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Info War

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Published by Alessio Mannucci
Dietro la notizia c'è sempre l'artificio e mai la rappresentazione oggettiva di un presunto mondo dei fatti. L'evento e la sua rappresentazione non sono più dissociabili, ma il medesimo processo. L'informazione diventa allora un mezzo per produrre realtà e per far crescere le possibilità della nostra conoscenza e della nostra esperienza. L'informazione diventa così arte, arte della guerra (di informazione)...
Dietro la notizia c'è sempre l'artificio e mai la rappresentazione oggettiva di un presunto mondo dei fatti. L'evento e la sua rappresentazione non sono più dissociabili, ma il medesimo processo. L'informazione diventa allora un mezzo per produrre realtà e per far crescere le possibilità della nostra conoscenza e della nostra esperienza. L'informazione diventa così arte, arte della guerra (di informazione)...

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Categories:Types, Research
Published by: Alessio Mannucci on Aug 16, 2010
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06/24/2011

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«
Ogni società efficiente (ogni dittatore) che crede a un certo punto di aver trasformatol'uomo e l'intera sua società in un efficiente formicaio, fallisce perché non ha studiato(credendosi Dio) e non ha osservato né le formiche né gli uomini 
». (Wiener, “Introduzionealla cibernetica”).L’opportunità di persuadere, attraverso le pratiche discorsive, il complesso delle interazioniumane, ha fatto sì che, nel corso dei secoli, le classi dominanti e i ceti emergenti abbianocercato d’impadronirsi del monopolio dello strumento linguistico. Il periodo in cui si èrisentito in maggior misura delle conseguenze di questo genere di politica è stato quellodelle grandi dittature europee, nella prima metà del XX secolo. Nacque un’impostazionescientifica della propaganda, cioè si cominciarono ad utilizzare metodi precisi da parte digruppi di specialisti per conquistare il consenso della massa, in riferimento ad azionipolitiche, in certe circostanze anche attraverso manipolazioni psicologiche. In altre parole,si materializza un'espressione del potere che si afferma attraverso la conquistadell'opinione pubblica. Questo fenomeno, che aveva cominciato ad assumere una valenzadel tutto particolare dalla Rivoluzione Francese in poi, si incrementò durante la PrimaGuerra Mondiale. In questo periodo, i governi dei paesi in guerra comprendono, infatti, lanecessità di "manipolare" sul piano intellettuale e morale sia le truppe che le popolazioni.In Italia, Mussolini ha controllato largamente l'informazione allo scopo di volgere l'opinionepubblica verso una posizione a sostegno del regime fascista. Il successo di Mussolini è daricercarsi nella figura stessa del "leader" (Mussolini aveva più volte letto e riletto“Psicologia delle Folle” di Le Bon).
L’OPINIONE PUBBLICA
Walter Lippman, nel suo lavoro pubblicato negli Stati Uniti nel1922 intitolato "Public Opinion" ("L'Opinione Pubblica", DonzelliEditore, Roma, 1999) riassume con efficacia il processoattraverso il quale le opinioni della gente diventano l'opinionepubblica. Per Lippmann, una opinione pubblica esiste quando ilpubblico riesce a disporre di informazioni tali, per qualità equantità, da possedere una corretta rappresentazione del mondo.Una élite di scienziati sociali organizzati in una burocrazia semi-pubblica avrebbe quindi dovuto analizzare statisticamente larealtà per poi comunicare i risultati di questi studi alla cittadinanza.Fu nel ricoprire il ruolo di sottosegretario aggiunto alla Guerra nel1917 che Lippman ebbe l'occasione di osservare il crescente intreccio di interessi tral'apparato militare e il mondo economico americano. Erano gli anni in cui il grande esercitocentralizzato, voluto da Elihu Root - Ministro della Guerra dal 1899 al 1904 e intimo amicodi Theodore Roosevelt - sostituiva la National Guard e diventava un referente privilegiatoper il grande capitalismo industriale (Oliviero Bergamini, "Un Esercito per la Nazione. ElihuRoot e la nascita del moderno sistema militare negli Stati Uniti", Marcos y Marcos, Milano,1996). Nel suo volume, Lippman descriveva come l'opinione pubblica abbia costruito ipropri miti, i propri eroi, i propri nemici, strappandoli alla storia per catapultarli dal "desertodel reale" al "mondo dell'effimero". In un'epoca ancora dominata dai giornali, la suapreoccupazione per un giornalismo esaustivo, in grado di documentare in modo completol'attività dei ceti dirigenti, come fondamento di una società democratica, si scontrava con lanecessità da parte delle élite al potere di fornire un'immagine stereotipata della realtà,costruita attraverso colloqui confidenziali e telefonate segrete, da trasmettere al grandepubblico. Secondo il filosofo pragmatista John Dewey, è il pubblico stesso che devecostruirsi una autonoma rappresentazione della realtà attraverso il dibattito pubblico,
 
continuo e sistematico, sulle diverse opzioni in campo. Secondo Dewey, nella vita socialee politica americana mancava proprio questo lavoro di scavo e discussione permanentedella realtà.
Una soggettiva notturna del castello e della tenuta diKane si introduce in modo furtivo e, a dispetto delcartello che avverte di non oltrepassare la cinta, siaddentra nel parco e per le sale del castello. In una diqueste, giace nel proprio letto un uomo anziano emalato. È il signor Kane, uno degli uomini più potentidella terra. In mano, stringe una di quelle piccolesfere di cristallo all’interno delle quali si riproduce inminiatura un paesaggio innevato. Improvvisamente,l’uomo apre la mano e la sfera rotola a terra.Sottovoce, le sue labbra pronunciano una parola cheun’infermiera, accorsa allarmata nella stanza, riesceappena a cogliere. Chi è che si aggira di notte nellatenuta di Kane, uno degli uomini più potenti dellaterra? Un ladro, un malvivente, o chi altro? Nellasfera di cristallo, che è una simbolicarappresentazione del destino e del mondo che fuggedalle mani di Kane, è racchiuso il mistero della sua vita e dell’ultima parola che le suelabbra hanno pronunciato: Rosebud ("Rosabella" nella versione italiana). Infatti, chi hapotuto violare senza ostacoli le recinzioni e le possenti mura del suo castello non è né unladro né un assassino, ma soltanto la morte. Subito dopo, un cinegiornale commentasommariamente le tappe della vita pubblica di Kane. La voce fuori campo celebra lemagnificenze della sua reggia e accostando la personalità del magnate a quella di GengisKhan, suggerisce che il suo vero termine di paragone risiede nella figura di WilliamRandolph Hearst. Il telecronista ricorda appunto che nel momento della sua massimaespansione, l’impero di Kane era costituito da 37 giornali, due sindacati, una radio: unimpero nell’impero che comprendeva foreste, fattorie, tipografie, imprese di costruzioni enumerose altre attività imprenditoriali, la cui unica origine era lo sfruttamento di una dellepiù ricche miniere d’oro del mondo. Ma chi era Charles Foster Kane? A causa deipersistenti attacchi che aveva portato alle tradizioni americane sulla proprietà privataalcuni dicevano che si trattava di un "comunista". Altri avevano invece sostenuto che sitrattava di un "fascista". Il giornalista Jerry Thompson riceve l'incarico di raccogliereinformazioni sulla vita del miliardario magnate della stampa e sul significato dellamisteriosa parola pronunciata dall'uomo sul letto di morte. Con una serie di flashback cherompono la tradizionale struttura narrativa del film, siamo così proiettati indietro nel tempo,attraverso i ricordi di Bernstein, dirigente di affari di Kane, Leland, il suo migliore amico,Susan, la sua ex seconda moglie, Raymond, il suo maggiordomo, e attraverso latestimonianza del diario scritto dal defunto signor Thatcher, che la madre di Kane avevanominato quale tutore legale della sua eredità, nel lontano 1870, quando Kane, allorabambino, fu allontanato dai genitori per entrare in un collegio dove il giovane Kane eracresciuto con un carattere incline alla ribellione ed al dispotismo. Al termine dell’inchiesta,
 
Thompson non è ancora in grado di stabilire il significato della parola pronunciata da Kaneprima di morire. Mentre la telecamera si allontana dalla dimora di Kane, così come vi siera indiscretamente introdotta, il mistero viene svelato nella sequenza finale: nel castellodi Kane, gli operai stanno sbaraccando tutto; tra gli oggetti superflui che gli eranoappartenuti e che ora vengono destinati al fuoco della caldaia, c’è anche uno slittino daneve che sta bruciando nella fornace. È lo stesso slittino con cui il piccolo Kane giocavasulle montagne di casa propria, prima che la madre lo destinasse al collegio. Sullo slittinocompare la scritta “Rosebud”: il segreto di una vita. "Citizen Kane” (in it. “Quarto Potere”) èconsiderato da molti critici il miglior film mai prodotto nella storia del cinema per lastraordinaria innovazione nella struttura narrativa e nell'utilizzo della telecamera per scandire il corso degli eventi. Al venticinquenne Welles, star del teatro e della radio, sipresentò l'occasione di realizzare in toto il proprio film, servendosi come spunto della vitadi William Randolph Hearst, tra i titani dell'editoria americana degli anni '30. In uncrescendo di eventi che fanno di circolarie simbolismo la loro caratteristica, ilregista/protagonista vita ad una grandiosa metafora della condizione umana,esaltandone miserie e contraddizioni. Ne deriva un'aperta e feroce critica alla societàcontemporanea, alla cultura del danaro e allo strapotere dei media. Senza possibilità direplica. Secondo le nozioni introdotte nelle dottrine politiche da Locke e da Montesquieu, ipoteri della Sovranità si distinguono in Legislativo, Esecutivo e Giudiziario. Sempresecondo Locke e Montesquieu, il corretto funzionamento dello Stato si fonda sulladivisione fisiologica dei tre poteri, che diversamente, accentrati nelle mani di un solouomo, darebbero origine ad un regime tirannico caratterizzato dalla corruzione. DopoMontesquieu e Locke, il merito di Orson Welles è stato di indicare l’esistenza di un QuartoPotere, legato all’informazione mediatica della società di massa nelle modernedemocrazie. Chi ne detiene il monopolio, suggerisce Orson Welles, è in gradod’influenzare l’opinione pubblica e di agire nei confronti della società come un modernotiranno. Proprio come William Randolph Hearst, ricco industriale americano e magnatedella carta stampata, a cui si ispira la vicenda di Kane, che fu veramente in grado, inalcuni momenti della propria esistenza, di determinare il corso delle vicende politiche delsuo paese. Negli anni Trenta, la figura di Hearst era stata al centro di numerosepolemiche, dirette ad attaccare il sistema di valori rappresentati da quest’ultimo. Gliattacchi nei confronti di William Hearst non avevano risparmiato neppure la sua vitaprivata e la relazione con l’attrice Marion Davies, a cui lo scrittore Aldous Huxley si eraaddirittura ispirato per comporre il suo racconto dal titolo "Dopo Molte Estati", del 1939.William Randolph Hearst diventa proprietario nel 1887 dell’ "Examiner", un giornale di SanFrancisco che suo padre aveva ricevuto come pagamento per dei debiti di gioco.L’Examiner sarà per William Hearst il trampolino di lancio di una formidabile attivitàeditoriale, che agli inizi del Novecento comprende una dozzina di giornali quotidiani,almeno venticinque riviste e una radio. La pratica in prima persona dell’attività giornalisticalo porta inoltre ad essere il capostipite di quel tipo di informazione che passerà alla storiacol nome di "yellow journalism", un giornalismo di carattere sensazionalistico i cui effettifurono decisivi nell’orientare l’opinione pubblica americana ai tempi della guerra del 1898,contro la Spagna. Impegnato anche in politica, Hearst fu eletto per ben due volte allaCamera dei Rappresentanti, mentre nel 1906 falliva un suo tentativo di essere elettogovernatore dello Stato di New York. Sposato e padre di cinque figli, nel 1920 Hearstavrebbe costruito a San Simeon, sulle spiagge della California, una vera e propria reggia(la Xandalù di Kane), dove trascorrere il suo tempo libero in compagnia dell’amante,l’attrice Marion Davies. Ricorda Chaplin a proposito della residenza di San Simeon: «
quattrocentomila acri del ranch di Hearst, a San Simeon, si estendevano per quasi cinquanta chilometri lungo la costa del Pacifico. Le abitazioni si trovavano su un altopiano,raggruppate come una cittadella, a centocinquanta metri sul livello del mare e a sei 

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