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Economia noetica

Economia noetica

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Published by Antonio Chiocchi
Potere della seduzione e seduzione del potere nelle economie noetiche globali
Potere della seduzione e seduzione del potere nelle economie noetiche globali

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Categories:Types, Research, History
Published by: Antonio Chiocchi on Sep 16, 2010
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RRiivviissttaasseemmeessttrraalleeddiissttoorriiaa,,ccuullttuurraaeeppoolliittiiccaa 
n. 29/32, gennaio 2004-dicembre 2005
 
 
Antonio Chiocchi
Economia noetica e potere seduttivo
Estratto
 
 
 
Redazione
 
Luisa BoccieroAntonio Chiocchi (direttore editoriale)Sergio A. Dagradi
Lucio Della MoglieDomenico LimongielloAgostino PetrilloAntonello Petrillo (direttore responsabile)Claudio Toffolo
Registrazione
Tribunale di Avellino n. 257 del 2 settembre 1989
E-mail
societaeconflitto@tiscalinet.it
Sito web
www.cooperweb.it/societaeconflittoCopyright by Società e conflitto 2005
 
- 3 -
ECONOMIA NOETICA E POTERE SEDUTTIVO
(*)di Antonio ChiocchiSe l'Altro, ancor prima che essere
fuori 
, è
dentro
di noi e da
dentro
ciscruta, interroga, forma e informa, come il non possesso può porsi come al-tro nome del dono?
1
. Come l'uscita dai nostri confini può salvarci? Donare edonarsi è veramente possibile? E come si può tentare di farlo? In altri ter-mini, può il dono porsi, se nel momento stesso del suo farsi, rischia di esse-re travolto dalla reciprocità scambista?
2
.Con l'arco degli interrogativi appena enunciati, abbiamo delineato la gri-glia problematica da cui intendiamo prendere le mosse. Tuttavia, prima dientrare, come si dice, "nel merito", si rende necessario un percorso di avvi-cinamento progressivo, non meno problematico. Il "problema dei problemi",come si sarà già intuito, è il seguente: arrivare ad una tematizzazione deldono che lo ponga in una linea di sconfinamento dalle spirali dello scambio.Ciò ci obbliga, in partenza, a districare due nodi cruciali:a) il
 problema del sacro
nelle società contemporanee
3
;b) il dissidio tra
etica della mortificazione
(espressa, in primis, dallaposizione giudaico-cristiana) ed
etica della soddisfazione
(espressa, inprimis, dall'economia politica)
4
.Tutti e due i nodi sono internamente fiaccati e avvinti dall'angoscia del
rinvio esplosivo
del piacere. L'esplosione del sacro, della mortificazione e/odella soddisfazione rimanda ad una inquietante relazione servile col potereche riduce i bisogni in sacrificio e i desideri in consumi
5
. Si ingenera, così,una deriva terribile, dai quali flutti agitati emerge l'umanità della produzionee/o del dispendio improduttivo; processo altrimenti definibile come l'uma-nizzazione della tecnica e/o la tecnicizzazione dell'umano
6
. Il potere che in-globa il sacro ed il sacro che si profila come potere assorbono e metaboliz-zano la stessa "critica dell'economia politica", riducendola a variabile dellariproduzione: qui il desiderio stesso e il medesimo spreco diventano catego-rie produttive e profittabili.La
 produzione del non pianificabile,
annidata nelle pulsioni profonde enelle profondità del rimosso, si fa economia desiderante. Il desiderio, nel di-spendio, si lascia consumare nel vortice della reiterazione immaginativa. Suquesto percorso, incontra la morte e la morte ha qui il contrassegno cupodell'economia politica
7
. Questa ora, dismessi i panni della pianificazione,cattura lo spazio/tempo libero delle inerzialità sfuggenti. Disciplina ora, nonsolo l'
operosità
, ma anche e soprattutto l'
inoperosità
: i tempi morti indivi-duali e gli spazi collettivi scampati alla produzione, ma portati ora allo sco-perto proprio dal dispendio improduttivo. Da un'economia di primo grado,fondata sulla soddisfazione dei bisogni durevoli, trascorriamo ad un'econo-mia politica pluridimensionale che della sussunzione/riproduzione direttadell'oggetto/desiderio percepito fa il suo cardine. La customizzazione delleregole e dei modi del produrre afferma il suo primato dalle fibre dei più e-lementari processi lavorativi alla scala della riproduzione dei consumi. L'ino-perosità non riesce più a sfuggire alla razionalità economica che ora non èpiù (solo) governo dei processi produttivi in senso stretto.L'improduttivo spazio dell'inoperoso è delimitabile come un opaco dispo-sitivo di miscelazione di desideri arcani, pulsioni di fuga, resistenze inerziali,eremitaggi esistenziali, silenzi e rifiuti assoluti, immobilismi estremi. Volen-do far uso di un lessico più squisitamente filosofico, possiamo peculiarmentequalificare l'inoperoso come la prevalenza dello
stare
dell'essere sul
divenire
dell'essere: esso è il
sottrarsi 
giocato contro l'
esporsi 
. In tal senso, è la fac-cia speculare del potere: l'
abbandono
simmetrico alla
cattura
8
. È a questolivello che si colgono meglio la sua presunzione e la sua speranza di uscireindenne dalla contaminazione e dalla presa del potere. Ma lo stare
dell 
'es-sere, più rigorosamente argomentando, è uno stare
nell 
'essere, dalla cui

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