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giardino

giardino

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01/28/2013

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SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 1/2005
5
TAPPETO ERBOSOLavori
In gennaio, il mese più reddodell’anno, il tappeto erboso si trovain uno stato di quasi completo riposo.Nelle regioni del nord e in quelle in-terne del centro-sud normalmente si no-ta una perdita di colore che non devepreoccupare, in quanto si tratta di un e-nomeno temporaneo. Di solito in que-sto mese non sono necessari tagli del-l’erba, a meno che non si tratti di tappetidi particolare pregio per i quali si eet-tuano operazioni di manutenzione mol-to intense.Evitate per quanto possibile un ec-cessivo calpestamento del tappetoerboso in occasione di piogge, gelo o almomento dello scioglimento della neve.In tali situazioni inatti l’erba è più acil-mente soggetta a danni che possono es-sere anche di una certa entità e lenta-mente recuperabili.Approfttate della pausa invernale perverifcare lo stato del rasaerba e provve-dete alla necessaria manutenzione perio-dica. Controllate lo stato della candela,pulite il iltro dell’aria o sostituitelo,cambiate l’olio motore portando quelloesausto ai centri di raccolta comunale opresso un meccanico. Sollevate la scoc-ca e pulitela da eventuali residui di erba,togliete la lama e aflatela, o sostituite-la se non è in buono stato.In ebbraio, anche se la cosa può pas-sare inosservata, l’erba comincia la ri-presa. Le radici si rinnovano e si accre-scono, la crescita lentamente riprende enuove oglie si sviluppano. Nel corsodel mese è bene procedere al primo ta-glio, con il quale si uniorma l’altezzadell’erba. Asportando la punta delle o-glie, che a causa del reddo è diventatagialla, già dopo il primo taglio notereteche il colore del tappeto appare di unverde più brillante e che viene stimolatal’emissione di nuove oglioline.
Concimazione.
Nella seconda metàsempre del mese di ebbraio è importan-te provvedere a una concimazione, che èdi grande importanza per il pronto recu-pero dai danni invernali e per accelerareil ritorno a condizioni estetiche di buonlivello. Impiegate un concime per tappe-ti erbosi, preeribilmente con la presen-za di azoto a lenta cessione, alla dose dicirca tre chili ogni cento metri quadrati;un ottimo prodotto è ad esempio il Com-po Floranid. Ricordate che questa èsolo la prima concimazione del-l’anno. Per mantenere un tappetoerboso ben nutrito, e dunque in sa-lute, e di piacevole aspetto sarà ne-cessario ripetere l’operazione ognitre mesi circa. Naturalmente non è indi-spensabile l’impiego di concimi a lentacessione, ma in caso di impiego di con-cimi a pronto eetto è bene suddividereil dosaggio in cinque o sei somministra-zioni all’anno (ciascuna con circa 1,5 kgogni 100 metri quadrati), evitando i pe-riodi più caldi. Una buona e costante nu-trizione è importante anche per limitarelo sviluppo delle erbe inestanti. Le spe-cie da tappeto erboso sono inatti Gra-minacee, amiglia di piante che rispondein modo vistoso alla concimazione, inparticolare a base di azoto. Le speciemigliori del tappeto, dunque, diventanomolto competitive e tendono a sovrasta-re le inestanti.
PIANTE ANNUALI,BIENNALI E PERENNILavori
In questo bimestre, soprattutto ingennaio, il giardino è ridotto all’essen-zialità dei sempreverdi, anche se è purvero che ci stiamo avvicinando alla tan-to attesa primavera. Sruttate questapausa per pianifcare migliorie nel vo-stro giardino, ad esempio per eettuarenuovi impianti; è comunque opportunoalternare la teoria alla pratica sruttandole poche ore di sole per alcuni lavori im-portanti.
Pacciamatura e protezione dal ge-lo.
Le gelate di gennaio e gli ultimi col-pi di coda dell’inverno nei due mesi suc-cessivi possono danneggiare le perennipiù delicate come ad esempio le
salvieornamentali
e il
gelsomino
: control-late e rinnovate la pacciamatura e nontogliete l’eventuale manto nevoso che èutilissimo come isolante e mantieneumido il terreno.Durante le ore più tiepide del giornoscoprite le piante che avete riparato conteli plastici: il calore del sole orma unacondensa che diventa gelido stillicidiodurante la notte.
Pulizia.
Gli spazi lasciati vuoti dallepiante annuali nelle aiole e nelle bordu-re miste hanno messo a nudo il terreno.Approfttatene per controllare che piog-gia e/o neve non abbiano ormato avval-lamenti che causerebbero più tardi dan-nosi ristagni d’acqua. Rastrellate ed eli-minate oglie e rami secchi e infne livel-
 A gennaio nelle regioni del nord Italia e inquelle interne del centro-sud si può verif-care una perdita di colore dell’erba, un e-nomeno però che non deve preoccupare. Durante il mese di ebbraio è bene ese-guire il primo taglio dell’anno del tap- peto erboso, con il quale si uniormal’altezza dell’erbaGià da ebbraio è possibile eseguire la prima concimazione organica delle pian-te annuali, biennali e perenni; allo scopoutilizzate letame ben maturo
 
6
SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 1/2005
late accuratamente il terreno.
Concimazione
. Già da ebbraio èpossibile eseguire la prima concimazio-ne organica delle piante annuali, bienna-li e perenni. Impiegate letame maturo dicavallo mescolato a paglia alla dose dicirca 6-7 kg per metro quadrato: gli ulti-mi geli dell’inverno, e le piogge di pri-mavera poi, scioglieranno lentamentetutti i suoi componenti arricchendo erendendo sofce il terreno, e inibendoinoltre la crescita delle inestanti duran-te la primavera. In mancanza di letameutilizzate i diversi concimi organici re-peribili nei garden center; osservatesempre scrupolosamente le dosi riporta-te in etichetta.Se avete un caminetto non dimentica-te che la cenere è un utilissimo concimenaturale essendo ricca di calcio, potas-sio, osoro, magnesio, erro, rame e si-lice: è ottima se sparsa ai piedi dellepiante biennali e perenni da fore nelladose di circa 1 kg per pianta.
Innafatura.
D’inverno la mancan-za d’acqua causa a volte più vittime delgelo. Durante prolungati periodi di sic-cità, non inusuali negli ultimi anni, ri-cordate che il vostro giardino ha sete eche le radici di tutte le piante hanno bi-sogno di acqua. Innafate non appena ilterreno appare secco, nelle ore centralidella giornata purché la temperatura siaintorno ai 10° C.
Semine e trapianti di fne ebbraio.
 A seconda dell’andamento della stagio-ne è tuttavia possibile quasi ovunqueiniziare semine, trapianti, suddivisioni.Approfttate delle ultime giornate diozio orzato e cercate di immaginare ilvostro giardino ideale. Ricordate che ungiardino può essere paragonato ad unquadro in continua evoluzione, nel qua-le in ogni stagione potete sperimentare ecreare eetti completamente nuovi. Es-senziali a questo scopo sono le piante dafore che orono pennellate di vari colo-ri. Trapiantatele a gruppi cercando di ri-produrre l’aspetto naturale delle foritu-re spontanee. Immaginate ad esempiouna macchia primaverile di
margheri-tine
(
 Bellis perennis
), di qualche varie-tà selezionata, ai piedi di una magnoliao di un gruppo di betulle, oppure una ft-ta colonia di
 primule
ai margini di unprato. Tra le tantissime specie di primu-le, oltre 400, potrete scegliere i colori ele orme che più vi piacciono. Da segna-lare ad esempio le molte varietà della
Primula obconica
che orono fno a tar-da primavera abbondanti e coloratissimifori a rosetta. Una pianta questa moltoparticolare che può arricchire di splendi-di colori ogni giardino ma che in passa-to era talvolta causa di astidiose aller-gie. Recentemente è stata oggetto di par-ticolari studi da parte di un istituto dane-se che, in collaborazione con un vivaioolandese, ha creato nuove varietà total-mente innocue, denominate «Twilly» eimmesse sul mercato con l’etichetta«Touch me» (Toccami).All’aperto, in zone riparate delle aio-le e delle asce miste, potete iniziare lesemine di annuali quali
aster 
,
 petunie
,
zinnie
,
tagete
,
garofanini
,
calendu-le
. È anche tempo di arricchire le aioledel giardino con alcune
 piante aroma-tiche ornamentali
, come ad esempio il
 Rosmarinus prostratus
o il
 Rosmarinusalbus
, oltre a timo, santoreggia, menta,melissa, salvia, ecc.
Suddivisione.
Nelle zone dove l’an-damento climatico lo permette procedetealla suddivisione delle piante perennitroppo accestite (
garofanini
,
marghe-rite
, ecc.) ottenendo nuove piantine datrapiantare negli spazi vuoti del giardino(vedi riquadro della suddivisione dellepiante erbacee perenni riportata ne «i La-vori» di settembre-ottobre 2004, pag. 7).
Interventi ftosanitari
Durante i mesi invernali procedetealla pulizia e alla disinezione delle cas-sette se intendete preparare i semenzaiper l’ottenimento di piantine da mette-re a dimora. Lavatele accuratamente conun getto d’acqua, sterilizzatele con unasoluzione di ipoclorito di sodio all’1%ed eliminate le tracce del prodotto sciac-quandole ripetutamente. Per la realizza-zione dei semenzai usate sempre torbanuova in quanto i vecchi substrati pos-sono essere contaminati da
 microrgani- smi ungini
(
 Rhizoctonia solani
, agen-te di marciumi basali, e
Fusarium oxy-sporum
) che riescono poi ad inettare lenuove piante.
PIANTE ACIDOFILELavori
I mesi di gennaio e ebbraio sono no-toriamente i più reddi dell’anno. Ingiardino, tra i vari lavori da eettuare, viè quello di impedire che si possano veri-fcare danni alle piante acidofle, in mo-do da non compromettere le loro foritu-re primaverili.In generale possiamo defnire i abbi-sogni termici tra –10° C e 15° C e unaesposizione ombreggiata o semiombreg-giata. Certamente questa regola genera-le non può prescindere dalla specie: leacidofle decidue (
 Azalea mollis 
e
or-tensia
) non sono particolarmente sensi-bili al reddo in quanto prive di oglie egemme vitali, ed anche
rododendri
afore grande e
kalmie
sopportano tem-perature molto rigide; le
camelie
e le
azalee
hanno invece una resistenza alreddo media (più suscettibile risulta la
Camellia reticulata
) e le
gardenie
sonopiù sensibili.
 A ebbraio, tenendo naturalmente conto dell’andamento stagionale, potete già ese-guire in giardino i primi trapianti di margheritine o di primule, che in questo perio-do i garden center propongono in numerose specie e/o varietà
1 2
1-
 Marciume dovuto a Rhizoctonia sola-ni.
2-
Fusarium oxysporum su giovanetalea di garoano
21
 
SUPPLEMENTO A VITA IN CAMPAGNA 1/2005
7
Grande dierenza esiste anche trapiante coltivate in vaso all’aperto e pian-te coltivate in piena terra.Il primo caso (quello della coltivazio-ne in vaso all’aperto) è il più problema-tico. Le piante, inatti, non giovandodella piena terra del giardino che, qual-che centimetro sotto la supericie, simantiene su valori termici superiori allozero, devono essere protette dal gelo chepotrebbe danneggiare anche irrimedia-bilmente l’apparato radicale. Le radicipiù giovani, solitamente disposte al-l’esterno del pane di radici, sono quellepiù acilmente attaccate dal gelo. Inter-rate quindi i vasi sino al bordo afnchési simuli la coltivazione in piena terra,altrimenti proteggete il vaso con ogli dipolistirolo, paglia o altro materiale coi-bentante.
Protezione.
Assicurate ai vasi posi-zioni ombreggiate e riparate, ponendoliad esempio sotto tettoie o sotto piantesempreverdi più grandi, in modo che ta-le posizione li protegga da brinate tardi-ve (più pericolose di gelate invernali) eda sbalzi termici dovuti al riscaldamen-to da parte del sole in giornate limpide.Nel caso vogliate ricoverare le piantecoltivate in vaso in ambienti chiusi, ri-cordatevi la regola dei –10° C e 15° C edella posizione ombreggiata e riparatama comunque luminosa perché le pian-te non sopportano repentini sbalzi termi-ci. Se le temperature di questi locali per-mangono al di sotto dei 5-10° C, poteteanche tenere le piante in ombra o quasial buio, in quanto la pianta si troverà inuno stato di piena dormienza. Se le tem-perature invece salgono al di sopra dei10° C spostate le piante in piena luce inquanto esse continueranno l’attività f-siologica di preparazione dei boccioliforali per la foritura.Fate in modo che il terriccio riman-ga sempre umido, ma non troppobagnato per evitare ristagni e marciumialle radici.Nel caso della coltivazione in pienaterra la questione cambia radicalmentein quanto le piante non possono essere«spostate» e bisogna adattarsi alle con-dizioni ambientali, cercando eventual-mente di mitigarne gli eetti. I due piùgrossi problemi in questo caso possonoessere gelo e disgelo repentini e giorna-te soleggiate ma con gelo. In entrambi icasi le piante possono andare incontro auno stress idrico, come quello che puòveriicarsi in estati molto calde e sec-che. Ricordatevi quindi di controllare lapacciamatura (che deve essere di alme-no di 5-10 cm di spessore); la sua pre-senza è suiciente ad impedire che lostrato superfciale del terreno possa ge-lare. Quando le temperature si abbassa-no ulteriormente potete costruire dei ri-pari come tettoie, capannine o coperturecon doppio strato di tessuto non tessuto.In nessun caso utilizzate coperturecostituite da polietilene trasparenteche «sooca» le piante, non permetten-do il ricambio dell’aria, e provoca la or-mazione di un microclima interno caldoe umido che in breve tempo a compari-re marcescenze e scottature ogliari.Le nevicate in questo periodo posso-no essere un problema soprattutto per lepiante sempreverdi che non riescono na-turalmente a scrollarsi di dosso il mantonevoso, con rischio di rotture di rami,branche e addirittura dell’intera pianta.Se avete atto in precedenza delle buonepotature di ormazione e allevamentonon dovrebbero esserci problemi. Ricor-date comunque di liberare la chiomadalla neve con una scopa di saggina o al-tro attrezzo in modo che la chioma nonvenga troppo appesantita e rischi dirompersi. Fate attenzione durante questaoperazione a non procurare lacerazionialla corteccia dei rami (vedi oto e testopubblicati su «i Lavori» di novembre-di-cembre 2004, pag. 6).
Innafature, concimazioni e pota-ture.
In questo periodo non esageratecon le innafature, senza però ar man-care l’acqua, e non concimate prima cheinizi la ripresa vegetativa. Aspetta-te anche a praticare le potature, in-atti, eccetto le ortensie e le gardenie, ifori sono portati dalla vegetazione del-l’anno e potature eseguite adesso elimi-nerebbero completamente i boccioli.
Fioriture.
A fne ebbraio comince-ranno, a seconda della zona climatica, leforiture primaverili della
Camellia ja-  ponica 
. Ricordatevi di segnare sul ca-lendario 2005 ricevuto con il numero didicembre di
Vita in Campagna
i periodie la qualità delle foriture, in modo taleda poter valutare le cure colturali cheavete prestato alle vostre piante nel cor-so dell’anno.
Interventi ftosanitari
Se in ebbraio dovete trapiantare erinvasare le piante acidofle, utilizzatesempre terricci nuovi. Prima del trapian-to, o del rinvaso, immergete la piantacon il suo pane di terriccio in una solu-zione di osetil Al-80 (non classifcato,dose grammi 2,5 per litro d’acqua) al f-ne di prevenire eventuali inezioni alleradici e alla vegetazione di
 Phytophtho- ra cinnamomi
. Alla suddetta soluzioneaggiungete thiametoxam-25 (non classi-fcato, 2,5 grammi per 10 litri d’acqua).L’aggiunta di questo preparato è consi-gliabile per le piante acquistate in quan-to nel terriccio che le ospita possono es-sere presenti
larve di oziorrinco,
le qua-li, oltre a danneggiare la pianta medesi-
1-
Phytophthora cinnamomi suvegetazione di azalea.
1-
 Larva dioziorrinco (cm 1)
12
1-
 Le nevicate di questo periodo possono causare seri danni alle vostre piante aci-dofle; provvedete dunque a liberare quanto prima dalla neve la chioma delle pian-te, per evitare eventuali spaccature dei rami.
2-
 A fne ebbraio, a seconda della zo-na climatica, iniziano le prime foriture della Camellia japonica che rallegrerannoil vostro giardino di caldi colori
1 2

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