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CAMERA DEI DEPUTATI
N.
1344
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PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato BARBARESCHI
Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e alla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, inmateria di prevenzione e repressione dei reati in danno di minori e di soggetti deboli
 Presentata il 19 giugno 2008
Onorevoli Colleghi! - È dalla fine del secolo scorso che le scienze umane - pedagogia, psicologia,sociologia - si sono poste il problema dell'infanzia e dei bisogni dei minori, ingiustamente trascuratie, fino ad allora, ignorati. Con un certo ritardo anche il diritto cominciò a riconoscere i doveri degliadulti nei confronti dei bambini e i diritti di questi ultimi, che devono essere non solo rispettati, maconcretamente garantiti. La legislazione a tutela dei minori fa così la sua prima apparizione alla finedell'800 negli Stati Uniti d'America e da allora incessantemente si sviluppa e si espande, rimanendo però ancora tristemente lontana dal raggiungimento del fine ultimo che è quello di garantireun'infanzia libera e serena a tutti i bambini. Come è noto, questi sono troppo spesso vittime diesperienze terribili, difficili da superare e che possono minare per sempre il loro equilibrio psico-fisico. Di storie tristi e angosciose, che li vedono protagonisti, se ne sentono tante, troppe, e,nonostante la grande attenzione prestata al riguardo, è in crescita, purtroppo, anche il fenomenodegli abusi sessuali sui minori compiuti spesso da persone di loro conoscenza, soprattutto familiari.In alcuni casi per fortuna rari, ma raccapriccianti, le violenze sono tali da arrivare perfinoall'uccisione delle piccole vittime.Il termine «abuso», inizialmente usato per indicare le percosse subite dal bambino, si è ampliato al punto da poter essere usato per definire un comportamento volontario o involontario da parte degliadulti, siano essi genitori, fratelli, tutori o estranei, che danneggiano in modo grave le potenzialitàevolutive del bambino. Sono quattro le forme in cui si presenta l'abuso infantile: la trascuratezza, imaltrattamenti fisici, quelli psicologici e i veri e propri abusi sessuali. L'abuso sessuale costituiscesempre e comunque un attacco destabilizzante alla personalità del minore e al suo percorsoevolutivo.Spesso il termine «pedofilia» è usato per definire un'intera tipologia di reati, cioè gli atti illeciti chesono conseguenza del desiderio sessuale pedofilo, in cui il coinvolgimento del minore in attivitàsessuali - anche non caratterizzate da alcun tipo di violenza o minaccia - è di per sé consideratoreato. Casi di pedofilia si sono verificati in tutti i luoghi dove sono presenti bambini: famiglie,scuole d'infanzia, associazioni giovanili, centri religiosi (seminari, oratori). La tipologia di questireati, che talvolta non richiedono nemmeno il contatto fisico con il bambino (si pensi, ad esempio,all'esibizionismo, alla riproduzione di materiale pedopornografico eccetera) è amplissima: secondo i1
 
dati ufficiali, il 30 per cento delle donne e il 15 per cento degli uomini hanno subìto atti illeciti da parte di pedofili.Freud affermò che i traumi infantili in generale sono inguaribili e lasciano ferite che non sirimarginano più e che provocano, negli adulti con una storia di abusi nella loro infanzia, unamolteplicità di fenomeni a carico della sfera emotiva, relazionale, sociale e comportamentale divaria profondità. Con riferimento alla legislazione in materia, ciò, da un lato, evidenzia la gravitàdel danno subìto dal bambino (e quindi della colpa del reo), dall'altro lascia intuire la difficoltà distabilire la capacità di intendere e di volere del reo, in quanto è possibile che sia affetto da turbe psichiche (o
raptus
improvvisi) a causa di violenze pregresse subite nell'infanzia. D'altra parte, lacomplessità del problema emerge chiaramente in ambito clinico a fronte delle difficoltà nelle qualisi vengono a trovare i professionisti (psichiatri e psicologi) che trattano le persone affette da pedofilia, che secondo la classificazione dell'Organizzazione mondiale della sanità rientra tra idisturbi del comportamento sessuale, senza peraltro escludere una responsabilità penale nell'atto.In Italia la pedofilia come reato è stata disciplinata dalla legge 15 febbraio 1996, n. 66, recante«Norme contro la violenza sessuale», che ha introdotto, tra gli altri, gli articoli 609-
quater 
eseguenti nel codice penale (atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, ignoranza dell'etàdella persona offesa, comunicazione al tribunale per i minorenni) e, successivamente, dalla legge 3agosto 1998, n. 269, recante «Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia,del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù», che haintrodotto gli articoli 600-
bis
e seguenti del codice penale (prostituzione minorile, pornografiaminorile, detenzione di materiale pornografico, iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile). La legge n. 269 del 1998 è stata recentemente aggiornata dalla legge 6febbraio 2006, n. 38, recante «Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet», che ha modificato la precedente normativain particolare adeguandola ai recenti accordi internazionali e alla decisione quadro 2004/68/GAI delConsiglio, del 22 dicembre 2003 (relativa alla lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pornografia infantile), prevedendo un inasprimento delle pene, l'ampliamento della nozione di pedo- pornografia e del suo ambito, la modifica dell'articolo 600-
bis
del codice penale in tema di prostituzione minorile, l'obbligo per i
tour operator 
che organizzano i viaggi di inserire in modoevidente, sui cataloghi e sui documenti forniti agli utenti, la dicitura: «La legge italiana punisce conla reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessiall'estero», l'introduzione della pedo-pornografia virtuale (per cui per immagini virtuali si intendonoquelle realizzate ritoccando foto di minori o parti di esse «con tecniche di elaborazione grafica (...)la cui qualità di rappresentazione fa apparire come vere situazioni non reali»).In questo contesto la presente proposta di legge intende apportare un contributo al completamentodel quadro normativo relativo alla tutela dei minori, introducendo però anche delle norme cheriguardano in genere tutti i soggetti cosiddetti «deboli» indipendentemente dall'età o dal sesso;considerati «deboli» perché in condizioni di particolare disagio fisico o psicologico.All'articolo 1 si prevedono una serie di modifiche al codice penale, ora con l'intento di colmarealcune lacune, ora di agevolare l'accertamento di un crimine, ora di permettere ai giudici di emetteremisure cautelari adeguate.In particolare è aggiunto un comma all'articolo 158 relativo alla decorrenza del termine della prescrizione, con cui si prevede che tale termine, per i delitti commessi in danno di un minore,inizia a decorrere a partire dal conseguimento della maggiore età di questi; ciò in considerazione delfatto che così come è previsto che la querela possa essere presentata anche dopo il conseguimentodella maggiore età, è opportuno far decorrere anche la prescrizione da tale data.2
 
Si prevede poi un aumento della pena edittale per gli articoli relativi agli atti osceni in luogo pubblico, alla corruzione di minorenni e alle molestie, che sono le uniche norme applicabili agliesibizionisti sessuali, categoria che attualmente gode di ampia impunità ben sapendo che non sonoconsentiti nei loro confronti né l'arresto né l'emissione di misure cautelali; si prevede anchel'aumento del massimo edittale del reato di maltrattamenti, al fine di consentire il ricorso alleintercettazioni telefoniche, strumento di indagine particolarmente importante al fine di fornire uno«spaccato» autentico dei rapporti famigliari ed evitare che una possibile ritrattazione della parte lesasvilisca e perfino annulli il quadro indiziario.Quanto all'aggravante per i fatti in danno dei minori, sembra evidente che risponde a una maggioregravità obiettiva in considerazione della maggiore fragilità della parte lesa e del potenziale dannoche può derivare dai fatti.La presente proposta di legge prende in considerazione i casi, tristemente noti alla Farnesina, deicosiddetti «bimbi contesi», della cosiddetta «sottrazione internazionale» di minori, in seguito allaquale il bambino è sradicato da parte della famiglia, dalle sue amicizie, dal suo mondo, dalla suacultura. Essa sancisce la procedibilità d'ufficio nel caso di sottrazione consensuale di minorenni e disottrazione di persone incapaci, anche per sfatare la scarsa considerazione di questi reati, la cuiincriminazione spesso trae origine addirittura da denunce pretestuose tra ex coniugi che sicontendono i figli. Ci sono, invece, situazioni drammatiche in cui l'autorità giudiziaria ha le manilegate, come nel caso in cui uno dei genitori è straniero e fugge all'estero con i figli facendo perderele sue tracce e magari riparando in Paesi con cui non esiste alcuna convenzione internazionale (si pensi in particolare ad alcuni Paesi islamici in cui la donna non ha un diritto!), con gravissimeripercussioni sulla psiche dei minori. A fronte di tutto ciò il pubblico ministero deve prendere attoche le pene edittali sono talmente modeste da non consentire nemmeno l'emissione di una misuracautelare che altrimenti sarebbe doverosa vista la sussistenza dei requisiti richiesti, quali: il pericolodi fuga, tant'è che questa è già stata attuata, il condizionamento della parte lesa e, quindi,l'inquinamento probatorio, che è «
in re ipsa
», e il pericolo di reiterazione, che è altrettanto «
in reipsa
», visto che si tratta di un reato permanente. Si propone, pertanto, di introdurre ipotesi aggravatedei reati di cui agli articoli 573 e 574 del codice penale, così da rendere possibili sia l'emissione dimisure cautelari (non è infatti infrequente che lo straniero affidi il figlio alla sua famiglia di originee se ne torni tranquillamente in Italia), sia le intercettazioni telefoniche, anche al fine di individuare- attraverso la localizzazione - il luogo in cui il soggetto si trova.È stato fatto, a Milano, un timido tentativo di contestare il reato di cui all'articolo 605 del codice penale, ma il tribunale ha ritenuto, con motivazione convincente (e con citazioni univoche dellaCorte di cassazione), che il genitore non può commettere sequestro sul proprio figlio.Si prevede, poi, anche un aumento della pena per la prostituzione minorile al di sopra dei tre anni direclusione, per permettere l'arresto in flagranza di reato per il cliente che si accompagna a unminore di età compresa tra i 16 e i 18 anni (in ipotesi contraria, i casi in questione si potrebberoinserire nell'elenco di cui all'articolo 381, comma 2, del codice di procedura penale in tema diarresto facoltativo in flagranza).Con la modifica all'articolo 604 del codice penale (fatto commesso all'estero) si intende consentireal giudice di accertare casi di maltrattamento e di abuso commessi all'estero da cittadini stranierianche in danno di cittadini stranieri dimoranti in Italia. Si offre, cioè, al giudice italiano la possibilità di accertare reati commessi all'estero, da cittadini stranieri e in danno di cittadinistranieri, che però sono dimoranti in Italia; questo, da un lato, consente di accertare se bambinistranieri in affido presso famiglie italiane abbiano subìto abusi o maltrattamenti nel loro Paese e,3

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