Read without ads and support Scribd by becoming a Scribd Premium Reader.
 
1,20
 –Arretrati:
2,00
Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
Sabato4settembre 2010
 –Anno 2 –n° 234
Redazione: via Orazio n° 10 –00193 Romatel. +39 06 32818.1 –fax +39 06 32818.230
 w w w. i l f a t t o q u o t i d i a n o. i t
di
Furio Colombo
dc
C
hissà seinteresserà aicolleghi deputatiesenatori del Pd che hanno benevolmentefacilitato la legge leghista sul “fe d e ra l i s m ofiscale sapere cheilsindaco diTradate (Varese)hapresentato ilprimoesplicitotestoleghista sulla razza, e lo ha fatto con un atto legalerigorosamente razzistapresentato allaCorte di Appello di Milano? Attenzione aifatti. Ilsindaco diTradate, StefanoCandiani,Lega Nord,non èpeggiore deglialtri.Infattiil passaggiodel“pacchetto sicurezzaau -torizza i sindaci a estrose iniziative che negano laCostituzione elo Stato edanno lavera interpre-tazione al “federalismo fiscale”che ha come sco-poesclusivoeliminaregli italianidelSud,inse-gnare ildialetto, tormentaregli immigratie cac-ciare i rom.Ma,eil futuro?Chipensaal futurodellagentebianca che, come sapete, nel Nord leghista non èminacciata dallevigorose infiltrazionidella‘ndrangheta madalla presenzadi immigratichelavorano tutti, produconotutti per l’economiaitaliana e le pensioni italiane;ma poi la bravagente bianca e leghista della Padania vuole chenon abitino,vuole chenon preghino,vuole chenonfaccianofigli.E coilsindacoCandianidiTradate ha emesso l’editto sui bambini. Prescrive,nella Repubblica italiana nata dalla Resistenza: “IlComune elargirà500 eurodi premioper ognibambino nato. Ma solo se entrambi i genitori delbambino sono italiani”. Vuol dire: bianchi. L’edit -to eredita lo spirito del “pacchetto di leggi per ladifesa della razza”del 1939.Contro l’editto di Tradate sono intervenuti cit-tadini e gruppi per denunciare l’evento incre-dibile. E’intervenuto il Tribunale di Milano che hadichiarato, insentenza “Unevidente intentodidiscr iminazione”. Disolito, difronte arari attidiresistenza, ileghisti parlanodi equivoco,cam-biano discorso. Non adesso. Cito dal documentoleghista diricorso in appello: “Ilfine perseguitonon è nel modo più assoluto di garantire sostegnoaun bisogno.Ilfatto èchela popolazioneeu-ropea mostra un forte tasso di calo demografico.E’del tuttoovvio che alla mortedei popoli siaccompagnala mortedellerispettive culture.Ilbonusattiene alfuturo dellacultura europeain-dissolubilmente legata ai popoli dell’Europa me-desima”. Il dottor Goebbels e il Ku Klux Klan nonavrebbero potutodire meglio.La sfidaalla Co-stituzione, ma anchea tutte le leggie ai trattatisottoscritti dall’Italia con il resto del mondo liberoe civile, adesso è aperta.Sarebbe bene che losapessero e lo ricordassero i compagni, gli amici,gli astanti della Festa Pd di Torino che rimpian-gono ancorala mancata partecipazionedi Cota,Maroni e Calderloli.
AGENDA DEL GIORNALISTA 2010
www.agendadelgiornalista.it
TUTTI I CONTATTI CHE CONTANOAGENDA DEL GIORNALISTA 2010
www.agendadelgiornalista.it
TUTTI I CONTATTI CHE CONTANO
MANIFESTO LEGHISTSULLA RAZZA 
Niente aiuti ai bimbidi coppie miste “al trimentipuò morire la nostra cultura”
L'ultima matrioska
di
Marco Travaglio
 A 
Napoli, città record in Europa per numero direati, il procuratore Giandomenico Leporedenuncia: “Manca anche la carta per stamparegli atti e il materiale investigativo”, mentre imagistrati, anche quelli anticamorra, vanno al lavorocon mezzi propri o addirittura in treno perché ilbudget annuale per il carburante delle auto di servizioe di scorta è stato superato al 90% e mancano quattromesi alla fine dell’anno. In compenso il presidente delTribunale Carlo Alemi calcola che solo a Napoli lalegge sul cosiddetto “processo breve”stecchirà sulcolpo 50 mila processi pendenti, senza contare quellifuturi. Con almeno 50 mila colpevoli che la farannofranca e almeno 50 mila vittime che non avrannogiustizia. Ma di queste cosucce il sedicente ministrodella Giustizia Angelino Al Fano non si occupa: luiinfatti, secondo la Costituzione, deve soltantogarantire “l’organizzazione e il funzionamento deiservizi relativi alla giustizia”(articolo 110). L’altro giorno, quando l’Anm l’ha invitato a far funzionare lagiustizia fornendole i mezzi necessari, lo spensierato Angelino (spensierato nel senso etimologico deltermine) l’ha accusata di “difendere la casta deima gistrati”. Come se fare indagini e processi fosse unprivilegio castale. Poveretto. Ormai è talmentescreditato che prende sberle da tutti, persino daPecorella: ieri l’on. avv. ha segnalato un paio di effetticollaterali del suo mitico “processo breve”, a tuttodanno della difesa, cioè del tanto celebrato“ga ran t is m o ”:“Pensiamo a un giudizio di primo grado che si è concluso, nei 3 anni di cui parla la norma,con una condanna per l’imputato: se il giudiziod’appello dura più dei 2 anni previsti, che succede?Rimane la condanna in primo grado? Così rischiano legaranzie. Idem se la difesa chiede una perizia cherischia di far slittare i tempi ed estinguere il processo:il giudice rigetterà sicuramente la richiesta, a dannodell’imputato”. Ops, quel genio di Angelino Jolie nonci aveva pensato. Persino B. ormai diffida di lui. Infattipare stia pensando di abbandonare al suo destino il“processo brevee di rimpiazzarlo con l’ar masegreta, la legge Costa, che prende nome dall’ultimoscudo umano dell’allevamento berlusconiano: EnricoCosta, figlio del vecchio liberale cuneese RaffaeleCosta, antesignano delle battaglie contro i privilegidella Casta, purtroppo abbandonate quando lanciò ilpargoletto nel firmamento politico. Costa il Breve hainventato una norma che impedisce al giudice direspingere i testimoni inutili citati dalla difesa e diacquisire le sentenze definitive per non dover dimostrare fatti già consacrati dalla Cassazione. E’lalegge sul “processo lungo”, più consona alle esigenzedel premier: così i legali di B., al posto della lista testi,produrranno direttamente l’elenco telefonico, checomprende anche gli abbonati defunti, e il giudicesarà obbligato a sentirli tutti, così i suoi processi (maanche tutti gli altri) riposeranno in pace per sempre.Siccome il Costa è un ragazzo sveglio, alla domanda“non pensa che la sua legge rallenterà ulteriormente iproce ss i? ”, risponde: “Non è detto assolutamente”, anzi “offrendo più certezze potrà avere l’ef fettocontrar io”. Uno che ragiona così farà un carrierone,infatti il giovanotto è già capogruppo del Pdl incommissione giustizia alla Camera. I giornali loindicano come “ghediniano”. La fauna delcentrodestra italiota si arricchisce così di una nuovacategoria dello spirito. Un tempo c’erano i pidiellini.Poi si sdoppiarono in berlusconiani e finiani. Ora, inun gioco delle matrioske senza fine, i berlusconianipartoriscono la sottospecie dei ghediniani, da nonconfondere con gli alfaniani, i pecorelliani, i verdiniani, gli scajoliani, i carfagnani, idellutrian-manganiani, gli schifaniani. Quando, per partenogenesi, avremo pure i capezzoniani, glistracquadaniani e i costiani, la scissione dell’atomosarà cosa fatta. Poi dicono che il governo boicotta laricerca scientifica.
Ci sonof re q u e n z etv da assegnare. Per questo B. dicea Napolitano: da quando allo Sviluppo ci sono io, tutto vabene
U
di
Luca Telese
G E OP O L I T I CADELLE FESTEDI PARTITO
I
grandi luoghi della prima Repubblica, ave- vano sempre un che di seminariale: arrivavialla scuola quadri del Pci delle Frattocchie e tiparevadi chiudertiinun piccoloseminariorosso, bussavi alle porte della scuola demo-cristiana della Camilluccia, ed era come mu-rarsi in un piccoloe serioso monastero fattodi lezioni austere e seriose.
pag.
4
z
Cento nomi in unaltro documentodell’i m p re n d i t o redella cricca. I pm diPerugia indaganoanche su unversamento di 250mila euro aPasquale de Lise
Massari
pag.
7
z
GRANDI OPERE
x
Lavori dell’impresa ma non si sa se per Paolo o Silvio
LA NUOVA LISTA ANEMONESPUNTA UN BERLUSCONI
Solo bambini bianchi 
Questa è l’immagine checompare sul sito delcomune diTra d at e.“C re s ce re. .. u nbene comune”è lo slogan,a c c o m p ag n at odalle foto di unbimbo e di unragazzo di purarazza italiana.
Il comune diTradate ricorrecontro il tribunaledi Milano che avevabocciato il bonusbebè solo per lefamiglie italiane
Regui t ti
pag.
2 - 3
z
n
maternità
Gianna e le altre,quando un figlioarriva dopo i 50
D’Onghia
pag.
9
z
n
Iraq
 Americani addio:a Bagdad 7 anni dopotra rabbia e orgoglio
Steele
pag.
12 - 13
z
 
C AT T I V E R I E
Obama annuncia la fine della guerra in Iraq. Centinaia di  proiettili rimasti a mezz'aria.
( w w w. s p i n o z a . i t )
(F 
OTO
A
NSA
 ) (
OTO
MBLEMA
 )
y(7HC0D7*KSTKKQ( +"!"!}!"![
 
 pagina 2
di
Paola Zanca
D
ieci anni da assessore e ottoda sindaco di Sesto San Gio- vanni. Più, altricinque da pre-sidente della provincia di Mila-no. Filippo Penati,la Lombar-dia la conosce bene. E ora, dacapo della segreteria politicadi PierluigiBersani, toccaan-che a lui capire come compor-tarsi nella terra dei leghisti.
Penati, come si smonta latesi degli amministratori diTradate?
Se non fosse una cosa seria, di-rei che una scemenza. Non so-lo perché, comeha avuto mo-dodidire ilTribunale,nonhapresupposti giuridiciper reg-gere,ma soprattuttopercparte da un concetto abomine- vole, quellodella tuteladellarazza padana. Già tutelare unarazzaè abominevole,figuria-mocitutelareuna razzachecisi è inventati.
Ma queste sono parole d’or-dine che hanno presa. Co-me si fa a cambiare vocabo-lario?
Spiegando cheil concettodibonus bebè è pura demagogia.Uno strumento assolutamenteinefficace, perché è solo unamancia chesi dàa chigià hadeciso diavere dei figli.Il pro-blema èche c’èbisogno dipo-litiche familiari vere:il trenddel calo demografico si inverteattraverso servizi,sgravi fisca-li, aiuti alle donne che diven-tano madri. Oggi temo che cisiano molte famiglieche vor-rebberoaverefigli manonlopossono fare perché c’è un si-stema produttivoche nonreg-ge.
Colpa della crisi?
Colpadiun governocheparlatanto di federalismo, ma intan-to strozza le casse dei Comuni:non siriesce piùa farele po-litiche tradizionali,figuriamo-ci quelle innovative.
Eppure il Pd sul federalismoha sempre cercato il dialo-go.. .
Il Pd noncerca accordi politi-cisti, nonlo sta facendoe nonlo farà.Il federalismoci inte-ressaperché faparte dellano-stra cultura, è una battaglia per l’organizzazione del Paese. Ab-biamo dato lanostra disponi-bilità adiscutere diun temaperché non è una legge che du-ra per un periodo,è una rifor-maprofonda. Mapiù passailtempo, più ci vengono i dubbiche il federalismo della Legasia soloun’etichetta, chenonserva a organizzare il Paese maa dividerlo.
Dunque, niente rincorsa suitemi cari ai leghisti?
Il Pd deve stare dentro quei te-mi, non può girare la testa, macon lesue risposte.Le ammi-nistrazioni dicentrosinistra inLombardia hanno fatto politi-che ditutt’altro stampo,quan-do ero in Provincia abbiamostanziato venti milioni di europer gli asili nido.
Però quando siete all'oppo-sizione non fate la voceg ros s a .
Guardi,ioin passatoperaver usato laparola sicurezza,quandosicredeva chelapo-tesserousaresolo quellidide-stra,sonostato accusatodies-sere “lo sceriffo di sinistra”. So-noconvinto chenonbisognaparlarelo stessolinguaggio,perché le parole pesano comemacigni.Anchese avolteab-biamo di fronte concetti diffi-cili daspiegare, dobbiamosta-re attenti a non essere grosso-lani,a nonusare paroleevoca-tive, a non legittimare le spinterazziste. Ma,attenzione, smet-
Da Brescia a Bergamo: la selezione economica delle Camicie Verdi 
I
l bonus bebè prima di diventare il manifestopre e post elettorale del centrodestra (inparticolare della Lega) nasce comeprestazione di assistenza alla famiglia con prole. Lalegge quadro per la realizzazione del sistema integratodi interventi e servizi sociali (328/00) prevede che glienti locali, le regioni e lo Stato concorrano a garantire“con carattere di universalità”(e dunque a tutti iresidenti) i livelli essenziali di prestazioni sociali, tracui anche “misure per il sostengo delle responsabilitàfamiliari”. Ma gli enti locali leghisti hanno interpretatoquesta possibilità più che altro per far valere la riservanazionalista con la scusa della “ripresa demografica”dei soli cittadini. Ha aperto la strada il Comune diBrescia che dopo due anni di battaglia giudiziarie e 4sconfitte in Tribunale, nel dicembre scorso hafinalmente pagato 1.000 euro di bonus a italiani estranieri. Tuttora però la giunta Paroli coltiva ilcontenzioso in Cassazione. A seguire poi ci sono statii casi di Morazzone (Varese), Palazzago (Bergamo),Adro (Brescia) e infine Tradate. Tutti, tranne il primo,chiamati davanti al Tribunale e tutti condannati aestendere il bonus a tutti i nuovi nati.
E.Reg.
di
Elisabetta Reguitti
“I
l bonus bebè altro non vuole essere e non è senon un mero segnale diincoraggiamento innulla e per nullaattinente a si-tuazioni di bisogno né all’ap-partenenzaetnica orazzialebensì scaturente da considera-zioni circa il futuro della culturaeuropea comeindissolubil-mente legataai popolidell’Eu-ropa medesima”. E ancora: “Deltutto ovvio chealla morte deipopoli siaccompagna, ineludi-bilmente, lamorte dellerispet-tive culture”. Sonole argomen-tazioni portanti –dal sapore“ar iano”–del prossimo ricorsoin appello del Comune Pdl-Legadi Tradate (Varese)alla senten-za del tribunale di Milano, del 3giungo scorso, che definiva “di-scr iminator io”ilbonus bebè“nazionalista”.Per la verità è una storia già lettaquella dell’incentivo economi-co (solitamente variabiletra i500 e i 1000euro) per i nuovinati introdottoda molteammi-nistrazioni comunalisoprattut-to del profondo nord. Diversesentenze, ancherispetto aquanto stabilito nella conven-zionediNew Yorksuidirittidell’infanzia, hanno sottolinea-to che i diritti dei bambini de- vono essere garantiti “a prescin-dere da ogniconsiderazione dirazza, sesso e lingua”.Ma a Tra-date sta accadendoqualcosa didiverso. Questo ricorso, infatti,mette nero su bianco che i soldidelbonusnon servonoadaiu-tare le famiglie bisognose bensìa diffondere lacultura del cep-poeuropeo nonsulla basediprincipi culturali ma sulla pre- varicazione numerica di ungruppo etnico rispetto ad un al-t ro.
“L'ISTITUZIONE
del bonusbebè – “spiega”ancorail docu-mento –non si configura affattocome un intervento rientrantefra i servizi sociali assistenziali dinatura obbligatoria ma appartie-nealla categoriadegliincentivicollocatain ambitoconcettualeegiuridico tutt’affatto diversoed altro rispetto ai servizi socialiobbligator i”.Introdotto nel 2007, il bonus be-bè dellagiunta delsindaco Ste-fano Candianiaveva giàfattoparlare per una peculiarità: a dif-ferenza dialtri ComuniTradateaveva deciso di introdurre il vin-colo-requisito della cittadinanzaitaliana dientrambi igenitoriescludendo così persino i bimbidelle coppie miste. Stabilendocosì una secondo discriminazio-ne per il solofatto di avere unaconnotazione etnica derivantedalla diversa nazionalità dell’al-tro genitore.Ma al primo cittadino di Tradatequesto non è bastato e dunque –dopo la sentenza di primo grado
 L’inter vista Filippo Penati (Pd)
“Spot xenofobi per coprire il fallimento del Carroccio”
del tribunale di Milano (sezionelavoro) –ha deciso, prima, di so-spendere l'erogazione a tutti delbonus e poi di proseguire con lalineadella difesarazzialescrittanella difesa cheverrà giudicatala prossima settimana. A sostegnodella teoriadella sal- vaguardiadel ceppoeuropeo(in particolare quello italiano se-condola visionepadana),neldocumento vengonoriportatianche stralci di studi fatti sull’an-damento demograficodel vec-chio continente.In particolare:“Le ragioni dell’incentivo hannotrattoimpulso darilievi chedapoco tempo vengono diffusi dalParlamento europeosecondocui, a fronte di un preoccupanteprogressivo aumento della po-polazione mondiale, quella eu-ropea invece presenta un fortetassodicalo demograficoedin- vec ch iamento ”.Viene ancheci- tato un articolo pubblicato su
LaStampa
secondocui “l’Europa ha appiccicata addosso l’eti-chetta dicontinente indeclinodemografico al qualerischia inquestomomento diaccompa-gnarsilaperdita dipesoedin-fluenza politica”.
MA ANCORA
non basta.La“difesa di Tradate”va oltre la di-scriminazionedello stranieroinquanto tale, guardando più inve-ce alla discriminazione razzialenonostante lo slogan, pubblica-tosul sitoufficiale delComune,alla vocebonus bebè.“Cresce -re... un bene comune”. Nella pa-gina dedicata al bonus spiccanoin primopiano il sorrisodi unbambinetto pasciuto e biondo eun adolescentesorridentedall’aspetto nordico pure quel-lo. Edopo la spiegazione ele in-dicazioni dellamodalità diac-cesso al bonus compaiono le fir-me del sindacoe degli assessoriai Servizi Sociali e Servizi Educa-tivi rispettivamente Cesare Cre-
Gentilini 
Rivoluzioneanti-islamici
e sue sparate da sindacodi Treviso hanno fatto il giro del mondo. Ma ancheora, Giancarlo Gentilini con-tinua a far parlare di sè. Alla Festa padana a Venezia, loscorso 14 settembre, disse:“Voglio eliminare tutti quei  bambini che vanno a rubareagli anziani”E aggiunse: “Vo-glio la rivoluzione contro gli immigrati che vogliono apri-re moschee e centri islamici”.
Trento choc 
Test psico-sanitariagli stranieri
“S
ottoporre sistemati-camente tutti gli im-migrati ad esame sanita-rio e psichiatrico”per .scongiurare il “pericolo di contagio e/o di incolumità per tutti i malcapitati chedovessero venire in con-tatto fortuito con questi soggetti”. Questa l’interr o-gazione leghista al presi-dente della Provincia di  Trento Lorenzo Dellai.
Borghezio 
Il disinfettantesulle nigeriane
 ulizia, ma razzista. Co-me quella di MarioBorghezio sul treno Mila-no-Torino qualche anno fa (era il 1999). Quando portòcon sè un disinfettante ecominciò a spargerlo sui sedili dove si erano sedutealcune prostitute nigeria-ne. Una specie di ronda.“Una spruzzatina”l’ha defi-nita l’oggi eurodeputato le-ghista.
Idee da “trota” 
Rimbalzail clandestino
E
ra l’estate dell’annoscorso e l’invenzionedi Renzo Bossi - il “tr ota”-sbarcò su facebook: per dimostrare di essere “un vero leghista”bisogna re-spingere le imbarcazioni di immigrati che tentanodi raggiungere le costeitaliane con un sempliceclick. È “Rimbalza il clan-destino”, gioco sul face- book della Lega Nord.
 Altro chepartito delterritorio:parlanodi federalismoma strozzanoi comuni
RAZZISTI PADANI
tiamola anche di chiamare laLega “il partito del territorio”.
Non è così?
La Legasta cambiandopelle:quella del territorioè l’ultimafavola che raccontano. La veri-tà è che sta diventando una for-za di destra xenofoba, come LePen in Francia.
Un ritorno alle origini?
Ricominciano ad alzareil ves-sillo più radicale del loro arma-mentario per coprirele delu-sioni delloro elettorato.La Le-ga sul territorio sta soffrendo,perché sta approvando tuttoquelloche serveaBerlusconi.Ora anchei dirigentinazionalialzano tiro sugli slogan xeno-fobi per coprire i fallimenti delgoverno. Il nostrocompito èsmascherare la loro demago-gia, quella percui dicono unacosa quando parlanocon la
Tradate, profondo Nord 
Il Comune“rivendica”il criterio diassegnazionegià giudicatodiscriminatoriodai giudici
 Il razzismo nellecarte bollate
Sindaco eassessori atesta bassa:hanno fattoricorso control’alt alla lorodecisione
SOLO PICCOLI ARIANI
Lega-Pdl: bonus bebè solo agli italiani“Incentivo contro la morte dei popoli”
Sabato 4settembre 2010
di
Malcom Pagani
inviato a Venezia
I
l tappeto rosso di Luca Zaiaè unvigneto dimenticatodal mondo. Isola di Mazzor-bo, laguna veneziana, casepastello, solitudine e mezzo-giornodi nuvolenereall’or iz-zonte.
El Governator 
del Venetosbarca da un taxi-boat, abbiglia-to con la costruita semplicità diun uomo in corsa.Jeans e scar-pe da ginnastica, frenesia, com-piacimento. Zaiasi adora,manonostantela gitaalvignetopuzzi dipaleofascismo instilecampagnadel grano,nonsispoglia. Per arrivare a capire sepiù in là della claque, nella com-mistione di dialetto e proclami,decisionismo e attitudine al co-mando, l’uomo nuovo abbiadefinitivamente convinto an-che il suo popolo, c’è bisognodi provetangibili. Dipanarelasciarada leghistanecessita digambe efiato. Sullavendem-mia cinefila, Zaia aveva puntatomolto. Sognava Quentin Taran-tino, avrebbepreso inspallaDepardieue Deneuvee allafi-ne, si era entusiasmato persinoper la madrina della Mostra, Isa-bellaRagonese.Il primohari-sposto con indistinte gutturali.Per glialtri, epidemia.L’at tore francese infortunato, Catheri-ne nonpervenuta el’italianaprontissimaad addurreun’in-disposizionefulminante, inbi-lico tra fugae ripulsa, balbetta-ta dal presidente della BiennaleBaratta: “Colpa dell’aria condi-zionata”con gli occhi piantati aterra. In fondo, importa poco.
FERMARSI
è impossibile e seil duellocon Galanè momenta-neamente disarmato:“Perch énon è qui? Gli inviti non li ho fat-ti io”, lasfida conil clonever-sione greve,Tosi, equella inprospettiva conl’ef ficientistaCota, rischiano di approfondirele rughe sul volto e la preoccu-pata cupezza che di tanto in tan-to, si affacciasulla maschera diZaia. Il Doge dàdel tu a tutti.Bambinidown, nobilidaltriplocognome, contadini no-globalche sognano l’esproprio delleterredemaniali, attempatesi-gnore ingioiellate chesenza ti-morilo salutanocomevecchieamiche. I giornalisti premono, icameraman sradicano piante ra-reche ilviticoltore delposto,Biasol, ha riesumatodai libri dibotanica del ‘500. Zaia coglie unpomodoro. Lo addenta e indicala strada: “Tutti fuori dall’or to”.Poi, all’ora deldiscorso ufficia-le, facilitato dalla prosopopea diBaratta: “Vi offro una metafora,la Biennale è la mia vigna”e da-gli sguardi perplessi, intuisce ra-pido la stanchezzadei presentie li libera dandoloro ciò che siaspettano: “Ve la farò breve, so-no contro chi promette che congliOgmsi risananoibilanci.L’unicaviaper risalireèuniretradizione equalità, senzadi-menticare l’identità veneta”.Un tuonointerrompe ilgrandeclassico.Sorriso, calcolatapau-sa. Poi taglio di nastri, grappoliin bocca e indecoroso assalto albuffet moltopoco padano,cheil suo portavoce Beltotto sinte-tizza, rivelando la reale conside-razione di uncerto universo:“Ne ero sicuro, quando ci sono igiornalisti non rimane nulla”.Finita la parata, Zaia si concede.Usa la parola cazzo con mirabilefrequenza, propugna un mes-saggio rassicurante chepoco ache fare con le raffinatezze diBorghezio, definisce gli agricol-tori di Mazzorbo “eroici ”e mi- schia le carte,una carezza agliomologhi diPantelleria el’alt raal partito. EugenioFascetti, l’al-lenatore di calcio, aveva coniatoun termine che a Zaia, si attagliaalla perfezione.Il “casino orga-nizzato”del
ov er n at o
è il tuttoe ilniente. Hapromesso ledi-missioni incaso dimancato sta-tuto veneto entro il 2010, ma pa-re averlodimenticato: “Non èesatto, ho detto solo che se non venisse ratificato, il Governo lo-cale non avrebbe più alcuna ra-gione di rimanerein carica”.Smussare, frenare, ripartire.Confondere,soprattutto. Itaglidei consiglieri?Rimandati. Legrandiopere? Qualchestradaprovinciale. La vicenda leghistadeibonusbebè diTradate?:“Èpassato il principiodella resi-denza obbligatoria. Se quegliimmigratinon cel’hanno, ile-ghistidel luogonon hannotor-to. Dobbiamoavere attenzione verso gliultimi, manon possia-mo permettere chei primi re-trocedanoin coda.Bisognara-zionalizzare, come fece la Re-pubblica venezianache iperdi-tempo ciondolanti li allontana- va, ma al tempo stesso, permet-teva chein cittàabitassero80.000 puttane”.L’accoglienza–perZaia – “è subordinataal ri-spetto delle regole”e se gli citi labarbarie di certe dichiarazionidi colleghi in fazzoletto verde,ciancia di pluralismo: “Perch énoi siamo l’ultimovero partitorimasto sul territorio”e addirit-turadi “cosmopolitismo obbli-gato, unica soluzioneper il fu-turo ”.
LE RADICI
però restano quel-le. Roma, naturalmente è sem-pretroppoaffamata: “Ma le pa-re che itedeschi avrebbero re-plicatoilFestival diBerlinoadHannove?”. Però il governato- re che ha ilterrore delle passe-relle sistemiche: “L’ostentazio-nedelpotere accendesempreipeggiori istinti. Se mi avesserofischiato sultappeto rosso? Avrei dovuto scavalcarela tran-senna.Ma nonsono violentoeho un passato da obiettore di co-scienza”, una patente la rifiuta:“Non sonoun ladroe vivodelmio”. Il rivoluzionario legato al-le tradizioni pesale alleanze:“Bondi lo difendo. Delle dinami-chedel salottovirtualedellospettacolonon sonulla peròsoche se non sei dei ‘loro ’, sempli-cemente nonesisti”. Sagraffia-re: “ElisabettaSgarbi chiè?”e silancia nel dipingereun Pan-theon cinematografico fellinia-no. Da
 A mar o rd 
ai
Vitelloni 
.“Unastoria esemplare. Se non fainientee perditempo,finiscimale”. E lui,tempo per sbaglia-re non ne ha più. La clessidrascorre. Selo osserviattenta-mente in controlucesembra di vedere LeopoldoTrieste nelfilm del‘53: “Euna mattinatisvegli, eri ragazzo fino a ieri eadesso non lo sei più”.
“I
mpegni professionali”verso lacasa della fidanzata, viaggi perraggiungere la casa al mare. Tuttocon l’auto blu. Il presidente del Consiglio regionaledel Friuli è sotto inchiesta da parte della Corte deiConti che sta verificando eventuali danni erariali.Gli episodi si sarebbero verificati dal 2008 al marzo2010. Ieri il leghista Edouard Ballaman ha presotempo sulle dimissioni: “La prossima settimanaavrò tutti gli elementi per maturare una decisioneche verrà adottata di concerto con il partito”. Ilpresidente, che ieri ha disertato l’inaugurazione diuna mostra sull'infanzia, a Udine, non ha voluto néconfermare, né smentire, le notizie secondo lequali sempre ieri sarebbe stato a Milano perincontri con i vertici della Lega. Se ne parleràinvece lunedì prossimo, durante la riunione delgruppo consiliare della Lega Nord, nella sede delpartito a Reana del Roiale (Udine) e alla quale“certamente”Ballaman –ha assicurato lui stesso – prenderà parte. Nessun commento, invece, sullerichieste di dimissioni avanzate dal coordinatoreregionale del Pdl, Isidoro Gottardo, e delsegretario regionale del Pd, Debora Serracchiani.
“Sporco negro”: la soluzione dei ragazzini
IN TRE, TUTTI ITALIANI, PESTANO UN COETANEO DI ORIGINE CUBANA
di
Davide Milosa
E
ra già successo. Per quasiunanno avevadovutosu-bire insulti e prese in giro per il coloredella suapelle. Luifaceva fintadi nullae tiravadritto. Forse non capiva ilmotivo ditanto odio.Maquelli continuavano a chia-marlo “sporco negro”. Fino aieri,quando dalleparoleso-no passati ai fatti, o meglio, aipugni eai calciin faccia,allebraccia,alle gambe,ovun-que. E tutto per una sempli-ce skateboardconteso. Vitti-ma un12enne diorigini cu-bane. Pocopiù grandi,inve-ce, isuoi aguzzinigià identi-ficatidai carabinieri.L’ag-gressione a sfondo razzistaha avuto come teatro il parcogiochi di Zelo Surrigone, ca-sette aschiera egiardinetticurati a duepassi da Milano. Atmosfera tranquilla da nordoperoso, dovela violenzacontrolo stranierocovadie-tro adappartamenti ordina-ti, bellefontane, stradepuli-te.L’episodioè avvenutogiove-pomeriggio,ma soloierimattinamamma Nurka,40anni, da15 inItalia, siè de-cisa asporgere denuncia.Ilsuo è unracconto strazianteche parte conquella corsafrenetica dauna ospedaleall’altro perportare soccor-so al suo Filippo. Sì perché aipugniche glihannofrattura-toil nasosisono aggiuntiicalci. E fin da subito si è ca-pito che lo skateboard era so-lo un pretesto per iniziare amenare lemani. “Lo teneva-no in due e il terzo lo picchia- va”, racconta la donna.Quelli erano bulli conosciu-ti, poco più grandi di Filippo,ma tutti iscritti alla scuolamediaGianni RodaridiVer-mezzo. Una scuola normalis-sima, dove ilbambino cuba-no,di padreitaliano enatonel nostro Paese, non ha maiavuto problemi. “E’un ragaz-zino pieno di amicie ben in-te grato ”, raccontanoqui a Zelo Surrigone.
GIOVEDÌ SERA,
invece, ladonna rincasandodal lavoroha trovatoFilippo sedutoinsalotto con il volto tumefatto.“Lo hannoaccompagnato gliamici concui eraal parco,iol’ho portato subitoal prontosoccorso epoi sonoandatadai carabinieri”. Quindi inizia
Così parlò il Doge Zaia:“Meglio le puttane dei fannulloni”
LA “DOTTRINA”DEL GOVERNATORE VENETOMA I BIG DEL CINEFESTIVAL DISERTANO LA SUA GITA TRA LE VIGNE
Il manifesto 
Bambinibiondi-ovviamente-nella campagna promozionaledelbonusbebèdelComunediTradate
Dai migrantiagli Ogm:solenne paratatra i filari“Ve n e z i aallontanavai perditempo”
In vacanza con l’auto blu: inchiesta sul presidente del Consiglio del Friuli 
L’a g gressi o n e alle porte diMilano: calcie pugniEra statominacciatoaltre volte
RAZZISTI PADANI
a riannodare i fatti. E lo fa conla voce rotta dal pianto e dallarabbia per quellaviolenza in-sensata. “Mio figlio era al par-co condue amicidella stessaetà quando sono arrivati i tre.Hannosalutato eglihannochiesto il suo skateboard. Miofiglio glielo ha dato”. Dopodi-ché Filippo si è spostato nellazona dell’altalena. “Quandoha visto che stavano per rom-pere lo skateboard è andato aiprenderlo”. Da quiè inizia-totutto. “Lo hanno insultatodicendogli negro dim..., poidue lohanno tenutofermo euno ha cominciato a colpirlocon dei pugni: gli hanno rottoil nasoe gonfiatotutta lafac-cia”.Una violenzaassurdaacuigli amicidi Filippo,piùpiccolidegli aggressori,han-no assistito terrorizzati.Eppure non era la prima voltacheil bambinosubiva levio-lenze di quei ragazzi. Raccon-ta ancora mamma Nurka: “Luitornava a casa, mi raccontavatutto, maio glidicevo dila-sciarli perdere, che erano so-lo degli ignoranti”.spi e Filippo Renna. A seguire una sfilza di frasi tracui: “Se unbambinovivenell’ostilità imparaad aggredi-re”. Una poi è davvero straordi-naria soprattutto dopo aver lettoil ricorso. Il testo infatti dice: “Seun bambino vive nella tolleranzaimpara ad essere paziente”.
(F 
OTO
A
NSA
 )
gente ela tradisconoappenagirato l’angol o.
Quindi il Pd con la Lega nonha intenzione di parlare?
Noi parliamo all’elettorato del-la Lega, che è un elettorato po-polare enon va datouna voltapertutte comeassegnato alo-ro. Lo si conquista nel momen-to in cui si smaschera la dop-piezza e il cinismo politico deileghisti, dobbiamodimostrareche la nostra proposta è più ef-ficace.
Luca Zaia
(F 
OTO
A
NSA
 )
Filippo Penati
(F 
OTO
A
NSA
 )
 
 pagina 4Sabato 4settembre 2010
Da Torino a Labro,tutte le feste dell’estate 
E
state, tempo di feste politiche.Quest’anno il clou di fine estateè l’incontro dei finiani di Futuro eLibertà a Mirabello. In corso dal 31, siconcluderà domani con un interventoattesissimo di Fini, che ritornerà a parlarein veste di leader politico.
In corso anche la festa del Partitodemocratico a Torino, dove sono intervenutitutti i principali dirigenti, che si concluderà il12 con un intervento di Pier Luigi Bersani.A Labro, vicino Rieti, c’è la festa di Api, ilneonato movimento di Rutelli: anche questasi chiuderà domani con un intervento dell’exsindaco di Roma.Appena iniziata sempre nella Capitale, a SanLorenzo, la festa della Federazione dellasinistra, nata dalla fusione tra Prc e Pdci.Infine, inizierà l’8 settembre e durerà fino al13 ancora a Roma, al Colosseo, Atreju, lamanifestazione della Giovane Italia, i giovanidel Pdl, che verrà aperta per il secondo annoconsecutivo da Silvio Berlusconi, introdottoda Giorgia Meloni.
CASTA MEDITERRANÉE
I luoghi della prima Repubblica avevano ambizioniclaustrali. La seconda è vacanziera e pop
di
Luca Telese
I
grandi luoghidellaprimaRepubblica, avevanosem-pre un che di seminariale: ar-rivavialla scuolaquadridelPci delleFrattocchie eti parevadichiudertiin unpiccolosemi-nario rosso,bussavi alleportedella scuolademocristiana dellaCamilluccia, ed era come murar-si inun piccoloe seriosomona-stero fatto di lezioni austere e se-riose. Anchela Cgilaveva lasua
s ko l è
, che parevaricalcata sulmodellodi quelladelPci (egliera puregeograficamente vici-na)nellapiù ridenteAricciachefu teatro di epici caminetti ricon-ciliativi durante laSvolta dellaBolognina.
C L AU S T R A L I T À
 Anche lapiù secolarizzata e prosaica dellecorrenti democristianequelladorotea –prendeva il nome dalconvento di Santa Dorotea che leavevadatoi natali.E
Todo Modo
,capolavoro inarrivabile della let-teratura sciasciana, metteva inscenaun riconoscibileAldoMo-roche (benprima delmartiriobrigatista)era tratteggiatoconumori isterici e deformazioni ma-niacali,chiuso nellaclaustralitàdell’”eremo diZafer”. Lapiazzadella sinistracomunista, inognicaso, erala piazzadei Santiper eccellenza (San Giovanni) e quel-la della destra erapiazza del Po-polo. Il centrosinistra del 1964nacque con due storici convegnia SanPellegrino, chealludevanogià alla rinascita battesimale.
VACA N Z I E R I S M O
Se proviinvece ad indagare sui ritrovi del-la nuova politica, scopri che oggila mondanità prevalesulla semi-narialità, che il gorgo dell’opinio-nepolitica siagita sempreintor-no ai santuari vacanzieri. Un tem-pola politicainseguiva unaaspi-razionedi assoluto,adesso siac-contenta delle locazioni turisti-che. Enrico Letta, solo tre anni fa,ambientò la sua campagna per leprimarie “sulle spiagge del Tirre-no”.
IL RITO DELMIDAS
Il primoritodi passaggioperò,a benve-dere,è uneventopolitico chefada cardine fra due stagioni impor-tanti: il Midas fino ad allora era sta-toun hoteldedito allaconvegni-stica minore, che divenne d’impe-rio simbolo della consacrazionedel craxismo, il topònimo dellecongiure correntizie che aspiranoallapresa delpotere.Non perca-so, da allora, l’albergonee i suoisterminati sotterraneiospitaronotutti i riti congressuali della nuovapolitica, con particolare preferen-za per quelli di osservanza radica-le, equelli della vecchiaAn diGianfranco Fini. E persino conqualche cortocircuito paradossa-le, comequando leassisi pannel-liane si sovrapposero a quelle cheincoronavano laleadership diMassimo D’Alema.Era unpassag-gio di stagione evidente, quellodel Midas,che segnavala transi-zione dallafase monasticadellapolitica a quella alberghiera.
SUPERMERCATI, RITITERMALI
La metamofosi ana-grafica fra la vecchiae la nuovadestra, forse non acaso, si cele-brò in un luogoquasi alieno, unsupermercato, quellostorico diCasalecchio del Reno, dove SilvioBerlusconi (tempi lontani) invita- va a votare un leader ex missino.Del resto anche Gianfranco Finitroun
nomina loci 
che evocavagià insè illavacro purificatorediuna purificazionetermale: Fiug-gi.E dopodi allora, nullafu comeprima. Nella seconda Repubblicacapitava che luoghi minuscoli as-sumessero, per contrappasso,importanza macroscopica. Cle-mente Mastellarisollevò lafama
“NUOVO ULIVO”
PD, ANCHE LA BINDI CHIAMA FINI
POLITICHE
di un altro luogo termale decadu-to(potete capirequanto mistes-se acuore) quellaTelese terme,che per tre annifu la residenzaprivilegiata dell’Unione. Solo Ro-mano Prodi,in contro-tendenza,provò a designarecome sededell’ulivismo uncastello (comeGargonza) e un eremo (come Ca-maldoli). Mentre Giorgio Napoli-tano,con coerenzaadamantinacon le sue passioni europeiste, loinvitò a far risorgere l’Ulivo a Ven-totene (in omaggioalla bella sto-ria di Altiero Spinelli).Ma il tem-poera cambiato,e l’ulivismo ce-detteainuovi tempiinsiemeallesue residenzemedievalistiche.Enrico Cisnetto si appropriò consuccesso dell’estatedi Cortina,portandosul palconuovi eroiacavallofrapolitica efinanza:interra veneta preseropiede le co-miziate applauditissime di Vitto-rio Feltri,le firma copiedi Magdi Allame lepasseggiatedolomiti-che di Gianni Alemanno. Ai piedidelleAlpimise letendeEnricoLetta,ribattezzando Drò,in Ve-drò. Mentre Rutellicon l’Ap isceglie un inedito Labro
ZOLLE IN VENDITA
E il pra-tone verde un tempo periferico diPontida furivestito dallaLega diaure epico-celtiche, insieme allebaite di Ponte di legno. Una palin-gensicosìbrusca chegliettariditerraanonimi venivanoriscattati,zolla per zolla, con una inventivaforma di azionariato popolare. ALorenzago GiulioTremontihaportatosaggi costituzionaliinpantaloncini divelluto ebevutenordiste. Lapiù anticadelle festepolitiche stanzialirimasta inpie-di, quella di Mirabello, è oggi tea-tro di una contesache è anchesimbolica. A Mirabello Fini fu bat-tezzato “De lfinodaGiorgio Al- mirante e a Mirabello Silvio Ber-lusconi e le (per ora presunte) ar-matedi MichelaBrambillavor-rebbero inchiodarloalla provadifuoco di unacontestazione orga-nizzata. A Mirabello vedremo sfi-lare ancheil messo di
L i b e ro
ch e vuoleconsegnare alpresidentedella Camerale firme chelo con-testano.Iriti delseminariosiestinguono di fronte a quelli dellateatralità, leconventicole inizia-tiche lascianoil passoalle aduna-te oceaniche. L’evento funzionaancorameglio seoltre adavvin-cere intrattiene, se oltre al relato-re allietaanche la famiglia.O ad-diritturalacorte, comenelcasodella Certosa, un veroparco a te-ma sul berlusconismo, con tantodi vulcani, menestrelli e finte eru-zioni.Lapolitica siadattaaltem-po del Mediterranèe.
FESTE DEMOCRATICHE
Difronte all’insorgenza diquestenuove forme rappresentative del-la politicaspettacolo, prevalgo-no il luogo di culto e il ritiro ini-ziatico. Eparadossalmente per-dono di identità le feste democra-tiche che sono per definizione iti-neranti. Semprestraordinaria-mente redditizie, masempre po-liticamentepiù periferiche(vedipolemica sulla presenza di Ro-berto Cota) perché l’avver sario veste i panni del nemico, e sce-gliedi noncontaminarsi nelcon-fronto. A GenovaLino Paganellisi giocòla presenzadei ministriberlusconianiper unabattutache nell’estate diNoemifecescuola: “Questa èuna festa, nonun festino”. Parigi, a volte, val be-ne una messa.
Da Frattocchiea Pontida, daTodo Modo aMirabello:come cambianoi posti sceltidalla politica
Viaggio in Italia 
Eccodove si fanno feste e comizi,scuole e congressi
di
Stefano Caselli
“L
a situazione è incerta e noi siamof lessibili”. Parola diPierluigi Ber-sani. E c’è dacredergli:portespalan-cate aFuturo eLibertà, all’Udc, all’Ap idi Rutelli, un occhio ai veti incrociati traDiPietro eCasini,unorecchio allava-riegataarea dellasinistra.NelPd èchiaro –tira sempre più aria di elezionianticipate ei massimi dirigentifanno agara a dareun volto a quel“Nuovo Uli- vo annunciato da Bersani nell’or maicelebre lettera a
Repubblica
. Ieri è stato ilturno di Rosy Bindi: “SeBerlusconi ela Legadichiara il presidentedel partito ai microfonidi Telelombardia do- vessero portare il Paesealle terze elezioni in seianni, allora noi propor-remoa Fliun’alleanzaperla democrazia.Noistaremocon tutticolo-ro che sono disponibiliasalvare laCostituzio-ne”.
Una posizione
ch etrova sponda nell’ex se-gretario delpartito PopolarePierluigiCastagnetti,intercettato aTorino trailpubblico della Festa Democratica:“Con ifiniani èopportuna un’alleanzapree postelettorale peruna nuovale-gislatura costituente”. Dunque si pro-fila un’ammucchiata? “Nodi certoprecisa Rosy Bindi –non ho propostoné alleanzecon Fininé ammucchiate.Ho ripetuto cose già dette in queste set-timane; seBerlusconi cercauna provadi forza, chiederemo a tutti di difenderela Costituzionee la democrazia”.E Ca-sini? “Credo che l’Udc debba entrare inquestanuova forzaconclude Bindisi èaperta una nuova pos-sibilità percostruireuna nuova alternativadi governo”. Che pochigiorni fa il pubblico diTorino abbiasonora-mente fischiato FrancoMarini,per averdetto,durante undibattitoconAntonio DiPietro,che il “compito del Pdè portareCasini dallanostra parte”, non è co-sa chesembra preoc-cupare i vertici delpartito. Bersani, in- vece, lancia segnali ai transfughidell’Api di Rutelli: “Con Api –dichiara ilsegretarioospitealla festadellaforma-zione rutelliana possiamo immagina-re un re-incontro, nonso se il TerzoPolo cisarà maè assolutamenteimma-ginabile un’alleanza di governo”. Quan-toai finiani,ilsegretarionon sisbilan-cia, ma tutti (almeno nel Pd) sembranodare per certa una rottura definitiva nelcentrodestra: “Ciaspettiamo coeren-za”, dichiaraCastagnetti. Eforse inno-me della coerenza Italo Bocchino frena:“Siamo nel centrodestra e rimaniamonel centrodestra –dichiara il capogrup-po Fli –non ci sono ragioni per elezionianticipate,né cisono ragionipolitichee culturali per alleanze con la sinistra”.
Dall’a re n a
nonostante ilsassolan-ciato sul
Corriere della Sera
si tiene allalargaWalter Veltroni,ieria Torinoincompagniadi donLuigi Ciotti:“Sonoottimista –dichiara il fondatore del Pd –pensochela maggioranzadegliitalianisia pronta per accogliere un messaggiodi cambiamento”. Vana la richiesta diunapresadi posizionepiùcircostan-ziata. Veltroni preferisce svicolare ver-so i ristoranti della Festa democratica.
 Veltroni si tienefuori dallamischia: “Sonoottimista.Gli italianipronti a uncambiamento”
IL COLLE“S o s t eg n oai Magistrati”
G
iorgioNapolitanosollecita leistituzioniaso-stenere la magistratura e le forze dell’ord ine checombattono leorganizzazioni mafiose.Na-politano haparlato inoccasione delventottesi-mo anniversario dell’uccisione del prefetto Car-lo Alberto Dalla Chiesa, della moglie EmanuelaSetti Carraro e dell’agente Domenico Russo. “Ilricordo del sacrificio del generale Dalla Chiesa”,ha scritto in un messaggioinviato al prefetto diPalermoGiuseppeCaruso, è“ancora oggi pre-ziosa occasione”per “rinnovare un convergenteedeciso sostegnodelle istituzionirepubblicanee della società civile all’attività di contrasto delleorganizzazioni criminali svolta dalla magistratu-ra e dalleforze dell’ordine, al finedi contenernela capacità dicontrollo del territorio edi infil-trazione nella economia, nazionale e internazio-nale”. Sempreieri in un’intervistaal
 M e s s a g ge ro
Napolitanoaveva sollecitatouna politicaincisi- va in favore dei giovani. “Molti sono senza un’oc-cupazione,moltisono impegnatiinun’attivitàformativa, molti stanno terminando pure questaattività e finiranno con l’aggiungersi ai primi", haricordato il capo dello Stato in un colloquio con ildirettore, Roberto Napoletano.“Dobbiamo riu-scire a dare risposte anche muovendoci nei limitistretti che l’impegno ineludibile dei vincoli di bi-lancio dello Stato ci impone”, ha poi ammonito.
Search History:
Searching...
Result 00 of 00
00 results for result for
  • p.
  • More From This User

    Notes
    Load more