2
pedagogico e didattico già in crisi per proprio conto, quello basato su curricoli, su contenutidisciplinari, sulla loro trasmissione e con l’insegnante nel ruolo di garante dell’apprendimentoattraverso il governo dei contenuti.Queste prime applicazioni nascono, quindi, già vecchie ma incontrano un consistente favoreun po’ perché, all’osservatore superficiale, sembra che l’innovazione rappresentata dalletecnologie sia diretta portatrice di innovazione e di miglioramento anche per la didattica, daqui il valore salvifico della
e
di
electronic
, ma, soprattutto, perché il modello sotteso all’e-learning è quello dell’approccio didattico che ha modellato i nostri convincimentiepistemologici, la nostra teoria, spesso implicita, su come si apprenda e su come,conseguentemente, si debba insegnare; è il modello che ci ha visti dalla scuola elementareall’università essere “insegnati” dall’insegnante di turno, che ci ha guidati, non conoscendoaltri approcci, quando abbiamo fatto il salto della barricata e ci siamo trovati dietro unacattedra ad insegnare. L’unico approccio da assumere, acriticamente, a modello. Uno modello per tanti versi rassicurante, come i profumi ed i sapori di un tempo, un modello-rifugio, unmodello-ricetta cui conformarsi.Queste la ragioni del
successo
delle tecnologie didattiche di prima generazione, quale èl’elearning.Un successo, però, effimero, di breve durata, pronto ad infrangersi contro gli scogli delle prime verifiche. Industrie insoddisfatte dei risultati ottenuti nella formazione dei propridipendenti (Marconato, 2003), insoddisfazione anche da parte dell’utenza, consistentescetticismo se non repulsione da parte di coloro che ne hanno fatto esperienza (Trentin, 2007),araba fenice incenerita dalla propria superbia e dall’aver fondato l’azione su premesseinesistenti (Romiszowsky, 2004), vera e propria morte dell’e-learning (Cronje, 2007). Per faresolo poche citazioni.La questione, allora è: sono possibili utilizzi didattici delle tecnologie che siano diversi dallamera replica della didattica consolidata, diversi dalla messa on-line, a seguito di trattamentoinformatico, di contenuti?Questa domanda ne genera subito una strettamente correlata: per quali ragioni si dovrebberoricercare approcci
diversi
per la didattica con le tecnologie?Ed ancora: è possibile coniugare le caratteristiche intrinseche delle nuove tecnologie digitali edi rete, sfruttandole pienamente, con i nuovi bisogni di apprendimento che caratterizzano,senza scivolare nella retorica, la società della conoscenza?Questo contributo si propone di riflettere sulle domande e di proporre alcune ipotesi di lavoro.
2. Basi concettuali per una nuova pratica
L’alternativa epistemologica all’educazione ed alla formazione basata sull’organizzazione e latrasmissione di contenuti, di impronta comportamentistica, va ricercata nel costruttivismo enella
costruzione di conoscenza
che, con riferimento alle concettualizzazioni più recentisviluppate nell’ambito del costruttivismo sociale, va vista come
costruzione collaborativa diconoscenza
.Il voler operare nel solco dell’epistemologia costruttivista non è frutto di una mera preferenzafilosofica ma del voler perseguire approcci che sembrano offrire maggiori opportunità di
Add a Comment