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Piero Cammerinesi - Quarto Potere

Piero Cammerinesi - Quarto Potere

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05/18/2012

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L’Archetipo Maggio
2009
30
 
Notiziario
 
L’appiattimento dellenotizie e la conseguenteazione di assopimentodelle coscienze da par-te dei media è decisa-mente aumentato negliultimi anni. Ciò è diret-ta conseguenza dell’ac-quisizione, da parte digrandi strutture politico-economiche, dei princi-pali mass media che ve-diamo oggi concentrati – a livello internazionale – in poche mani. Vi sonopoi commentatori indipendenti, sia in Italia che all’estero, che, pur stigmatizzando giusta-mente la mancanza di verità che dilaga nei mezzi di informazione, pensano che il ‘nemico’ dacombattere sia il giornalista che non fa emergere la verità.In realtà le cose sono un tantino piú complicate. Basti pensare che oggi il giornalista chevolesse far emergere determinate realtà, fornendo notizie realmente libere – con esclusionedi alcuni nomi eccellenti che se lo possono (ancora) permettere – si troverebbe davanti unaserie di barriere difficilmente superabili. La prima è costituita dal comitato di redazione odal capo redattore, che ovviamente è tenuto a seguire la ‘linea politica’ del giornale e nonpuò lasciar passare delle notizie non allineate con il progetto politico-economico del giornalemedesimo. Se poi riuscisse a bypassare questo primo ostacolo, si troverebbe di fronte quellodel direttore, che ha naturalmente il fiato sul collo dell’editore, il quale, a sua volta, subisce i‘ricatti’ di varie entità. Mi riferisco a realtà che vanno dagli inserzionisti agli azionisti dellacasa editrice, dai politici agli Istituti di Credito, fino alle forze piú o meno occulte che ‘pilotano’ costantemente, attraverso una rete di relazioni incrociate, tutti i mezzi di comunicazione.Se poi il nostro coraggioso giornalista riuscisse a far passare comunque un brandello diverità, schivando tutti questi ostacoli, si troverebbe di fronte i pericoli piú seri, che vanno dallicenziamento all’intimidazione penale, fino alla minaccia di morte. Non credo ci sia bisognodi ricordare colleghi come Carmine Pecorelli, Giuseppe Fava, Mauro de Mauro, Beppe Alfano,Mauro Rostagno e tanti altri caduti per la libertà di informazione, fino a Roberto Saviano,per fortuna (ancora) incolume. Ciò fa comprendere – con buona pace di coloro che imputanoogni responsabilità ai giornalisti – come sia oggi estremamente difficile una informazionenon ‘embedded’, considerato il generale progetto globale di controllo dei mass media che – partito dagli USA ed approdato prima in Europa e poi in Asia – è indubitabilmente in attoda svariati anni.Ma il problema non è solo costituito da questa enorme difficoltà a far emergere la veritàdi un fatto o di una notizia. È in atto oggi nei mezzi di informazione una strategia piúsottile e perniciosa di svilimento di certi valori, operazione che si è ormai ampiamenteaffermata nella nostra cultura in modo tale da far sembrare ‘normali’ approcci che sino apochi anni fa sarebbero apparsi lesivi della dignità umana e dei valori piú profondi nellanostra cultura.

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