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Proposta di Legge Delega 1299 per la Riforma delle Pensioni (DDL Cazzola)

Proposta di Legge Delega 1299 per la Riforma delle Pensioni (DDL Cazzola)

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Delega al Governo per il completamento della riforma del sistema previdenziale mediante la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione, il riordino degli enti pubblici previdenziali e lo sviluppo delle forme pensionistiche complementari.
Presentato alla Camera il 16 giugno 2008.
Delega al Governo per il completamento della riforma del sistema previdenziale mediante la revisione dei requisiti e del metodo di calcolo dei trattamenti di pensione, il riordino degli enti pubblici previdenziali e lo sviluppo delle forme pensionistiche complementari.
Presentato alla Camera il 16 giugno 2008.

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CAMERA DEI DEPUTATI
N.
1299
PROPOSTA DI LEGGE
D
INIZIATIVA DEI DEPUTATI
CAZZOLA, LORENZIN, LO PRESTI, BERGAMINI, BERNINIBOVICELLI, CALDORO, DELLA VEDOVA, DI BIAGIO, ANTO-NINO FOTI, MAZZUCA, MOTTOLA, PELINO, RAISI, SANTELLI,STRACQUADANIO, VERSACE, VIGNALI, ZAMPARUTTI
Delega al Governo per il completamento della riforma del sistemaprevidenziale mediante la revisione dei requisiti e del metodo dicalcolo dei trattamenti di pensione, il riordino degli enti pubbliciprevidenziali e lo sviluppo delle forme pensionistiche complementari
Presentata il 16 giugno 2008
O
NOREVOLI
C
OLLEGHI
! — 1. La legge 23agosto 2004, n. 243, recante norme inno- vative in materia di previdenza obbligato-ria e complementare, ha largamente con-tribuito a completare le riforme degli anninovanta, mediante un riordino, apprezzatoin sede europea, dal quale si attendeva, neiprossimi anni, un aggiustamento impor-tante della curva della spesa a correzionedel
trend
previsto dalle precedenti pre- visioni per quando si determinerà il piccodella spesa stessa (tavola 1). Per questimotivi, la presente proposta di legge silimita a completare quella importanteriforma tenuto conto del fatto che alcunenorme della stessa – approvate in formadi delega non trovarono attuazionenella XIV legislatura e furono modificatenella XV. Nella definizione della propostadi legge si è fatto, nuovamente, ampioricorso alle norme di delega essendoquesto lo strumento legislativo più utileper disciplinare nei limiti di quantoprevisto dall’articolo 76 della Costituzionematerie complesse come quella previ-denziale.T
AVOLA
1
Proiezione della spesa pubblica sulle pensioni (percentuale del PIL)
A N N OPrima dellariformadel 2004Dopo lariformadel 2004
2005 . . . . . . . . . . . 14,1 14,12010 . . . . . . . . . . . 14,0 13,52015 . . . . . . . . . . . 14,3 13,62020 . . . . . . . . . . . 14,6 14,02025 . . . . . . . . . . . 15,0 14,42030 . . . . . . . . . . . 15,8 15,22035 . . . . . . . . . . . 16,1 15,62040 . . . . . . . . . . . 15,7 15,82045 . . . . . . . . . . . 15,0 15,32050 . . . . . . . . . . . 14,1 14,4
Fonte:
Ministero del lavoro e delle politiche sociali,2005.
 Atti Parlamentari
1
Camera dei Deputati
XVI LEGISLATURA
DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
DOCUMENTI
 
Sugli effetti della riforma del 2004 siè pronunciata la Ragioneria generaledello Stato (Rgs) confermando in ri-ferimento al cosiddetto « scenario base »le stime già effettuate al momentodella approvazione della legge n. 243 del2004. « Gli effetti finanziari delle misuredi innalzamento dei requisiti minimi perl’accesso al pensionamento anticipato, re-centemente approvate – ha scritto la Rgsdecorrono dal 2008 e sono crescentifino a raggiungere una riduzione delrapporto spesa/PIL di 0,7 punti percen-tuali a partire dal 2012. Tale riduzione simantiene più o meno stabile fino al 2019per poi passare a 0,6 punti percentualidal 2020 al 2030 ». Occorre tenere contoè bene aggiungere del fatto che ilsistema pensionistico futuro non ha soloproblemi di sostenibilità ma anche diadeguatezza dei trattamenti e che il pro-lungamento della vita attiva (con il re-lativo effetto sull’ampliamento dell’anzia-nità contributiva) è la terapia più adattaper realizzare anche un più adeguatotasso di sostituzione (il rapporto tra lapensione e l’ultimo reddito percepito).Inoltre, come già ricordato, il risparmiosia pur limitato a livello dello 0,6-0,7per cento del prodotto interno lordo(PIL) sarà realizzato intorno al 2030quando è previsto il picco della spesapensionistica. Il rapporto della Rgs con-ferma che ad una fase iniziale di con-tenimento del rapporto spesa/PIL dovutaall’entrata in vigore delle disposizioni diinnalzamento dei requisiti minimi, fa se-guito, a partire dal 2012, una crescitapiuttosto rapida che si protrae per circaun ventennio fino a raggiungere una fasedi stabilità tra il 2030 e il 2040, con unpunto massimo del 15,5 per cento nel2034; dopodiché, inizia una fase di ra-pida decrescita che porta il rapporto al13,9 per cento nel 2050. Lo studio dellaRgs si è spinto fino a considerare l’an-damento dei diversi sottoperiodi del pros-simo mezzo secolo (l’arco di tempo in cuisi dispiegano solitamente le previsioni).Co, nel decennio 2006-2015 sarannodeterminanti – tra il 2008 e il 2012 – glieffetti prodotti dall’innalzamento dei re-quisiti minimi per il pensionamento dianzianità, mentre il conseguente miglio-ramento degli importi avun effettofinanziario diluito nel tempo. Nella partecentrale (2016-2031) del periodo consi-derato, il rapporto tra spesa pensionisticae PIL continuela propria crescita aseguito dell’aumento del numero dellepensioni (per effetto del progressivo in- vecchiamento della popolazione e delpassaggio alla quiescenza della genera-zione del
baby boom
) e della contempo-ranea riduzione del numero degli occu-pati, un fenomeno anch’esso collegato alforte calo della popolazione in età dilavoro. Questi processi, che di per comportano un ampliamento della spesa,troveranno, invece, parziale compensa-zione nella riduzione della dinamica dellapensione media rispetto alla crescita dellaproduttività, derivante dalla graduale in-troduzione del calcolo contributivo. Nel-l’ulteriore fase (2032-2041) il rapportospesa/PIL sul valore-picco, dianzi indi-cato, del 15,5 per cento si stabilizzerà inconseguenza dello « stratificarsi dell’ef-fetto importo, indotto dal posticipo pre- visto dalla recente riforma il quale, inquesta fase, è in grado di compensare lariduzione dell’importo della pensione de-rivante dall’introduzione del sistema dicalcolo contributivo ». Infine, nel periodoconclusivo (2042-2050) l’effetto importoandrà a regime poic, nella quasi tota-lità, le pensioni in pagamento saranno giàsottoposte ai nuovi requisiti del metodocontributivo. Nel medesimo tempo, però,il passaggio al nuovo sistema continueràa produrre un’importante contrazione de-gli importi dei trattamenti rispetto ailivelli retributivi, che si tradurin unforte e rapido calo del rapporto spesa/PIL, anche in conseguenza della sostan-ziale stabilizzazione del rapporto tra nu-mero di pensioni e numero di occupati,la cui crescita tenderà ad azzerarsi in-torno al 2046, dove raggiungeil livellomassimo del 117,6 per cento per poiflettere leggermente negli anni successivi.Ciò si spiega anche con la progressivascomparsa dei
baby boomer
. Le più re-centi analisi, dunque, tendono a confer-
 Atti Parlamentari
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Camera dei Deputati
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XVI LEGISLATURA
DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI
DOCUMENTI
 
mare, anche dopo il riordino del 2004, unalinea di continuicon la legge 8 agosto1995, n. 335 (la riforma Dini-Treu), dopooltre un decennio dalla sua approvazione, emettono in evidenza – anche per rafforzarel’adeguatezza dei trattamenti quando sa-ranno più marcati gli effetti del sistemacontributivo l’opportunità dell’innalza-mento dell’età pensionabile minima. In so-stanza è una convinzione della stessaUnione europea, che effettua da anni unmonitoraggio sui sistemi pensionistici degliStati membri – se si fosse in grado di spo-stare in avanti (entro la fine del prossimomezzo secolo) i requisiti anagrafici e contri-butivi, a sessantacinque anni con quarantaanni di contribuzione, gli interessati perce-pirebbero, senza eccessive variazioni, untrattamento corrispondente a quanto per-cepito, nei primi anni duemila, a sessantaanni con trentacinque anni di versamenti(tavola 2).T
AVOLA
2
Il grado di copertura della pensione obbligatoria (valori in percentuale)in relazione ai requisiti che, nel tempo, gli interessati devono far valere
Contribuzione Età 2000 2010 2020 2030 2040 2050
I D
IPENDENTI PRIVATI
Caso di riferimento60 anni di etàe 35 di versamenti67,3 67,1 56,0 49,6 48,5 48,1
Età:65 anni57 anni67,367,367,167,162,253,157,845,956,744,856,144,4Anzianità contributiva:30 anni40 anni57,776,957,676,746,466,242,758,642,154,841,754,3Dinamica retributiva:1,5%2,5%68,166,568,266,158,653,653,845,952,744,852,344,4Età/Anzianità contributiva: 65 anni/40 anni 76,9 76,7 72,4 66,8 64,0 63,4II – D
IPENDENTI PUBBLICI
Caso di riferimento60 anni di etàe 35 di versamenti68,6 68,1 58,4 49,6 48,5 48,1
Età:65 anni57 anni68,668,668,168,164,855,457,845,956,744,856,144,4Anzianità contributiva:30 anni40 anni59,777,559,377,047,470,042,758,642,154,841,754,3Dinamica retributiva:1,5%2,5%68,368,868,567,760,956,153,845,952,744,852,344,4Età/Anzianità contributiva: 65 anni/40 anni 77,5 77,0 76,5 66,8 64,0 63,4III – A
UTONOMI
Caso di riferimento60 anni di etàe 35 di versamenti64,4 64,7 41,2 30,7 29,4 29,2
Età:65 anni57 anni64,464,464,764,744,939,535,728,534,327,134,026,9Anzianità contributiva:30 anni40 anni55,173,855,374,032,250,925,939,525,533,225,332,9Dinamica retributiva:1,5%2,5%65,963,066,562,943,239,433,328,531,927,231,726,9Età/Anzianità contributiva: 65 anni/40 anni 73,6 73,8 54,7 44,4 38,8 38,4
Fonte:
Dipartimento della Rgs (dipendenti privati e autonomi) e Istituto nazionale di previdenza per idipendenti dell’amministrazione pubblica. In appendice statistica al Rapporto sui sistemi pensionisticipresentato nel 2003 all’Unione europea dal Governo italiano.
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