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Newsletter T&P N°38

Newsletter T&P N°38

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Newsletter Trifirò & Partners Avvocati N°38 Luglio 2010
Newsletter Trifirò & Partners Avvocati N°38 Luglio 2010

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Categories:Types, Business/Law
Published by: Trifirò Partners Avvocati on Jul 30, 2010
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05/12/2014

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Editoriale
Prima di andare in vacanza Vi regaliamo una newsletter che può essere letta anchenel tempo libero. Molte le novità e gli argomenti di cui trattiamo.Prima, però, vogliamo riprendere un argomento dellanewsletter di giugno: la
pubblicazione online del nostro nuovo sito
.www.trifiro.itè un sito di immediataconsultazione, moderno, veloce, rinnovato nei contenuti e nella grafica e progettatocon l’intento di coniugare la tradizione dello Studio con l’innovazione tecnologica ele tendenze globali contemporanee.
www.trifiro.itè un luogo d’informazione e approfondimento multimediale,interattivo, multipiattaforma.
 
Fruibile su iPhone, iPad, BlackBerry, il nuovo sito T&Pè integrato con i principali social media e i suoi profili
TrifiroPartnerssu twitter
e
TPAvvocatisu Scribd
.
 
Novità principale della sezione
News
, suddivisa nellecategorie
Newsletter, Eventi, Rassegna Stampa, Highlights
è
 
la possibilità dicondividere in Rete tutti i contenuti presenti. Grazie all’integrazione con Scribd, leNewsletter T&P sono consultabili on line e
 
scaricabili in formato pdf.
 
 Visitatelo!Passando al contenuto della newsletter, torniamo a trattare, nell’
 Attualità
del
Diritto del Lavoro
, dello
stress sul lavoro
già trattato nellaprecedentenewsletter, poiché
il termine del 31 agosto per rilevare e valutare i rischi èstato rinviato al 31 dicembre 2010
: rinvio opportuno per la mancanza dichiarezza al riguardo.Nelle
“Nostre Sentenze” 
trattiamo di
licenziamenti, individuali e collettivi
, conun interessante caso, nella sentenza del mese, relativo alla questionedell’affissione del codice disciplinare ritenuta non necessaria nel caso dilicenziamento per giusta causa
. Altri interessanti casi sono esposti nelle nostresentenze.Nell’ambito del
Diritto Civile
si tratta dell’
attuazione da parte della CONSOBdell’art. 2391 bis cod. civ. che ha lo scopo di garantire la maggior tuteladegli azionisti di minoranza e degli altri portatori di interessi
: un articolomolto interessante di cui consigliamo la lettura anche ai non addetti ai lavori.Segue la sezione
 Assicurazioni
con interessanti casi relativi ad aspetti processuali.Il
“Punto su…” 
concerne
la disamina delle nuove disposizioniin materia dilavoro e previdenza per la stabilizzazione e la competitività introdotte dalD.Lgs. n. 78/2010 pubblicato lo scorso 31 maggio
. Vengono segnalate ledisposizioni maggiormente interessanti relative ai temi trattati nel provvedimentolegislativo.La sezione
News
e la
Rassegna Stampa
chiudono come diconsueto lanewsletter.Buone vacanze, buona lettura e arrivederci al prossimo numero!
Stefano Beretta e il Comitato di Redazione composto da: Stefano Trifirò,Marina Tona, Francesco Autelitano, Luca D’Arco, Teresa Cofano, ClaudioPonari, Tommaso Targa e Diego Meucci
 
SOMMARIO
 EDITORIALE
 DIRITTO DEL LAVORO
 
 ATTUALITÀ 2
 LE NOSTRE SENTENZE 3
 CIVILE, COMMERCIALE,ASSICURATIVO
ATTUALITÀ 6
 
ASSICURAZIONI 8
 
IL PUNTO SU... 10
 NEWS11
 RASSEGNA STAMPA12
 CONTATTI13
NEWSLETTER T&P N°38 ANNO IV
LUGLIO 2010
NEWSLETTER
 Trifi& Partners Avvocati
 
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Attualità
A cura di Stefano Beretta e Luca D’Arco
STRESS SUL LAVORO: LA VALUTAZIONE SLITTA A FINE ANNO
 Il termine del 31 agosto per rilevare e valutare il nuovo rischio da stress lavoro-correlato, sia per i datori di lavoro pubblico che per quelli del settore privato, slitta al 31 dicembre, a seguitodell'emendamento introdotto al comma 12 dell'articolo 8 del Dl 78/2010 dal Senato.
Occorre ricordare che il comma 1-bis), articolo 28 del D.Lgs. 81 del 2008 stabilisce che la valutazionedello stress lavoro-correlato deve essere effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla commissioneconsultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ex articolo 6, comma 8, D.Lgs. 81/08, e che ilrelativo obbligo decorre dall'elaborazione delle predette indicazioni e comunque dal 1° agosto 2010. Oratutto è rinviato al 31 dicembre 2010. Abbiamo trattato diffusamente della questione nellascorsa newsletter, a cui si rimanda. Qui val la pena diprecisare che lo stress lavoro-correlato non deve essere confuso con il mobbing, che consiste in uncomportamento volutamente persecutorio, ripetuto per un apprezzabile periodo di tempo (6 mesi,secondo la giurisprudenza), allo specifico scopo di indurre il dipendente alle dimissioni o comunque adestrometterlo dalla vita aziendale.
Il rischio da stress non è connesso ad un comportamento volutamente “stressante” e la suavalutazione è volta ad individuare le fonti che possono comportare infortuni o danni diretti alla salutenonché a cogliere i segnali che possono indicare la presenza di stress.
 L’intento è quello di prevenire, ridurre o eliminare il problema migliorando, in tal modo, le condizioni disalute e sicurezza sul lavoro. Si tratta, quindi, di riconoscere nell'organizzazione del lavoro alcuni indicatoridi rischio che possono causare stress, quali:
orari di lavoro troppo lunghi
turni particolarmente faticosi
carichi di lavoro eccessivi
incertezza quanto alle mansioni e mancanza di formazione
posti di lavoro inadeguati, temperature elevate o basse, eccessivo rumore
In attesa delle indicazioni della commissione, i datori di lavoro avrebbero dovuto organizzarsi in proprio.Peraltro, il comitato, appositamente istituito all'interno della commissione, ha temporaneamente sospesol'attività, dopo che il Ministero del Lavoro ha espresso la necessità di approfondimenti nella materia.La materia è di particolare rilievo ed occorrono procedure certe che consentano interventi adeguati.Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi.
NEWSLETTER T&P N°38 ANNO IV
PAG. 2
Diritto del Lavoro
 
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Le Nostre Sentenze
NEWSLETTER T&P N°38 ANNO IV
PAG. 3
LA SENTENZA DEL MESE
L’AFFISSIONE DEL CODICE DISCIPLINARE NON È NECESSARIA LADDOVE ILLICENZIAMENTO SIA STATO INTIMATO PER VIOLAZIONI DEI DOVERIFONDAMENTALI CONNESSI AL RAPPORTO DI LAVORO OPPURE PER L’EVIDENTECONTRASTO CON LA COSCIENZA COMUNE E CON LE REGOLE FONDAMENTALIDEL VIVERE CIVILE
(Corte d’Appello di Palermo, 9 giugno 2010)
La Corte d’Appello di Palermo, rigettando un’eccezione di illegittimità del licenziamento permancata affissione del codice disciplinare, ha affermato che l'affissione non risultavanecessaria, trattandosi di comportamenti vietati per legge in quanto contrari agli obblighifondamentali caratterizzanti il rapporto lavorativo.Così statuendo, il Giudice d’Appello ha fatto corretta applicazione di principi più volteaffermati in giurisprudenza dalla Corte di Cassazione: in tema di sanzioni disciplinari,nell’ambito del rapporto di lavoro, il principio di tassatività degli illeciti non può essere intesonel senso rigoroso, imposto per gli illeciti penali dall’art. 25 Cost., comma 2, dovendosi,invece, distinguere tra gli illeciti relativi alla violazione di prescrizioni strettamente attinentiall’organizzazione aziendale, per lo più ignote alla collettività e quindi conoscibili solo seespressamente previste ed inserite, perciò, nel codice disciplinare da affiggere ai sensi dellaLegge n. 300 del 1970, art. 7, e quelli costituiti da comportamenti manifestamente contrariagli interessi dell’impresa o dei lavoratori, per i quali non è necessaria la specifica inclusionenello stesso codice disciplinare, poiché, in questi ultimi casi, che possono legittimare ilrecesso del datore di lavoro per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, il poteresanzionatorio deriva direttamente dalla legge ( 
ex multis
: 18 settembre 2009 n. 20270; Cass.23 agosto 2006 n. 18377; Cass. 25 settembre 2004 n. 19306; Cass. 1 settembre 2003 n.12735; Cass. 26 luglio 2002 n. 11108; Cass. 18 febbraio 1995 n. 1747; Cass. 18 giugno1996 n. 5583).In termini più generali, si è affermato che l’affissione del codice disciplinare costituisce,dunque, requisito essenziale per la validità del licenziamento solo quando questo costituiscala sanzione per l’infrazione ad una disposizione corrispondente ad un’esigenza peculiaredell'azienda, non quando riguardi doveri previsti dalla legge, o comunque appartenenti alpatrimonio deontologico di qualsiasi persona onesta (Cass. 10 maggio 2010 n. 11250).Il licenziamento non è dunque viziato, per violazione dell’art. 7 legge n. 300/1970, anchequalora non sia dimostrata l’affissione del codice disciplinare, nei casi in cui il lavoratore sisia reso autore di comportamenti rispetto ai quali l’illiceità della violazione, perinadempimento dei doveri fondamentali connessi al rapporto o per l’evidente contrasto conla coscienza comune e con le regole fondamentali del vivere civile, possa essere conosciutaed apprezzata dal dipendente senza bisogno di previo avviso, ossia ogniqualvolta ilcomportamento sanzionato sia immediatamente percepibile come illecito.
(Causa curata da Damiana Lesce)

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