre chi legge a prendere troppo sullo scientifico iltesto, in questo caso sono utili perché se non altro i disegni risultano precisi.In
A
una posizione di squat parallelo, vengono indicati degli ipotetici angoli per la schienae per la tibia e la posizione e proiezione al suolo del
CM.
In
il bilanciere viene spostato inbasso di
6 cm,
vedremo a breve perché questo valore. La
“leva della schiena” 
si accorciacome nel disegno precedente, ma contestualmente viene a spostarsi indietro di circa
3,5 cm 
il
CM.
Non fatevi fregare dal valore
“piccolo” 
, considerate che è circa un 9%-12% della lunghezzadel vostro piede, perciò lo spostamento è rilevante e cambia del tutto la percezione cheavete della pressione del carico sulle piante dei piedi. Oppure,
3 cm 
di tacco possonopermettervi o meno uno spettacolare squat sotto il parallelo.Quando fate squat state eseguendo un programma motorio cablato nella vostra testagrazie alle centinaia di ripetizioni che avete eseguito: le sensazioni vengono memorizzatenel cervello per produrre delle conseguenti azioni, cambiate le sensazioni e il movimentofinale sarà differente. In altre parole questi centimetri di spostamento indietro possonorendere l’alzata molto più confortevole, ma anche meno!Ipotizziamo di voler spostare nuovamente nel punto iniziale il
CM 
: in
questo è possibileinclinando la schiena di circa
in avanti. Questa maggiore inclinazione peggiora la
“leva della schiena” 
perché questa è più inclinata, compensando il vantaggio dovuto alla suaminore lunghezza.
 
Ovviamente sarebbe possibile un recupero della posizione iniziale del
CM 
spostando inavanti le ginocchia invece di flettere la schiena: in
si nota come però questo siaestremamente problematico dato che per ottenere lo stesso risultato la tibia dovrebberuotare di un angolo fisiologicamente impossibile.In sintesi ciò che accade è che uno squattista mantiene il suo
CM 
non solo sull’areasottesa dai piedi, condizione necessaria per non fracassarsi, ma anche bene o malesempre nella solita area ristretta con oscillazioni minime: spostare indietro il bilanciere
3,5 cm 48°41°50°15°A
 
A
 
 
 
 
 
 3
comporta pertanto una variazione della postura per far ritornare il
CM 
sulla sua posizioneoriginaria o quasi per ritrovare le solite ed usuali sensazioni.Questo si ottiene con una combinazione di maggior inclinazione della schiena e maggiorspostamento in avanti delle ginocchia, a seconda della conformazione antropometricadell’atleta ma solitamente chi sposta il bilanciere in basso automaticamente
“schiena” 
dipiù l’alzata.
“Accorciare la schiena” 
non crea perciò quel vantaggio meccanico così evidente in primabattuta: nell’esempio l’accorciamento della leva e la maggiore inclinazione della stessacreano due effetti che si compensano fra loro. Però anche se non fosse successo nulla ilbacino è comunque più ruotato in avanti e così cambiano le leve di glutei, femorali e tutti imuscoli che agiscono sull’anca. Una semplice astina non può tenere conto di tutta questacomplessità.La maggiore inclinazione della schiena, bollata come pericolosa dai fautori della
“schiena dritta” 
non è di per se un indice di negatività perché tutto va analizzato in relazioneall’assetto originario. Magari il posizionamento iniziale troppo in alto del bilancierecostringeva l’atleta a rimanere con la schiena troppo eretta e le ginocchia molto in avantida rendere problematica l’alzata. Oppure una flessione maggiore del busto in avantisposta più indietro il bacino che a sua volta
“tira” 
le ginocchia permettendo una alzatamigliore.Il lettore vorrebbe a questo punto una serie di disegnini per meglio capire cosa ho scritto, ilproblema è che le possibilità sono così tante da rendere impossibile una catalogazione instatistiche: come avviene per il tacco, lo spostamento in basso sulla schiena del bilancierealtera la biomeccanica dell’intera alzata, creandone una del tutto differente.
Perché funziona
“Eppure sento che faccio meno fatica!” 
. Vero, perché i motivi sono due: uno meccanicoche abbiamo appena analizzato e l’altro propriocettivo per una migliore percezione di sedurante il movimento, il vero e grande vantaggio di questo tipo di posizionamento.Il nuovo assetto delle spalle aumenta la stabilità della schiena dell’atleta. Come oramaisappiamo, per una esecuzione sicura e corretta è necessario contrarre tutti i muscoli dellaschiena per bloccare la spina alle sue curvature fisiologiche.
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Acromion

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