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di
Paola Zanca
D
ieci anni da assessore e ottoda sindaco di Sesto San Gio- vanni. Più, altricinque da pre-sidente della provincia di Mila-no. Filippo Penati,la Lombar-dia la conosce bene. E ora, dacapo della segreteria politicadi PierluigiBersani, toccaan-che a lui capire come compor-tarsi nella terra dei leghisti.
Penati, come si smonta latesi degli amministratori diTradate?
Se non fosse una cosa seria, di-rei che una scemenza. Non so-lo perché, comeha avuto mo-dodidire ilTribunale,nonhapresupposti giuridiciper reg-gere,ma soprattuttoperchéparte da un concetto abomine- vole, quellodella tuteladellarazza padana. Già tutelare unarazzaè abominevole,figuria-mocitutelareuna razzachecisi è inventati.
Ma queste sono parole d’or-dine che hanno presa. Co-me si fa a cambiare vocabo-lario?
Spiegando cheil concettodibonus bebè è pura demagogia.Uno strumento assolutamenteinefficace, perché è solo unamancia chesi dàa chigià hadeciso diavere dei figli.Il pro-blema èche c’èbisogno dipo-litiche familiari vere:il trenddel calo demografico si inverteattraverso servizi,sgravi fisca-li, aiuti alle donne che diven-tano madri. Oggi temo che cisiano molte famiglieche vor-rebberoaverefigli manonlopossono fare perché c’è un si-stema produttivoche nonreg-ge.
Colpa della crisi?
Colpadiun governocheparlatanto di federalismo, ma intan-to strozza le casse dei Comuni:non siriesce piùa farele po-litiche tradizionali,figuriamo-ci quelle innovative.
Eppure il Pd sul federalismoha sempre cercato il dialo-go.. .
Il Pd noncerca accordi politi-cisti, nonlo sta facendoe nonlo farà.Il federalismoci inte-ressaperché faparte dellano-stra cultura, è una battaglia per l’organizzazione del Paese. Ab-biamo dato lanostra disponi-bilità adiscutere diun temaperché non è una legge che du-ra per un periodo,è una rifor-maprofonda. Mapiù passailtempo, più ci vengono i dubbiche il federalismo della Legasia soloun’etichetta, chenonserva a organizzare il Paese maa dividerlo.
Dunque, niente rincorsa suitemi cari ai leghisti?
Il Pd deve stare dentro quei te-mi, non può girare la testa, macon lesue risposte.Le ammi-nistrazioni dicentrosinistra inLombardia hanno fatto politi-che ditutt’altro stampo,quan-do ero in Provincia abbiamostanziato venti milioni di europer gli asili nido.
Però quando siete all'oppo-sizione non fate la voceg ros s a .
Guardi,ioin passatoperaver usato laparola sicurezza,quandosicredeva chelapo-tesserousaresolo quellidide-stra,sonostato accusatodies-sere “lo sceriffo di sinistra”. So-noconvinto chenonbisognaparlarelo stessolinguaggio,perché le parole pesano comemacigni.Anchese avolteab-biamo di fronte concetti diffi-cili daspiegare, dobbiamosta-re attenti a non essere grosso-lani,a nonusare paroleevoca-tive, a non legittimare le spinterazziste. Ma,attenzione, smet-
Da Brescia a Bergamo: la selezione economica delle Camicie Verdi
I
l bonus bebè prima di diventare il manifestopre e post elettorale del centrodestra (inparticolare della Lega) nasce comeprestazione di assistenza alla famiglia con prole. Lalegge quadro per la realizzazione del sistema integratodi interventi e servizi sociali (328/00) prevede che glienti locali, le regioni e lo Stato concorrano a garantire“con carattere di universalità”(e dunque a tutti iresidenti) i livelli essenziali di prestazioni sociali, tracui anche “misure per il sostengo delle responsabilitàfamiliari”. Ma gli enti locali leghisti hanno interpretatoquesta possibilità più che altro per far valere la riservanazionalista con la scusa della “ripresa demografica”dei soli cittadini. Ha aperto la strada il Comune diBrescia che dopo due anni di battaglia giudiziarie e 4sconfitte in Tribunale, nel dicembre scorso hafinalmente pagato 1.000 euro di bonus a italiani estranieri. Tuttora però la giunta Paroli coltiva ilcontenzioso in Cassazione. A seguire poi ci sono statii casi di Morazzone (Varese), Palazzago (Bergamo),Adro (Brescia) e infine Tradate. Tutti, tranne il primo,chiamati davanti al Tribunale e tutti condannati aestendere il bonus a tutti i nuovi nati.
E.Reg.
di
Elisabetta Reguitti
“I
l bonus bebè altro non vuole essere e non è senon un mero segnale diincoraggiamento innulla e per nullaattinente a si-tuazioni di bisogno né all’ap-partenenzaetnica orazzialebensì scaturente da considera-zioni circa il futuro della culturaeuropea comeindissolubil-mente legataai popolidell’Eu-ropa medesima”. E ancora: “Deltutto ovvio chealla morte deipopoli siaccompagna, ineludi-bilmente, lamorte dellerispet-tive culture”. Sonole argomen-tazioni portanti –dal sapore“ar iano”–del prossimo ricorsoin appello del Comune Pdl-Legadi Tradate (Varese)alla senten-za del tribunale di Milano, del 3giungo scorso, che definiva “di-scr iminator io”ilbonus bebè“nazionalista”.Per la verità è una storia già lettaquella dell’incentivo economi-co (solitamente variabiletra i500 e i 1000euro) per i nuovinati introdottoda molteammi-nistrazioni comunalisoprattut-to del profondo nord. Diversesentenze, ancherispetto aquanto stabilito nella conven-zionediNew Yorksuidirittidell’infanzia, hanno sottolinea-to che i diritti dei bambini de- vono essere garantiti “a prescin-dere da ogniconsiderazione dirazza, sesso e lingua”.Ma a Tra-date sta accadendoqualcosa didiverso. Questo ricorso, infatti,mette nero su bianco che i soldidelbonusnon servonoadaiu-tare le famiglie bisognose bensìa diffondere lacultura del cep-poeuropeo nonsulla basediprincipi culturali ma sulla pre- varicazione numerica di ungruppo etnico rispetto ad un al-t ro.
“L'ISTITUZIONE
del bonusbebè – “spiega”ancorail docu-mento –non si configura affattocome un intervento rientrantefra i servizi sociali assistenziali dinatura obbligatoria ma appartie-nealla categoriadegliincentivicollocatain ambitoconcettualeegiuridico tutt’affatto diversoed altro rispetto ai servizi socialiobbligator i”.Introdotto nel 2007, il bonus be-bè dellagiunta delsindaco Ste-fano Candianiaveva giàfattoparlare per una peculiarità: a dif-ferenza dialtri ComuniTradateaveva deciso di introdurre il vin-colo-requisito della cittadinanzaitaliana dientrambi igenitoriescludendo così persino i bimbidelle coppie miste. Stabilendocosì una secondo discriminazio-ne per il solofatto di avere unaconnotazione etnica derivantedalla diversa nazionalità dell’al-tro genitore.Ma al primo cittadino di Tradatequesto non è bastato e dunque –dopo la sentenza di primo grado
L’inter vista Filippo Penati (Pd)
“Spot xenofobi per coprire il fallimento del Carroccio”
del tribunale di Milano (sezionelavoro) –ha deciso, prima, di so-spendere l'erogazione a tutti delbonus e poi di proseguire con lalineadella difesarazzialescrittanella difesa cheverrà giudicatala prossima settimana. A sostegnodella teoriadella sal- vaguardiadel ceppoeuropeo(in particolare quello italiano se-condola visionepadana),neldocumento vengonoriportatianche stralci di studi fatti sull’an-damento demograficodel vec-chio continente.In particolare:“Le ragioni dell’incentivo hannotrattoimpulso darilievi chedapoco tempo vengono diffusi dalParlamento europeosecondocui, a fronte di un preoccupanteprogressivo aumento della po-polazione mondiale, quella eu-ropea invece presenta un fortetassodicalo demograficoedin- vec ch iamento ”.Viene ancheci-
tato un articolo pubblicato su
LaStampa
secondocui “l’Europa
ha appiccicata addosso l’eti-chetta dicontinente indeclinodemografico al qualerischia inquestomomento diaccompa-gnarsilaperdita dipesoedin-fluenza politica”.
MA ANCORA
non basta.La“difesa di Tradate”va oltre la di-scriminazionedello stranieroinquanto tale, guardando più inve-ce alla discriminazione razzialenonostante lo slogan, pubblica-tosul sitoufficiale delComune,alla vocebonus bebè.“Cresce -re... un bene comune”. Nella pa-gina dedicata al bonus spiccanoin primopiano il sorrisodi unbambinetto pasciuto e biondo eun adolescentesorridentedall’aspetto nordico pure quel-lo. Edopo la spiegazione ele in-dicazioni dellamodalità diac-cesso al bonus compaiono le fir-me del sindacoe degli assessoriai Servizi Sociali e Servizi Educa-tivi rispettivamente Cesare Cre-
Gentilini
Rivoluzioneanti-islamici
L
e sue sparate da sindacodi Treviso hanno fatto il giro del mondo. Ma ancheora, Giancarlo Gentilini con-tinua a far parlare di sè. Alla Festa padana a Venezia, loscorso 14 settembre, disse:“Voglio eliminare tutti quei bambini che vanno a rubareagli anziani”E aggiunse: “Vo-glio la rivoluzione contro gli immigrati che vogliono apri-re moschee e centri islamici”.
Trento choc
Test psico-sanitariagli stranieri
“S
ottoporre sistemati-camente tutti gli im-migrati ad esame sanita-rio e psichiatrico”per .scongiurare il “pericolo di contagio e/o di incolumità per tutti i malcapitati chedovessero venire in con-tatto fortuito con questi soggetti”. Questa l’interr o-gazione leghista al presi-dente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai.
Borghezio
Il disinfettantesulle nigeriane
P
ulizia, ma razzista. Co-me quella di MarioBorghezio sul treno Mila-no-Torino qualche anno fa (era il 1999). Quando portòcon sè un disinfettante ecominciò a spargerlo sui sedili dove si erano sedutealcune prostitute nigeria-ne. Una specie di ronda.“Una spruzzatina”l’ha defi-nita l’oggi eurodeputato le-ghista.
Idee da “trota”
Rimbalzail clandestino
E
ra l’estate dell’annoscorso e l’invenzionedi Renzo Bossi - il “tr ota”-sbarcò su facebook: per dimostrare di essere “un vero leghista”bisogna re-spingere le imbarcazioni di immigrati che tentanodi raggiungere le costeitaliane con un sempliceclick. È “Rimbalza il clan-destino”, gioco sul face- book della Lega Nord.
Altro chepartito delterritorio:parlanodi federalismoma strozzanoi comuni
RAZZISTI PADANI
tiamola anche di chiamare laLega “il partito del territorio”.
Non è così?
La Legasta cambiandopelle:quella del territorioè l’ultimafavola che raccontano. La veri-tà è che sta diventando una for-za di destra xenofoba, come LePen in Francia.
Un ritorno alle origini?
Ricominciano ad alzareil ves-sillo più radicale del loro arma-mentario per coprirele delu-sioni delloro elettorato.La Le-ga sul territorio sta soffrendo,perché sta approvando tuttoquelloche serveaBerlusconi.Ora anchei dirigentinazionalialzano tiro sugli slogan xeno-fobi per coprire i fallimenti delgoverno. Il nostrocompito èsmascherare la loro demago-gia, quella percui dicono unacosa quando parlanocon la
Tradate, profondo Nord
“
Il Comune“rivendica”il criterio diassegnazionegià giudicatodiscriminatoriodai giudici
”
Il razzismo nellecarte bollate
“
Sindaco eassessori atesta bassa:hanno fattoricorso control’alt alla lorodecisione
”
SOLO PICCOLI ARIANI
Lega-Pdl: bonus bebè solo agli italiani“Incentivo contro la morte dei popoli”
Sabato 4settembre 2010
di
Malcom Pagani
inviato a Venezia
I
l tappeto rosso di Luca Zaiaè unvigneto dimenticatodal mondo. Isola di Mazzor-bo, laguna veneziana, casepastello, solitudine e mezzo-giornodi nuvolenereall’or iz-zonte.
El Governator
del Venetosbarca da un taxi-boat, abbiglia-to con la costruita semplicità diun uomo in corsa.Jeans e scar-pe da ginnastica, frenesia, com-piacimento. Zaiasi adora,manonostantela gitaalvignetopuzzi dipaleofascismo instilecampagnadel grano,nonsispoglia. Per arrivare a capire sepiù in là della claque, nella com-mistione di dialetto e proclami,decisionismo e attitudine al co-mando, l’uomo nuovo abbiadefinitivamente convinto an-che il suo popolo, c’è bisognodi provetangibili. Dipanarelasciarada leghistanecessita digambe efiato. Sullavendem-mia cinefila, Zaia aveva puntatomolto. Sognava Quentin Taran-tino, avrebbepreso inspallaDepardieue Deneuvee allafi-ne, si era entusiasmato persinoper la madrina della Mostra, Isa-bellaRagonese.Il primohari-sposto con indistinte gutturali.Per glialtri, epidemia.L’at tore
francese infortunato, Catheri-ne nonpervenuta el’italianaprontissimaad addurreun’in-disposizionefulminante, inbi-lico tra fugae ripulsa, balbetta-ta dal presidente della BiennaleBaratta: “Colpa dell’aria condi-zionata”con gli occhi piantati aterra. In fondo, importa poco.
FERMARSI
è impossibile e seil duellocon Galanè momenta-neamente disarmato:“Perch énon è qui? Gli inviti non li ho fat-ti io”, lasfida conil clonever-sione greve,Tosi, equella inprospettiva conl’ef ficientistaCota, rischiano di approfondirele rughe sul volto e la preoccu-pata cupezza che di tanto in tan-to, si affacciasulla maschera diZaia. Il Doge dàdel tu a tutti.Bambinidown, nobilidaltriplocognome, contadini no-globalche sognano l’esproprio delleterredemaniali, attempatesi-gnore ingioiellate chesenza ti-morilo salutanocomevecchieamiche. I giornalisti premono, icameraman sradicano piante ra-reche ilviticoltore delposto,Biasol, ha riesumatodai libri dibotanica del ‘500. Zaia coglie unpomodoro. Lo addenta e indicala strada: “Tutti fuori dall’or to”.Poi, all’ora deldiscorso ufficia-le, facilitato dalla prosopopea diBaratta: “Vi offro una metafora,la Biennale è la mia vigna”e da-gli sguardi perplessi, intuisce ra-pido la stanchezzadei presentie li libera dandoloro ciò che siaspettano: “Ve la farò breve, so-no contro chi promette che congliOgmsi risananoibilanci.L’unicaviaper risalireèuniretradizione equalità, senzadi-menticare l’identità veneta”.Un tuonointerrompe ilgrandeclassico.Sorriso, calcolatapau-sa. Poi taglio di nastri, grappoliin bocca e indecoroso assalto albuffet moltopoco padano,cheil suo portavoce Beltotto sinte-tizza, rivelando la reale conside-razione di uncerto universo:“Ne ero sicuro, quando ci sono igiornalisti non rimane nulla”.Finita la parata, Zaia si concede.Usa la parola cazzo con mirabilefrequenza, propugna un mes-saggio rassicurante chepoco ache fare con le raffinatezze diBorghezio, definisce gli agricol-tori di Mazzorbo “eroici ”e mi-
schia le carte,una carezza agliomologhi diPantelleria el’alt raal partito. EugenioFascetti, l’al-lenatore di calcio, aveva coniatoun termine che a Zaia, si attagliaalla perfezione.Il “casino orga-nizzato”del
G ov er n at o r
è il tuttoe ilniente. Hapromesso ledi-missioni incaso dimancato sta-tuto veneto entro il 2010, ma pa-re averlodimenticato: “Non èesatto, ho detto solo che se non venisse ratificato, il Governo lo-cale non avrebbe più alcuna ra-gione di rimanerein carica”.Smussare, frenare, ripartire.Confondere,soprattutto. Itaglidei consiglieri?Rimandati. Legrandiopere? Qualchestradaprovinciale. La vicenda leghistadeibonusbebè diTradate?:“Èpassato il principiodella resi-denza obbligatoria. Se quegliimmigratinon cel’hanno, ile-ghistidel luogonon hannotor-to. Dobbiamoavere attenzione verso gliultimi, manon possia-mo permettere chei primi re-trocedanoin coda.Bisognara-zionalizzare, come fece la Re-pubblica venezianache iperdi-tempo ciondolanti li allontana- va, ma al tempo stesso, permet-teva chein cittàabitassero80.000 puttane”.L’accoglienza–perZaia – “è subordinataal ri-spetto delle regole”e se gli citi labarbarie di certe dichiarazionidi colleghi in fazzoletto verde,ciancia di pluralismo: “Perch énoi siamo l’ultimovero partitorimasto sul territorio”e addirit-turadi “cosmopolitismo obbli-gato, unica soluzioneper il fu-turo ”.
LE RADICI
però restano quel-le. Roma, naturalmente è sem-pretroppoaffamata: “Ma le pa-re che itedeschi avrebbero re-plicatoilFestival diBerlinoadHannover ?”. Però il governato-
re che ha ilterrore delle passe-relle sistemiche: “L’ostentazio-nedelpotere accendesempreipeggiori istinti. Se mi avesserofischiato sultappeto rosso? Avrei dovuto scavalcarela tran-senna.Ma nonsono violentoeho un passato da obiettore di co-scienza”, una patente la rifiuta:“Non sonoun ladroe vivodelmio”. Il rivoluzionario legato al-le tradizioni pesale alleanze:“Bondi lo difendo. Delle dinami-chedel salottovirtualedellospettacolonon sonulla peròsoche se non sei dei ‘loro ’, sempli-cemente nonesisti”. Sagraffia-re: “ElisabettaSgarbi chiè?”e silancia nel dipingereun Pan-theon cinematografico fellinia-no. Da
A mar c o rd
ai
Vitelloni
.“Unastoria esemplare. Se non fainientee perditempo,finiscimale”. E lui,tempo per sbaglia-re non ne ha più. La clessidrascorre. Selo osserviattenta-mente in controlucesembra di vedere LeopoldoTrieste nelfilm del‘53: “Euna mattinatisvegli, eri ragazzo fino a ieri eadesso non lo sei più”.
“I
mpegni professionali”verso lacasa della fidanzata, viaggi perraggiungere la casa al mare. Tuttocon l’auto blu. Il presidente del Consiglio regionaledel Friuli è sotto inchiesta da parte della Corte deiConti che sta verificando eventuali danni erariali.Gli episodi si sarebbero verificati dal 2008 al marzo2010. Ieri il leghista Edouard Ballaman ha presotempo sulle dimissioni: “La prossima settimanaavrò tutti gli elementi per maturare una decisioneche verrà adottata di concerto con il partito”. Ilpresidente, che ieri ha disertato l’inaugurazione diuna mostra sull'infanzia, a Udine, non ha voluto néconfermare, né smentire, le notizie secondo lequali sempre ieri sarebbe stato a Milano perincontri con i vertici della Lega. Se ne parleràinvece lunedì prossimo, durante la riunione delgruppo consiliare della Lega Nord, nella sede delpartito a Reana del Roiale (Udine) e alla quale“certamente”Ballaman –ha assicurato lui stesso – prenderà parte. Nessun commento, invece, sullerichieste di dimissioni avanzate dal coordinatoreregionale del Pdl, Isidoro Gottardo, e delsegretario regionale del Pd, Debora Serracchiani.
“Sporco negro”: la soluzione dei ragazzini
IN TRE, TUTTI ITALIANI, PESTANO UN COETANEO DI ORIGINE CUBANA
di
Davide Milosa
E
ra già successo. Per quasiunanno avevadovutosu-bire insulti e prese in giro per il coloredella suapelle. Luifaceva fintadi nullae tiravadritto. Forse non capiva ilmotivo ditanto odio.Maquelli continuavano a chia-marlo “sporco negro”. Fino aieri,quando dalleparoleso-no passati ai fatti, o meglio, aipugni eai calciin faccia,allebraccia,alle gambe,ovun-que. E tutto per una sempli-ce skateboardconteso. Vitti-ma un12enne diorigini cu-bane. Pocopiù grandi,inve-ce, isuoi aguzzinigià identi-ficatidai carabinieri.L’ag-gressione a sfondo razzistaha avuto come teatro il parcogiochi di Zelo Surrigone, ca-sette aschiera egiardinetticurati a duepassi da Milano. Atmosfera tranquilla da nordoperoso, dovela violenzacontrolo stranierocovadie-tro adappartamenti ordina-ti, bellefontane, stradepuli-te.L’episodioè avvenutogiove-dì pomeriggio,ma soloierimattinamamma Nurka,40anni, da15 inItalia, siè de-cisa asporgere denuncia.Ilsuo è unracconto strazianteche parte conquella corsafrenetica dauna ospedaleall’altro perportare soccor-so al suo Filippo. Sì perché aipugniche glihannofrattura-toil nasosisono aggiuntiicalci. E fin da subito si è ca-pito che lo skateboard era so-lo un pretesto per iniziare amenare lemani. “Lo teneva-no in due e il terzo lo picchia- va”, racconta la donna.Quelli erano bulli conosciu-ti, poco più grandi di Filippo,ma tutti iscritti alla scuolamediaGianni RodaridiVer-mezzo. Una scuola normalis-sima, dove ilbambino cuba-no,di padreitaliano enatonel nostro Paese, non ha maiavuto problemi. “E’un ragaz-zino pieno di amicie ben in-te grato ”, raccontanoqui a
Zelo Surrigone.
GIOVEDÌ SERA,
invece, ladonna rincasandodal lavoroha trovatoFilippo sedutoinsalotto con il volto tumefatto.“Lo hannoaccompagnato gliamici concui eraal parco,iol’ho portato subitoal prontosoccorso epoi sonoandatadai carabinieri”. Quindi inizia
Così parlò il Doge Zaia:“Meglio le puttane dei fannulloni”
LA “DOTTRINA”DEL GOVERNATORE VENETOMA I BIG DEL CINEFESTIVAL DISERTANO LA SUA GITA TRA LE VIGNE
Il manifesto
Bambinibiondi-ovviamente-nella campagna promozionaledelbonusbebèdelComunediTradate
Dai migrantiagli Ogm:solenne paratatra i filari“Ve n e z i aallontanavai perditempo”
In vacanza con l’auto blu: inchiesta sul presidente del Consiglio del Friuli
L’a g gressi o n e
alle porte diMilano: calcie pugniEra statominacciatoaltre volte
RAZZISTI PADANI
a riannodare i fatti. E lo fa conla voce rotta dal pianto e dallarabbia per quellaviolenza in-sensata. “Mio figlio era al par-co condue amicidella stessaetà quando sono arrivati i tre.Hannosalutato eglihannochiesto il suo skateboard. Miofiglio glielo ha dato”. Dopodi-ché Filippo si è spostato nellazona dell’altalena. “Quandoha visto che stavano per rom-pere lo skateboard è andato ar iprenderlo”. Da quiè inizia-totutto. “Lo hanno insultatodicendogli negro dim..., poidue lohanno tenutofermo euno ha cominciato a colpirlocon dei pugni: gli hanno rottoil nasoe gonfiatotutta lafac-cia”.Una violenzaassurdaacuigli amicidi Filippo,piùpiccolidegli aggressori,han-no assistito terrorizzati.Eppure non era la prima voltacheil bambinosubiva levio-lenze di quei ragazzi. Raccon-ta ancora mamma Nurka: “Luitornava a casa, mi raccontavatutto, maio glidicevo dila-sciarli perdere, che erano so-lo degli ignoranti”.spi e Filippo Renna. A seguire una sfilza di frasi tracui: “Se unbambinovivenell’ostilità imparaad aggredi-re”. Una poi è davvero straordi-naria soprattutto dopo aver lettoil ricorso. Il testo infatti dice: “Seun bambino vive nella tolleranzaimpara ad essere paziente”.
(F
OTO
A
NSA
)
gente ela tradisconoappenagirato l’angol o.
Quindi il Pd con la Lega nonha intenzione di parlare?
Noi parliamo all’elettorato del-la Lega, che è un elettorato po-polare enon va datouna voltapertutte comeassegnato alo-ro. Lo si conquista nel momen-to in cui si smaschera la dop-piezza e il cinismo politico deileghisti, dobbiamodimostrareche la nostra proposta è più ef-ficace.
Luca Zaia
(F
OTO
A
NSA
)
Filippo Penati
(F
OTO
A
NSA
)