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Tuttolibri n. 1724 (24-07-2010)

Tuttolibri n. 1724 (24-07-2010)

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Tuttolibri, italian review of books, from www.lastampa.it
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02/12/2013

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Leggoilmondonellamiastanza
Viaggimeravigliosi/4
Unpercorsointeriore,l’oziodelromanticoXavierdeMaistre,flâneurdell'animaconunavitaerrabonda:dallaTorinodeiSavoia(dovefinìagliarrestiperunduello)allaRussiadeglizar
GIANANDREAPICCIOLI
«Cambiano cielo noncambianocuore/quellichefug-gono di là dal mare» scrivevaOrazio all’amico Bullazio, piùdi2000annifa.Econciòèdet-to tutto sulla smania contem-poranea di girare ininterrotta-menteper il mondo globalizza-toe turisticamenteomologato.La dicotomia viaggiatori e se-dentari, scarponi e zimarra, bussola e pantofole è comun-que strutturale, fin dai tempidi Ulisse. Ariosto, che s’è in- ventatopersino un viaggiosul-la luna e che dello sviamento vagabondo ha fatto poema,scriveva però, nella terza sati-ra: «Chi vuole andare a torno,a torno vada:/vegga Inghelter-ra, Ongheria, Francia e Spa-gna;/a me piace abitar la miacontrada.(…) Questomibasta;il resto de la terra,/senza maipagar l’oste, andrò cercando/con Ptolomeo, sia il mondo inpaceoinguerra».NonfuquestalasortediXa- vierdeMaistre(1763-1852),fra-tello minore del più noto Jose-ph. Di famiglia savoiarda,quandonel1792ifrancesiinva-serolasuaterra,alloraprovin-cia del Regno di Sardegna, va-gava tra Piemonte e Val d’Ao-sta, ufficiale dell’esercito sar-do.A Torino, nel 1790, è per 42giorni agli arresti nella citta-della in seguito a un duello permotivid'onore.Dalì,perallon-tanarsi dagli esecrati francesirivoluzionari, segue in Russiail maresciallo Suvorov. Al ser- vizio dello zar continua la car-riera militare e va a combatte-re in Georgia e nel Caucasocontro i ribelli (ci andrà ancheTolstoj,daquelleparti,eancoroggi ci si massacra...), e in Sle-sia e Polonia contro Napoleo-ne.InRussiasposaunaricchis-simaprincipessa,damadicom-pagnia della zarinae ziaacqui-sitadiPuškin,sivedecolfratel-lo Joseph, plenipotenziario co-là di Vittorio Emanuele I, ri-prendeaviaggiare,tornainSa- voia, a Parigi conosce Sainte-Beuve, che gli dedicherà unsaggio;inItaliasimuovetraPi-sa, Livorno, Lucca, Roma, Na-poli, Castellammare, incontraManzoni;l’infelicePaolinaLeo-pardi lo tradurrà nel 1832; tor-nainRussiadovemoriràultra-novantenne.Nellasualungavi-ta si occupò anche di ricercascientifica e nella città natale,Chambéry, l’anno dopo l'espe-rimentoaerostatico dei fratelliMongolfier (1783), organizzòunvolosalendofinoa2000mt.Non
si direbbe che uno co-sì abbia scritto, oltre ad alcu-ni racconti notevolissimi (
 Il lebbroso della città di Aosta
,
 prigionieri del Caucaso
,
La ra- gazza siberiana
) due librettida autentico
flâneur 
dell’ani-ma, ricchi di rêveries e di fan-tasticherie,maanche dipiace- volissime digressioni morali emetafisiche, unpo’nello spiri-todelle
 Promenades
roussovia-ne. Evidentemente un risarci-mento della sua vita errabon-da, forse ricordando Pascal:«Tuttal'infelicitàdeg
liuominideriva da una sola causa: dalnon saper restarsene tranquil-liinunacamera».Nascono così
Viaggio intor-noallamia camera
(1796)e
 Spe-dizione notturna intorno allamiacamera
(1799-1823),leggibi-linell’ottimatraduzionediCar-melo Geraci, autore anche del-la prefazione e di puntuali ap-parati,editiinvolumeunicodaMoretti&Vitali. Grazia sette-centesca, soprattutto nei deli-ziosi ritratti femminili, e brivi-di romantici nelle aperturesgomente e devote all’infinitospazialeetemporale:«Nell’im-mensità del tutto, l’impercetti- bile dissolvimento degli esserie ogni sventura degli uomininon hanno importanza alcuna.(…)No,Coluicheinondaditan-ta luce l'oriente non l'ha fattocerto splendere ai miei occhiper sprofondarmi subito doponellanottedelnulla».Anoi,iperscientisti,puòap-parire una fede ingenua, ma citocca l’immagine del vascelloche «schiantato dalla tempe-sta continua a vagare per unpo’ sul mare agitato». E subitodopo, ma in un capitolo a sé,spicca sul bianco della pagina:«Finché,infiltrandosil’acquaapoco a poco fra le tavole scon-nesse, il misero vascello scom-pare inghiottito dall’abisso; leonde lo ricoprono, la tempestasiplacaelarondinedimarera-de la distesa solitaria e tran-quilladell’oceano».C’è qualcosa di leopardianoin questa trasparente immagi-ne dell’indifferenza della natu-ra. E non c’è solo retorica nel-l’esclamazione: «O tempo, ter-ribile divinità! Non mi spaven-ta la tua falce crudele; temosoltantoituoiorrendifigli,l’in-differenzael’oblio,chetrasfor-mano in una lunga morte i trequartidellanostravita».Nel
Viaggio
la camera èquella della cittadella torinesein cui Xavier passa i 42 giornidiarresti,ec'èovviamenteiro-nia in questo coatto aggirarsiin una cella, sia pure conforta-
 Acuradi:
LUCIANOGENTAconBRUNOQUARANTA
tuttolibri@lastampa.itwww.lastampa.it/tuttolibri/ 
Continuaapag.II 
Dallasuapiccolatorreaquattropiani,LuigiBrioschi,guarda«versolacollinadiSant’Ambrogio,quelladiPound,piùcheversoilmare»,ilTigullio.Sceltacomunquemoltoamataperlevacanze.«Miamoglieediononscendiamotroppo“borddel’eau”,amenochequalcheamicononciinvitiinbarca.Quantoallosportconunacasacomelamia,l’attivitàfisicaèassicurata...».Piùfuorilasera,invece.L’editoredeusexmachinadellaGuanda,nonchédirettoreeditorialediLonganesi,allamondanitàpreferisce gliamici:«CeniamospessocongliOttoneallaRosadiCamogli,dovenonpossomaioffrire,perchélìluisiconsideradicasa.VedoPaolaMastrocolaeLucaRicolfi,soprattuttoaSantaMargherita:uncappuccinosulportoalmattino.ConMassimoBacigaluposivaatrovare,aParaggi,nella villachefudiIsaiahBerlin,gliHolban,editorilondinesi.PoiFicaraeGiorello».Grandelettore,Brioschi:«L’annoscorsoconglistoricifiorentiniela“Vita”diCellini: godibilissma.Quest’anno“Levisionnaire”diJulienGreen,ineditoinuscitaperLonganesie“Lamortedimiofratello Abele”divonRezzori,forseilprossimotitolonelpianodell’operadaGuanda».MaisaziodiShakespeare,«maseunautoreitaliano,allapartenza,timetteinmanounlibroappenaultimato...»comenonportarselonella«torrettad’avorio»?
«Lalettrice»,dipintodiJean-JacquesHenner(1829-1905),Parigi,Muséed’Orsay.Il«Viaggio»ela«Spedizionenotturnaintornoallamiacamera»sonoraccoltiinunvolumediMoretti&Vitali 
TUTTOLIBRI
LASTAMPA
NUMERO
1724
 ANNOXXXIVSABATO24LUGLIO2010
tuttoLIBRI
RACCONTIDIMARE
Traleonded’inchiostro
ConinocchieriMelvilleeConrad
MONDO P.IV
DIARIODILETTURA
DaProustaTopolino
BárberiSquarottitra classici e nuvole
TESIO P.VIII
M
IRELLA
 A
PPIOTTI
B
RIOSCHINELLATORRECON
G
REEN
 DicevaPascalchel'infelicitàdegliuomini deriva dalnonsaper restarsene tranquilli inunacamera
p
Un’alternativaal turismogiramondo:digressionifantastiche,ritrattiericordiamorosi di fine ’700, in una cella
DINASTIA
ICecchieiD’amico
Unasagatraculturaesocietà
SERRI P.II
RAGAZZI
Lefavolealtelefonino
Eunozooconmaialiepinguini
DENTI-ALBERTAZZI P.VI
EDITORIINVACANZA
 
I
 
Bachmann-Celan
Loscambioepistolarefraiduepoetidilinguatedesca:comèproblematicoscriveredopoAuschwitz
GABRIELLABOSCO
«Imbarco giovedì. Ci vediamo là!». Le ultime paroledel libro sono la chiave del suoattacco.Henry Miller - dopo unfinesettimanadisessofuriosoatreconAmyeSuzanne,ragazzeincontrateaCentralPark-rice- vette un cablogramma con ilquale Mona gli dava appunta-mento. Partivano per l'Europa.Lui non ci era mai stato. Era ilgiugno1928.Millerlasciòallorodestinoledueninfomani,perin-traprendereilviaggiodicuirac-conta in
Nexus II 
, inedito perl'ItaliachePassigliproponeconil titolo narrativo
Parigi 1928
:l'ideale prosecuzione del ciclocomposto da
Sexus
,
Plexus
e
 Nexus
,unmanoscrittovenutoal-lalucesolopochiannifachecon-tiene la premessa autobiografi-caallavitadiMillerscrittore.È il testo in cui egli narra lasuascopertadelVecchioConti-nente:è la primavolta di Millerin Europa e ha il gusto saporitomaimprecisodell'aspettativa,ildesiderio di trovare qualcosache corrisponda a un'idea, unmisto di timore e speranza chequell'ideainségrandiosasirive-li poi inferiore o comunque di- versadallarealtà.Val,alteregoromanzescodiMiller, viene portato a ParigidallasecondamoglieJuneMan-sfield-Mona,nellafinzione-bal-lerina e attrice. Lei gli ha pro-messo l'incontro con la culturaeuropea,gliharaccontatodicaf-fè in cui a ogni ora del giorno edellanottesipuòdiscorrereconGide, Cocteau, Picasso. Gli haparlatodiviniedicibofrancese,del Quartiere Latino, di Pigalle,della Sainte Chapelle, la chiesapiùbelladelmondo.Miller-Valhadecisochescriverà,esaquel-lochevuolescrivere,manonhaancoratrovatoilmodo.Sisentecomeun musicistache ha in te-sta la melodia ma non conoscelenote.Parigi gli appare come siaspettavachefosse-straordina-ria, affascinante - l'atmosfera èperfetta,le
impasses
ei
 passages
sonocomelihaimmaginatileg-gendone,ecosìi
bistrots
elepic-cole piazze. La Parigi della
rive gauche
, artistica e intellettuale,disperatamente struggente eprofumata.Mona lo porta in gi-ro e ogni giorno Miller pensa siaquello in cui avverrà l'impatto,conlaCultura,gliscrittori,igran-di. Si carica sentendo che tutto èlì,bevesedutoauntavolinoal
 Flo-re
o ai
Deux Magots
, persino lecampane che suonano della chie-sa di Saint-Germain contengonolapromessa.Ilcontestoc'è.Corri-sponde esattamente a ciò chechiunqueabbiaimmaginatoPari-gi attraverso la letteratura siaspettaditrovare.Godimentopu-ro.Lasorpresa,altrettantospera-ta,stanell'inconsistenzadell'atte-sa. Nulla in realtà avviene comeMiller aveva creduto. Di incontrine fa molti, è vero, ma di perso-naggi spiantati, artisti senz'arte,sconclusionativagabondi.Conlo-robeveediscorre,anchedilibriescrittori, di arte e pittura, ma siannoia mortalmente. Intanto pe-ròcammina,perlacittà,cominciaafarlasua.Arriva ad averne abbastanza,come accade a chiunque venga aParigilaprimavoltaeinavvertita-mente se ne ubriachi. Desiderauscirne, poterla pensare con unacerta distanza, dalla campagna,dalSud,laProvenza,Arles,lacor-rida.I soldi finiscono, gli alberghisi fanno sempre più modesti, trale righe del racconto compaionocimiciepulci,lenzuolasudice,pa-sti saltati. Riemerge Knut Ham-sun,modelloletterarioperMiller.La Francia progressivamentediventa quello che è, e lo scartotra l'aspettativa e l'esperienzasvolgeilruolosperato.Comedire:Miller trova quel che pensava ditrovaremainmododiverso.Èco-mesescoprisselenote.Val e Mona proseguono poi il viaggio verso Est. Vienna, Buda-pest,Romania.Ilcuoredell'Euro-pa centrale. Arrivano in un bucoabbandonato da Dio. Miller sichiede che cosa lo abbia portatolaggiùericorda:ledueragazzein-contrateaCentralPark,letrenta-seioredierezionequasicostante,lo sfinimento.E poi, liberatorio, ilcablogrammadiMona:«Imbarcogiovedì.Civediamolà!».
ta dalla presenza del dome-stico Joanetti e della cagnet-ta Rosina. L'ozio, la nostraperduta virtù, è produttivo:la poltrona è una carrozzache porta in giro il nostroWanderer(Schubertè riferi-mentoimmediato per illetto-re) e ogni oggetto della stan-za suscita divagazioni narra-tive, ricordi, ritratti, vagheg-giamenti amorosi. Il tono ge-nerale è quello del
Viaggiosentimentale
di Sterne, maanche del
Tristram Shandy
,le cui trasgressioni formali egrafichevengonoriprese,siapure addomesticate. Nella
 Spedizione
è più intensa lameditazione malinconica, ladivagazione più riflessiva. Il viaggio interiore si dipana inuna mansarda torinese e du-ra solo le quattro ore che se-paranoilnarratoredalla par-tenza per la Russia. Si svolgequasi tutto a cavallo, ma di unalto davanzale su cui il prota-gonista si è rischiosamenteinerpicato, attratto dal cantodi una fanciulla, che intravedefuggevolmente nel balcone disotto:dilei resterà,unica trac-cia, una pantofola abbandona-ta rientrando... In groppa alsuo davanzale il nostro eroe siprotendeversol’illimitee com-misura l’infinito col finito del-l’uomo: «Spettatore effimerod’uno spettacolo eterno, l’uo-mo alza per un istante i suoiocchi al cielo, e poi li chiudeper sempre! Ma durante quelrapido istante che gli vieneconcesso,un raggio consolato-re, partendo da ciascuno deimondi, da tutti i punti del cie-lo, dai confini dell’universo, viene a colpire il suo sguardoper fargli sapere che esisteunarelazionetralui e l’immen-sità».Ma l’empito romantico,purcosìpresentenel montana-ro Xavier,inentrambi ilibrila-scia spazio anche a una senti-mentalità più
Biedermeier 
, dacamera appunto, in cui la notapreponderanteè quella dell’af-fettuosità malinconica, di unaquieta gratitudine che si ina-nella come un ghirigoro di cla-rino: «Sì, io mi lego con affettosincero a tutto ciò che mi cir-conda. Amo le strade che per-corro, la fontana che mi disse-ta; a malincuore mi separo dalramoscello che ho staccatoper caso da una siepe e, dopoaverlo gettato via, continuo aseguirlo con lo sguardo, poi-ché avevamo già fatto cono-scenza;rimpiangolefogliechecadono e persino lo zefiro chepassa».
LUIGIFORTE
Fu amore fin dall’ini-zio. Filtrato da parole lucide eoscure e da irriducibili silenzi.S’incontrarono a Vienna, nelmaggio del 1948, Ingeborg Ba-chmann e Paul Celan, due fra ipiù grandi lirici di lingua tede-sca del dopoguerra. Venivanoda realtà opposte, ma dimora- vano entrambi nella poesia.Lei, studentessa ventiduenneinattesadilaurearsisuHeideg-ger; lui, il cui vero nome eraPaul Antschel, più anziano diseianni,figliodi ebreitedeschiresidentia Czernowitz,capita-le della Bucovina, trucidati inunlagerdell’Ucrainanel1942.LagiovanecarinzianaInge- borg aveva preso da tempo ledistanzedalmondodelpadreedallacomunitànazionalsociali-staimmergendosinellascrittu-ra come in una forma di emi-grazione interna. Paul, fuggitodalla Romania viveva nella ca-pitale austriaca in una sorta di vigile agonia, ai margini di unabisso popolato di fantasmi, di voci e volti della sua genteebraica dissolta nel nulla. Peressa l’anno prima ha scritto inromeno
Fuga della morte
, unostruggentelamentosull’orroredellaShoah,unepicediocheglidaràfamaimperitura.Celanscorgeinquellasensi- bile e intelligente provincialecheriflettesucolpaeresponsa- bilità come sul difficile destinodella donna fra patriarcato e violenze della storia, la media-tricediunpossibilevincoloconle ragazze ebree scomparse: le varieRuth,Miriam,Noemichecita nella bella poesia
In Egitto
dedicataa Ingeborgqui defini-ta «la straniera». Nell’amoreperlei,checonoscelaviadelri-scatto,egli crea unlegame cherisuscital’alleanzafisicaespiri-tuale con le
revenantes
dellasua mente ossessionata daldramma dell’Olocausto.
In Egitto
è il primo documento diuno scambio epistolare fra idue che l’editore Nottetempopubblicaoraconiltitolo
Trovia-mo le parole. Lettere 1948 -1973 
nella versione curata da Fran-cesco Maione e integrata con i brevi carteggi fra Celan e MaxFrisch, compagno della Bach-mann verso la fine degli AnniCinquanta,efraquest’ultimaeGisèle Lestrange, moglie delpoeta.Quelle brevi settimane ditardaprimaverasegnanoilorodestini nella comune riflessionesullaproblematicitàdellascrittu-ra dopo Auschwitz. Dai messag-gi scambiati nei mesi successiviecheggiaperunpo’l’impetodel-leemozioni:lui l’aspettaaParigidovesiètrasferito,«colmodiim-pazienza, d’amore», mentre leilotrasfigurainseducentivisioni:«Per me tu vieni dall’India o daun paese ancora più remoto (...)per me tu sei il deserto e il maree tutto quanto è mistero». Ma benprestosifannostradaun’in-quietudineeun’incertezzadeva-stanti. Ingeborg ha un cuorematto, confuso: «Ti amo e mi ri-fiuto di amarti - confessa - que-sto è troppo ed è troppo diffici-le». Lui alterna ostinati silenzi eparole severe, borbottii ossessi- vi, ma anche esplosioni di felici-tà.Riallacciandoillororapportonell’autunno del 1957, dopo annidi vuoto, Paul non ha esitazioni:«Tuseiilfondamentodellavita-le confessa - anche perché sei erestilagiustificazionedelmioDi-re». Nulla sembra frapporsi alnuovo slancio amoroso: né il fi-glio o la moglie Gisèle («..è cosìcoraggiosa», asserisce lui!) né leturbolenze della vita. E’ il «tem-po secondo il cuore», scrive Ce-lan,unastagionedinuovearmo-nie che confluiscono in quel ser-rato dialogo sulla poesia, in cuituttosiamalga,parolaesilenzio,scrittura e mutismo in una nuo- va,comuneletturadelmondo.Poi si accentuano i malintesie le reciproche accuse che coin- volgono anche il nuovo compa-gno di Ingeborg, lo scrittoreMaxFrisch.PerdipiùCelan,ac-cusatodallavedovadelpoetaal-sazianoYvanGolldiaverplagia-toilmarito,èdatempopredadicrisichelorendonopiùfragileeaggressivo, si atteggia a vitti-ma, vede riemergere i fantasmidell’antisemitismo,scorgenemi-ci ovunque perfino fra scrittoricome Böll o Andersch. Non ba-stano le parole di Ingeborg adarginare quel decadimento psi-chicocheloobbligheràaricove-ri forzati - e dalla clinica nel1966 indirizzerà alla moglie ilcanzoniere
Oscurato
, ora in pri-
G
IANANDREA
P
ICCIOLI
IngeborgePaul,l’amoresconvoltodall’Olocausto
I
mmaginate: Cesare Lom-broso - il 
doctor
della delin-quenzafisiognomica-eEmi-lio Salgari, l'eroe pedemontanoe stanziale dei grandi viaggi d'avventura, uniti nella ricercadiunserialkillersubalpino,odo-roso di barbera e
bagna cauda
 ,nellaTorinodifineOttocento. Accade nel nuovo romanzodi Luca Masali,
La Verginedelle ossa
(Castelvecchi, pp. 433,
 18), un
tour de force
in forma di goliardico
feuilleton
in cui l'eclettico autore - che aTorinoc'ènatomapiùnonviri-siede-tentailcolpodicreareunnuovo connubio investigativostorico-fantastico. L'idea è eccellente, la narra-tiva popolare sta scomodandoOscar Wild e Jane Austen per cercare lettori alternativi mi-schiando i generi, contraffacen-dolaStoria,incanalandoleispi-razioni in un ibrido spesso fun- zionante, talvolta esasperato. Spiace dover ammettere chel'operazionediMasaliappartie-ne al secondo versante in quantoa risultato. Torino, il manicomiodi Collegno, l'enigmatico dottor  Lombroso,uncarabinieresmemo-ratochecreasculturad'ossa-ani-mali e umane - un killer che sven-tradonne d'ognietà portandosiacasa il loro fegato: materiale den-so,compatto,invitante.Cosa non funziona, allora, nel romanzodi questo scrittore alter-nativo che abbiamo ammirato eseguito? I personaggi,
in primis
 , proprio il pezzo forte del roman- zo, insieme allo sviluppo tragico-mico e caricaturale all'eccesso,conunLombrosoimpacciatoIn-dianaJonese unSalgaripazze-rello e imbranato ricoverato inmanicomiomaprontoad aiuta-re il medico nell'investigazione. Non funziona l'ambiente, piùsuggerito per scarni 
clichés
rei-terati che non scandagliato a fondo con un doveroso lavoro di ricerca storica. E non funziona,diciamolo, neanche la trama,con quel colpevole di serie B cheunlettoredigialliaccortoindivi-duafindalleprimebattute. Puttane generose, maghescriteriatealla Vanna Marchi,una geografia approssimati-va: il peccato di Masali è stato proprio quello di imprimereun'impronta ridanciana - everbosa assai - a una storiac-cia che avrebbe potuto creareun eroe alternativo del 
noir
 fantastorico. Questo Salgari da barzelletta è veramente uninsulto alla nostra memoriasabauda. Un'occasione genero-samentemancata.
 Aspettativeerealtàinunracconto,idealeseguitodi«Nexus», frabistrotsescrittori,artistievagabondi 
LaprimavoltaParigitifaubriacare
 Seguedapag.I 
Inunastanza
FEUILLETON
S
ERGIO
P
ENT
LombrososelarideconSalgari
pp
HenryMiller
p
PARIGI1928
p
trad.diSimoneGarzella
p
Passigli,p.155,
16,50
HenryMiller
L’incontronel1928conlacittàcoattesa,codiversa
«Troviamoleparole»:duedestinisegnati,duecuoriinquieti,undialogofraslanci edostinatisilenzi 
Storieepersonaggi
II
 HenryMiller 
p
 IngeborgBachmannconPaulCelan
 
 
SileggequasicomeunanarrazionelabellamonografiadelgermanistadiSalisburgoHansHöllerdedicataaIngeborgBachmann,«Lafolliadell’assoluto»,conuncorredodicitazionidadocumentiinediticheintegranoaspettiimportantidellasuavitaedellascenaletterariadilinguatedescadelsecondodopoguerra.Höllermostraunaconoscenzacapillarenonsolodeifattimaanchedell’operadellapoetessachehaoffertoproveoriginalianchenell’ambitodelradiodramma,ungeneremoltoinvogaall’epoca,esoprattuttoinprosa(sipensi,fral’altro,aivolumidiraccontiealromanzo«Malina»).L’originalitàdellibroconsistenellacostanteosmosifraoperaevita,fraleimmaginicheanelanoall’emancipazionedeldestinofemminileelasopraffazionediunmondopatriarcaleeviolento.Scorre,riccadientusiasmiecontraddizioni,digrandiamoriedamicizieconCelan,Frisch,ilmusicistaHenze,lavitadiun’intellettualeossessionatadalleaporieecontraddizionideldestinofemminile.Unavitachelaparolapoeticasublimaelasocietàdeprime.Höllercelafagustarefinoinfondoenescopreisegreti:un’avventuraintellettualechescivolaviacomeunromanzo.
[L.F.]
MIRELLASERRI
Così uguali e così di- versi,Suso e Lele: lei, con «un vestitino di voile verdolino»,nel 1929, a 15 anni, scende daltram con suo padre, il celebrecritico letterario Emilio Cec-chi, per dirigersi verso il tea-tro di posa della Cines: qui hail suo primo colpo di fulmineper il grande schermo, nellafattispecieper
 Sole
diAlessan-dro Blasetti. Lele, invece, fi-gliodiSilviod'Amico,ilfonda-tore dell'Accademia d'artedrammatica di Roma,a 13an-ni,ascoltandoall'Augusteounconcerto di Mascagni, indivi-dua la musica come «compa-gna» di vita e vi si dedicheràconnotistudisuRossini,Puc-cini, Petrassi, Rimskij-Kor-sakov.Qualchetempo dopo, inve-ce, Lele e Suso suggellerannolareciproca
liaison
suilididel-laToscana.Lele,ovveroFede-led'Amico,diventeràunfamo-somusicologoeSuso(oSusic-chiotraleparetidicasa),alse-coloGiovannaCecchi,oggino- vantaseienne, assurgerà alruolodigransignoradelcine-ma italiano e firmerà pellicoledisuccesso,come
 Ladridibici-clette
,
 MiracoloaMilano
,
 Isolitignoti 
,
 IlGattopardo
,
 Ludwig 
,afianco di Flaiano, Fellini, Za- vattini,MonicellieVisconti.Quando nel 1938 pronun-ciano il fatidico «sì», non pos-sonoperòprevederechestan-no anche gettando le basi de
 L'arcipelago Cecchi-d'Amicotracultura,politicaesocietà
:co-sì recita il sottotitolo dell'av- vincente racconto
Una dina-stia italiana
a cui hanno lavo-ratoaquattromaniTullioKe-zicheAlessandraLevantesi.Losceneggiatoretriestino,autoreteatralenonchécriticocinematografico scomparsoun mese dopo aver messo laparola fine a questa monu-mentale ricerca, e la Levante-si, protagonista del mondo dicelluloidesia come critico checome organizzatrice di festi- val, hanno dedicato ben ottoanni all'intensa ricostruzionedelle vite parallele dei capofa-miglia:diEmilioCecchi,fonda-toredellarivista
 LaRonda
,pri-mocriticoitalianoasegnalarel'
Ulisse
diJamesJoyce,scoprito-re della poesia di Campana, fir-madipuntadel
CorrieredellaSe-ra
,ediSilviod'Amico,animato-redellapiùaggressivaediscus-sarubricateatraledellapeniso-lasu
 L'IdeaNazionale
echenell'Accademia allevò i talenti diGassman, Anna Magnani, NinoManfredi,MonicaVittieditan-tealtrestardelteatroedelcine-ma.Aquestidueeccezionaliper-sonaggiche domineranno circaun cinquantennio di vita cultu-raleitalianasiaffiancanolecon-sorti,LeonettaCecchiPieracci-ni - talentuosa pittrice ma an-chebravissima«ritrattista»sul-la pagina scritta (i
Taccuini 
daleitenutidal1911sonodeimera- vigliosispaccatid'epocaraccon-tataconpiglioferoceeironico)-ed Elsa Minù, figlia di Achilleo,noto avvocato, a cui sono diret-temolteletteredid'Amico(finoaoggi inedite). A far da cornice visono gli scrittori della
Ronda
,ipittorimacchiaioli,lapoetessaSibilla Aleramo, Ungaretti, DeChirico,Croce,Pirandello,Lon-ghi, García Lorca, Georges Pi-toëff, Bottai, Federzoni, Longa-nesi, Malaparte, Strehler, Eleo-noraDuse,ThomasMannetan-tialtriancora.Lastoriadella«dinastia»illu-minacosìsenzaremorelevicen-de di poeti, scrittori, pittori chesi confrontarono con la dittatu-ra senza «spezzare la penna inspregio al regime» (come dice- vadiaverfattoilgiornalistalibe-raleMario Ferrara) ma che an-chetracompromessi,errori,va-lutazioni sbagliate, riuscirono a«far girare la ruota della cultu-ra», ad applicarsi a una criticaletteraria o teatrale molto fatti- va, intensa, produttiva ancheneimomentipiùdrammatici.Così,peresempio,Cecchi,in-dicatodallacensurafascistaco-me«supervisore»di
 Americana
,l'antologia curata da Elio Vitto-rini,finirà(comesivededalloroepistolario) per essere più dimanicalarga,tolleranteeliberodello stesso Vittorini, desidero-sodiautocensurarsi,cancellan-do scomodi nomi di scrittoriebrei. Nell'arcipelago Cecchi-d'Amico,infatti,lapassioneperlacultura, il teatro, la letteraturasonosemprestatiunfattodisti-le, di gusto e di eleganza, ancheseritmieabitudinidelcattolicis-simo Silvio, cresciuto alla scuo-la deigesuiti, sonosempre statilontanida quelli delclan dellai-coCecchi.Una dinastia che si è affer-mataanchenellaculturadeldo-poguerra (fra tante scoperte ealcune incomprensioni, comequella di Cecchi per l'opera diPasolini) e che non ha ancorasmesso di incrementare i ran-ghi intellettuali, attraverso, peresempio,l'attivitàdianglista,diuomo di teatro, di raffinato bio-grafo di Masolino d'Amico (fi-gliodiSusoediLele).Che,dopoaver celebrato il matrimoniocon Benedetta Craveri, nipotedi Croce, volò con la giovanesposa a Londra per assistere aunaprimadiVisconti.Latradizionedifamiglianonsi smentisce, le vicende perso-nalieprivatefannotutt'unoconglieventiartisticieprofessiona-li, la cultura si fa vita e vicever-sa.
Labiografia
ma edizione italiana da Einaudi(a cura di Dario Borso, pp. 106,
11,50,
n.d.r.
) - fino a spingerloal suicidio in una notte di apriledel 1970: «Da ignota, alta/ ma-reacorrosa/questa/vita».Tuttavia Ingeborg trova neldialogoconPaul,«testimonedel-l’Olocausto»eprotagonistadellasostanza più problematica dellasua scrittura, un ancoraggio aipropri interrogativi sulla colpastorica di un paese e l’identitàmutaeannichilitadelladonna,lasua condizione di vittima e l’afa-sia di chi si sente cancellato. Male lettere ribadiscono altrel’idea celaniana della poesia co-me soglia fra separati che fini-scono per non incontrarsi mai.C’è nel carteggio una lezione dipoetica come la ritroviamo nei
 Microliti 
di Celan che Zandonaioffre nell’ottima versione di Da-rioBorso,piccolescheggeinpro-sa,aforismiedepigrammidefini-ti dallo stesso autore «pietruzzeappena percepibili, lapilli minu-scolineltufodenso»dell’esisten-za. Qui si legge che i poeti sonogliultimicustodidellesolitudini:come Ingeborg e Paul alla ricer-ca di una verità che scompaginale loro esistenze. Resta il segnoindelebile della scrittura, il lorodialogo in versi che dilaga nellelettere in citazioni e richiami.Perché la poesia è porosa, rico-nosceCelaninunodeisuoiafori-smi,elavitavifiltradentroefuo-ri, imprevedibilmente bizzarra.Fino ad annullarsi, per ambe-due:PaulcadaverenellaSennaelei che lo ricorda nel suo roman-zo
Malina
: «La mia vita finisce,perché lui è annegato nel fiumedurante la deportazione...». Ilsuicidiodell’amatohalestimma-te di una storica tragedia chenon trova pace, nemmeno nellapoesia,loroultimorifugio.
 Lei, regina del cinema,lui,eccelsomusicologo, figli di Emilio e Silvio,maestridella criticaletteraria e teatrale
Suso&Lele,comegiravalacultura
pp
PaulCelan
p
MICROLITI
p
acuradiDarioBorso
p
Zandonai,pp.172,
18
pp
I.Bachmann-P.Celan
p
TROVIAMOLEPAROLE
p
acuradiFrancescoMaione
p
Nottetempo,pp.331,
25
pp
HansHöller
p
LAFOLLIADELL'ASSOLUTO
p
trad.diS.Albesano-C.Cappelli
p
Guanda,p.223,
18
pp
TullioKezichAlessandraLevantesi
p
UNADINASTIAITALIANAL'arcipelagoCecchi-d'Amicotracultura,politicaesocietà
p
Garzanti,pp.615,
25
 In«Microliti»eneiversi di«Oscurato»,lapoesiacomeestremorifugio,ultimocustodedellasolitudine
Cecchi-D’Amico
LavvincenteraccontodiunadinastiaripercorsadaKezicheLevantesi,unsecolodistileegusto
 Dasinistra,SusoCecchiD’Amico,ilfiglioMasolinoedEnnioFlaianoinunafotoinizioAnniSessanta
Tuttolibri
SABATO24LUGLIO2010LASTAMPA
III
 

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