Welcome to Scribd. Sign in or start your free trial to enjoy unlimited e-books, audiobooks & documents.Find out more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
3Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
Criteri metodologici per la formazione on line

Criteri metodologici per la formazione on line

Ratings:

5.0

(1)
|Views: 361|Likes:
Il contributo è apparso in R, Di Nubila (ed.), Saper fare formazione. Lecce: Pensa, 2005.
Il contributo è apparso in R, Di Nubila (ed.), Saper fare formazione. Lecce: Pensa, 2005.

More info:

Published by: Pier Cesare Rivoltella on Jun 28, 2008
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

06/19/2010

pdf

text

original

 
Criteri metodologici per l'apprendimento e la formazione on line
Pier Cesare Rivoltella, Università Cattolica di Milano[in R, Di Nubila (ed.),
Saper fare formazione
. Lecce: Pensa, 2005]
1. Apprendimento e formazione, tra presenza e distanza
I due termini “apprendimento” e “formazione” designano, per così dire, i due “versanti” delprocesso di trasmissione/acquisizione dei significati simbolici attraverso il quale, da sempre, l’uomogestisce e risolve la socializzazione e in essa la possibilità di sopravvivenza della specie nellasopravvivenza della cultura.Quando si parla di apprendimento ci si riferisce alle attività (strategie e tattiche) cui il soggettoricorre in funzione della acquisizione di contenuti ed esperienze: «Semanticamente apprenderesignifica afferrare, prendere con forza, comprendere, ossia, in definitiva, assimilare con la mente. Ilsignificato etimologico di apprendere, infine, presuppone una disponibilità e una capacità diincorporare segnali e dati di un sistema di strutture precostituite e di bisogni preesistenti»
1
.Il termine formazione, invece, – dopo aver indicato per un certo tempo soprattutto le attività ditrasferimento delle competenze all’interno delle professioni, come succede nell’apprendistato – siriferisce oggi di fatto a un’area semantica molto ampia che include il formale e l’informale, lascuola e l’azienda, in quanto spazi/ambiti entro i quali l’attività formativa si svolge, ricuperando insostanza il significato olistico ben evidenziato, in età romantica, dal tedesco
 Bildung
: «Sel’educazione implicava l’
e-ducere
e l’azione intenzionale, il dirigere e il guidare, alla fine il formarecome estrarre ma anche come conformare, la formazione pone, invece, in rilievo l’aspetto disviluppo organico, di acquisizione di una struttura e di un equilibrio (di una forma appunto), di unacrescita autoctona e autoregolata. Si è effettuato così uno slittamento terminologico che è ancheconcettuale e che sottolinea l’aspetto di impegno organizzativo che è proprio di ogni interventoeducativo-pedagogico»
2
.Lo spazio di mediazione e di reciproca permeabilità di questi due processi è da sempre costituito daimezzi di comunicazione: dalla parola, di cui spesso ci si dimentica la valenza tecnologica
3
, allascrittura, alla stampa, fino ai media elettrici ed elettronici, non c’è comunicazione (e quindi non cisono né formazione né apprendimento) se non a partire da questa importantissima opera dimediazione. La comunicazione – e la comunicazione formativa non fa eccezione - è sempremediata.
1
L. Trisciuzzi,
 Dizionario di Didattica
, ETS, Pisa 2001, p. 23.
2
F. Cambi, P. Orefice,
Fondamenti teorici del processo formativo
, Liguori, Napoli 1993, p. 81.
3
W. Ong,
Oralità e scrittura. Le tecnologie della parola
, Il Mulino, Bologna 1986.
 
Con questo, occorre anche fare attenzione a due dati rilevanti, come ha ben evidenziato Thompson.Anzitutto, i mezzi di comunicazione, proprio in virtù di questa loro funzione di mediazione, vannointesi più che come tecnologie o strumenti (come spesso impropriamente si fa, pensando soprattuttoalla loro natura di macchine), come dispositivi che giocano l’importantissima funzione simbolica digarantire la produzione, fissazione e circolazione di quella particolare categoria di materiali – cosìimportante per l’uomo - che sono i significati.D’altra parte è anche «importante sottolineare che la comunicazione mediata è sempre un fenomenosociale contestualizzato; è immerso in contesti sociali strutturati in vari modi, contesti che a lorovolta esercitano un effetto strutturante sulla comunicazione che in essi ha luogo»
4
.Quel che se ne ottiene, dunque, è un
sistema di cooperazione a tre soggetti in contesto
, in cui lacomunicazione mediata costituisce lo spazio attraverso il quale formazione e apprendimento sidanno e il contesto sociale lo sfondo di cui tutte e tre queste forme si alimentano.FormazioneMaestro AllievoApprendimentoMediaContesto sociale
Figura 1 – Comunicazione, apprendimento, formazione
Questo tipo di sistema, nel caso dei media e dell’ICT, è caratterizzato da aspetti e problematiche chepiù che in passato producono sulla formazione e sull’apprendimento una forte spintaall’innovazione.Anzitutto ridefiniscono gli
assetti organizzativi
del sistema formativo producendo dapprimal’affiancamento del dispositivo dell’aula con quello della distanza e poi la loro progressivaintegrazione: così, oggi, difficilmente si sente parlare come in un recente passato di formazione a
4
J. Thomspon,
 Mezzi di comunicazione e modernità
, Il Mulino, Bologna 1998, p. 22.
 
distanza (
FAD
) o di formazione
dual mode
(termine con cui si faceva riferimento al fatto che laformazione può avvenire secondo le due modalità della didattica d’aula e di quella a distanza), masempre più di frequente di formazione
blended 
, dove l’accento è sul fatto che presenza e distanzacostituiscono ormai gli ingredienti, sebbene in dosi e formati differenti, di qualsiasi interventoformativo. Da questo punto di vista l’auspicio è che in un futuro prossimo anche la qualifica di
blended 
cada, lasciando a definire il processo formativo nei suoi diversi formati tecnologici solo iltermine di formazione.Questa ridefinizione di assetto produce anche una radicale trasformazione del
lavoro diapprendimento
. A questo livello è soprattutto l’attività dei soggetti della formazione ad esserechiamata in gioco e sollecitata attraverso l’automotivazione, una maggior responsabilità e unmaggior controllo sui processi. Tutti questi aspetti rendono particolarmente adatto l’apprendimentoattraverso formati tecnologici di formazione a un’utenza adulta.Infine, specularmene rispetto a quanto si verifica per chi apprende, anche la
 funzione docente
vieneinvestita da un processo di profonda ridefinizione nei suoi ruoli tradizionali cui si affianca anche unfenomeno di proliferazione di nuovi ruoli. Il dato, a questo livello, è quello di un complessificarsidella funzione del formatore, di un suo ridefinirsi “al plurale”: sempre più l’équipe formativa sisostituisce alla figura del professionista isolato, ormai insufficiente a gestire da solo la molteplicitàdi livelli e di articolazioni della comunicazione formativa nei suoi nuovi assetti
5
.
2. La ridefinizione delle figure professionali: dal docente al tutor
La riconfigurazione “plurale” della funzione docente comporta l’individuazione all’internodell’équipe formativa di almeno due fenomeni rilevanti:-
 
da una parte la riconfigurazione del lavoro del formatore secondo nuove caratteristiche;-
 
dall’altra, la necessità di immaginare nuove figure professionali in grado di integrarnel’attività e, tra queste, in modo particolare, quella del tutor.Per quanto riguarda il lavoro del formatore si può ben dire che con i nuovi formati tecnologici diformazione esso viene ridefinito almeno in due sensi e cioè la
virtualità
e la
diffusione
. Virtualitànon significa rarefazione, evaporazione della presenza: in questo modo di intendere – ancoraaccreditato a livello di pedagogie popolari tra chi resiste all’e-Learning in nome del valore dellarelazione interpersonale tra maestro e allievo – il significato della virtualità è sottrattivo e fariferimento al fatto che in essa si avrebbe la presenza meno qualcosa. A questa accezione si tratta,invece, di contrapporre un significato semiotico della virtualità che approssima il formatore alla
5
Su questi aspetti cfr.: P. Ardizzone, P.C. Rivoltella,
 Didattiche per l’e-learning
, Carocci, Roma 2003; C. Scurati (acura di),
 E-Learning/Università. Esperienze, analisi, proposte
, Vita e Pensiero, Milano 2004; P. Ardizzone, B. Oliveto,
 Il docente facilitato
, Unicopli, Milano 2005.

Activity (3)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 hundred reads
1 thousand reads
michy.m117293 liked this

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->