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Mazziero - Tassonomia Del Debito

Mazziero - Tassonomia Del Debito

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Published by Mazziero Research
In this paper, I describe different classes of debt and compare with the mid term italian conditions.
In this paper, I describe different classes of debt and compare with the mid term italian conditions.

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01/18/2011

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Tassonomia del debito
di Maurizio Mazziero 
Vanzago, 24 settembre 2010Per quale ragione il debito pubblico in molti Stati nel mondo continua ad aumentare?Quali sono le variabili che provocano un tale incremento? Ma soprattutto quali sono leimplicazioni di ciò?L’aumento o la diminuzione del debito pubblico dipende in grande misura dal saldoprimario di bilancio, voce che rappresenta la differenza fra le entrate statali e la spesapubblica, a questa si deve ulteriormente detrarre la spesa per gli interessi sul debitoesistente.Potrebbe apparire complesso, ma in realtà è una normale operazione aritmetica checostantemente applichiamo nell’economia domestica: Entrate - Spese - Interessi perMutui; se da questa operazione avremo un risultato positivo potremo ridurre il nostrodebito, mentre se otterremo un risultato negativo il debito sarà destinato a salire.Quindi, il debito aumenterà se il saldo primario è negativo, ovvero se le entrate sonoinferiori alle spese, o pur essendo positivo risulta inferiore a quanto speso per interessi. (a)Il debito rimarrà stabile se il saldo primario è pari alla spesa per interessi. (b)Il debito diminuirà se il saldo primario è superiore a quanto speso per interessi. (c)Nel primo caso (a) il paese sarà costretto ad indebitarsi ulteriormente, emettendo altri titolidi stato, mentre nel terzo caso (c) la nazione sarà più virtuosa essendo in grado diripagare e diminuire il debito.La sostenibilità del debito nel lungo termine quindi dipende dalle entrate che risultanocorrelate alla ricchezza prodotta, misurata con il Pil (Prodotto interno lordo). Il Pil a suavolta non deve essere eccessivamente eroso dal debito, e qui nasce la misura delrapporto debito/Pil.Il rapporto debito/Pil aumenta se il debito cresce percentualmente in misura maggiore allacrescita del Pil (d)Il debito/Pil rimane stabile se il debito cresce percentualmente in misura pari alla crescitadel Pil. (e)Il debito/Pil diminuisce se il debito cresce percentualmente in misura minore alla crescitadel Pil. (f)
 
Un eccessivo incremento del rapporto debito/Pil rende evidente che le entrate non sonopiù sufficienti a coprire le spese e/o che la spesa per interessi sta sottraendo utili risorseeconomiche, minando la sostenibilità dei conti pubblici. In pratica, un incremento delrapporto debito/Pil mostra che si sta spendendo troppo rispetto alle entrate o che il debitoha ormai raggiunto livelli in cui la spesa per interessi sta diventando sempre menosostenibile.Occorre, infatti, osservare che il rapporto debito/Pil aumenta quando il costo del debitoeccede il tasso di crescita del Pil. In quel caso, per mantenere la sostenibilità del debito,occorrono avanzi primari crescenti.Hyman Minsky, economista post keynesiano americano (1919 -1996), nei suoi studisull’instabilità finanziaria classificò i debitori in tre categorie:I mutuatari che fanno ricorso alla finanza coperta, ovvero coloro che sono in grado dipagare gli interessi e restituire il capitale preso in prestito con i flussi di cassa correnti. (1)I mutuatari speculativi le cui entrate coprono il pagamento degli interessi ma non ilrimborso del capitale. (2)I mutuatari che ricorrono alla finanza Ponzi le cui entrate non sono sufficienti né a coprire ilpagamento degli interessi né il rimborso del capitale. (3)La loro unica opzione è ipotecare le proprie finanze future indebitandosi ancora di più,sperando in un aumento del valore dei beni acquistati con il denaro preso a prestito.L’analogia con il debito immobiliare americano è pressoché perfetta.Nella quasi totalità dei paesi il debito sta aumentando, sia perché le entrate sono diminuitea causa di minori introiti fiscali, direttamente correlati a un drastico crollo del Pil, sia perchéle spese sono fortemente aumentate per le misure di stimolo e gli ammortizzatori socialimessi in campo.Pur con un tasso di interesse basso – e le banche centrali cercheranno di tenerlo sottocontrollo il più a lungo possibile – un debito in aumento comporta una spesa per interessidestinata a salire. Inoltre, un continuo incremento del debito potrebbe costringere adalzare i rendimenti sui titoli di stato, per convincere gli investitori al loro acquisto; a questopunto gli sforzi di equilibrismo potrebbero risultare difficili.Ma vediamo ora la situazione italiana: il debito pubblico è passato da 1.761 miliardi di fine2009 a 1.838 di fine luglio 2010; il totale delle entrate, quelle fiscali sono un sottoinsieme,alla fine dello scorso anno sono state di 440 miliardi, mentre nei primi sette mesi del 2010hanno raggiunto i 228 miliardi, di questi quasi 33 miliardi sono andati in spesa per interessie una proiezione Istat indica che a fine anno questa spesa raggiungerà i 76 miliardi.In termini di Pil il 2009 ha presentato la cifra di quasi 1.521 miliardi, corrispondente a undebito/Pil del 115,80%. Ma come abbiamo precedentemente evidenziato è l’evoluzione deldebito rispetto al Pil che deve attirare la nostra attenzione.Il debito nei primi sette mesi è cresciuto di 77 miliardi pari al 4,4%, e personalmente pensoche siamo diretti a un incremento annuale superiore ai 100 miliardi, probabilmentecompreso tra i 110 e i 120 miliardi.

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