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Pistoia, 28.06.2010
Alla Camera dei Deputati
Servizio per i Testi Normativi
Via fax n. 06.69923739
Oggetto: Pe...
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Pistoia, 28.06.2010
Alla Camera dei Deputati
Servizio per i Testi Normativi
Via fax n. 06.69923739
Oggetto: Petizione ai sensi dell’art. 50 della Costituzione.
Argomento: Revisione procedimenti giudiziari civili e penali, amministrativi, e riapertura termini processuali e di prescrizione per reati di usura, usura bancaria e reati connessi, nonché revisione prescrizioni di natura civilistica, ai sensi della legge 108/96 e sentenza n.12028/2010 Corte Cassaz.penale, per errata e reiterata applicazione di legislazione vigente.
Il sottoscritto Salvatore GERMINARA, nato a Verzino (kr), il 25.01.1959 e residente a Pistoia, in Viale Adua n. 220 (tel e fax 0573.903134 , c.id.n. AO8531559, rilasciata dal comune di Pistoia in data 09.12.2008 allegata)
P R E M E S S O
-che in data 7.03.1996 è stata varata la legge n. 108 in materia di usura con l’intento di inasprire le pene dal punto di vista penale e le sanzioni civili e risarcitorie a carico dei rei, nei confronti delle persone offese dal reato, sia relativamente allo strozzino privato e sia alla commissione di reati nel circuito legale del credito esercitato dagli istituti di credito, finanziarie e finanziatori vari;
-che con detta legge è stato sostituito l’art. 644 c.p., con la introduzione al IV comma dell’elenco di tutti gli elementi che concorrono alla formazione del tasso effettivo globale annuo (TEG), sia essi palesi o occulti che siano, è stato soppresso l’art. 644 bis c.p., ed è stato modificato l’art.1815 c.c.;
-che nel contempo venivano diramate dalla Banca d’Italia istruzioni e circolari in palese contrasto con i principi contenuti nella legge 108/96, alle quali, nelle controversie giudiziarie è stato per anni riconosciuto un valore di per sé inesistente, in dispregio alla gerarchia delle fonti del diritto esistenti nel nostro ordinamento, principalmente in seguito ad espletamento di consulenze tecniche da parte di consulenti nominati;
-che una simile prassi ha comportato per anni la rappresentazione artefatta della realtà con riferimento alla usurarietà dei tassi effettivi di interessi praticati dagli istituti di credito nei confronti dei propri correntisti, sia imprenditori che privati consumatori, vale a dire sono stati occultati tassi di interesse usurari e quindi sono state aggirate norme imperative civili e penali attraverso l’applicazione strumentale di circolari ed istruzioni della banca d’italia, pur essendo ben evidente che le circolari sono esclusivamente atti interni ed in nessuna maniera possono prevaricare sulla legge, arrecando in tale maniera enormi danni sia ad imprese produttive che a privati cittadini, a causa della sopportazione di oneri obiettivamente usurari, in violazione palese delle leggi esistenti, mascherati attraverso tali stratagemmi;
-che altrettanto per decenni è stato fatto con gli usi bancari, asseritamente normativi, invocati dagli istituti di credito nelle proprie difese, con la consapevolezza della esistenza delle sentenze della corte suprema di cassazione civile fin dal 1968, le quali dichiaravano costantemente la non idoneità delle norme bancarie uniformi predisposte dall’ a.b.i., anche se trasfuse quotidianamente nei contratti bancari, a rango di usi normativi, per totale assenza della partecipazione degli utenti, quindi non potevano che essere solo ed esclusivamente usi negoziali, in quanto le norme bancarie uniformi venivano predisposte unilateralmente dal sistema bancario senza la partecipazione attiva delle controparti utenti e correntisti;
-che pertanto si è verificato per anni un totale stravolgimento dell’intero ordinamento attraverso il capovolgimento della gerarchia delle fonti del diritto, con impossibilità quindi da parte di tutti i cittadini di far valere i propri diritti, con impossibilità di potersi difendere in tutte le sedi giudiziali, e con impossibilità di farsi restituire il maltolto, e con inibizione dell’azione penale in seguito a
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