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Piano Rifiuti Solidi Urbani MovimentoCampania

Piano Rifiuti Solidi Urbani MovimentoCampania

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Published by Napoli UrbanBlog
Il piano per il ciclo integrato dei rifiuti del moVimento cinque stelle campania
http://www.movimentocampania.it
Il piano per il ciclo integrato dei rifiuti del moVimento cinque stelle campania
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PIANO RIFIUTI SOLIDI URBANI:
OBIETTIVI:1)Rapidi tempi di attuazione verso una soluzione definitiva del problema rifiuti.
2)
Contenimento dei costi.
(abbattimento dei costi discariche, impiantistica anacronistica,trasporto fuori regione dell’umido)
3)
Recupero totale della materia
(Riduzione a monte e Riciclo totale)
4)Esclusione della combustione e dell’ impiantistica ad alto impatto ambientale5)Chiusura delle discariche.6)Recupero del compost contro la desertificazione del territorio.
7)
Razionalizzazione e controllo del trasporto dello stoccaggio dei rifiuti, obiettivoKM zero
, (per evitare la copertura del traffico illecito dei rifiuti pericolosi e tossici)
STRUMENTI:
Recupero della frazione umidaRecupero della frazione seccaRecupero dell’ Impiantistica a servizio di rifiuti zero
Il Piano Rifiuti Solidi Urbani (R.U.) che presentiamo si basa esclusivamente sul concetto della Filiera deiMateriali e non più sul ciclo integrato dei rifiuti .Quest’ultimo prevede il recupero dell’energia dai rifiuti, sistemadrogato dai CIP6 e dai certificati verdi, fondi sottratti alle energie rinnovabili, con impianti a grosso impattoambientale e assolutamente incongruenti con l’accordo di Kioto, come inceneritori e cementifici.
Recupero della frazione umida.
La prima risposta al problema smaltimento rifiuti deve essere l’imposizione su tutto il territorio regionale della
separazione SECCO-UMIDO
, applicando in tal modo la direttiva europea 91/156 recepita dall’Italia daldecreto Legge 22/97 che individua, tra l’altro, come prioritaria la separazione dei rifiuti di provenienzaalimentare e scarti di prodotti vegetali e animali o comunque ad alto tasso di umidità, dai restanti rifiuti.Allo stato attuale, i comuni che attuano la R.D. della frazione umida sono costretti a smaltirla fuori Regione acosti elevatissimi, anche 200 euro a tonnellata, e così questa pratica virtuosa risulta assolutamenteantieconomica per l’amministrazione che la attua.La Regione deve, quindi:a) immediatamente
liberare gli 11 impianti di compostaggio GIA’ESISTENTI
sul territorio Campano eusati impropriamente come deposito di ecoballe.b)
incentivare
, tramite la distribuzione di compostiere domestiche, in tutte le unità abitative che loconsentano,
il compostaggio domestico
c)
incentivare
nelle realtà agricole e rurali
il compostaggio presso i coltivatori diretti
: modelloprogettoBacoli(1)d)
La Regione impegna
, inoltre,
le amministrazioni Comunali affinché, nella gestione del verdepubblico cittadino vengano impiegati ammendanti organici derivanti da raccolta differenziata
.Si è, in questo modo, eliminata la frazione umida dai rifiuti (35% circa del totale), parte putrescibile epercolante, responsabile dell’inquinamento dei terreni adibiti a discariche o a siti di stoccaggio. 
Recupero della frazione secca
Riduzione a monte dei rifiuti
Al fine di dare attuazione ad indirizzi ed obiettivi stabiliti dalla Comunità Europea relativamente alla prevenzionee alla minimizzazione dei rifiuti, occorre impegnarsi ad attuare tutte le possibili politiche e normative atte allariduzione a monte dei rifiuti:a) Ordinanze di
divieto a tutti gli esercizi commerciali di distribuire materiale non biodegradabile
predisponendo, in violazione delle disposizioni, sanzioni amministrative pecuniarie.
Divieto assoluto per l’usae getta
. ( laddove non strettamente necessario a fini sanitari)b)
Attivazione di specifici progetti di riduzione della produzione di rifiuti di imballaggio
( 40% circadei rifiuti totali) con supporto tecnico- scientifico e divulgativo tramite campagne di comunicazione informatichea costo e a km zero, da parte della Regione:- vendita di prodotto alla spina ( detersivi, latte, pasta, legumi, biscotti…)
 
- attivare studi di settore merceologico per categorie atti a definire la riduzione dei materiali di consumo di ognispecifica attività- incentivazione, attivazione e divulgazione di laboratori di riparazione.- promuovere mercati del riuso, del riciclo e dello scambio.- progetti informativi di sensibilizzazione della popolazione ad un uso responsabile delle risorse.c)
mense scolastiche non usa e getta
ma ripristino del cestino da casa.d)
ripristino del vuoto a rendere
e)
garantire un’ottima qualità dell’acqua del rubinetto disincentivando l’acquisto dell’acqua inbottiglia
Ricerca
Nel programma occorre promuove la ricerca e l’innovazione tecnologica nei settori dell’eco-efficienza deiprocessi produttivi e nei cicli di vita dei prodotti.La Regione, quindi, si impegna a vigilare sulle aziende produttrici affinché producano sempre meno rifiuti e piùprodotti che rientrino nel ciclo della filiera dei materiali, e affinché garantiscano un corretto recupero esmaltimento a fine vita. Lo scopo di tale impegno è garantire una produzione sempre meno impattante.
Raccolta Differenziata
a)
Obbligo dell’estensione della raccolta Porta A Porta
(
P.A.P 
) a tutti i comuni della Regione, conl’individuazione di un unico modello di riferimento per la raccolta, e il conferimento dei materiali.b)
Individuazione di una rete di aziende che lavorino i materiali recuperati dalla RaccoltaDifferenziatiata
(
R.D.
), cercando di attivare una filiera corta che riduca l’impatto economico e ambientalelegato ai trasporti. Si darebbe, in questo modo, valore ad un’economia locale.c) Obbligo, per tutti gli esercizi commerciali, ad avere numero adeguato di bidoni per la R.D., umido compreso,con sanzioni ai gestori che non solo non si adeguino alla normativa, ma che producano una R.D. inadeguata emalfatta.d) Incentivare la grande distribuzione a munirsi di” macchinette per vuoti a rendere”: Il sistema del vuoto arendere c'e' anche in Danimarca e funziona benissimo. Quando si acquista una bottiglia si paga un piccolosovrapprezzo e i soldi verranno restituiti dal supermercato, basta inserire la bottiglia nell'apposita macchina(che divide e schiaccia i vari contenitori) e ritirare lo scontrino da consegnare alla cassa dove si puo' ricevere ildenaro oppure avere uno "sconto" sulla spesa. (video dalla Germania)e) Ritiro domiciliare ingombranti.f) Controllo e garanzia dello smaltimento a fine vita del prodotto.Questo aspetto riguarda soprattutto l’obbligo, da parte di venditori di elettrodomestici, computer, elettronica ingenere, di riprendersi il prodotto a fine vita.Applicando così la normativa gia’ vigente, Legge n. 151/2005 che necessita però di un decreto di attuazione perconsentire ai distributori di poter offrire il servizio di ritiro e smaltimento che gli utenti pagano già il cosidettoeco contributo sugli elettrodomestici che prevede il ritiro dell’usato da parte del venditore. Difatti nel prodotto ilconsumatore finale paga già un contributo Raee sull’acquisto fatto.Questo aspetto oltre a promuovere il recupero della componentistica dei prodotti, a disincentivare l’abbandonoin ogni dove, aiuterebbe anche far emergere il non fatturato.
Impiantistica a servizio di rifiuti zero.
Recuperare e trasformare i 7 impianti ex CDR, pagati ben 270 milioni di euro, manomessi o mal utilizzati. oggideclassati a STIR, che si possono trasformare, CON POCA SPESA, in TMM (trattamento meccanico manuale)[documento] (2)Questi impianti che all’origine erano stati progettati per una selezione e vagliatura del rifiuto indifferenziato,dopo sommario recupero di fos, metalli, vetro e alcune plastiche, al fine di produrre CDR ( combustibile darifiuto), non hanno mai funzionato che come tritovagliatori e imballatori di rifiuti indifferenziati, e hannoprodotto solo sovvallo impacchettato ( le ecoballe imbruciabili di cui alla storia).Questo progetto si pone l’obiettivo finale che gli impianti ricevano solo frazione secca, ciò nonostante l’allegatoprevede una fase di transizione per cui una linea per impianto sia atta a ricevere il tal quale e a trasformarlocon lo stesso procedimento, con una produzione aggiuntiva di fos,Questi impianti, potrebbero oggi con una semplice ristrutturazione (revamping), ridurre a zero la frazione seccadel rifiuto senza produzione di CDR. Infatti, con le dovute integrazioni di macchinari, potrebbero ricevere tuttala frazione dei rifiuti e selezionarla per tipologia (TMM, ossia trattamento, meccanico, manuale), dove oltre allemacchine è necessaria la presenza dell’uomo per un più corretto recupero ( positivo anche dal punto di vistaoccupazionale).La materia così selezionata produce comunque uno scarto che non potrebbe essere destinata a recupero pertipologia di materiale e che dovrebbe finire in discarica. Ma qui interviene l’integrazione con l’impianto diestrusione, grazie al quale, tutto lo scarto, sanificato a basse temperature, viene triturato a freddo, producendocosì vari tipi di granulato con più o meno presenza di polimeri ( dipende dal menù ossia dal tipo di materiaprima seconda che si vuole ottenere), destinato al mercato delle plastiche o dell’edilizia, ( Certificata UNI), e

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