Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Save to My Library
Look up keyword
Like this
2Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
ILFT20100914

ILFT20100914

Ratings: (0)|Views: 1,041|Likes:
Published by hugoproff

More info:

Published by: hugoproff on Sep 14, 2010
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/22/2014

pdf

text

original

 
1,20
 –Arretrati:
2,00
Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
Mar tedì14settembre 2010
 –Anno 2 n° 242
Redazione: via Orazio n° 10 –00193 Romatel. +39 06 32818.1 –fax +39 06 32818.230
 w w w. i l f a t t o q u o t i d i a n o. i t
Il solito Stracquadanio confessa: per lapoliticaci si puòanchep ro s t i t u i re. Come dire: Puttane della libertà
GHEDDAFICI SPARA CON LE NOSTRE NAVI
L’accordo di B. gli concede poteri assoluti
Una motovedetta libica con a bordo finanzieri italianimitraglia un peschereccio di Mazara del Vallo
L’inciucio buono
di
Marco Travaglio
S
ergio Rizzo, una delle poche firme ancoraleggibili sul Pompiere della Sera, domandava ieriche fine abbia fatto il disegno di leggeanti-corruzione annunciato in pompa magna dalConsiglio dei ministri il 1° marzo, che ora riposa inpace in un cassetto del Senato dove tiene compagniaalla legge Grillo sull’incandidabilità dei condannati.“Purtroppo –scrive Rizzo la lotta alla corruzione èscivolata in fondo all’agenda”. Naturalmente, avendoscritto con Stella
La Casta
e poi
La cricca
, Rizzo sabenissimo che fine ha fatto quel ddl e perché. Ilgoverno presieduto da un noto corruttore di giudici,testimoni, finanzieri e politici non può approvare unaseria legge anti-corruzione per un motivo antico comeil mondo: il principio di non contraddizione. L’unicasperanza che una legge del genere venga approvata èche ci pensi il Parlamento, con una maggioranzadiversa da quella di governo. Ora, almeno a parole,questa maggioranza sembra essersi materializzatasabato mattina alla Versiliana, alla festa del
Fa t t oQuotidiano
: lì Antonio Di Pietro (Idv), Fabio Granata(Fli) e Claudio Fava (Sel) hanno pubblicamentesottoscritto la proposta di legge anti-corruzioneavanzata sabato dal nostro giornale e sollecitata sulnostro palco anche dal Procuratore aggiunto di MilanoFrancesco Greco (che ha chiesto pure norme piùrigorose sul finanziamento illecito dei partiti). Nellestesse ore Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori Pd,annunciava che anche il suo partito ci sta. Purtroppoquello di Fava in Parlamento non c’è. Ma sia Di Pietrosia Granata si sono impegnati a chiedere, allaconferenza dei capigruppo dove si decide ilcalendario dei lavori della Camera, che la legge vengamessa in discussione al più presto. Poiché i gruppiparlamentari sono sette (Pdl, Lega, Fli, Pd, Idv, Udc,Misto), ai tre che hanno già aderito dovràaggiungersene un quarto, poi la “n o stralegge potrà iniziare il suo percorso. Con gli scandali che sisusseguono a ritmo quotidiano, sarà interessante vedere quali partiti diranno pregiudizialmente no auna legge che finalmente combatte corruzione e reatifinanziari collegati, aiutando il nostro Statosquattrinato a recuperare risorse dall’enor meserbatoio dell’illegalità: 60 miliardi dispersi ogni annoin tangenti, 120 in evasione fiscale (con 400 miliardi diimposte evase accertate ma non incassatedall’Amministrazione), 150 in attività mafiose e così via. Basterà che i 206 deputati del Pd, i 24 dell’Idv, i 35di Fli trovino 51 alleati fra i 38 dell’Udc e i 31 del Misto,e si raggiungerà la fatidica quota di 316, cioè lamaggioranza assoluta della Camera. Ma ne basterannoanche meno, visto che mai l’aula di Montecitorio sipresenta a ranghi completi. Non ci illudiamo che ilpercorso di una legge tanto rigorosa sia unapasseggiata. Ma la sfida è lanciata. E in controtendenzacon quanto accaduto in Parlamento negli ultimi 16anni, quando destra e sinistra si mettevano d’a cco rd oper votare leggi bipartisan pro mafia e pro corruzione.Per la prima volta, sullo stesso palco, finiani edipietristi (con l’adesione a distanza dei piddini)hanno sottoscritto una legge bipartisan anti-mafia eanti-corruzione. Un “inciucio buono”. Ora vedremo sealle parole seguiranno i fatti e il nostro giornale,chiamandosi
Il Fatto
, tallonerà i partiti per tener loro ilfiato sul collo. Ma la notizia c’è tutta. Eppure ieri nonne abbiamo trovato traccia su alcun quotidiano (né inalcun telegiornale, figuriamoci). Erano tutti troppoimpegnati a inseguire i deliri di B, i battiti d’ali di Casinie Uolter, le pernacchie e i diti medi di Bossi. Le solitemenate politichesi. Si conferma dunque ancora una volta che la lotta alla corruzione “è scivolata in fondoall’agenda”non solo del governo e della maggioranza.Ma anche dei giornali. Che sono ormai laprosecuzione del governo e della maggioranza conaltri mezzi. Il loro motto, sui problemi seri, è quello di José Mourinho: zero tituli.
LA NOSTRA PROPOSTA
x
Dopo l’ok di Idv e finiani arriva il sì del Pd
No ai corrotti, la legge del “Fa t t o va
Il governo ha apertoun’inchiesta. Ma è statolo stesso ministro Maroni,nel 2009, a regalarealla Libia sei unità navaliper i pattugliamenti in mare
D’Onghia, Gramaglia
pag.
5
z
Pr e s i d e n t dica basta 
di
Antonio Padellaro
dc
N
ontireremo ilpresi-dente Napolitanoper la giacchetta(ci man-cherebbe altro),mac’è una domandache vor-remmo, moltorispettosa-mente, cheprendesse inconsiderazione. Quanteal-tre scuole dello Stato italia-no,pagate coni soldidegliitaliani subiranno, dopoquella di Adro, l’onta dei sim-bolicol Soledelle Alpiim-pressiovunque (banchi,ce-stini dei rifiuti, zerbini, tavo-li, cartelli,finestre) primache qualcuno pretenda dalsindaco leghista, magari conl’ausilio della forza pubblica,il rispetto dell’articolo 5 del-la Costituzione italiana: “LaRepubblica èuna eindivisi-bile”? Qualcuno, Presidente,dirà alla signora Gelmini cheun ministro dell’Istr uzione(una volta pubblica) nonpuò trasmettereal suddettosindacoil suo“vivo apprez-zamento personalepequella scuola marchiata madefinita “modellodi riferi-mento? Veroche laministraha poi ritirato la mano defi-nendo “folklor isticoil pri-mocittadino (sifa perdire)dello sfortunato comunebresciano. Eppure, signor Presidente, sono almeno ve n t’anni chetutte lematta-ne leghiste vengono così de-finite:folkloristiche. Unali-bi, soprattutto, per quella si-nistra a cui conviene far fintadi non vedere i manifesti pa-dani della razza.E i ministripadaniche dallestanzedelgoverno alacrementelavora-no per la secessione padana.Mentre intitolano le scuolepadanee insultanoiltrico-lore. Lei, Signor Presidente,cherappresenta l’unità na-zionale, non si sente ribollireil sangue?
U
di
Michele Boldrin
FUORII MEDIOCRIDALLE AULE
R
iflettiamo sul clamore e losconquasso generatodairecenti provvedimentidelministro Mariastella Gelmini.Il problema di fondo mi sem-bra il seguente: nessuna delleduepartiha comepriorilascuola “per sé”.
pag.
18
z
U
di
Luca Telese
PD, FAIDEALL’OMBRADI FREUD
P
ierLuigi Bersanichiudelafesta di Torino. In piedi, sca-miciato, solo. Per la prima voltaun leader del Pd parla senza an-geli custodi, senza alfieri, senzal’abbraccio deidue principalidirigenti del partito, immanca-bilmente vicini a lui.
pag.
8
z
n
inchiesta P3
Comprati e venduticosì affondaronoil governo Prodi
Zanca
pag.
2
z
Una gigantografia di Berlusconi e Gheddafiche compare su un palazzo di Tripoli
 
C AT T I V E R I E
 Berlusconi ha ragione: gli  arbitri sono di sinistra.Osservano unacompetizione giocata da altri, sbagliano spesso...w w w. s p i n o z a . i t
LA PROTESTA
x
 Adro e tagli,la scuoladella Gelmini
Il senatoredemocraticoZanda: “Pe rc h éUdc, Lega e Pdld ov re bb e roopporsi? Soloi collusi possonoboicottarla”
Calapà
pag.
3
z
Si è aperto l’annoscolastico conmobilitazioni intutta Italia. Daiprecari all’istruzioneleghista
Perniconi, Reguittie Sansa
pag.
6-7
z
y(7HC0D7*KSTKKQ( +"!z!;!#![
 
 pagina 2
La P3, Sica e la volontà di Cesare: contattate e convincete 
L
a conferma di Martino el’inchiesta sulla “nuova loggia”,detta P3, nata da uno stralciosulle indagini dell’appalto sull’eolico inSardegna. Tre i personaggi principali, finitiagli arresti: l’imprenditore Flavio Carboni,l’imprenditore edile Arcangelo Martino e ilgeometra Pasquale Lombardi, in carceredall’8 luglio scorso. Coinvolti anche altribig come il senatore Marcello Dell’Utri, e ilcoordinatore del Pdl, Denis Verdini. Tra ifiloni dell’inchiesta: il business dell’eolico inSardegna, il sostegno al lodo Alfano e lenomine al Csm. Dopo oltre un mese dismentite, è nell’interrogatorio del 18agosto che Martino fa le prime ammissioni,e parla del governo Prodi e delle trame perfarlo cadere. Centrale il ruolo di ErnestoSica, poi assessore alla Regione Campania,secondo Martino è l’uomo di collegamentotra Silvio Berlusconi (chiamato “C e sa re”)e i vari senatori (compreso GiulioAndreotti) contatti per la famosa “spallata”alla maggioranza.
COSÌ PRODI FU AFFONDATO
Le rivelazioni di Martino e la conferma di Boccia:ecco come riuscirono a far cadere il governo di centrosinistra
di
Paola Zanca
“I
oliinseguivo intutteleparti d'Italia edel mon-do. Li chiamavo al tele-fono per capireche in-tenzioniavessero. Insistevo.Eogni voltami sentivorisponde-re: ‘Veniamo, nonci sono pro-blem i’. E poi non si faceva vede- re nessuno”. Antonio Boccia per due anni hafatto il pallottolieredel governoProdi. Segretariod'aula al Senato, dal 2006 al 2008passava legiornate acontare ericontare i voti che tenevano inpiedi la risicatissima maggioran-za di centrosinistra. E non sonosolo numeri quelli con cui ha do- vuto avere a che fare. Tra crisi dicoscienza, litigate e spaccature,ilrischio cheicorteggiamentidel centrodestra affondasserocome uncoltello nelburro eraunacostante quotidiana.“Fin -ché ci si provaè un conto. Mapoi sequalcuno tisi avvicinaechiede ‘Cheti serve?’, cambiatutto”. Ecco,quella domanda,nei lunghi mesi di agonia del go- verno Prodi se la sono sentita fa-rein molti.“E intantise lasen-tono fareanche oggi.Certo, cisono colleghiche perquieto vi- vere nonlo vannoa raccontareai giornali”.
MA PER CHI
ogni giorno do- vevagovernare icolleghicheavevanoceduto alcorteggia-mento –e che secondo uno degliarrestati nell’inchiesta P3, Arcan-gelo Martino, venivano convintida profumate somme di denaro –le parole non servivano. I segnalili riconoscevisubito. Bocciari-cordache l'innamoramentoper il centrodestra delsenatore elet-to all'estero LuigiPallaro, per esempio, non avevabisogno dispiegazioni. “Sin dall'inizioluidisse cheera un‘indipendente’dicentrosinistra. Mahasempre votato con noi, fino a quandononsisentì cominciareaparlaredella cosiddetta‘compravendi-ta. Cominciò ad assentarsi in mo-dosempre piùfrequente, mias-sicurava cheavrebbe partecipa-to alvoto epoi nonpartiva nem-meno dall'America. Avolte eraaddirittura in Italia e non si face- va vedere. So per certo che alme-nouna voltain Sudamericain-contròBerlusconi. Nonpensoparlassero di politica. Certo, noncisono proveconcretedell’‘ac-quisto’, ma eravamo in una situa-zionediinstabilità talecheisuoicomportamentinon eranogiu-stificabili.Le nostreinsistenzeerano tali, che il fatto che non ve-nisse a votare era chiaramente in-dicativo della volontàdi lasciarela maggioranza”. Ecosì fu:nem-meno quel 24 gennaio del 2008,quandoProdichiese lafiduciaalSenato, Pallaro era in aula.
ALTRE VOLTE,
che qualcosaera cambiato, lo capivi dai giochid'astuzia. “I diniani erano tre –r i-corda BocciaDini,Scalera eD'Amico. D'Amico è rimastosemprecoerente conilcentrosi-nistra, gli altri due a un certo pun-tohannocominciato conicom-portamentiequivoci. Siastene- vano,pur sapendoche alSenatol'astensione è un voto contrario.Ogni volta io li chiamavo. Loro di-cevano “Veniamo, noncisonoproblemi”. SoprattuttoScalera, faceva la parte del mediatore, mapoi alla fine seguiva la posizionediDini. Sicomportavanoanchemaliziosamente: arrivavanoqualche minuto dopo che il votoera iniziato.Il loro eraquasi unatteggiamento goliardico: la pre-sa didistanza c'era neifatti, manella sostanzanon dovevaappa-rire.Sui lorovoti,non sipotevafare affidamento”. Decisamenteno: tra i 161no alla fiducia cheportaronoProdi alledimissioni,c'eraanche quellodiLambertoDini. Scalera si astenne. Martino,nell’interrogatorio, ha parlatoanchedilui: Scalerasarebbesta-toavvicinato dall’ex assessorecampanoSicaper contodiBer-lusconi. E Dini nel2008 ha rice- vutoun versamentoimprovvisoda un imprenditore amico dellostesso Sica.Ci sono i casipiù noti, quelli deisenatori Sergio De Gregorio e Ni-no Randazzo. Il primo, eletto nel-le liste dell'Idv, diventò presiden-te della commissione Difesa gra-zie ai voti del centrodestra e fon-dò il movimento Italiani nel Mon-do. Finì indagatoper corruzionedalla Procuradi Napoli(che poiarchiviò il caso),per un versa-mento da 700 mila euro da partedi Forza Italia. Il secondo ricevet-te la proposta indecente duranteun pranzoa PalazzoGrazioli. Poiscrisse una letteraa Berlusconiper rispondere “no, grazie”alsuo invito a passare nell'altra me-tà dell'emiciclo.Boccia ricorda anche i “casi di co-scienza”, gli addii dal sapore tut-to politico: Turigliatto, Fisichella(influenzato, dice l’ex segretariod'aula, “più dalla gerarchia eccle-siastica che daquella berlusco-niana”), la Binetti, “una delle pri-me a non votarela fiducia al go- ver no”. Non fudi stampo politi-co, ma al massimo “polit i ch ese ”, sostiene Boccia, l'atteggiamentodei senatori Bordon e Manzione.“Cercavano uncontraccambiopolitico,ma nonposso direchetrattavanocon ilcentrodestra:non ci furono episodi tali da far pensare chefossero cadutinellarete della compravendita”.Non credealle ragionidell'orto-dossia, Boccia,nel casodi Ferdi-nando Rossi.“Il suocaso lochia-merei 'contrattualistico': ogni volta chedava unvoto civolevaunacontropartita. Cominciòadastenersi, ad assumere posizioniequivoche.Noi avevamoqual-che dubbio che ilprezzo da pa-garefosse semprepiù altosoloper arrivare alla rottura. Il sospet-to venne a tutti: ci faceva mettereal voto emendamenti talmentepretestuosiche sembravaandas-se alla ricerca di una scusa per an-dar sene”. Interpellato, Rossi nonsi scandalizza:“Lo avevagià det-toBertinotti inuna riunionedeiparlamentari del Prc: ‘Attenti cheRossi se lo sono comprati’. Sonostatotantianni neipartiticomu-nisti:ilmiglior metodoperde-molire gli avversari è dire che so-no agenti del nemico”.
CERTO,
laparola responsabili-tà, ricordaBoccia, aquell'epocanon si poteva nemmeno nomina-re. “Mussie Salvisieranoportati via dieci senatori, poi era arrivataanchela rotturadiAngius. Inunclima di questogenere –r icordaBoccia –le vicendedelleperso-nesingole finivanoperesaltarsi:se provavi a parlare con i Manzio-ne,i Bordon,iDini,quelli tiri-spondevano: ‘Che andate cer-cando? Vipreoccupate seio fac-cio un po' di manfrina quandoavete gruppiinteri chevanno dasoli?’. Laverità –conclude Boc-cia –è che dannola colpa a Ma-stella e lui è stato solo l'ultimo adandarsene. Certo, sia lui che Dinisono finiti nel centrodestra. Vuoldirechequalche discorsosel'e-rano fatto...”.
SORVEGLIANTI SPECIALI
NEO BERLUSCONES
NUCARA: 20 DEPUTATI DARANNO LA FIDUCIA 
L’uomo di fiduciadel professorebolognese,raccontagli stranimovimential Senato
S T RAC QUA DA N I Olo ammette:è giusto prostituirsi per la politica
R
ieccolo. L’incontenibile Giorgio Stracqua-danio, l’animatoredel Predellino,ierihadatonuova esemprepiù provocatoriaprovadi sé. Tema di scottante attualità: è lecito pro-stituirsi per la carriera, soprattutto parlamen-tare? Asollevare involontariamenteil tema,perché caduta nella trappola di Klaus Davi,era stata nei giorni scorsi la deputata Fli An-gela Napoliche “nonaveva escluso”la pos-sibilitàche alcunedeputateavessero fattoilloro ingressoin Parlamentodopo essersi,inqualche modo, prostituite. Ierici ha pensatoStracquadanio afar tornared’attualità l’ar go-mentoaggiungendo lasua verità.Ela suale-gittimazionepro premiere prodeputate/mi-nistre sfiorate da sempre dal sospetto: “È as-solutamente legittimoche perfare carrieraognuno di noi utilizzi quello che ha; dire ilcontrario èstupido moralismo”. Laprima adarrabbiarsi è stata proprio Angela Napoli: “So-no frasi offensive per ledonne che fanno po-litica”.“Appunto –harisposto dirimandoStracquadanio –perché quelle persone di cuisichiacchierain Parlamentospessosonolemigliori, le più presenti, le più assidue e le piùleali deputate che ci siano”. Di provocazionein provocazione, il direttore del Predellino, èarrivato anchea dire che“se unadeputata oun deputato facessero coming out e ammet-tesserodi essersivendutiper farecarriera,questo non sarebbe comunque un buon mo-tivo per lasciare la Camera o il Senato”.
s.n.
di
Sara Nicoli
 A 
lla faccia della compravendi-ta.Ieri, dopol’ennesimoscongiuro delle elezioni lancia-to dal Cavaliere dagli schermi diCanale 5 (“il governo conferme-rà lasua maggioranza,la situa-zione èsotto con-trollo e andremoavanti fino al2013”) FrancescoNucara, segreta-rio del Pri e alcunisuoi seguacisonosaliti a PalazzoGrazioli per fare laconta della com-pravendita dei de-putati cheservi-ranno alla maggio-ranza per azzerarela perdita finiana.O, almeno, per mettere un mo-mentaneo stop all’emorragia di voti che si èverificata il 29 lu-glio, giornodell’ultimo votoal-la Camera quando le quotazionidel Pdl più la Lega fecero segna-re un inesorabile 299; all’appel-lo ne mancavano una ventina. Eora questivoti liavrebbero tro- vati. Giusto 20.
O ALMENO
così ha annuncia-to trionfalmente proprio Nuca-ra: “Ci sonoi numeri,costituire-mo il gruppodi responsabilitànazionale poco primadelle di-chiarazioni delpresidente Ber-lusconi in aula”.Proprio quellochevoleva ilCavaliere perazze-rare i finiani. Che però restano35 e forsea breve diventeranno36 grazie all’ingresso diunuo-moUdc. Siparla diCalogeroMannino, che infatti non andràcon Nucara ma cheormai è aiferri corti con Casini.Chi sono, allora,questi deputatipronti a salvare lapatria ma so-prattutto Berlusconi in cambio –di certo –diuna futura ricandi-datura certa del Pdl? I cinque de-putati del movimentoNoi Sudcapitanati dal sottosegretarioagli EsteriEnzo Scotti, itre libe-raldemocratici Melchiorre, Ta-nonieGrassano, NucaraeFran-cesco Pionati,i duedella Svpeuno dell’UnionValdotaine. Cisono poi movimenti in zonaUdc, anche se sia Mario Tassoneche LorenzoRia, GiuseppeDra-go e MarioPisacane hanno ne-gato diessere in procintodi tra-dire Casini, ma nulla si sa, invecedel coordinatore regionale Save-rio Romano.
QUALCUNO,
ieri sera alla Ca-mera, ha fatto anche i nomi di Sa- vino Pezzotta e di Francesco Bo-si comepapabili Udcpronti a“t radi re per lasopravvivenzadel governo. “Ma quello che ave- vo previsto, chestesse per esplodere il partito –sintetizzaFrancescoPionati –è ormaisot-to gli occhi di tutti; dopo questi20 verranno anche altri, persinodall’Italia dei Valori!”. Insomma,con il gruppo capitanato da Nu-cara, Berlusconisarebbe ingra-dodi navigaretranquillamentealla Camera anche qualora i finia-ni votassero contro.Per regalodi compleanno (il 29 settembre)Berlusconi vorrebbe una mag-gioranza “strabiliante”.“For searriveremo a360 –hadetto ieriai suoi –di sicuro arriveranno an-che dai finiani”. Sulla fiducia an-dràcosì, mapoiil Cavalieredo- vrà trattare su tutto. Con tutti.
Martedì 14 settembre 2010
I
n sintesi il testo elaborato dal
Fa t t o
con l’aiutodi giuristi, magistrati e altri esperti, prevede:1) il recepimento della Convenzione penaledel Consiglio d’Europa sulla corruzione, sottoscritta aStrasburgo dagli Stati membri nel 1999 e mai ratificatadall’Italia; 2) introdurre nuove fattispecie di reato persanzionare i più moderni crimini dei colletti bianchinell’era della globalizzazione (come l’autoriciclaggio, lacorruzione fra privati, il traffico di influenze illecite);3) ripristinare il falso in bilancio abolito dal secondogoverno Berlusconi nel 2001-2002; 4) mettere mano alsistema della prescrizione; 5) cogliere il meglio dallamiriade di proposte e disegni di legge giacenti inParlamento da varie legislature; 6) l’idea di partenza èquella avanzata per la prima volta a Cernobbio nelsettembre del 1994, in piena Tangentopoli, dal poolMani Pulite e da un gruppo di giuristi e docentiuniversitari: A) Legislazione premiale per incentivare il“pentitismo”anche in questo tipo di reati; B) i reati dicorruzione e concussione diventano uno solo; C) lineadura con chi arriva fuori tempo massimo, o nonconfessa tutto, o viene colto con le mani nel sacco;custodia cautelare obbligatoria per corrotti ecorruttori, come per i mafiosi, con aumenti delle pene.
 Alla Versiliana 
AdestrailconvegnoorganizzatodailFatto;inaltoilPalazzodiGiustiziadiMilano;adestra,nel2008,ilsenatoreStranomangialamortadellaperfesteggiarelacadutadelgovernoProdi;inbassoasinistral’onorevoleNucaradelPartitoRepubblicano
PUNTO DI SVOLTA
C’è un sì trasversalealla legge anti-corruzioneproposta dal Fatto
DOPO IDV E FINIANI, ANCHE IL PD DÀ IL VIA LIBERA
di
Giampiero Calapà
 A 
nche ilPartito democrati-co dice sìalla proposta dilegge anti-corruzione,elaborata da giuristi e ma-gistrati, proposta dal
Fatto Quo-tidiano
.Dopoaverincassato il“sìdiItalia deiValori nell’opposizio-ne e quello dei finiani di Futuroelibertà nellamaggioranza,ar-riva l’impegno preso dal vice-capogruppodel PdinSenato,Luigi Zanda: “Ho già firmato unddl dei Democratici che contie-ne principi d’impostazionemoltosimili. Però,quellodel vostro giornalecontiene nor-me ulteriori: mi riferisco in par-ticolar modoai temidell’au-to-riciclaggioe delfalso inbi-lancio.Prendo unimpegno:neiprossimi giornipresenteròun ddl arricchito unendo le dueproposte,nel tentativodicer-care un’azione piùlargapossi-bile in Parlamento”.
“Solo i corrottinon approveranno”
DEL TESTO
del Pd,spiegaZanda, “vorrei recuperarel’in-troduzione della figuradell’agente provocatore, per po-tenziare l’attività d’indagine de-gli inquirenti, le norme in mate-ria di prescrizione, da sospende-re se si tratta di illeciti ammini-strativi e tutte le aggravanti per ireati commessi da pubblici uffi-ciali”. Un percorso parlamenta-reche, perl’ottimista Zanda,“non può che trovare d’accord o tutte le forze politiche, non soloPd, Idv e finiani; anche l’Udc, maLega e Pdl perché mai dovrebbe-ro votare contro?”. Una legge delgenere,conclude ilsenatore,può “non essereapprovata sol-tanto dai corrotti”.
Di Pietro e Granatadanno il loro appoggio
ALLA FESTA
del
Fa t t o
di Pietra-santa, domenica mattina, il prov- vedimento presentato da MarcoTravaglio suqueste pagine,ave- va ottenuto il consenso sia di An-tonio DiPietro sia diFabio Gra-nata, oltre a quello di Claudio Fa- vadi Sinistraecologia eliber(che però non ha rappresentan-za parlamentare). “I capigruppodecidono l’ordine del giorno –ha esordito Di Pietro –dettandol’agenda dei lavori parlamentari,quindi se si decide di farlo il testopuò arrivare alladiscussione inaula. Speriamo non sia una di-scussioneditre anni,però.Al-meno prendiamo solo i punti suiquali non possiamo che esseretutti d’accordoe approviamoli.Penso allaratifica dellaconven-zioneinternazionale, allarottu-ra del patto tra corrotto e corrut-tore. E poi vediamo chi vota e chinon vota”. Ilfiniano FabioGra-nata ha accettato l’invito: “Noi cistiamo, lovoteremo elo soster-remo. Saremo in prima linea sulddl anti-corruzione. Perché sia-mo coerenti come lo siamo statisul ritirodella candidaturaCo-sentino in Campania e non fate-miricordarechi hacandidatoilcentrosinistra (il discusso sinda-co di Salerno Vincenzo De Luca,
ndr 
 ). Oppure come lo siamo statisul processo brevecon normaretroattiva che mai avremmo vo-tato e che mai avrà il nostro con-senso”. Tantoche Di Pietrosi èspinto oltre:“Oggi c’èla condi-zione permettere inminoranzaBerlusconi perchéc’è unamag-gioranza di parlamentariche ri-conosceuna questionemoralein questo Paese”.
Un’in izia tiva co nc re ta
SE LE PROMESSE
dei politicisaranno mantenute, l’iniziati va del
Fatto Quotidiano
diventerà leg-ge dello Stato. Una legge “per mettere le mani in tasca alle cric-ch e”,ha spiegatoMarcoTrava-glio: “Loro le manice le stannomettendoal collo,almenoaquelli che pagano le tasse. Datochelo Statonon funzionagratislemanile mettononelletaschedi chi le tasse le paga. È ovvio chelalottaalla corruzionenonpuòfarla Berlusconi,figuriamoci.Combattere lacorruzione pen-sando che a farlo sia l’uomo dellemafieè unacontraddizione”.Perché “l’Italia è tenuta in ostag-gio per una sola persona, entratainpolitica perrisolvere isuoiguai giudiziari e i suoi debiti. E lesueduepromesse lehamante-nute,salvandosi daiprocessieassicurandoguadagni allesueaziende. È chiaro che la corru-zione aumenta, che cresce l’eva-sione fiscale, che si gonfino i pa-trimoni delle mafie che usano loscudo fiscale.Ha messolo Statonelle mani di personaggi impro-babili: la scuolaalla Gelmini, aBondila cultura–ha conclusoTravaglio –perché alui non in-t eress a”. È ottimista sul ddl il direttore del
Fa t t o
 Antonio Padellaro: “Aven -do unsostegno autorevolean-che da parte del Pd penso che lepossibilità che questo disegno dilegge vada avanti esistano. Que-sta è la dimostrazione che anchenoi giornalisti (chefacciamo in-formazionee nonsiamocerta-mente un partitopolitico) pos-siamo recepire proposte di que-sta importanza,organizzarle,metterle insieme e fare in modoche abbianouno sboccoparla-mentare. Conil ddlanti-corru-zione ci stiamo riuscendo”.
“DAL ’92 SOLOO S TAC O L I ”
 Le colpe dei governi 
Sono statepromosse unaserie dic o n t ro ri f o r m eche hanno resopiù complicatoil lavoro
“D
al1992a ogginonèstato fatto nulla a livel-lo legislativo,anzi sonosta-te fatte delle controriformesia nel diritto penale sostan-ziale sia in quello proces-suale chehanno resopiùcomplicato il nostro lavoro.Direi che la cosa peggiore èstata l’aver dimezzato iltempo di prescrizione dellacorruzione da quindici annia setteanni e mezzocon lanorma ex Cirielli.Ex per-rché lo stessoCirielli nonl’ha più voluta riconosce-re .
LE UNICHE
cose positivesono avvenute è perché im-poste inparte daconven-zioni internazionali. Ma re-centemente ci siamo ac-corti che la principale rifor-ma che era stata introdotta,laresponsabilità dellaper-sona giuridica, varata per ratificare laconvenzioneOcse sullalotta allacorru-zione internazionale, nonsiapplica proprioallacor-ruzione internazionale. Enon ho capito se è stata unascelta ouna dimenticanzadel legislatore, stadi fattoche abbiamopreso ingirol’Ocse, a cui avevamo dettoche avremmo introdotto laresponsabilità dellaperso-na giuridica con questa leg-geproprio percontrastarela corruzione internaziona-le. Ma, appunto, il legisla-toresiè dimenticatodiri-chiamare lanorma sullacorruzione internazionale!Credo che in questo caso, ilParlamento dovrebbe risol- vere la questione in un mi-nuto, perché è un impegnointernazionale cheabbia-mo assunto solennementee invece sono passati già di- versimesie nessunoèan-cora intervenuto. Non stia-mo facendo unabella figu-ra con l’Ocse.
I N O LT R E ,
quando si par-la di corruzione non si devepensare a unfenomeno insé; in realtà la corruzione èil collante,è lostrumentoper realizzare formedi cri-minalità economica.E, in-fatti, tuttele convenzioniinternazionali chesi occu-pano dell’argomento,e so-no tante (e nessuna di que-steè stataratificata oim-plementata in Italia), quan-do parlano di corruzione inrealtà si riferisconoad al-tro:dicono checi devees-sere trasparenzanei flussicontabili, investendo quin-di tutto l’apparato anti-rici-claggio: dalfalso inbilan-cio alla frode fiscale.
Infine,tutte questeconven-zionipuntano l’accento suquello che gli americanichiamano
e nfoem en t
, cioéla capacità di reazione del si-stema. Daquesto puntodi vistaseuno pensaallecon-dizioni in cuiversa la Magi-stratura e a tutta quella seriedi leggi che sono intervenu-teinquesti anni,èchiarochenoisiamo andatiinunadirezione opposta rispetto aalla auspicata implementa-zione dell’
en for e ment
nellalottaalla criminalitàecono-mica e alla corruzione.
*È parte dell’intervento del Procuratore aggiunto di Milano,domenica mattina durante lafesta de il “Fatto Quotidiano” alla Versiliana
Francesco Greco* 
L’intervento
 Affari di palazzo
 ALFANO “B L O C C AROMA PER UN CAFFÈ CON BOCCHINO
ALLEDIECI DELMATTINO
del primogior-no di scuola del nuovo anno scolastico, bloccarecon le auto blu delle scorte uno dei principali pontidi Roma, il Cavour, è molto discutibile. Ma bisognavedere seil rischioche si corre–quellodi esserelinciati –vale la candela. In questo caso il rischio eradacorrere.Almenoper unodeiprotagonisti:sulmarciapiede di un lungotevere in delirio, è infattiandata inscena la trattativa perla sopravvivenzadella legislatura e, forse,quella politica del Cava-liere, una sosta, insomma, che val bene un ingorgo.Protagonisti dell’improvvisato rendezvous ilmi-nistro dellaGiustizia, Angelino Alfano eil capo-gruppo di Futuro e libertà, Italo Bocchino. Il primo,dalla sua macchina con un’auto di scorta davanti edue dietro, ha intravisto il “collega”mentre scen-devadalla primadellesue dueperentrare nelbar.Discatto, AngelinoAlfano sièlanciato fuoridallamacchina urlando“Italo, Italo!”e l’altro, veden-dolo, ha sorriso e lo ha invitato ad entrare, lascian-do nel panico le scorte e le auto in mezzo alla stra-da. Maè stato,di sicuro,un caffèimportante: Al-fano, infatti, avrebbe chiestoa Bocchino rassicu-razioni e delucidazioni sul parere dei finiani in me-rito al passaggio sulla giustizia del prossimo discor-so che il premier terrà alla Camera il 28 settembreperottenere lafiducia suicinque punti.Sembrache Bocchino abbia datoil proprio placet sullaquestione dellarevisione dellegittimo impedi-mento per bloccare la Consulta e che Alfano abbiaassicurato che non verrà menzionata la questionedel processo breve, ma che il discorso sul temaverterà sulla necessità di una radicale riforma dellagiustizia, incassando il “sì”diBocchino.
s.n.
I punti chiave studiati ed elaborati per combattere il malaffare 
 
 pagina 4Martedì 14 settembre 2010
Dall’inchiesta di Trani al passato di Schifani: un anno del nostro giornale 
I
l
Fatto Quotidiano
ha festeggiato il suocompleanno lo scorso fine settimana aPietrasanta, ma l’anno esatto cade il 23settembre. Giorno del primo numero con iltitolone “Indagato Letta”, l’editoriale deldirettore Antonio Padellaro che rispondeva a unadomanda: “Quale sarà la nostra linea? LaCostituzione”. In prima pagina c’era anche lacolonna a destra di Marco Travaglio che parlava diAugusto Minzolini e l’informazione in Rai, un temache ha riempito decine di pagine in quest’anno divita. Di giorno in giorno, di lettore in lettore, lapiccola redazione del
Fa t t o
è diventata più grandecon l’arrivo di altri giornalisti. E il giornale hafesteggiato a giugno la nascita del sito diretto daPeter Gomez che veleggia oltre i 200 mila contattiunici al giorno. Mentre il giornale ad agosto havenduto 76 mila copie più gli oltre 40 milaabbonati. Nel primo anno abbiamo raccontatol’inchiesta di Trani sulle pressioni di Berlusconiper chiudere
 A n n o ze ro
, il passato di avvocato aPalermo di Renato Schifani e seguito l’altra Italia,quella in protesta davanti Montecitorio, sui tetti oall’Asinara. L’isola dell’isola.
 ANNIVERSARI
IN VENTIMILA PER UN COMPLEANNOEMOZIONANTE
Grande successo per la festadel Fatto a Marina di Pietrasanta
GALLERIA 
IL CAPPELLINO DI DI PIETRO E LA CALCA DEGLI ABBONATI. POI TUTTI SUL PALCO
Io c’ero 
Letizia, che venerdì arriva tre ore prima.Tommaso, il più giovane dei lettori - dieci anni -con una poesia sull’equo canone (!). Lacontestazione (finta), dei nostri redattori, al fintoTremonti, al finto Belpietro, e al finto Minzolini,intervistati dal nostro direttore (quello vero) nellospazio delirante del Misfatto. La contestazione(quella vera) domenica mattina, della gente che siaccalcava sulle transenne, malgrado l’arena fossepiena “Fatemi entrare sono un abbonato!”.Allora fate entrare me, ho pure il coupon!!”(tiè).Di Pietro, a rischio insolazione vuole uncappellino: rifiuta una coppola, accetta solo unberretto del Fatto; rischio congelamento neidibattiti a notte fonda, tutta la redazione sulpalco, uno per uno come nemmeno nei sottotitolidei kolossal hollywoodiani. E poi l’incontro tranoi e i lettori, stupendo. “Ora siamo unac o mu n i t à ”, dice Padellaro. È vero, come bene sa,solo chi può dire: “Io c’ero”(Lutel)
di
Carlo Tecce
Q
uesta è una strana coppia.Il
Fatto Quotidiano
e l’
Eco del Rod i to re
,il giornalepiùri-nomatodi Topazia.MarcoLilloracconta unaconversazio-ne surreale con sua figlia di die-ci anni,appassionata delcarto-ne animato Geronimo Stilton.La festa del
Fatto Quotidiano
staper finire, ultimisorrisi nel par-co la Versiliana di Pietrasanta,un teatronel verde,definito dadon Andrea Gallo, l’antic a mera del paradiso. Avete mai visto uncompleannodi migliaiadiper-sone? Tutti insieme! Il primo an-no del
Fatto Quotidiano
, di edito-ri, giornalisti,grafici, segretari,ma anchedi Emilianoda Pisa,Luca da Verona, Nilla da Bolo-gna, Davide daMessina. E cosìper centinaia di nomi e decinedi città. Per capire chi ringrazia-re per la torta,le candeline, lamusica, doveteascoltare Lillo.“Disabato odi domenicapor-tavo mia figliaall’
Esp resso
, unpalazzo enorme di undici piani,aveva spazioper giocaremen-tre lavoravo.Aveva saputodelmio trasferimento al
Fa t t o
, e michiese: ‘Papà, potrò venire qual-che volta in redazione? Quant’ègrande,quante stanze?’”. Lilloprende fiato: “P i c c o l i n o . . .”Labambina insiste, curiosa di caseeimmobili comeil papà:“Maquanti piani? Uno...”. E poi giù aridere: “Mapapà! L
Eco del Rodi-tore
di GeronimoStilton hatrepiani!”. Lilloguarda PeterGo-mez: “Ho accettatosubito l’of -ferta del
Fa t t o
. All’inizio vedevosoltantoscrivanie, dissiaPeter:ci saranno i computer? Ora c’èun grande giornale, pieno di no-tizie edi futuro, e solograzie a voi lettori!”. Applausi. Quelliche fanno rumore (e tanta emo-zione, confessiamo), enon saida dove arrivano, un po’dal pal-co eun po’dal pubblico.La tregiorni di Pietrasanta l’a bbiamoconservata invaligia, trascinatacon noi sul treno per Roma tranotti insonni e nostalgia. Abbia-mo dozzine dialbum da riem-pire confotografie artistiche:l’ospitalità del sindaco Domeni-co Lombardi, i suoi collaborato-ri MariaPaola Civilie LucianoBorzonasca, i ragazzi volontari,lafondazione Versiliana,LucaTelesein versionestrillone,lecorsedi CinziaMonteverdi,laresponsabile marketingdel
Fat -to
e AmandaPisi peraccogliere ventimila persone,le zanzared’assalto su Antonio Massariconcentrato sulle carte dellaP3. Epoi: ilsole, ilmare, l’af fet-todei lettori.Per discuteredicorruzione, e non per un incon-tro digheddafine, ilcancellodellaVersiliana sembraval’in-gresso di Wimbledon. Le sedie ele tribune eranopiene, in cen-tinaia aspettavano dietro un filodi plastica. Per unattimo cala ilsilenzio e, sommerso dalla follatra pioppie frassini,spunta Te-leseagitatore dipopoli: “Li hofatti scavalcareio! Largo,lar-go …”.E scappaall’uscita, ochissà dove. Per onore di crona-ca, domenica a mezzanotte di-rà: “Ragazzi, vado a dormire. Hoesaurito l’adrenalina ”. Perché tre giorni passano d’un fiato: di-battiti su mafia,arte, religione,politica,e ilsito,lasatira, il
 Mi-sfat to
.Intre giorniconosciico-niugi di Pistoia che abitano a Bo-logna, vestiticon lamaglia di‘Adesso Basta del 5 dicembre’ecarichi di libri:“Ci siamo pro-priodivertiti, facciamobis?”.(Ps: avvertire la Monteverdi condelicatezza).E intre giornisco-pri Chiara(16 anni)che cono-sce illegittimo impedimentoele vecchie amicizie di RenatoSchifani megliodi Schifanistes-so. E poi rifletti: se pensiamo inpiccolovoi lofatein grande.LaMonteverdiconta ericonta:“Iniziamo dal Caffè Letterario.Ci sono 400 posti, sarà più facileevitare vuoti”. Cosa? Il teatro sa-rà (sempre) strapieno. È più bel-lo cambiare direzione in veloci-tà.Come FedericoMello chein viaggio perPietrasanta, precet-tatoperla seratasul
fattoquoti-diano.it
,viene travoltodall’an-sia: “Vediamo,cosa dineimiei cinque minuti?”. Cinque?Gomez ha una sorpresa: “Bene,Federico,stasera conducitu”. Andràforte, Federico.ComeEdoardo Novella. Non c’è pauradi sbagliare se ituoi lettori tiperdonano e tiabbracciano. Erestano fermi sulle sedie, anchese l’umidità dimezzanotte tirapugni: “Qualcosa si muove –di-ce Marco Travaglio –la gente èpiùinformatae loro,ipoliticidelle censure, iniziano a preoc-cupar si”.E ildirettoreAntonioPadellaro svela un trucco: “Ci la-sciano delle praterie. Spesso na-scondono lenotizie inuna rigadi pagina dieci, noi la prendia-mo e la scriviamo”. Queste pa-rolele sappiamoa memoria.Laredazione del
Fa t t o
guardava ilpalco per capire quando, come(e forse perché)entrare. ConStefano Caselli che imitava Fer-ruccio Sansa,e viceversa.Poi ildirettore premette:“Domanileggerete di Pietrasanta sul gior-nale”. Detto, Fatto.
Il racconto piùapplaudito,quello di Lillo:“In un piccoloappartamentoè nato un grandegiornale”

Activity (2)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 thousand reads
1 hundred reads

You're Reading a Free Preview

Download
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->