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Estetica

Estetica

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Published by Olivia Guardi
Appunti tratti dalle lezioni del prof. Fabrizio Desideri alla triennale di Media e Giornalismo
Appunti tratti dalle lezioni del prof. Fabrizio Desideri alla triennale di Media e Giornalismo

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Published by: Olivia Guardi on Jul 17, 2010
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07/22/2010

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Forme dell’Estetica
IL SENSO DELL’ESTETICACapacità soggettiva di sentire, relativa alla sensibilità (i 5 sensi)SensoCiò a cui mira la comprensione, ciò che l’intelligenza può afferrare (“questa cosa nonha senso”)L’Esperienza Estetica unisce i due significati (è sia un’esperienza sensoriale che mentale).IL SIGNIFICATO DI ESTETICOAl di là della definizione che ne danno le enciclopedie (
dottrina e filosofia del bello
) possiamorisalire a cosa si intende per “estetico” partendo dall’uso comune. Nel quotidiano utilizziamo sia “estetico” sia in proposizioni puramente estetiche che in proposizioniepistemiche.Proposizioni puramente estetiche esprimono un “provare che…” un “vedere come…”Proposizioni epistemicheesprimono il sapere cheIl senso filosofico di estetico corrisponde al senso quotidiano nell’accezione puramente estetica.Un giudizio estetico è:-derivato da un’esperienza fatta in prima persona.-dato da un punto di vista preciso (->far attenzione a qsa in modo da esserne emotivamenteimplicati)-è un giudizio.In seguito ad un’esperienza (un incontro con l’Altro) viene espresso un giudizio da un punto di vistasoggettivo.GIUDIZIO ESTETICO VS EPISTEMICOGiudizio estetico-Provare che-Soggetto preciso-Qualità non oggettivabili-Proposizione emotiva (osservazionenon pura)-Proposizione non confutabileGiudizio epistemico -Sapere che-Soggetto “qualsiasi” (fungibile)-Qualità oggettivabili-Proposizioni puramente osservative(non emotive) - constatative-Proposizioni suscettibili di verificaintersoggettiva
Il giudizio epistemico comporta una riduzione cognitiva della complessità del mondo.
 Provare che
o
 sapere come
… come la percezione viene presa dal soggetto. Il
come
dell’esperienza =tracciato dell’esperienza.
“Quel tavolo è bello” -> Il tavolo è bello per chi ha formulato il giudizio, ma non si fa cenno acaratteristiche oggettive del tavolo. Così se venisse chiesto “portami il tavolo bello” non si avrebbela certezza che verrà portato proprio un certo tavolo. Il giudizio è inseparabile dal punto di vista di
 
chi l’ha pronunciato. Tuttavia nessuno potrà dimostrare che il tavolo in questione non è bello, inquanto la bellezza non è qualità oggettiva.Diverso sarebbe dire “Quel tavolo è verde”. A pronunciare la frase potrebbe essere chiunque e laqualità (il colore verde) potrà essere verificata. Se il tavolo si dimostrasse essere marrone anzichéverde la proposizione verrebbe smentita.TATTO E VISTAEsperienza estetica: relazione originaria in qualche modo antecedente ad ogni sapere (linguaggio) inquanto implica primariamente il nostro corpo.Importanza del corpo e del tatto ->Il corpo è il luogo dove si scrivono le nostre esperienze in quanto è la zona di confine tra noi e ilmondo (e l’esperienza si ha nel contatto con l’altro).L’esperienza è lo stadio della corporeità.Il corpo è zona di reciprocità.Il tatto è intrinsecamente “reciproco” e la “reciprocità” è essenziale perchè si verifichi l’esperienzacome relazione col mondo che ci circonda. La reciprocità è il connotato della relazione.Tatto come senso della reciprocità <-> Esperienza come relazione Noi/Altro (reciprocità)Corporeità ed esperienza sono strettamente correlate.L’esperienza estetica non si esaurisce nell’esperienza visiva (o nel senso della vista).“Poiché il medesimo corpo vede e tocca, visibile e tangibile appartengono al medesimo mondo […]C’è un rilevamento doppio e incrociato del visibile e nel tangibile e del tangibile nel visibile, le duemappe sono complete e tuttavia non si confondono. […]” (Merleau Ponty,
 Il visibile e l’Invisibile
)ESPERIENZA E IDENTITA’Quando conosciamo una persona ci presentiamo dicendo ciò che facciamo o abbiamo fatto, tuttavial’insieme delle nostre esperienze non basta a descrivere come siamo veramente.L’io è legato all’esperienza come noi siamo legati alla nostra ombra: è impossibile separarsene, manessuno vi si identificherebbe.Le esperienze si scrivono nella nostra identità ma non la costituiscono.L’esperienza è relazione col mondo che si gioca per tramite dei sensi ed antecede ogni altro sapere.Tuttavia si può individuare una circolarità tra il senso di identità ed il modo di percepire leesperienze.Identità - IoEsperienzaLinguaggioEsperienza Nota: il
linguaggio mondo
è una sorta di sfera intermedia tra Io e Mondo. E’ la consapevolezzalinguistica del mondo. Costituisce il punto di vista dal quale guardiamo l’esperienza (in un certosenso la nostra identità).
 
L’Io è il primo piano di cui le esperienze sono lo sfondo (ma è anche lo sfondo a cui ogniesperienza dev’essere ricondotta v. pag. 9 e 20 Forme dell’Estetica).L’Io cosciente include, filtra, elabora le esperienze, organizzandole in un
linguaggio mondo
.L’esperienza originaria, precedente alla sfera linguistica, nella sfera linguistica viene organizzata.Impariamo ad esperire le cose tramite la parola: il linguaggio che apprendiamo è il primo mediumtra noi e il mondo. (c’è un elemento di contingenza nel nascere in un luogo ed apprendere unalingua invece che un’altra).L’esperienza è antecedente al sapere ed al linguaggio, ma mai pura da questi elementi.-Il mondo è sempre più vasto del linguaggio mondo con cui lo esprimiamo.-Organizziamo l’esperienza in un linguaggio mondo che ci viene trasmesso.Possiamo avere un linguaggio-mondo solo se abbiamo un mondo da esprimere | Non c’è esperienzase non c’è qualcuno che riconosce un
altro
.Circolarità: le esperienze pre-linguistiche restano come tracce amnestiche, ma le ricordiamoattraverso il linguaggio appreso. Il tratto linguistico non può essere espunto dall’esperienza. Latrama linguistica influenza l’esperienza ed innesta
routines
conoscitive.- si può affermare sia
originalità
che
derivatezza
di ogni esperienza. Nella circolarità tra originalità e derivatezza dell’esperienza sta un margine di libertà. Non siamo le nostre esperienze ma il come le viviamo – derivato da contesti, situazioni, tradizioni, pressioni sociali… (quindi la libertà non è mai totale!).ORIGINALITA’ o DERIVATEZZA dell’esperienza. Tesi opposte.Tesi Fenomenologia – originalità dell’esperienza – Edmund Husserl (leggi: Edmund Husser).Tesi Ermeneutica – derivatezza dell’esperienza – Hang Georg Gadamer.Tesi Fenomenologica:[Di cui Husserl è il maggior esponente con la sua opera Esperienza e Giudizio]Ci sarebbe uno strato originario, dell’esperienza che determinerebbe il nostro rapporto con l’esteticonella sua dimensione linguistico-percettiva. Viene messa tra parentesi (
epochè
 – sospensione)qualsiasi mediazione e determinazione storico culturale. /Husserl parla di uno strato purodell’esperienza isolabile da tutto ciò che è cultura. storia, linguaggio/Tesi Ermeneutica:[Di cui Gadamer è il maggior esponente con la sua opera Verità e Metodo]Sostiene la centralità ontologica del linguaggio privilegiandone il carattere tradizionale (ditrasmissione dei contenuti culturali).L’essere ci è accessibile mediante il linguaggio (tradizione/storia). La specificità corporeo- percettiva viene dissolta in un contesto linguistico interpretativo. Il vero senso dell’estetica sarebbenell’attività interpretativa. Nota. Gadamer identifica il territorio problematico dell’estetica con una filosofia dell’arte mentreDesideri ed altri lo ritengono un territorio molto più ampio.Obiezioni ad entrambe le tesi:

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