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ILFT20100915

ILFT20100915

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 –Arretrati:
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Spedizione abb. postale D.L. 353/03 (conv.in L. 27/02/2004 n. 46)Art. 1 comma 1 Roma Aut. 114/2009
M e rc o l e d ì 15settembre 2010
 –Anno 2 n° 243
Redazione: via Orazio n° 10 –00193 Romatel. +39 06 32818.1 –fax +39 06 32818.230
 w w w. i l f a t t o q u o t i d i a n o. i t
L’ex Repubblica Italiana 
di
Furio Colombo
dc
P
otete dire cheBossi è volgare,sgradevole, infido. Manon po-tetedireche siastupido.Èen-tratoinpolitica conunasuabanda di persone altrettanto incolte esgarbate e ha buttato lì una scommes-sa: “Vuoivedere che a questiqui riu-sciamo afar ingoiare anchela seces-sione?”. Certo era tutta gente di scom-messe perdute(chi volevaessere me-dico, chi imprenditore,tutti un buconell’acqua). Maquesta voltascom-mettevano contro la classe politica, laborghesia italianae quelche restavadella sinistra. Il piano era ben conge-gnato:primo, usareisoldi diBerlu-sconi. Missionecompiuta. Secondo:usare, da padroniassoluti, ogni posi-zione(sindaco, presidentediRegio-ne) conquistata per scambio di voti (dinuovo offreBerlusconi). Terzo,otte-nere posizioni chiave nel governo, co-me il ministero dell’Interno(qui è unpo’più dura,serve ilricatto, vedilafotodiBerlusconi sullaprimapaginadella
Pa d a n i a
accanto a Totò Riina conlascritta “eccoicapi dellamafia”,1999). Risultati: la flotta libica, con na- vi italianee ufficialiitaliani, sparasupescatori italiani.Il sindaco Lancini di Adro si impos-sessa dell’edificio diuna scuolapub-blica italiana e lo marca, ovunque, consimboli della Lega, fin nei cessi.Interessante la dichiarazione del mi-nistro La Russa sulla sparatoria in ma-re: “Un errore. Credevano che fosserocl a n de s t in i”. Interessanteanche ilmi- nistro dell’IstruzioneGelmini sulfur-todella scuoladi Adro:Apprez zia- mo”.Apprezza chela Repubblicaita-liana sia estromessa dalla Lega. Certo,tutto questo avviene in un silenzio isti-tuzionaleche umilia,im-barazza efa paura.Lascommessa diBossi (cheprima di fareil politiconon neaveva vintauna)con l’Italia è sul punto diriuscire. Posizionedelmaggior partitod’oppo- sizione italiano? Chiede-re a D’Alema che, controi Radicalie tresoli depu-tati del suo partito, ha da-to ordine: si vota Lega.Purtroppo glihanno ub-biditosenza chiederelara gione.
Frenata nellacompravenditadei deputati per salvare ilCaimano. Un ripensamento o ilp re z z oè salito troppo?
C’È QUALCUNO LASSÙ?
Passano i giorni e nessuno ordina di cancellare i simboli padanidalla scuola pubblica di Adro. Tutti tacciono, comprese le piùalte istituzioni, anche sui libici che ci sparano addosso
Digitaleex t r a t e r r e s t r e
di
Marco Travaglio
S
e la finiana Angela Napoli dice che alcuneparlamentari del Pdl si sono prostituite in cambiodel seggio, tutte le parlamentari del Pdl laquerelano. Se invece il turboberlusconianoGiorgio Stracquadanio dice che è cosa buona e giustaprostituirsi in cambio del seggio, tutto va ben madamala marchesa. Dipende da chi lo dice. Se un’esagitata diun centro sociale lancia un fumogeno contro Bonannialla festa del Pd, non si parla d’altro per una settimana, ilPd è costretto a scusarsi e viene accusato di“squadr ismo”dal mini-stro Brunetta. Se invece orde diultras leghisti dell’Atalanta lanciano decine di fumogenicontro il ministro dell’Interno Maroni alla “Ber ghemFest della Lega, il giorno dopo non ne parla piùnessuno, nessuno si scusa con nessuno e Brunetta zitto.Dipende da chi li lancia, i fumogeni, e alla festa di chi. Appena un giornalista gli fa una domanda, il ministroBossi estrae il dito medio: anche lui è passato al digitaleterrestre, anzi extraterrestre. L’altro giorno, per cambiare un po’, ha fatto una pernacchia (a quando unbel ruttino o una graziosa scoreggina? Comunicazioneanal-ogica). E tutti giù a ridere: che simpaticone, ilnonnetto sta guarendo. Figurarsi se uno delcentrosinistra (o peggio ancora un finiano) sipermettesse qualcosa del genere. Mesi fa, al Parlamentoportoghese, il ministro dell’Economia Manuel Pinho hafatto le corna a un deputato dell’opposizione: il premier  José Socrates ha subito parlato di “gesto inaccettabileel’ha dimissionato su due piedi. Da noi, dipende. Se ilcentrosinistra prende i voti da qualche parlamentareeletto con l’opposizione, ma anche dei senatori a vita, è“r ibaltone”e“t ra di men to”. Se il centrodestra compra  venti parlamentari dell’opposizione, si chiama “gr uppodi responsabilità nazionale”. Per stabilire chi è voltagabbana e chi no, dipende da chi la volta, lagabbana. “La sinistra ha un’insopprimibile attrazione verso i dittatori”, disse B. l’8 aprile 2003. Poi definì Putin“dono di Dio”, elogiò il tiranno bielorusso Lukashenko,baciò la mano a Gheddafi e gli regalò motovedette emunizioni per sparare ai nostri pescherecci (a quandoqualche bel missile ad alta precisione?). Ma c’è dittatoree dittatore: dipende. Per B. vale la regola di un vecchiospot del dentifricio Chlorodont: con quella bocca luipuò dire ciò che vuole. Lui e i suoi. L’altro giorno hacosì sintetizzato la sua concezione della democrazia: “Ildissenso dev’essere positivo, costruttivo. Non devediventare quotidiano attacco all’immagine del governo,della maggioranza, del primo ministro”. Il famosodissenso-assenso. Quando la Meloni ha osato ipotizzarel’incandidabilità dei condannati, ha replicato: “Sonoassolutamente d’accordo, ma a patto che il giudizio nonlo dia una certa magistratura, ma un organo interno alnostro partito”. Il partito auto-pulente. Quanto aGheddafi, “ho chiesto perdono per quel che han fatto inostri predecessori in Libia, così abbiamo trasformato il30 agosto da festa della vendetta a festa dell’amicizia”.Ecco cos’erano le mitragliate italo-libiche sui pescatoriitaliani: i fuochi d’artificio della festa dell’amicizia.Stampa e tv di regime vigilano occhiute su questa impar condicio, disperdendo con gli idranti chi osa criticare ilgoverno e minimizzando le sparate del governo. Ieri, sulsolito Pompiere, il solito Pigi Cerchiobattista conciavaper le feste il mite Nicola Zingaretti, reo di aver dichiarato che, grazie alla Gelmini, “la scuola italiana vive uno dei giorni più brutti del dopoguerra”. Paroleche Pigi, tutto spettinato, definisce “lessicoapocalittico”,“oltra n zismo ”,“demagogia”, “esa s p e ra z io n e”,“grillismo di maniera”,“invettive e insulti che ammorbano la politica italiana”. E mancapoco che chiami la forza pubblica. Silenzio invece sullalucida difesa della Gelmini per la scuola statal-leghista di Adro: “Chi polemizza con il sindaco di Adro dovrebbefarlo per coerenza anche quando sono simboli dellasinistra a entrare in classe”.Si ignora quali simboli della sinistra abbia in mente lapoveretta: probabilmente, i libri.
MAFIA
x
La vedova Ciancimino parla con i Pm di Palermo
“Io, moglie di Don Vito,confermo gli incontri con B.”
Sul peschereccio “Ariete”mitragliato il ministro Maronicopre Gheddafi: “Pe n s av a n ofossero clandestini”. Ma laCostituzione è ancora vigente odecide tutto Bossi?
pag.
2, 3 e 9
z
C AT T I V E R I E
Testimone oculare,Epifania avalla laversione di MassimoS e q u e s t romiliardario controMessina Denaro
Lerici legge il mare
rassegna di letteratura e cultura marinaresca
17
/
19 settembre
OSPITI D’ONORE
R
OBIN
K
NOX
-J
OHNSTON
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LEX
B
ELLINI
35 incontri con scrittori di mare, 2 convegni,1 maratona di lettura, 2 mostre fotografiche e migliaiadi libri di mare, imbarchi gratuiti su barche d’epoca.
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L’unica rassegna che fa navigare i lettori.
Promossa da Comune di Lerici, Soc. Marittima di Mutuo Soccorso Lerici.In collaborazione con
MURSIA
 Poste Italiane annuncia il dominio .post. E già manca una l ett e r a
( w w w. s p i n o z a . i t )
Il simbolo della Lega presente nella scuola di Adro
(F 
OTO
L
 A
P
RESSE 
 )
Il motopesca colpito da una motovedetta libica
(F 
OTO
A
NSA
 )
 La proposta del “Fatto” 
Legge anticorrottiapre anche l’Udc
Tr uzzi
pag.
8
z
 Norman, 27 anni, senza lavoro, suicida
Hanno ucciso mio figlio
di
Claudio Zarcone
“M
io figlio Norman lunedìsi èbuttato dalsettimopiano della Facoltàdi Filoso-fiadi Palermo.Da quelpostoche primaamavatantissimo epoi haodiato.Aveva 27an-ni esi eralaureatocon 110 elode in Fi-losofia dellacono-scenza e della comu-nicazione. A dicem-bre si sarebbe con-cluso il suo dottorato di ricer-ca che ha svolto senza riceve-re nessuna borsa di studio.Lui lodiceva sempre:miescludono, vanno avanti soloiraccomandati. Idocentiaiquali si era rivolto gli avevanodetto chenon avrebbeavutounfuturo nell’ateneo. Gliamici mihanno raccontatoche negli scorsi giorni dicevadi sentirsi un fallito. Venerdìaveva superatol’esame dapubblicista, si era compratouna macchina fotografica,una telecamera,voleva farereportage dal quartiere dove viviamo,il Brancaccio.An-ch ’io sono giornalista,ho fat-toper tantiannil’addettostampa per esponentidi Al-leanza nazionale. Sono ricor-so anche alle mie conoscenzeper provarea trovargliun la- voretto che gli per-mettesse diconti-nuare a studiare sen-za i soldi che avreb-be dovuto riceveredall’università. Mami hanno chiuso tut-ti laporta infaccia,perché loscorso lu-glio ho raccontato a
L i b e ro
ch e versavo unaparte delmio sti-pendio ai politici per cui lavo-ravo. Ma è una prassi che suc-cede ovunque. Alloraho det-to a mio figlio che non potevopiù aiutarlo, madi non de-mordere. Midiceva chevole- vafareun gestosimbolico,iopensavoa qualchearticolodidenuncia. Questo gesto defi-nitivo non l’avrei mai pensatoe lo considero un omicidio diStato. L’hanno spinto coloroche non credono nei ragazzi.Nonhanno nienteda direilpresidente dellaRegione eilrettore dell’Univer sità?
Lo Bianco, Rizzae Cottone
pag.
7
z
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 pagina 2
 Aprile 2010: niente cibo per i bambini con genitori morosi 
N
on era piaciuto il gesto di generositàdell’imprenditore (Silvano Lancini) cheaveva deciso di pagare gli arretrati allamensa di Adro facendo un bonifico di 10 mila euro.Si era arrivati addirittura a una petizione firmata dacirca 200 genitori di allievi della materna edell’elementare. Mamme contro mamme nellavicenda scoppiata dopo che il sindaco avevaannunciato la sospensione del pasto dei bambinidelle famiglie morose.Un bilancio dal saldo positivo della mensa, gestita daoltre 30 anni da un’associazione di genitori, non èbastato alla conferma della presidente GiuseppinaPaganotti che davanti alle telecamere avevaammesso come il caso mensa fosse un fatto “dirazzismo e intolleranza”. Il passaggio di consegnetra l’associazione dei genitori e la gestione affidata alsindaco è dunque avvenuto questa estate. Nelfrattempo il sindaco ha scritto una lettera aperta incui promette che verranno serviti pasti dellatradizione padana anche con carne di maiale.Nel frattempo sono finiti i lavori del nuovo poloscolastico inaugurato sabato e intitolato aGianfranco Miglio.
LA SCUOLA LEGHISTA:C’È CHI SI RIBELLA 
I genitori ad Adro: fuori la politica
di
Elisabetta Reguitti
E
adesso che si fa con tut-ta quella simbologia po-litica leghistaimpressaovunque inuna scuolapubblica italiana? “Che ven-ga cancellata”.Non sonopochi igenitori ele famiglie di Adro a chiederepubblicamente che qualcu-no sioccupi dirimuoverequel Soledelle Alpiverde,definito “parte integrantedella culturadel paesedalsindaco.Battista Oprandièfraquesti. “Non voglio chemiofiglio frequentiunascuola marchiatadalla poli-tica e quindi,siccome sonoun cittadino italianoche pa-ga regolarmentele tassechiedo che mivenga ricono-sciuto questo diritto”.Oprandi aspetta un interven-to dalla prefettura, dallo Sta-to masoprattutto chevengacancellato tutto.“È compitodelle istituzioni”. Il pericoloècheci pensiqualchecitta-dino. Grazia Bellini ha una ra-gazzina che frequenta lascuolasecondaria delnuovopolo intitolato a GianfrancoMiglio. Sullalinea difensivadel sindaco,dei politicile-ghistie dellastessaGelminicheaveva dichiarato:“Pren-do atto che il sindaco di Adroha specificato che il sole del-le Alpi è stato scelto non per-ché simbolo della Lega Nordma appartenente all’icono- grafia del Comune”,la mam-marisponde: “Sfido chiun-quea venireadAdroe acer-carequelsimbolo. Iocivivoe non l’ho mai visto impressoin nessun edificiotanto me-no sulle facciate delle chiesecome invece sostengono ipolitici quando vannoin te-levisione o parlano ai giorna-li”.
“Le istituzionidevono intervenire”
GRAZIA
è certa di una cosa:che non vuole che la figlia fre-quenti una scuola caratterizza-tadaloghi dipartito.Nessunpartito. “Lo pretenderei anchese fosse lo scudocrociato o lafalce e martello.Lo pretendoperché èun nostrodiritto dicittadini e quindimi aspettoche le istituzioni facciano ripu-lire tutto”.Non cipossono es-sere vie di mezzo sulla vicendadiAdro eppuretra chiaccettal’imposizionedel sindacoechi chiede allo Stato di ripulirela scuola ci sono tante personeletteralmente terrorizzate per le eventuali ripercussioni chepotrebbero essercisui bambi-ni. Quindimeglio tacerefa-cendo buon viso a cattivo gio-co.Nel giorno della riapertura del-lescuole ancheildirigentescolasticoGianluigi Cadeihamesso nerosu biancouna ri-chiesta esplicita alla rimozio-ne del Sole delleAlpi. Ma per capire ilclima che sirespira èbene sottolineare iltono concui ilresponsabile delpoloscolastico sirivolge alprimocittadino: “Temo che una pre-senza così diffusa di un simbo-lo che, non me ne voglia signor sindaco, indipendentementeda noi, è chiaramente diventa-to anche partitico, all’inter nodi un ambiente di pubblicaistruzione,di educazioneplu-ralista, rispettosodi tutteleidee, della Costituzione e delleleggi della Repubblica italianapossa –continua il documen-to –, rappresentareun ostaco-loperun serenolavorodidat-tico. È per questo che mi per-metto di chiedere l’urgente ri-mozionedel simbolodelSoledelleAlpi dagliarredi edaglispazi del polo scolastico in cuiè esposto”.Bocche cucite fra gli insegnan-ti che si sono riuniti ieri pome-riggio mentre qualcuno dei ge-nitori ricorda che come le vec-chie scuole portassero il nomedei fratelli Dandolo, eroi del Ri-sorgimento e dell’Unità d’Ita -lia. Personaggiche hannola-sciato in eredità ad Adro il mu-nicipio e all’ente morale un pa-trimonio di immobili pari qua-si a metà del centro.
La coerenzadel primo cittadino
MA MIGLIO
con Adro cosac’entra? Rimane poiil dubbiosul rispetto delle procedurepreviste per l’intitolazionedellescuole: dalconsigliodiistituto al consiglio comunale,dalla prefettura fino all’auto -rizzazionedel ministerodegliInterni. Che dire poi della coe-renza, di cui siparla molto inpaese, del sindaco Oscar Dani-loLancini chedopo averpub-blicamentedefinito “la nostrabella ed efficiente scuola fede-ralista fatta coni nostri soldi”mandasuo figlioallascuola“Madonna della neve”la mag-gior realtà scolastica cattolicadella Franciacorta, gestita daifratiCarmelitani, checonfinacon la nuovascuola pubblicaintitolata a Gianfranco Miglio.
Il sindaco padre-padrone condannato perché non paga l’Ici
OSCAR LANCINI, PRIMO CITTADINO DEL COMUNE BRESCIANO, HA PERSO IL RICORSO CASSAZIONE PER 20 MILA EURO EVASI
È ancheaccusato di averlasciano7 mila tonnellatedi materieinquinantisul fiume Oglio
POVERA PATRIA
L
a ErediLancini di Adrodeve alComune,quindi aicittadinidelpaese, circa 20 milaeuro di impo-sta Ici non pagata.È stata la Corte suprema di Cas-sazione, con la sentenza del 23 giu-gnoscorso, arigettare ilricorsopresentato dall’aziendadella fami-glia del sindaco “p ad re- padrone Oscar Danilo Lancini, imponendoil pagamento del dovuto. Tradottosignifica che il sindaco prima diproclamarelalegalità elasacralitàdelle regole dovrebbe, come tutti,rispettare lalegge epagare ildo- vuto.
SI TRATTA DEGLI
accer tamentiesattoriali dal2005 al 2008con ledovute differenze tra gli anni dicommissariamento dellafabbricache è stata dichiarata fallita. “Ricor-so inammissibile”e bocciatoaddi-rittura anche il metodo “farci t o”–si leggenellasentenza –. Che spiegacome, nell’intentodi evitarediin-correrein vizidiautosufficienza,sia stato scaricato sulla Corte “tuttala documentazione di merito. Nonsolo: la Corte di Cassazione ha per-sino sottolineato l’incapacità di pre-sentare il ricorso. Si legge: “Il ricor-rente non puòriversare sulla scri- vania del giudicedi legittimità lamateria grezza degli atti processua-li, perché lo stessogiudice di legit-timità scelga
ad libitum
ciò che servee/o ne tragga una sintesi quale chesia,aggirando cosìilimiti delgiu-dizio di legittimità”.Detto questocerchiamodi ricostruirelastoriagiudiziaria –chiusa a maggio con laprescrizione –della Elg, fallita e og-gi chiusa, di cui era socio (e per unperiodo ancheresponsabile tecni-co) insiemealla famiglia(madre edue fratelli) proprio l’attuale sinda-co.Trefiloni diindaginee duecertez-ze: l’Ici e gli interessi arretrati nonpagati e una parte di fiume Oglio, acavallo tra le province di Bergamo eBrescia, in cui ad oggi giacciono 7mila tonnellate di fanghi altamenteinquinati, cianuro, metalli pesanti eroba delgenere maad ogginessuncolpevoleanche sedal1993 laElgera autorizzatadalla RegioneLom-bardiaasmaltire rifiutiliquidispe-ciali. Ilsindaco ela madreeranostatirinviatia giudizio(nel2003)per sette capi di imputazione tra cuiloscarico disostanze inquinantiinfognatura. Nel secondo processoerano coinvolti il fratello e la sorelladel sindaco.
IN ENTRAMBI
, i primi due pro-cessiil ComunediAdrosi eraco-stituito partecivile. Ricapitolando:il sindaco chiede i danni a se stessoe in più, la giunta monocolore le-ghista nomina i periti e gli avvocatichedevono difenderegliinteressidegli abitantidi Adro controil pri-mo cittadino, i suoi parenti e la loroazienda.Che dire? Poco o nulla visto che glielettori di Adro nel 2004, hanno rie-letto(con il47%dei voti)quellostesso sindaco. Intanto gli anni pas-sano,laprima denunciacontrolaElghagià fattolamuffaavviandosi versolaprescrizione cosìcomeilsecondo filonee lostesso èstatoper il terzo. Nonostante le accuse diaveresversatonelle fognaturaire-flui chela Elgavrebbe dovutotrat-tare.
e.reg.
La madredi una bambina:lo pretendereianche se fosselo scudocrociato o lafalce e martello
F E R M AT Ocome “p r ovo c at o re ”La colpa? Una bandiera tricolore
I
carabinieri l’hannofermato come“provo c atore”, perché si è presentato conil tricoloreauna manifestazionele-ghista. Nell’Italia che spesso gira al con-trario, questaè stata la colpadi PieroRicca,contestatore puntualediBerlu-sconi e dei suoi sodali. Domenica scorsa,assieme auna decina di persone,è an-dato a una manifestazione del CarroccioaVenezia,dove eranoinprogrammagliinterventi diBossi, Maronie deglialtrimaggiorenti leghisti. Ricca e i suoi amici(traquesti MarcoGavagnin,consiglierecomunale aVenezia peril movimentoCinque Stelle) avevano in bella vista lebandiere italiane. Risultato: pioggia di in-sulti da parte dei leghisti, e rapido in-tervento dei carabinieri, che l’hanno fer-mato e identificato.Tutto documentatonelvideo cheRiccaha pubblicatosulsuo blog, “Stranieri in patria”. Nel filma-to, sivedono tante maglieverdi circon-dare ilgruppo con itricolori. Partonoimproperi vari: “Pirla”,“fuori dai cogl..”. A chi ringhia contro i “comunisti”, Ricca ribatte: “Siamo contro le leggi vergogna votate da Maroni e Bossi: viva il tricolore, viva l’Italia unita”. Si sentono cori incro-ciati: “Italia”contro “Pa d a nia ”, inevita-bilmente più forte. “Sirischia il linciag-gio davanti al ministro degli Interni”sot-tolinea Ricca. Che nelcommento al vi-deo ricorda:“A un certopunto siamostati bloccati da un plotone di poliziotti ecarabinieri. Motivo? Graverischio di di-sordini perlanostra provo-cazione”. Suc-cede anchequesto,nell’Italia go- vernata dallaLega.
 Alessio Grossi
Ilsindaco OscarLancini
(F 
OTO
L
 A
P
RESSE 
 )
Mercoledì 15 settembre 2010
S
i legge nella circolare (a destra ildocumento) dell’aprile del 2010dell’Ufficio Scolastico Regionaledell’Emilia Romagna: “Esistono specifichedisposizioni normative e contrattuali cheimpongono ai dipendenti pubblici in generale, alpersonale del comparto scuola in particolare, diastenersi da dichiarazioni o enunciazioni che inqualche modo possano ledere l’immaginedell’Amministrazione pubblica e di rapportarsicon i loro superiori gerarchi nella gestione dellerelazioni con la stampa”.Una sorta di “b av a g l i o ”. Da causareun’immediata presa di posizione del sindacatoscuola della Cgil: “È una gravissima lesione allalibertà di manifestazione del pensiero e iltentativo di mettere ilbavaglio alle legittimeproteste, tra l’altro alla vigiliadi una manovra che siprefigura pesantissima perl’occupazione e leretribuzioni dei dipendentipubblici”.
LE REAZIONI
IL QUIRINALE NON PARLA, INTERROGAZIONI DA PD E IDV 
di
Eduardo Di Blasi
“P
rendo atto che il sindacodiAdro haspecificatocheil simbolodel Soledelle Alpi è stato scelto non perchésimbolodella LegaNordmaperché appartenenteall’ico-nografia delComune”, affer-mava l’altro giorno il ministrodell’Istruzione MariastellaGelmini.Strano, perché,co-me annota anche il RadicaleSilvio Vialenel chiederecheispettori ministeriali vadano a verificare l’incongruità dellastruttura scolastica paraleghi-sta, lo stemmadel paese di Adrorecauna “Abianca susfondoverde contornatadatre grappoli d’u va.Se questo è però l’esordio delministro, non si comprendecosa possa fare il dicasterodell’Istruzione per porre ri-medio al pasticcio della scuo-la “Miglio”,figlia dellaLegaper i figli di Adro.Eppuretoccaa lei,eaidue“provveditor i”, quelloregio-nale e quello provinciale, pro- vare a districare la matassa.
PER ADESSO
è damettereagli atti l’interrogazione dei se-natori lombardi del Pd, che ve-de tra i firmatari Marilena Ada-mo, Antonio Rusconi e Fioren-za Bassoli e un’altra presentatadall’Idv. Spiega Adamo: “Ab-biamo chiesto didiscutere incommissione Istruzionepub-blica perché ad altre interro-gazioni presentatein aulailministro si è fatta vedere doposei mesi”. Così toccherà oggialcapogruppo Rusconichie-dere, alla ripresa dei lavori incommissione dopola pausaestiva, che il ministro si pre-sentiene discuta.“Se non lofarà entro una settimana - spie-ga - potremmo pensare di ab-bandonare la sede politica, co-sì comeabbiamo giàfatto”. All’epoca, dopo la minaccia eil seguente abbandono dellacommissione, la Gelmini siprese ntò.
A SCUOLA
non si può farepolitica.Lo sabeneRusconi,che, professore di ruolo a Lec-co dal1984, sevuole andarenel suo liceo per tenere un in-contro pubblico, deve primachiedere il permessoal presi-deeal consigliodiistituto,epoi trovarsi anche una contro-parte. Così spiega: “Il ministrodeve venire edeve dirci sel’uso di simboli di partito inuna scuola sia possibile. E se larisposta sarà un sì, allora ci po-
Se le istituzioni non fermanola secessione semi-silenziosa
Quando arrivò il bavaglio “Gli insegnanti non possono criticare” 
POVERA PATRIA
 ETICAMENTESCORRETTO
Luca Telese
LA VITA ADRA 
“L
a vita Agra”è il titolo di un meravigliosolibro di Luciano Bianciardi, il romanzo delmalessere nell’Italia dell’ingiustizia sociale. “Lavita adra”è il titolo che mi viene in mente per l’Italia dei nuovi piccoli-grandi razzismi, delle prove di secessione, e delle campagne politichecondotte sulla pelle dei bambini. Ho litigato conil sindaco Oscar Lancini, alla Zanzara diRadio24, dicendogli: “Non racconti cazzate”.Esiccome negava addirittura che il suo “Sole delle Alpi”fotocopia di quello della Lega fosse unsimbolo politico, ho aggiunto: “Se qualchesindaco istituisse l’asilo ‘Fausto Bertinotti’e lodecorasse con falci e martello, direi che è unatesta di cazzo”. Gli ho mancato di rispetto,dicono. “Che cosa ti ha fatto, dopotutto –mi hascritto un ascoltatore –perché tu lo trattassi cosìmale?”. Già. Allora mi è tornato in mente unmeraviglioso aneddoto di Charlie Chaplin, chealla festa del suo amico Douglas Fairbanks –  prima della Seconda guerra mondiale –rifiutò lamano tesa di un ambasciatore del III Reich. “Checosa le ho fatto?”, chiese adirato l’ambasciatore.E Chaplin: “Non è per quello che avete fatto ame. È per quello che state facendo al mondo”.
trebbeessere anchequalchesindaco dicentrosinistra chedecida di mettere sui banchi ilsimbolo dell’Ulivo. Ilramo-scello d’ulivo, d’altronde, è unsimbolo di paceda diversi an-ni...”.Si tratta,ovviamente,diuna provocazione. Spiega Bas-soli: “Peranni sonostata sin-dacodi SestoSanGiovanni,comune cheall’epoca avevauna solida maggioranza di si-nistra. Mai misono sognata diriempireun luogodi tutti,co-me unascuola, disimboli cherichiamavano la sinistra”. Anchein RegioneLombardia,il Pd si èmostrato attivo. IlconsigliereGian AntonioGi-relli hascritto alcapo delloStato chiedendone l’inter ven-to. Fino a ieri sera il messaggionon era arrivato al Quirinale, eilpresidente,in visitaaSaler-no, purparlando diNord ediSud Italia,di scuola,di gover-no e di federalismo, non ha fat-to cenno alla questione dellascuola sponsorizzatadal Car-ro ccio.
di
Luca De Carolis
“Q
uanto accadutoad Adroè molto peggio della se-cessione, e Napolitano do- vrebbe intervenire”. NonusametaforeGad Lerner,chenelsuo programmasu La7,
L’In-fed e l e
,ha ospitatoilsindacoleghista Oscar Lancini. Lerner è rimastomolto colpitodallesue parole: “Lancini non dis-simula, anzirivendica ilsuolocalismo esasperato,basatosu tradizioni inventate di sanapianta. La celebrazione del‘Sole delle Alpi’, il cui simboloè disseminato per la scuola, èuna baggianata: quello checonta per Lancini è imporre il voleredella comunitàlocale,al di là delle istituzioni e delsenso dello Stato”. Il volere diun’enclaveche decideper conto proprio,e chenon tol-lera dissensi. “In trasmissione- continuail giornalista- Lan-cini ha precisato che a maroc-chini, romeni e altri stranieriche vivono inpaese ‘va be-nissimo’la nuova scuola con isimboli leghisti. Erala soddi-sfazione di chi riscontra la sot-tomissione alla linea domi-nante”. Un’impostazione “in-consapevolmente totalitaria”secondo Lerner,che accusa:“Trovo molto grave il compor-tamento della Gelmini, che hafatto fintadi accontentarsidella spiegazione del sindaco,secondo cui il‘Soleè statomesso perché è un antico sim-bolo di Adro. Un chiaro espe-diente: con questa logica, Ro-ma dovrebbe essere adornatadi fasci littori, di cui sono pie-ni i Fori”. Il ministro dell’Istr u-zione però ha piegato la testa.E alloraLerner invocail Qui-rinale: “Napolitano dovrebbeintervenire, perché è il garan-te dell’unità nazionale. Nessu-no,meglio dilui, puòspiega-re quanto sia pericolosa la pri- vatizzazione delpubblicomessa in scena ad Adro”.
Gad Lerner 
“Il Colle dovrebbeintervenire”
 Enzo Raisi 
“Una roba vista solocon Hitler e l’Ur s s”
 Maurizio Martina
“Cosa sta facendola Gelmini?”
“L
a linea della Lega ormai èchiara, distoglierel’at-tenzione dai problemi princi-pali”. MaurizioMartina, se-gretariodel PdLombardia,non ha dubbi: il caso di Adro èsolo un altro espediente delCarroccio perfar passareinsecondo pianoi temiecono-mici e sociali. “Alle scuole ser- virebbero investimenti im-portanti,e invececifannoparlare di soli delle Alpi e co-sedi questotipo”si lamentaMartina. Lunedì scorso unconsigliere regionaledel Pd,il bresciano Gianni Girelli,aveva inviato una lettera a Na-politano perinvocarne l’in-terventosuAdro. Ierinehamandata un’altra, analoga, aBerlusconi, Gelmini, al presi-dente regionaleFormigoni eal direttoredell’ufficio scola-stico regionale. “Su Adro, ciaspettiamo rapidiprovvedi-menti della Gelminie dell’uf-ficio scolastico lombardo”af-fermaMartina, convintoche“il ministrodell’Istr uzionenon possa chiuderegli occhidifronte auna simileforza-tura, perché ad Adro si è pas-sato ilsegno”. Unaforzaturacondivisada granpartedellacomunitàlocale, secondolaLega. Ma ilsegretario dei De-mocratici ribatte: “La verità èche non si può governare per il consenso, comefanno i le-ghisti,che vannoavanticonstrumentalizzazioni. Riempi-re di simboli una scuola signi-fica invadere un luogo che de- ve esseredi tutti:e questonon sipuò fare,anche seintanti sonod’a cc o rd o ”. Eil ri-schio secessione? Martinascuote la testa:“Adro nonc’entra con la presunta vogliadi secessione, come nonc’entrano iniziative analoghe.Lo ripeto: l’obiettivo era e re-staspostare l’attenzione. LaLega ormai ci ha abituato aquesti fuochi d’ar tificio”.
l.d.c .
Una mitologia senza storia
È il simbolodi un localismoesasperatoe inventatodi sanapianta
“S
imboli nelle scuole diver-si dalla bandiera nazionalesi vedevano solo nella Germa-nia degli anni ’30, o in UnioneSov ieti ca”. Enzo Raisi, deputa- todi Fliesulla stessalineadell’amico senatore“finiano GiuseppeValditara cheierisulle colonne del
Secolo
parla- va di vicenda “inaccettabile”.“Il caso di Adro è scandaloso einaccettabile, perché crea unpericoloso precedente”sotto-linea Raisi, cheinvita Gelminia prendere provvedimenti:“Ha dettoche quantosucces-so non si può accettare? Bene,deve essereconsequenziale eintervenire in modo adeguato.Se non lo farà, provvederemonoi a sollecitarla con mozioni einterrogazioni in Parlamento”.Nell’attesa, ilfiniano spiega:“A scuola deveesserci spazioper un unico simbolo, la ban-diera nazionale,che unisceenon divide. Tutti gli altri, senzadistinzioni, nondevono en-trarci”. Manella presuntaPa- dania il Carroccio morde il fre-no. Raisi avverte: “La storia delsole alpino fadavvero ridere,ma il rischio secessione non vacomunque sottovalutato,per-ché viviamotempi dicrisi. Inmomenti come questo, l’egoi -smopuòcrescere, eportareaconseguenze pesantisul pia-no sociale. Per questo, casi co-me quello di Adro vanno fer-mati subito: l’effetto emulazio-ne potrebbe moltiplicarli”. Ep-pure la Lega continua a cresce-re, con la sua voglia di indipen-denza da“Roma ladrona”. Rai-si osserva: “Inquesta fase, èsemplice accentuare spinte lo-calistiche. Maio rispondo:sequalcuno,come hosentitodi-re da qualche leghista, si sentepadano e non italiano, farebbebene a scegliersiun’altra pa-tria. Non lo costringe nessunoa sentirsi bene in Italia, ma nonpuò comunque offendere i va-lori nazionali con identitàcreate ad arte”.
l.d.c.
 Attenti a soffiare sul fuoco
 Viviamo inun periodo dicrisi. Attentia chi vuoles p a c c a reil Paese
 La strategiadi Bossi & Co.
La lineadel Carroccioè quelladi distoglierel’attenzione daiproblemi reali
 
 pagina 4
I parlamentari per la “responsabilità nazionale” 
S
arebbero 20 i parlamentari “p apabi li per ridare numeri all’esecutivo econsentire a Berlusconi di andareavanti. Una vera e propria “lista salva-governo”che accorre in aiuto del premier mentre lasituazione sta precipitando. I nomi sarebberoquelli di Arturo
Iannaccone
, Antonio
Gaglione
,Elio
B el ca stro
, Antonio
Milo
e Luciano
Sard el li
(tutti appartenenti al movimento Noi Sud, delsottosegretario agli Esteri Scotti). A loro siunirebbero Maurizio
G r as s a n o
, Italo
Tanoni
eDaniela
Mel chiorre
(Liberal-democratici). Eancora Francesco
Nucara
(Pri) e Francesco
Pionati
(Adc). Tra i parlamentari tentati daldialogo con il governo vengono annoverati alcuniesponenti dell’Udc: Calogero
M a n n i n o
,Giuseppe
D r ago
, Michele
Pisacane
, Angelo
Cera
e Giuseppe
Ri vo lo
. Il Movimento per leAutonomie di Raffaele
Lombardo
e il SüdtirolerVolkspartei tratterebbero per l’appoggio esterno.I rimanenti parlamentari sarebbero perciòRoberto
C om m erc io
, Carmelo
Lo Monte
,Angelo
Lom b a rdo
e Aurelio
Misiti
(Mpa). InfineKarl
Zeller
e Siegfried
Brugge r
(Svp).
CIAMBELLE E SOUFFLÈ
Il gruppo dei 20 salva-B. si sgonfia subito:“Il premier ci ha detto cose sbagliate”
di
Sara Nicoli
I
l testa coda è di quelli chesoloun grandeattoredel-la politica può mettere inatto senza rischiare il cap-potto. Ma Francesco Nucaradi fegato ha sempre dimostra-to di averne. Ieri,dopo che ilsoufflèdel nuovogruppodi“responsabilità nazionale”daluicapitanato sierasgonfiatoalle prime lucidell’alba per-ché tolto dalforno molto pri-ma di una possibile lievitazio-ne, il segretario del Partito re-pubblicano, conoscendo Ber-lusconi, hapensato benedisalvaguardare la sua onorabi-lità. “Non credo che il grupposisia maidissolto–ha dichia-rato con invidiabile candore –come non credo che si sia maiformato veramente; Berlusco-ni mi ha detto alcune cose chea mio avvisoerano sbagliate,gli ho detto ‘questo nome can-cellalo perché nonverrà maicon noi’,mai nomionesta-mente erano molti più di 20”.E ancora: “È statoluiacon-tattarmi il20 agosto”ha spie-gato Nucaraal
fatto q uo t i d ia- no.it
. E così lui stesso ha chia-ritoilgrande bluffdellafor-mazionedi ungruppo diar-diti (e mercenari)in grado disostenere la maggioranza alnettodel dissensofiniano.Perchéquestaè lanuovaos-sessione del Cavaliere: conti-nuareagovernare finoallafi-ne della legislatura senza maidover mediarealcunché conFuturo e libertà. Una chimera. Anche Napolitano,d’al t raparte, ha auspicato che le ele-zionianticipate “non posso-noesserela panaceadituttiimali dellapolitica”ov vero“balsamo perogni febbre”.Eche, insomma, la stabilità par-lamentare del governo va cer-cata. Ma non come voleva fareBerlusconi.
EINFATTI
ilgruppo dei20arditi cheavrebbe dovutoga-rantire l’autosufficienza èscomparso. Iprimi fulminieprese di distanza sono comin-ciati adarrivare daicentristi,ma anche dallaLega. A scen-dere in campo per affogarenella culla il gruppo di Nucaraè arrivato prima il governatore Veneto,Luca Zaia,poil’e uro -parlamentare FrancescoSpe-roni. “Se Fini non vota i cinquepunti la maggioranzanon c’èpiù”,ha intimatoZaia. “E nonaccetteremo mai –ha fatto ecoSperoni –una maggioranzaneo sudista”. Dalfronte finia-no, poi, mentre Fabio Granataaccusava Nucara di “trasfor mi-smo”sentendosi mandareaquel paese con un sonoro “so-no repubblicanodal ’63, maquale trasformismo”, CarmeloBriguglio, imbracciatoil pal-lottoliere, gettava nuovo salesulle feriteberlusconiane: “Il28 si dimostrerà che siamo de-ter minanti”. Già all’alba di ieri,del gruppo dei20 indicati dal-lamaggioranza sieranochia-mati fuori iparlamentari Svp,conunanota ufficialedelpar-tito. E come loro il deputatoUdc Saverio Romano: “Nonconosco Nucara, nonso cosastiafacendoe nonmiinteres-sa. Faccio tanti auguri a lui e alsuo gruppo dei 20”. Subito do-posierano aggiuntiideputatidell’Mpa. “Nonfaremo partedi nessun gruppo di responsa-bilità nazionale - afferma Aure-lio Misiti - e voteremo la fiduciaai 5punti programmaticidelPdl solo a patto che ci sia uncambiodi rottasul Sude lasi-curezza”.“Non abbiamo avuto alcun contatto né da Berlusco-ni, né ci è giunta richiesta per unnuovo gruppo”è statapoila presa di distanza degli ex di-nianie deiliberaldemocraticiTanoni eMelchiorre: “Valute-remo in Parlamento il discorsodel premier”è stata la gelidarisposta allelusinghe berlu-sconiane. Insomma, un flop diquelli davvero preoccupanti.Ora, dunque,la situazionesembra tornata al punto di pri-ma, con lamaggioranza poli-tica ferma a 299 mentre quellanumerica potrebbe andare an-che oltre l’asticella dei 316 vo-ti, almeno in occasione del di-scorso di Berlusconi del 28.Dovepotrebbe toccareanchequota 330/335 in virtù dei votidichi haannunciatol’appog-gio al governopur non volen-do fare parte del “gr uppone”.
Venti di secessione nell’Udc
I4“siciliani”nel fianco di Casini
Madopo il28,il Cavalieredo- vràfare iconticon inumeriper il varo di ogni singolo prov- vedimento.E, infatti,sempreieri PaoloBonaiuti, portavocedel premier, ha voluto ricorda-re che l’obiettivo di Berlusconiè la tenuta del governo. Fino aquando, però, non è dato sa-pere.
PERSINO
l’exUdc France-scoPionati,ieri invisitaaPa-lazzo Grazioli,all’uscita dalcolloquio con il premier ha da-to segni di pessimismo: “Ionon sono ancora convinto deltutto che leelezioni sianoscongiurate, nonostante Ber-lusconi continuia direche lasituazione è sotto controllo”.Infatti, non loè. “Al centrode-stra mancauna gambameri-dionale concionava ieriallaCameraLuciano Sardelli,delmovimento Noi Sud –e questapoteva essere l'occasione per fare un gruppo parlamentarelegato al territorio e a preva-lente vocazionemeridionali-sta, ma non possiamo alimen-tare il sospetto di obbedire alogiche mercantili:il centro-destra non può essere solo atrazione leghista”.Parole chehanno fatto infuriare la Lega.“Ma questi dove stavano? - si èchiesto ancoraprovocatoria-mente Speroni- laprima cosada rispettare per un parlamen-tareèla fedeltàneiconfronti
Il prezzo non è giusto 
IlCavalieredeveancoratrattarepersalvareinumeridellasuamaggioranza
Il “patto”nonregge, bisognalimare ancoraNapolitano:“Il votoanticipato nonè la panacea”
COMPRATI E VENDUTI
N U CA RADa Tangentopolial bazar di Silvio
D
a Mani Pulite alla resurrezionedi questi giorni. L’uo-mo cheieri siè propostocome ilcollettore delle“stampelle”della maggioranza ha una storia politica lun-ga e punteggiata di incidentigiudiziari, per sua fortunamai fatali. Segretario nazionale del Partito Repubblicanodal2001, giàviceministrodelBerlusconi ter,funziona-rio della Cassa del Mezzogiorno agli esordi della carriera,Nucara –sposato con due figli, due lauree, una in Scien-zeStatistiche eAttuarialie un’altrainArchitettura –fin ìnel ciclone di Tangentopoli nel settembre del ’92, quan-do i giudici di Milano scoprirono una sorta di connectiontra affarie politica su unappalto per 113 miliardiper lacostruzione del centro direzionale reggino che avrebbefruttato, all’epoca, “solo”un miliardo di tangente di vec-chie lire. Lamagistratura azzerò la classedirigente dellaDc reggina,e Nucarane uscìsenza conseguenze.Maall’epoca lui in Calabria era già un personaggio di primopiano. La sua carriera tra i repubblicani cominciò nel ’83,negli anni dell’omicidio di VicoLigato, quando fece ilpieno di voti raggiungendo quota 12 mila preferenze; unrisultatoeccellente nellaterra alloraprotetta dalloscu-do crociato di Misasi. Ligato accusò molteplici volte Nu-caradi averpartecipatoad unsummitdi ‘ndrangheta aCannavòorganizzatodaDomenico Libri.IgiudiciVin-cenzoMacrì eAntonioLombardofecero notarechesuun autovettura intestata a un affiliato della ‘ndrangheta è“stato rinvenutomateriale dipropaganda elettoraleper il candidato del Pri Nucara Francesco –si leggeva nell’or-dinanza deigiudici - chesecondo voci dipubblico do-minio raccolte dai carabinieri, durante la campagna elet-torale era stato appoggiato dalle cosche mafiose facenticapo a Serraino Francesco, De Stefano Paolo, i Tegano, ifratelli Libri, Araniti Santo, Frascati Antonio e i fratelliCar idi”. Voci che Nucara smentì con energia minaccian-doquerele controignotiperquel rapportodeicarabi-nieriche loindicavanocome ilcandidatodi ungruppodi ‘ndrine. Passatigli annibuidella guerradi mafianelreggino, Nucara ha continuato il suo percorso in poli-tica,dal2001 sempreaccantoalCavaliere. Chenonglihamaifattomancareilsuopersonaleappoggio.
S. N.
Totò Cuffaro 
L’ex presidente della RegioneSicilia è stato condannato insecondo grado a 7 anni perfavoreggiamento aggravatodall'avere agevolato la mafia erivelazione di segreto istruttorio
Calogero Mannino 
L’ex ministro Dc è stato assoltoin primo grado dall’accusa diconcorso esterno in associazionemafiosa, poi condannato inAppello e infine assolto inCassazione dopo 16 anni
Saverio Romano 
Indagato per concorso esternoin associazione mafiosa ecorruzione archiviata dal Gip.Oggi è indagato per concorso incorruzione aggravata dalfavoreggiamento di Cosa Nostra
Giuseppe Drago 
Condannato da presidente dellaRegione Sicilia a tre anni conl’interdizione perpetua daipubblici uffici per peculato per lamancata rendicontazione dei“fondi riservati”(pena condonata)di
Sandra Amurri
L
Udc siciliano contribuirà adarricchire la listasalva go- verno Berlusconi sì o no? La ri-spostaè densadi puntiinter-rogativi. Porte sbattutepoi ria-perte. Ora siamodi fronte aporte lasciate socchiuse. Il pre-sidente RoccoButtiglione di-ce: “LaSiciliaè il10%delpar-tito visto che l’onorevole Save-rioRomano ammessochela-sciasse il partitonon si porte-rebbe dietro tutti”. Tutti no masicuramentequelli checonta-no per assicurare la débâcle delpartito. Con l’onorevole Ro-mano- segretarioregionaleeletto nel collegiodi Bagheriache alle elezionieuropee delgiugno2009 dacapolistanellaCircoscrizione Isole è risultatoil più votato dell’Udc in tuttaItalia con 110.403 preferenze -andrebberodi certoTotòCuf-faro-dicui haereditatolacas-saforte deivoti -,CalogeroMannino e Giuseppe Drago (fi-glio di Mimmo componente dispiccodella correnteandreot-tiana che faceva capo a SalvoLima). Dragoche daex presi-dente Psi della Regione Sicilia èstato condannatoa treannicon l’interdizione perpetuadai pubblici uffici per pecula-to, per la mancata rendiconta-zionedei “fondi riservati”(pe-na condonata) e condannatodallaCorte deiConti arestitui-re alla Regione 123.123,00 dieuro. E Buttiglione sa bene chenella cassaforte diRomano so-no custoditi i consensi chehannopermesso all’Udc di su-perare lasoglia disbarramen-to,e dunquedisedere inPar-lamento e di giocare il ruolo diago della bilancia.Così comesache seRomano,Mannino,Cuffaro e Drago passassero alPdl, il partito di Berlusconi alleprossime elezioni tocchereb-bedinuovoquel 61a0dian-tica memoria. Comefa capirebene proprio Romano com-mentandole parolecheCasiniavrebbe confidatoai suoipiùstretticollaboratori aproposi-to di unapossibile fuoriuscitadel gruppetto: “Ci libererem-mo di un peso”.Il peso è ov- viamente di origine giudizia-ria: “Spero che Casini non loabbia veramentedetto perchèfarebbe torto alla storia del par-tito e all’appoggio che gli ab-biamo sempre dato”.Certo èche ilgruppo Udcsicilianonon ha gradito quell’invito (ac-cettato) al summit di Chiancia-no rivolto da Casini al Procura-tore nazionale Antimafia PieroGrasso.Proprio ilmagistratoche èstato capodi quellaPro-cura che ha indagato Totò Cuf-faro (condannatoin secondogrado per concorsoesterno inassociazione mafiosa a 7 anni).StessaProcura quelladiPaler-mo che ha indagato Saverio Ro-mano perconcorso esternoinassociazione mafiosa e corru-zione, poi archiviatadal gipperché “gli elementiacquisitinonsonoidonei asostenerel'accusa in giudizio”. Motivazio-ne non sufficiente per far tace-reil giudiziopolitico.Romanoè oggiindagato perconcorsoin corruzioneaggravata dalfa-
Mercoledì 15 settembre 2010
 A 
ma i legal thriller, e si schermisce: “Ho una insanaattrazione per i tribunali, ma solo quelli di carta”. E’ la puntadi diamante del sistemamediatico berlusco-niano,ma èanche l’uomocheha perprimo parladiprostituzionepolitica adestra.El’uomo chehacapi-tanato labattaglia (vinta) peril referendumsulla leggeper l’emittenza, ma - comeforse pochissimi sanno, èstatoanche portsaborsediTizianaMajolo aRifonda- zione. L’unicomodo di raccontareGiorgio Stracquada-nio, su
Il Fatto
 ,nelmomentoincuila metàdeipar-rucconi del Pdl prendono le distanze da lui, è parlarnebene.E ricostruireilfilo dellasuabiografia nonper raccontare l’ennesimo curriculumgattopardista, nel filone degli atei devoti e dei grandi convertiti alla Bon-di,mapiuttostoper spiegarechenellasuaripetitivavocazionea direverità cheper ilPdl diventanoim-barazzanti, c’è una traccia non completamente estin-ta della sua matrice sessantottina.Stracquadanio a un cognome che serba in se l’ideadell’alluvione. Il padre è un dirigente di azienda, pas-sato dall’Eni di Mattei alla Montedison di Cefis. Il liceoa Milano, lo fa al Berchet, compagno di scuola di Gad Lerner,JacopoFo, delfuturoterroristaMarcoBarbone. WalterGrecchi, l’uomosimbolo del-la foto più nota nella sotria della violenza ar-mata, quelladella P38,era suocompagno diclasse alle medie. Stracquadanio sta nel fiumedella suagenerazione, conun passaggioti-picodalradicalismo cattolicoaquellomo-vimentista.Ilprimo volantinodistribuitosul sagrato della Chiesa, con il parroco che pro-testa nell’omelia: “Non lo prendete”. I primipassipoliticisono nelgruppo(terzomon-dista)Amilcar Cabral,padre delpartitoafricano per l’indipendenza. Organiz- zazio le 150 ore, con un paradossodi intenzioni che lo stessoStracquadanio, una vol-ta, ha autoironicamen-teriassunto così:“Par -tecipavamo a uno stessocorso conintenzioni op-poste.Noivolevanoregalare aglioperaiunanuovacoscienza di classe.Loro solo il diploma”.Qunado laviolenza delterrorismo lambiscequelli cheha intor-no, fa un passo indietro. La via di fuga? La nonviolenzaradicale. Nell’estate 1979l’iniziazione: unmeeting estivo conil guru Pannella.Ha detto: “Dairadicali aForza Italia, sono sempre stato in partiti cesaristici ecarismatici. Odiavo e odio gli apparati”.. Un dirigente,MarcelloCrivellini gliproponediandare aRoma.Luirifiuta, ma è un appuntamento differito. Studia bio-logia.Nonsi laureaaunpasso daltraguardo,cometanti della sua generazione. Preferisce lavorare comeconsulente informatico. Fonda una agenzia di stam-pa per adetti ai lavori(che chiude per la crisi). Nel 1992 si mette a organizzare la campagna della Ma- jolo, candidata in Rifondazione. Lei viene eletta, e selo portaa Roma.Lui, conla pochetteda buonbor- ghese milanesee iribelli anti-sistema:la convivenzadura poco. La Majolo fa una lista antiproibizionistache rompe con la sinistra. Viene espulsa, e lui la segue.Straquadaniolavoraal Cora,ilcoordinamentoanti-proibizionista. Poi viene candidatoin forza italia, tro-bato per un soffio. Nel 1995 è portavoce del re-ferendum a cui Berlusconi tiene di più: quello chepotrebbe togliergli Retequattro. Nel 2001 dovreb-be essere canddato, ma Verdini lo sega (e lui orasi prende la soddisfazione di difenderlo. Mel 2003entranella redazionedelMattinale.Un quotidianopolitico che hauna partico-larità. “Quella di avere - dice - un sololettore: Berlusconi”. Nel2005arriva in Senato, e fa il vietcong antiprodiano. Nel 2007 fondail Predellino. E lì recupera la suavena sessantottina: leleggi ad personam sonogiuste, ilmetodoBoffo va applicato aFini, se le de-putate hanno usato il corpo per es-sere elettenon sidevono dimettere.Da lenin alle prostitute, La verità restarivoluzionaria.
,
Lutel 
“N
on escludo chesenatrici o deputatesiano state elette dopoessersi prostituite”, disse l’8 settembrescorso Angela Napoli, deputata di Fli, primadi pentirsene amaramente. Si parò diattacco al partito. Intervenne anche ilPresidente della Camera Gianfranco Fini,leader politico di Fli, e la deputata dovettechiedere scusa e tornare indietro su quantodichiarato. Poi, la settimana seguente, allastessa trasmissione, “Klauscondicio”diKlaus Davi su YouTube, l’inter vistatorepone una domanda simile a GiorgioStracquadanio, e lui risponde: “Usare ilcorpo? È assolutamente legittimo che perfare carriera ognuno di noi utilizzi quel cheha, l’intelligenza o la bellezza che siano”.Ela chiosa: “Fino a quando esiste consensonon c’è violenza e se non c’è violenza nonc’è problema”. Poi corresse spiegando chenon parlava di “pro stit uz i o ne”. Strano perché pareva proprio stesse parlandodi quello.
TRATTAMENTI & ESCORT
COSÌ PARLÒ STRACQUADANIO
La classe dirigente?“Una questione di tette”
PAOLO GUZZANTI: LA “MIGNOTTOCR AZIAÈ LA STELLA POLARE DELLA POLITICA
La “gaffe”della Napoli e l’irruzione della “prostituzione” 
COMPRATI E VENDUTI
 voreggiamento di Cosa Nostrasulla base dell’accusa rivoltaglida Massimo Ciancimino figliodi Don Vito di avergli pagatotangenti per 100 mila euro. Lapresenza di Grasso è stata resaancorapiù indigestadalcom-mento del senatore GiampieroD’Alia, fedele a Casini, promo-tore della tanto discussa pro-posta dilegge control’apolo-gia di reato a mezzo Internet: “Inostrielettori sonostatisoddi-sfatti della presenzadi Grasso,l’hanno molto apprezzata”. Maquel gesto èstato consideratodairibellisiciliani unveroaf-fronto chesi è aggiuntoalla ri-chiesta di dimissionirivolta alpremier da Casini e all’aver im-boccatola pericolosastradadella difesadella legalitàcon-tro l’impunità enon ultimodinon averescluso lapossibilitàdiun accordoconil Pd.Temiscottanti perchi portail pesomorale e politico di condannenon definitive edi guai giudi-ziari. Ma la loro migrazione nelPdl sarebbe una emorragia chepotrebbe portare alla morteper dissanguamento dell’Udc,dunque bisognaevitarla. Edèciò che si sta tentando di fare.“Mi auguro che Casini sia ragio-nevole ma seci butterà fuo-i...”, fa sapere Mannino prean-nunciando un altro caso Fini alcontrario. Come dire: siamo di-sponibili a restare ma se Casininon non abbandonerà la “der i- va “giustizialista”e cicaccerà,saremocostretti abussarealgruppo di“responsabilità re-p ubbli can a ”.
deglielettorie quindisido- vrebbe far riferimento al grup-po della lista conla quale si èstati eletti, che noi sosteniamocon maggior forza l'esecutivo:con 60 deputati”. Come dire:se qualcuno staccherà la spinaal governo,questo nonpotràche essere la Lega. A meno chei finiani non arrivino prima.
di
Luca Telese
P
aolo Guzzanti vanta l’in-solito primato: aver co-niato unlemma cheoggicorre sulla boccadi tutti,e senza di cui non è più possi-bilefare cronacapolitica:“Mi-g n ottoc razia”.Ora, mentredi-  vapano le polemichesu com-pravendita, prostituzione,ipo-tesi di baratto fra corpi e seggi, èimpegnato in una corsa controil tempo perconsegnare allestampeun pamphletconlostesso titolo,
M i g no tt ora z ia
:esce in ottobre per Aliberti.
Senatore Guzzanti, perchénon ha chiuso le bozze?
 Vuole la verità? Ogni giorno sal-ta fuori una notizia macroscopi-ca sul tema, chemi costringe ariaprire i capitoli.
Ad esempio?
Ultima settimana tre volte: com-pravendita dideputati, dichia-razioni diAngela Napoli,ester-nazione di Giorgio Stracquada-nio, che ha il merito, va detto, difar chiarezza.
Come ha impostatoil suopamphlet?
Il sottotitolo provvisorio, nonso se diventeràdefinitivo, è:
Lasera andavamo a ministre
.
Potrebbe non esserci perchési è pentito in corso d’opera?
 Al contrario. Mi piaceva l’asso -nanza con
La sera andavamo in viaVeneto
di Scalfari. Rende bene labassezza di un’epoca,il dram-ma di una classe dirigente.
E perché non lo tiene?
Fra le ministre ci sono persone,comela Prestigiacomo,sucuipotrei giurare, in fatto di estra-neità alla mignottocrazia...
Com’èil sistemache hade-finito con questa parola?
Semplice: lamignottocrazia èun sistema politicofondato sulsex appeal. Che oggi è diventa-to - attenzione, non solo nelcentrodestra, comedimostra-no tanticasi - un sistemadi se-lezione delle classi dirigenti. Inalcuni casi, purtroppo l’unico.
Da quando è così, se è così?
Hoavvertito chequalcosaeracambiato un giorno che, duran-te una convention di Forza Italiadi quelle con i cieli azzurrini e leragazze vestitecon iltubino di Armani, ebbi definitivamentechiaro l’atteggiamento maschi-lista di Berlusconi.
Cosa accadde?
Nulla di clamoroso, per gli altri.Ma perme sì.L’incontro erafi-nito, c’era una baraonda pazze-sca,ci trovammoio eBerlusco-ni in mezzo a tanti corpi.
E...
Elui, gridandoalleegramentemidisse: “Paoloooo! hai vistoche pezzo di fica dietro di te?Perché non allunghila mano enon le tocchi il culo?”.
Si potrebbeobiettare chenon era laprima, e nemme-no l’ultima battuta.
Maera gridatain pubblico,daunpresidente delConsiglio.L’ideache unpremierocciden-tale potesse esprimersi così eraper me inconcepibile.
Lo conosceva già, e bene.
Non certo dall’infanzia. E c’èuna differenza fra ciò che si puòdire in privato,magari di dub-biogusto,eciò chesipuògri-dare in pubblico.
Craxi amava le donne....
 Avevadelle pubblicheamanti,se per questo, come Anja Piero-ni. So che aveva assediato anchedelle giornaliste chelo intervi-stavano, al
Raphael 
... Ma nonavrebbe mai gridatodalla tribu-nadi uncongresso,che glipia-cevano le tette o le gambe delledonne socialiste.
Si dice: ladifferenza è cheBerlusconinon èipocritainpubblico. Cosa risponde?
Cheèun mododipensarepe-ricoloso. L’ipocrisia, in moltissi-micasi, èun valore.Se iovedouna bellissimaragazza perstra-da, può passarmiper la mentedi strapparle lemutande. Ma selo facciodivento unostuprato-re, non una persona...
si n c e ra
.
Lei dice che Berlusconi portaquesto elemento istitintivoancestrale in politica...
Ho coniato iltermine
Mignotto-ra z i a
quandola sessualitàdiBerlusconi non era ancora temadi interesse nazionale. Ora sonoconvinto che per lui questo trat-to sentimentale siacomune alprivato e alla politica...
Cioè?
Berlusconi esalta la legittimitàdell’istinto, ma la civiltà moder-na è la fine dell’istinto. Con lostesso slancio concui vuolestrappare le mutande alle ragaz-zeche glipassano davanti,Ber-lusconi vuol strappare le mu-tande alla Costituzione.
Diranno: lei fa moralismo.
Ma io
og io
essere moralista inquesto. Luiè a suo modoun ge-nio, un genio del male, perché èriuscito a imporre un passaggiodi epoca alla politica italiana...
Però?
Però non si può accettare senzaribellarsi un sistema dove il
sex appeal 
diventa criterio discrimi-nante rispetto all’int el l i gen z a.
È definitivamenteacquisitaquesta mutazione?
Basta guardare il Pdl di oggi per capire cheBerlusconi hasoloduemodiper giudicareledon-ne: o belle mignotte in carriera,o brutte da segare.
Susciterà un altro putiferio.
Perché? Qualcuno nega che frauna graziosa troiettae una gras-sa geniale ci sia partita nel Pdl?
Lo negano le donne del Pdl
Non voglio polemizzare, con lo-ro. Ma trovo ipocrita che nel Pdlin cui tutti si danno di gomito,quando c’è unanuova ragazzain carriera, le mie colleghe gio-chino al rito dell’indignazione.
Cosa pensa del caso Noemi?
Non so, quindi non ne parlo. Pe-rò holetto cheanche leisiaspettava una carica. E...
E cosa sa, invece?
So che Berlusconiprende lecotte,palpeggia, tocca,allungale mani. Anche con gli uomini, enoncerto perfini sessuali.Soche persino Putin è furibondoperché lui lo tocca, ogni voltadiventa pazzo.
Ma produce consenso?
La mignottocrazia ammicca aglielettori.Gli suggeriscel’idea:faccio quello chevolete fare voi, quindi è giusto. Invece nonlo èaffatto, perquesto lacom-batto.
Scelteche contano
Qualcuno puònegare che frauna graziosatroietta e unagrassa genialeci sia partita nelPdl?

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