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I parlamentari per la “responsabilità nazionale”
S
arebbero 20 i parlamentari “p apabi li”
per ridare numeri all’esecutivo econsentire a Berlusconi di andareavanti. Una vera e propria “lista salva-governo”che accorre in aiuto del premier mentre lasituazione sta precipitando. I nomi sarebberoquelli di Arturo
Iannaccone
, Antonio
Gaglione
,Elio
B el ca stro
, Antonio
Milo
e Luciano
Sard el li
(tutti appartenenti al movimento Noi Sud, delsottosegretario agli Esteri Scotti). A loro siunirebbero Maurizio
G r as s a n o
, Italo
Tanoni
eDaniela
Mel chiorre
(Liberal-democratici). Eancora Francesco
Nucara
(Pri) e Francesco
Pionati
(Adc). Tra i parlamentari tentati daldialogo con il governo vengono annoverati alcuniesponenti dell’Udc: Calogero
M a n n i n o
,Giuseppe
D r ago
, Michele
Pisacane
, Angelo
Cera
e Giuseppe
Ri vo lo
. Il Movimento per leAutonomie di Raffaele
Lombardo
e il SüdtirolerVolkspartei tratterebbero per l’appoggio esterno.I rimanenti parlamentari sarebbero perciòRoberto
C om m erc io
, Carmelo
Lo Monte
,Angelo
Lom b a rdo
e Aurelio
Misiti
(Mpa). InfineKarl
Zeller
e Siegfried
Brugge r
(Svp).
CIAMBELLE E SOUFFLÈ
Il gruppo dei 20 salva-B. si sgonfia subito:“Il premier ci ha detto cose sbagliate”
di
Sara Nicoli
I
l testa coda è di quelli chesoloun grandeattoredel-la politica può mettere inatto senza rischiare il cap-potto. Ma Francesco Nucaradi fegato ha sempre dimostra-to di averne. Ieri,dopo che ilsoufflèdel nuovogruppodi“responsabilità nazionale”daluicapitanato sierasgonfiatoalle prime lucidell’alba per-ché tolto dalforno molto pri-ma di una possibile lievitazio-ne, il segretario del Partito re-pubblicano, conoscendo Ber-lusconi, hapensato benedisalvaguardare la sua onorabi-lità. “Non credo che il grupposisia maidissolto–ha dichia-rato con invidiabile candore –come non credo che si sia maiformato veramente; Berlusco-ni mi ha detto alcune cose chea mio avvisoerano sbagliate,gli ho detto ‘questo nome can-cellalo perché nonverrà maicon noi’,mai nomionesta-mente erano molti più di 20”.E ancora: “È statoluiacon-tattarmi il20 agosto”ha spie-gato Nucaraal
fatto q uo t i d ia-
no.it
. E così lui stesso ha chia-ritoilgrande bluffdellafor-mazionedi ungruppo diar-diti (e mercenari)in grado disostenere la maggioranza alnettodel dissensofiniano.Perchéquestaè lanuovaos-sessione del Cavaliere: conti-nuareagovernare finoallafi-ne della legislatura senza maidover mediarealcunché conFuturo e libertà. Una chimera. Anche Napolitano,d’al t raparte, ha auspicato che le ele-zionianticipate “non posso-noesserela panaceadituttiimali dellapolitica”ov vero“balsamo perogni febbre”.Eche, insomma, la stabilità par-lamentare del governo va cer-cata. Ma non come voleva fareBerlusconi.
EINFATTI
ilgruppo dei20arditi cheavrebbe dovutoga-rantire l’autosufficienza èscomparso. Iprimi fulminieprese di distanza sono comin-ciati adarrivare daicentristi,ma anche dallaLega. A scen-dere in campo per affogarenella culla il gruppo di Nucaraè arrivato prima il governatore Veneto,Luca Zaia,poil’e uro -parlamentare FrancescoSpe-roni. “Se Fini non vota i cinquepunti la maggioranzanon c’èpiù”,ha intimatoZaia. “E nonaccetteremo mai –ha fatto ecoSperoni –una maggioranzaneo sudista”. Dalfronte finia-no, poi, mentre Fabio Granataaccusava Nucara di “trasfor mi-smo”sentendosi mandareaquel paese con un sonoro “so-no repubblicanodal ’63, maquale trasformismo”, CarmeloBriguglio, imbracciatoil pal-lottoliere, gettava nuovo salesulle feriteberlusconiane: “Il28 si dimostrerà che siamo de-ter minanti”. Già all’alba di ieri,del gruppo dei20 indicati dal-lamaggioranza sieranochia-mati fuori iparlamentari Svp,conunanota ufficialedelpar-tito. E come loro il deputatoUdc Saverio Romano: “Nonconosco Nucara, nonso cosastiafacendoe nonmiinteres-sa. Faccio tanti auguri a lui e alsuo gruppo dei 20”. Subito do-posierano aggiuntiideputatidell’Mpa. “Nonfaremo partedi nessun gruppo di responsa-bilità nazionale - afferma Aure-lio Misiti - e voteremo la fiduciaai 5punti programmaticidelPdl solo a patto che ci sia uncambiodi rottasul Sude lasi-curezza”.“Non abbiamo avuto
alcun contatto né da Berlusco-ni, né ci è giunta richiesta per unnuovo gruppo”è statapoila presa di distanza degli ex di-nianie deiliberaldemocraticiTanoni eMelchiorre: “Valute-remo in Parlamento il discorsodel premier”è stata la gelidarisposta allelusinghe berlu-sconiane. Insomma, un flop diquelli davvero preoccupanti.Ora, dunque,la situazionesembra tornata al punto di pri-ma, con lamaggioranza poli-tica ferma a 299 mentre quellanumerica potrebbe andare an-che oltre l’asticella dei 316 vo-ti, almeno in occasione del di-scorso di Berlusconi del 28.Dovepotrebbe toccareanchequota 330/335 in virtù dei votidichi haannunciatol’appog-gio al governopur non volen-do fare parte del “gr uppone”.
Venti di secessione nell’Udc
I4“siciliani”nel fianco di Casini
Madopo il28,il Cavalieredo- vràfare iconticon inumeriper il varo di ogni singolo prov- vedimento.E, infatti,sempreieri PaoloBonaiuti, portavocedel premier, ha voluto ricorda-re che l’obiettivo di Berlusconiè la tenuta del governo. Fino aquando, però, non è dato sa-pere.
PERSINO
l’exUdc France-scoPionati,ieri invisitaaPa-lazzo Grazioli,all’uscita dalcolloquio con il premier ha da-to segni di pessimismo: “Ionon sono ancora convinto deltutto che leelezioni sianoscongiurate, nonostante Ber-lusconi continuia direche lasituazione è sotto controllo”.Infatti, non loè. “Al centrode-stra mancauna gambameri-dionale –concionava ieriallaCameraLuciano Sardelli,delmovimento Noi Sud –e questapoteva essere l'occasione per fare un gruppo parlamentarelegato al territorio e a preva-lente vocazionemeridionali-sta, ma non possiamo alimen-tare il sospetto di obbedire alogiche mercantili:il centro-destra non può essere solo atrazione leghista”.Parole chehanno fatto infuriare la Lega.“Ma questi dove stavano? - si èchiesto ancoraprovocatoria-mente Speroni- laprima cosada rispettare per un parlamen-tareèla fedeltàneiconfronti
Il prezzo non è giusto
IlCavalieredeveancoratrattarepersalvareinumeridellasuamaggioranza
Il “patto”nonregge, bisognalimare ancoraNapolitano:“Il votoanticipato nonè la panacea”
COMPRATI E VENDUTI
N U CA RADa Tangentopolial bazar di Silvio
D
a Mani Pulite alla resurrezionedi questi giorni. L’uo-mo cheieri siè propostocome ilcollettore delle“stampelle”della maggioranza ha una storia politica lun-ga e punteggiata di incidentigiudiziari, per sua fortunamai fatali. Segretario nazionale del Partito Repubblicanodal2001, giàviceministrodelBerlusconi ter,funziona-rio della Cassa del Mezzogiorno agli esordi della carriera,Nucara –sposato con due figli, due lauree, una in Scien-zeStatistiche eAttuarialie un’altrainArchitettura –fin ìnel ciclone di Tangentopoli nel settembre del ’92, quan-do i giudici di Milano scoprirono una sorta di connectiontra affarie politica su unappalto per 113 miliardiper lacostruzione del centro direzionale reggino che avrebbefruttato, all’epoca, “solo”un miliardo di tangente di vec-chie lire. Lamagistratura azzerò la classedirigente dellaDc reggina,e Nucarane uscìsenza conseguenze.Maall’epoca lui in Calabria era già un personaggio di primopiano. La sua carriera tra i repubblicani cominciò nel ’83,negli anni dell’omicidio di VicoLigato, quando fece ilpieno di voti raggiungendo quota 12 mila preferenze; unrisultatoeccellente nellaterra alloraprotetta dalloscu-do crociato di Misasi. Ligato accusò molteplici volte Nu-caradi averpartecipatoad unsummitdi ‘ndrangheta aCannavòorganizzatodaDomenico Libri.IgiudiciVin-cenzoMacrì eAntonioLombardofecero notarechesuun autovettura intestata a un affiliato della ‘ndrangheta è“stato rinvenutomateriale dipropaganda elettoraleper il candidato del Pri Nucara Francesco –si leggeva nell’or-dinanza deigiudici - chesecondo voci dipubblico do-minio raccolte dai carabinieri, durante la campagna elet-torale era stato appoggiato dalle cosche mafiose facenticapo a Serraino Francesco, De Stefano Paolo, i Tegano, ifratelli Libri, Araniti Santo, Frascati Antonio e i fratelliCar idi”. Voci che Nucara smentì con energia minaccian-doquerele controignotiperquel rapportodeicarabi-nieriche loindicavanocome ilcandidatodi ungruppodi ‘ndrine. Passatigli annibuidella guerradi mafianelreggino, Nucara ha continuato il suo percorso in poli-tica,dal2001 sempreaccantoalCavaliere. Chenonglihamaifattomancareilsuopersonaleappoggio.
S. N.
Totò Cuffaro
L’ex presidente della RegioneSicilia è stato condannato insecondo grado a 7 anni perfavoreggiamento aggravatodall'avere agevolato la mafia erivelazione di segreto istruttorio
Calogero Mannino
L’ex ministro Dc è stato assoltoin primo grado dall’accusa diconcorso esterno in associazionemafiosa, poi condannato inAppello e infine assolto inCassazione dopo 16 anni
Saverio Romano
Indagato per concorso esternoin associazione mafiosa ecorruzione archiviata dal Gip.Oggi è indagato per concorso incorruzione aggravata dalfavoreggiamento di Cosa Nostra
Giuseppe Drago
Condannato da presidente dellaRegione Sicilia a tre anni conl’interdizione perpetua daipubblici uffici per peculato per lamancata rendicontazione dei“fondi riservati”(pena condonata)di
Sandra Amurri
L’
Udc siciliano contribuirà adarricchire la listasalva go- verno Berlusconi sì o no? La ri-spostaè densadi puntiinter-rogativi. Porte sbattutepoi ria-perte. Ora siamodi fronte aporte lasciate socchiuse. Il pre-sidente RoccoButtiglione di-ce: “LaSiciliaè il10%delpar-tito visto che l’onorevole Save-rioRomano ammessochela-sciasse il partitonon si porte-rebbe dietro tutti”. Tutti no masicuramentequelli checonta-no per assicurare la débâcle delpartito. Con l’onorevole Ro-mano- segretarioregionaleeletto nel collegiodi Bagheriache alle elezionieuropee delgiugno2009 dacapolistanellaCircoscrizione Isole è risultatoil più votato dell’Udc in tuttaItalia con 110.403 preferenze -andrebberodi certoTotòCuf-faro-dicui haereditatolacas-saforte deivoti -,CalogeroMannino e Giuseppe Drago (fi-glio di Mimmo componente dispiccodella correnteandreot-tiana che faceva capo a SalvoLima). Dragoche daex presi-dente Psi della Regione Sicilia èstato condannatoa treannicon l’interdizione perpetuadai pubblici uffici per pecula-to, per la mancata rendiconta-zionedei “fondi riservati”(pe-na condonata) e condannatodallaCorte deiConti arestitui-re alla Regione 123.123,00 dieuro. E Buttiglione sa bene chenella cassaforte diRomano so-no custoditi i consensi chehannopermesso all’Udc di su-perare lasoglia disbarramen-to,e dunquedisedere inPar-lamento e di giocare il ruolo diago della bilancia.Così comesache seRomano,Mannino,Cuffaro e Drago passassero alPdl, il partito di Berlusconi alleprossime elezioni tocchereb-bedinuovoquel 61a0dian-tica memoria. Comefa capirebene proprio Romano com-mentandole parolecheCasiniavrebbe confidatoai suoipiùstretticollaboratori aproposi-to di unapossibile fuoriuscitadel gruppetto: “Ci libererem-mo di un peso”.Il peso è ov- viamente di origine giudizia-ria: “Spero che Casini non loabbia veramentedetto perchèfarebbe torto alla storia del par-tito e all’appoggio che gli ab-biamo sempre dato”.Certo èche ilgruppo Udcsicilianonon ha gradito quell’invito (ac-cettato) al summit di Chiancia-no rivolto da Casini al Procura-tore nazionale Antimafia PieroGrasso.Proprio ilmagistratoche èstato capodi quellaPro-cura che ha indagato Totò Cuf-faro (condannatoin secondogrado per concorsoesterno inassociazione mafiosa a 7 anni).StessaProcura quelladiPaler-mo che ha indagato Saverio Ro-mano perconcorso esternoinassociazione mafiosa e corru-zione, poi archiviatadal gipperché “gli elementiacquisitinonsonoidonei asostenerel'accusa in giudizio”. Motivazio-ne non sufficiente per far tace-reil giudiziopolitico.Romanoè oggiindagato perconcorsoin corruzioneaggravata dalfa-
Mercoledì 15 settembre 2010
A
ma i legal thriller, e si schermisce: “Ho una insanaattrazione per i tribunali, ma solo quelli di carta”. E’ la puntadi diamante del sistemamediatico berlusco-niano,ma èanche l’uomocheha perprimo parladiprostituzionepolitica adestra.El’uomo chehacapi-tanato labattaglia (vinta) peril referendumsulla leggeper l’emittenza, ma - comeforse pochissimi sanno, èstatoanche portsaborsediTizianaMajolo aRifonda- zione. L’unicomodo di raccontareGiorgio Stracquada-nio, su
Il Fatto
,nelmomentoincuila metàdeipar-rucconi del Pdl prendono le distanze da lui, è parlarnebene.E ricostruireilfilo dellasuabiografia nonper raccontare l’ennesimo curriculumgattopardista, nel filone degli atei devoti e dei grandi convertiti alla Bon-di,mapiuttostoper spiegarechenellasuaripetitivavocazionea direverità cheper ilPdl diventanoim-barazzanti, c’è una traccia non completamente estin-ta della sua matrice sessantottina.Stracquadanio a un cognome che serba in se l’ideadell’alluvione. Il padre è un dirigente di azienda, pas-sato dall’Eni di Mattei alla Montedison di Cefis. Il liceoa Milano, lo fa al Berchet, compagno di scuola di Gad Lerner,JacopoFo, delfuturoterroristaMarcoBarbone. WalterGrecchi, l’uomosimbolo del-la foto più nota nella sotria della violenza ar-mata, quelladella P38,era suocompagno diclasse alle medie. Stracquadanio sta nel fiumedella suagenerazione, conun passaggioti-picodalradicalismo cattolicoaquellomo-vimentista.Ilprimo volantinodistribuitosul sagrato della Chiesa, con il parroco che pro-testa nell’omelia: “Non lo prendete”. I primipassipoliticisono nelgruppo(terzomon-dista)Amilcar Cabral,padre delpartitoafricano per l’indipendenza. Organiz- zazio le 150 ore, con un paradossodi intenzioni che lo stessoStracquadanio, una vol-ta, ha autoironicamen-teriassunto così:“Par -tecipavamo a uno stessocorso conintenzioni op-poste.Noivolevanoregalare aglioperaiunanuovacoscienza di classe.Loro solo il diploma”.Qunado laviolenza delterrorismo lambiscequelli cheha intor-no, fa un passo indietro. La via di fuga? La nonviolenzaradicale. Nell’estate 1979l’iniziazione: unmeeting estivo conil guru Pannella.Ha detto: “Dairadicali aForza Italia, sono sempre stato in partiti cesaristici ecarismatici. Odiavo e odio gli apparati”.. Un dirigente,MarcelloCrivellini gliproponediandare aRoma.Luirifiuta, ma è un appuntamento differito. Studia bio-logia.Nonsi laureaaunpasso daltraguardo,cometanti della sua generazione. Preferisce lavorare comeconsulente informatico. Fonda una agenzia di stam-pa per adetti ai lavori(che chiude per la crisi). Nel 1992 si mette a organizzare la campagna della Ma- jolo, candidata in Rifondazione. Lei viene eletta, e selo portaa Roma.Lui, conla pochetteda buonbor- ghese milanesee iribelli anti-sistema:la convivenzadura poco. La Majolo fa una lista antiproibizionistache rompe con la sinistra. Viene espulsa, e lui la segue.Straquadaniolavoraal Cora,ilcoordinamentoanti-proibizionista. Poi viene candidatoin forza italia, tro-bato per un soffio. Nel 1995 è portavoce del re-ferendum a cui Berlusconi tiene di più: quello chepotrebbe togliergli Retequattro. Nel 2001 dovreb-be essere canddato, ma Verdini lo sega (e lui orasi prende la soddisfazione di difenderlo. Mel 2003entranella redazionedelMattinale.Un quotidianopolitico che hauna partico-larità. “Quella di avere - dice - un sololettore: Berlusconi”. Nel2005arriva in Senato, e fa il vietcong antiprodiano. Nel 2007 fondail Predellino. E lì recupera la suavena sessantottina: leleggi ad personam sonogiuste, ilmetodoBoffo va applicato aFini, se le de-putate hanno usato il corpo per es-sere elettenon sidevono dimettere.Da lenin alle prostitute, La verità restarivoluzionaria.
,
Lutel
“N
on escludo chesenatrici o deputatesiano state elette dopoessersi prostituite”, disse l’8 settembrescorso Angela Napoli, deputata di Fli, primadi pentirsene amaramente. Si parò diattacco al partito. Intervenne anche ilPresidente della Camera Gianfranco Fini,leader politico di Fli, e la deputata dovettechiedere scusa e tornare indietro su quantodichiarato. Poi, la settimana seguente, allastessa trasmissione, “Klauscondicio”diKlaus Davi su YouTube, l’inter vistatorepone una domanda simile a GiorgioStracquadanio, e lui risponde: “Usare ilcorpo? È assolutamente legittimo che perfare carriera ognuno di noi utilizzi quel cheha, l’intelligenza o la bellezza che siano”.Ela chiosa: “Fino a quando esiste consensonon c’è violenza e se non c’è violenza nonc’è problema”. Poi corresse spiegando chenon parlava di “pro stit uz i o ne”. Strano
perché pareva proprio stesse parlandodi quello.
TRATTAMENTI & ESCORT
COSÌ PARLÒ STRACQUADANIO
La classe dirigente?“Una questione di tette”
PAOLO GUZZANTI: LA “MIGNOTTOCR AZIA”È LA STELLA POLARE DELLA POLITICA
La “gaffe”della Napoli e l’irruzione della “prostituzione”
COMPRATI E VENDUTI
voreggiamento di Cosa Nostrasulla base dell’accusa rivoltaglida Massimo Ciancimino figliodi Don Vito di avergli pagatotangenti per 100 mila euro. Lapresenza di Grasso è stata resaancorapiù indigestadalcom-mento del senatore GiampieroD’Alia, fedele a Casini, promo-tore della tanto discussa pro-posta dilegge control’apolo-gia di reato a mezzo Internet: “Inostrielettori sonostatisoddi-sfatti della presenzadi Grasso,l’hanno molto apprezzata”. Maquel gesto èstato consideratodairibellisiciliani unveroaf-fronto chesi è aggiuntoalla ri-chiesta di dimissionirivolta alpremier da Casini e all’aver im-boccatola pericolosastradadella difesadella legalitàcon-tro l’impunità enon ultimodinon averescluso lapossibilitàdiun accordoconil Pd.Temiscottanti perchi portail pesomorale e politico di condannenon definitive edi guai giudi-ziari. Ma la loro migrazione nelPdl sarebbe una emorragia chepotrebbe portare alla morteper dissanguamento dell’Udc,dunque bisognaevitarla. Edèciò che si sta tentando di fare.“Mi auguro che Casini sia ragio-nevole ma seci butterà fuo-r i...”, fa sapere Mannino prean-nunciando un altro caso Fini alcontrario. Come dire: siamo di-sponibili a restare ma se Casininon non abbandonerà la “der i- va “giustizialista”e cicaccerà,saremocostretti abussarealgruppo di“responsabilità re-p ubbli can a ”.
deglielettorie quindisido- vrebbe far riferimento al grup-po della lista conla quale si èstati eletti, che noi sosteniamocon maggior forza l'esecutivo:con 60 deputati”. Come dire:se qualcuno staccherà la spinaal governo,questo nonpotràche essere la Lega. A meno chei finiani non arrivino prima.
di
Luca Telese
P
aolo Guzzanti vanta l’in-solito primato: aver co-niato unlemma cheoggicorre sulla boccadi tutti,e senza di cui non è più possi-bilefare cronacapolitica:“Mi-g n ottoc razia”.Ora, mentredi-
vapano le polemichesu com-pravendita, prostituzione,ipo-tesi di baratto fra corpi e seggi, èimpegnato in una corsa controil tempo perconsegnare allestampeun pamphletconlostesso titolo,
M i g no tt oc ra z ia
:esce in ottobre per Aliberti.
Senatore Guzzanti, perchénon ha chiuso le bozze?
Vuole la verità? Ogni giorno sal-ta fuori una notizia macroscopi-ca sul tema, chemi costringe ariaprire i capitoli.
Ad esempio?
Ultima settimana tre volte: com-pravendita dideputati, dichia-razioni diAngela Napoli,ester-nazione di Giorgio Stracquada-nio, che ha il merito, va detto, difar chiarezza.
Come ha impostatoil suopamphlet?
Il sottotitolo provvisorio, nonso se diventeràdefinitivo, è:
Lasera andavamo a ministre
.
Potrebbe non esserci perchési è pentito in corso d’opera?
Al contrario. Mi piaceva l’asso -nanza con
La sera andavamo in viaVeneto
di Scalfari. Rende bene labassezza di un’epoca,il dram-ma di una classe dirigente.
E perché non lo tiene?
Fra le ministre ci sono persone,comela Prestigiacomo,sucuipotrei giurare, in fatto di estra-neità alla mignottocrazia...
Com’èil sistemache hade-finito con questa parola?
Semplice: lamignottocrazia èun sistema politicofondato sulsex appeal. Che oggi è diventa-to - attenzione, non solo nelcentrodestra, comedimostra-no tanticasi - un sistemadi se-lezione delle classi dirigenti. Inalcuni casi, purtroppo l’unico.
Da quando è così, se è così?
Hoavvertito chequalcosaeracambiato un giorno che, duran-te una convention di Forza Italiadi quelle con i cieli azzurrini e leragazze vestitecon iltubino di Armani, ebbi definitivamentechiaro l’atteggiamento maschi-lista di Berlusconi.
Cosa accadde?
Nulla di clamoroso, per gli altri.Ma perme sì.L’incontro erafi-nito, c’era una baraonda pazze-sca,ci trovammoio eBerlusco-ni in mezzo a tanti corpi.
E...
Elui, gridandoalleegramentemidisse: “Paoloooo! hai vistoche pezzo di fica dietro di te?Perché non allunghila mano enon le tocchi il culo?”.
Si potrebbeobiettare chenon era laprima, e nemme-no l’ultima battuta.
Maera gridatain pubblico,daunpresidente delConsiglio.L’ideache unpremierocciden-tale potesse esprimersi così eraper me inconcepibile.
Lo conosceva già, e bene.
Non certo dall’infanzia. E c’èuna differenza fra ciò che si puòdire in privato,magari di dub-biogusto,eciò chesipuògri-dare in pubblico.
Craxi amava le donne....
Avevadelle pubblicheamanti,se per questo, come Anja Piero-ni. So che aveva assediato anchedelle giornaliste chelo intervi-stavano, al
Raphael
... Ma nonavrebbe mai gridatodalla tribu-nadi uncongresso,che glipia-cevano le tette o le gambe delledonne socialiste.
Si dice: ladifferenza è cheBerlusconinon èipocritainpubblico. Cosa risponde?
Cheèun mododipensarepe-ricoloso. L’ipocrisia, in moltissi-micasi, èun valore.Se iovedouna bellissimaragazza perstra-da, può passarmiper la mentedi strapparle lemutande. Ma selo facciodivento unostuprato-re, non una persona...
si n c e ra
.
Lei dice che Berlusconi portaquesto elemento istitintivoancestrale in politica...
Ho coniato iltermine
Mignotto-c ra z i a
quandola sessualitàdiBerlusconi non era ancora temadi interesse nazionale. Ora sonoconvinto che per lui questo trat-to sentimentale siacomune alprivato e alla politica...
Cioè?
Berlusconi esalta la legittimitàdell’istinto, ma la civiltà moder-na è la fine dell’istinto. Con lostesso slancio concui vuolestrappare le mutande alle ragaz-zeche glipassano davanti,Ber-lusconi vuol strappare le mu-tande alla Costituzione.
Diranno: lei fa moralismo.
Ma io
v og l io
essere moralista inquesto. Luiè a suo modoun ge-nio, un genio del male, perché èriuscito a imporre un passaggiodi epoca alla politica italiana...
Però?
Però non si può accettare senzaribellarsi un sistema dove il
sex appeal
diventa criterio discrimi-nante rispetto all’int el l i gen z a.
È definitivamenteacquisitaquesta mutazione?
Basta guardare il Pdl di oggi per capire cheBerlusconi hasoloduemodiper giudicareledon-ne: o belle mignotte in carriera,o brutte da segare.
Susciterà un altro putiferio.
Perché? Qualcuno nega che frauna graziosa troiettae una gras-sa geniale ci sia partita nel Pdl?
Lo negano le donne del Pdl
Non voglio polemizzare, con lo-ro. Ma trovo ipocrita che nel Pdlin cui tutti si danno di gomito,quando c’è unanuova ragazzain carriera, le mie colleghe gio-chino al rito dell’indignazione.
Cosa pensa del caso Noemi?
Non so, quindi non ne parlo. Pe-rò holetto cheanche leisiaspettava una carica. E...
E cosa sa, invece?
So che Berlusconiprende lecotte,palpeggia, tocca,allungale mani. Anche con gli uomini, enoncerto perfini sessuali.Soche persino Putin è furibondoperché lui lo tocca, ogni voltadiventa pazzo.
Ma produce consenso?
La mignottocrazia ammicca aglielettori.Gli suggeriscel’idea:faccio quello chevolete fare voi, quindi è giusto. Invece nonlo èaffatto, perquesto lacom-batto.
Scelteche contano
“
Qualcuno puònegare che frauna graziosatroietta e unagrassa genialeci sia partita nelPdl?
”