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Un circolo virtuoso: dalle nuove tecnologie alla riflessione didattica

Un circolo virtuoso: dalle nuove tecnologie alla riflessione didattica

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Published by marialetizia
Insegnare con le ICT.Le nuove tecnologie costituiscono un potente stimolo per l’attività docente: costringono ad una de-costruzione del tradizionale percorso didattico, ad una sua revisione critica, ma lo fanno con il linguaggio “traslato” della tecnologia.
Pubblicato in "Atti Didamatica", Cagliari 2006
Insegnare con le ICT.Le nuove tecnologie costituiscono un potente stimolo per l’attività docente: costringono ad una de-costruzione del tradizionale percorso didattico, ad una sua revisione critica, ma lo fanno con il linguaggio “traslato” della tecnologia.
Pubblicato in "Atti Didamatica", Cagliari 2006

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Categories:Types, Research
Published by: marialetizia on Jul 07, 2008
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06/16/2009

 
Un circolo virtuoso: dalle nuove tecnologie alla riflessionedidattica
Marcello Bettoni, IS “Carlo Dell’Acqua” , Via Bernocchi 1, Legnano.Marialetizia Mangiavini, Liceo Classico “P.Verri”, Via S.Francesco 11, Lodifsbet@libero.itmarialetizia.m@tiscali.itSommario
Le nuove tecnologie costituiscono un potente stimolo per l’attivitàdocente: costringono ad una de-costruzione del tradizionale percorsodidattico, ad una sua revisione critica, ma lo fanno con il linguaggio“traslato” della tecnologia. In tal modo il docente è stimolato ad unariflessione critica sulla propria attività .Come in una terapia psicoanalitica,cioè in modo quasi involontario, masenza provare un senso di frustrazione, egli si trova ad abbandonaretranquillizzanti schemi consolidati , riceve un forte impulso alla creativitàdidattica ed intellettuale, recupera motivazioni.Insegnare con le TIC, imparare dalle TIC : da una esperienza concreta,un caso di studio.
Introduzione: insegnare con le TIC, imparare dalle TIC
In ogni ambiente in cui viene sperimentata, l’introduzione delle ICT e dell’E-learningcostituisce un fattore di complessità e di cambiamento. Ciò avviene , a maggior ragione, quando le ICT sono utilizzate nella didattica.
Gli strumenti tecnologic
utilizzati per migliorare l’efficacia dei processi di apprendimento fanno emergere,anzi, dal nostro punto di vista,
implicano necessariamente
,
da parte del docente
,
unripensamento della didattica .
Fanno nascere nuove prospettive, comportano nuovepotenzialità, obbligano ad una riflessione approfondita sull’epistemologia disciplinare,sulle proprie modalidi insegnamento e sulle dinamiche di apprendimento.Coinvolgono, stimolano,
costringono
al cambiamento, alla creatività, ad un nuovosguardo che investe tutta la professionalità docente.Provocano la ricerca di nuove soluzioni e metodologie, spingono ad utilizzare
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modalità di trasferimento di conoscenze e competenze più personalizzate e centratesulla figura di chi apprende ,sia esso adolescente , adulto o docente.La meta-riflessione che segue è il frutto o meglio la
scoperta
generata da unaesperienza “sul campo”, sperimentata dai relatori di questo contributo, nella scuola,nell’educazione degli adulti, nell’ Università e nella formazione del personale docentein servizio.Il suo valore aggiunto è quello di un percorso che può essere definito di “ricerca-azione” che, partito da un concreto problema di rapporto tra ICT e didattica e dallanecessità di una attività collaborativa online tra due docenti , ha prodotto una attivitàdi negoziazione e la realizzazione di materiali di apprendimento in cui già era visibileun primo “ribaltamento” dell’approccio didattico tradizionale.Via via, attraverso varietappe di auto-formazione, sviluppo di progetti, valutazione, individuazione di criticitàe, perché no?, anche errori, con la conseguente ricerca di possibili soluzioni, hacondotto ad una società di fatto che mette in comune assets immateriali e producevalore intellettuale..
 Fig.1 Il circolo virtuoso ICT-riflessione didattica
Questa riflessione è stata determinata quindi da una esigenza profonda : quella di“fare il punto”, di verificare quali risorse e competenze siano state attivate epotenziate nel tempo, quali elementi problematici ne siano scaturiti, quali prospettivesi possano aprire sia nella scelta delle tecnologie più adeguate ai bisogni diapprendimento e ai modelli formativi, sia nell’ideazione di nuovi prodotti didattici.Con questo contributo intendiamo perciò ripercorrere le tappe della nostra attività,rendendo esplicito questo filo rosso che lega le tecnologie alla didattica e allacreatività intellettuale, e individuando in questo percorso elementi di analisi, metodoe modellizzazione che possano servire come stimolo .
1. Le tappe del percorso1.1 Corso di Storia Greca : un ribaltamento del metodo storico
L'avvio è stato un progetto dell'U.S. della Lombardia e di RCS, per il quale abbiamorealizzato un corso pilota di storia greca su piattaforma proprietaria Garamond.Originariamente non v'era in noi nulla più che un interesse generico per le ICT e per il loro uso nella didattica. Tuttavia, la necessità di definire l'architettura del corsomediante LO, Sco ed asset ci ha "costretto", in fase di progettazione, a definire scopi,obiettivi, priorità, linguaggio; cioè a decostruire prima, a ricostruire poi, la sequenza
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tradizionale dei contenuti storici, mediante un confronto serrato (brainstorming) nelquale ognuno degli autori ha dovuto “mettere sul tavolo da gioco le proprie carte”.Fuor di metafora, è stato necessario trovare un punto di incontro tra formazioni,esperienze , metodi di insegnamento diversi, alla ricerca di un taglio comune.Il risultato è stato un corso di storia quantomeno capovolto, rispetto ai libri di testotradizionali, nello stile, nel linguaggio e soprattutto nell'impostazione: non più ilpassato per capire il presente, ma il presente che cerca nel passato le sue radici .Unmetodo diametralmente opposto a quello dello storico : non dalle fonti agli eventi, eda qui all'attualizzazione . Ma dallo stimolo a comprendere il mondo che si vedeancora allo studio del mondo che non si vede più, che è però ancora vivo, vitale,“presente” nella nostra civiltà. (1)Punti di forza del lavoro sono senza dubbio l’opera di de-costruzione dei contenuti, lasua capacità di adattarsi ad una utenza piuttosto vasta, dalla secondaria superioreagli adulti; il linguaggio utilizzato, che sfrutta le tecniche accattivanti della scrittura sulweb, e l’approccio ludico ed emotivo, che attraverso i “lanci” degli asset, il ricorso allohumour e a sequenze di film mira a catturare l’attenzione e l’interesse.L’analisi ha fatto emergere, però, anche un
fattore di criticità
. La ri-costruzione deicontenuti, seppur originale per metodo e linguaggio,
 presupponeva ancora unafruizione alquanto passiva da parte dell'utente
, attivo solo nella fase di verifica. Tra lecause di cavevano certamente un ruolo decisivo gli oggettivi limiti dellapiattaforma, piuttosto rigida e più orientata ai contenuti che ad una vera dimensioneinterattiva.Questo punto di debolezza è stato però elemento determinante per una vera epropria svolta . Ci ha infatti spinto a conoscere il mondo dell’ open source, ad unaindagine comparativa di più LCMS (piattaforme) e ad un percorso di auto-formazione, volto ad acquisire competenze nell’utilizzo di applicativi per mappe, test,editor di animazione, nell’ installazione ed amministrazione di piattaforme (la nostrascelta si è orientata su MOODLE).
L’acquisizione di skills informatici inusuali per docenti di lettere ha avuto l’effetto di stimolare potentemente la riflessione didattica sull'uso di questi strumenti:
un primoesito è stata la progettazione e la produzione di un corso interattivo di traduzione dallatino , “Il latino nella rete”.
1.2 “Il Latino nella rete”: una animazione interattiva per tradurre
Da tempo ci scontravamo con il problema didattico della traduzione dal latino .Questa attività, che richiede non soltanto conoscenze morfo-sintattiche, mal’acquisizione di numerose abilità e lo sviluppo di un atteggiamento attivo,consapevole, nei confronti del testo, sembra essere sempre più difficile per glistudenti. C’era perciò, almeno nelle intenzioni, l’idea di costruire un percorso direcupero e consolidamento flessibile che consentisse l’auto-valutazione e stimolassel’acquisizione di autonomia da parte dello studente, portandolo ad un metodopersonale, anche se basato su strategie apprese e condivise.Proprio uno degli skills informatici acquisiti – l’uso dell’applicativo Flash - ha assuntoil ruolo di catalizzatore delle esigenze didattiche e ha determinato l’idea-guida de "IlLatino nella rete" :
forse un editor di animazione (Flash) poteva permettere allostudente di percepire visivamente le tecniche di analisi e manipolazione del testo.
Per fare un esempio concreto, in una animazione le parole che compongono unafrase si muovono sino a raggiungere una disposizione nuova, quella della frase
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