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Pier Cesare Rivoltella
L’analisi dei testi audiovisivi insituazione formativa
“La gente è affamata di piani, se gliene offriuno ci si getta sopra come una muta di lupi. Tuinventi e loro credono. Non bisogna suscitarepiù immaginario di quanto ce ne sia”.
Umberto Eco,
Il pendolo di Foucault 
 “Era una casetta piccolissima, senza finestre, con una sola porticina.Sul tetto aveva un’enorme antenna televisiva, con un’infinità di braccimetallici puntati in tutte le direzioni, come i tentacoli di una piovra.In quella casetta abitava un omino che non usciva mai: dalla mattina anotte inoltrata, seduto davanti al televisore, guardava ogni genere ditrasmissioni. Grazie a quell’enorme antenna riceveva i programmi ditutte le stazioni televisive del mondo. Per questo non metteva mai il nasofuori dell’uscio.- Perché dovrei uscire di casa? - si diceva. - Ho tutto il mondo in casa.Posso vederlo, sentirlo, sapere tutto ciò che vi succede.L’abitudine di guardare la televisione l’aveva presa da piccolo. Infatti,per farlo star buono, i genitori gli dicevano sempre: - Guarda latelevisione! E lui, buono buono, la guardava.Se chiedeva di uscire, i genitori rispondevano: - Non abbiamo tempoper accompagnarti, guarda la televisione! E lui, buono buono, laguardava. Così era cresciuto sempre in casa, senza amici,appassionandosi sempre più alla televisione. - Che m’importa di uscire, -diceva ormai divenuto grande, - il mondo lo conosco bene, ce l’ho incasa.Un giorno sentì bussare alla porta. Aprì, e si trovò di fronte qualcunoche disse: - Permette, posso entrare? - Scusi, lei chi è? - Come, non mi
 
Pier Cesare Rivoltella 
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riconosce? - rispose quello - Sono il mondo! Era proprio lui, in persona.- Non dica sciocchezze, - ribattè l’omino e gli sbattè la porta in faccia.Infatti era così diverso da come appariva in televisione, che non lo avevariconosciuto”.
Il mondo in casa 
si intitola questo racconto per l’infanzia di Marcello Argilli. Titolo emblematico che funziona da compendio per il contenutoche è una sintesi di un po’ tutte le certezze raggiunte dalla pedagogia inmateria di educazione del minore al consumo televisivo: il rischio di unapresenza troppo massiccia del televisore nella giornata del bambino, ilruolo spesso irresponsabile dei genitori, l’isolamento progressivo dalsociale del piccolo teledipendente, la tendenza dell’immaginario televisivoa sovrapporsi a quello reale. La ragione per cui lo si è scelto perintrodurre questo volume è però un’altra e cioè il fatto che indichi treelementi assolutamente importanti da considerare nel momento in cui sielabora - come si vorrebbe fare qui - un discorso sull’analisi dei testiaudiovisivi in contesto formativo.Il primo elemento è che comunque sembra essere sempre il bambino,più in generale il soggetto in età evolutiva, a dover essere educato a unapproccio corretto con i media: infatti, l’analisi viene pensata per lo piùcome strumento efficace per difendere un soggetto ritenuto debole dagliattacchi di agenti (i media) i cui effetti sono invece giudicati forti.Oltre a rivolgersi al minore, l’analisi del testo audiovisivo ètradizionalmente diventata quasi soltanto analisi del testo televisivo. Laragione va cercata nel fatto che la televisione di tutti è sicuramente ilmedium più pervasivo, soprattutto nel tempo sociale del minore, in virtùdella sua disponibilità domestica e delle sue comode condizioni diconsumo.Infine, il problema di dover distinguere tra il mondo così come esso è eil mondo così come la televisione ( i media in genere) lo rappresentano,costituisce uno degli assiomi fondamentali della
 Media Education 
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: quellodella non trasparenza dei media, cioè del loro carattere di messaggicostruiti per soddisfare precise intenzioni comunicative.
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Questo termine ricorrerà spesso in queste pagine e verrà quindi abbreviato inME. Nato in area anglosassone, come il suo sinonimo
 Media Literacy 
indical’intervento di educazione ai media in contesto scolastico e la riflessione teorico-metodologica su di esso. L’accezione con cui qui lo si intende procede a una suaestensione di significato fino a ricomprenderlo in una logica ampia diformazione permanente, nella scuola come nell’extra-scuola, nel caso dei minoricome in quello degli adulti.
 
L’analisi dell’audiovisivo in situazione formativa 
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Queste tre attenzioni, lungi dall’essere punti fermi condivisi,funzioneranno da precomprensioni del nostro percorso. Esso avrà peroggetto di riflettere, sull’asse storico, teorico e metodologico, intorno alsignificato e alle possibilità dell’analisi del testo audiovisivo in contestoformativo. Riteniamo di poter anticipare che in conclusione di questoitinerario saranno state indicate le vie per superare ciascuna di esse.
1. L’asse storico: l’incontro tra semiotica, ideologia e ME. Il contributo della  pragmatica 
 
Len Masterman in un recente rapporto su problemi e prospettive dellaME negli anni Novanta
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ha indicato nell’incontro con la semiotica e conla riflessione dei
Cultural Studies 
sull’iscrizione ideologica dei medial’evento decisivo che, negli anni Ottanta, ha costituito una sorta dirivoluzione di metodo all’interno della didattica dei media, almeno in areaanglosassone. In questa rivoluzione di metodo stanno le ragioni di fondoche giustificano la presenza dell’analisi del testo all’interno del corredoteorico-metodologico del media educator.
1.1. La semiotica: l’insostenibile trasparenza dei media 
Libri come
 Mithologies 
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di Roland Barthes,
La struttura assente 
e
Lector in  fabula 
di Umberto Eco
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, hanno giocato un ruolo fondamentale nell’otticadella ME fornendole almeno due indicazioni di considerevoleimportanza. Anzitutto hanno contribuito a mettere in discussione la presunta“naturalezza” delle rappresentazioni mediali, una naturalezza di frontealla quale Barthes denuncia la sua insofferenza: “... soffrivo di vedereconfuse ad ogni occasione, nel racconto della nostra attualità, Natura e
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L.Masterman,
A rationale for Media Education 
, in: L.Masterman, F.Mariet,
 Media Education in 1990s’ Europe 
, Council of Europe Press, Strasbourg 1994; tr.it.
 Ascuola di media. Educazione, media e democrazia nell’Europa degli anni ‘90
, La Scuola,Brescia 1997.
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R.Barthes,
 Mithologies 
, Editions du Seuil, Paris 1957; tr.it.
 Miti d’oggi 
, Einaudi, Torino 1994.
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U.Eco,
La struttura assente 
, Bompiani, Milano 1968; Id.,
Lector in fabula 
,Bompiani, Milano 1979.

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