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LE PREVISIONI DI RAFFAELE BENDANDI ISPIRATE DAL GRANDE TERREMOTO
Cristiano Fidani1
1

Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Perugia

Raffaele Bendandi nasce a Faenza il 17 ottobre 1893 da una famiglia di modeste condizioni economiche, per questa ragione frequenta la scuola elementare fino alla quinta e si iscrive successivamente ad un corso di specializzazione in disegno tecnico. Fin dall'infanzia Bendandi è attratto dai misteri dell'astronomia e dai terremoti. La meraviglia provata
LE PREVISIONI DI RAFFAELE BENDANDI ISPIRATE DAL GRANDE TERREMOTO
Cristiano Fidani1
1

Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Perugia

Raffaele Bendandi nasce a Faenza il 17 ottobre 1893 da una famiglia di modeste condizioni economiche, per questa ragione frequenta la scuola elementare fino alla quinta e si iscrive successivamente ad un corso di specializzazione in disegno tecnico. Fin dall'infanzia Bendandi è attratto dai misteri dell'astronomia e dai terremoti. La meraviglia provata

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LE PREVISIONI DI RAFFAELE BENDANDIISPIRATE DAL GRANDE TERREMOTO
Cristiano Fidani
1
1
 Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Perugia
Raffaele Bendandi nasce a Faenza il 17ottobre 1893 da una famiglia di modestecondizioni economiche, per questa ragionefrequenta la scuola elementare fino allaquinta e si iscrive successivamente ad uncorso di specializzazione in disegno tecnico.Fin dall'infanzia Bendandi è attratto daimisteri dell'astronomia e dai terremoti. Lameraviglia provata in occasione dell'eclissitotale di sole del 30 agosto 1905 lo spingonoa studiare da autodidatta i fenomeni celesti,scegliendo il lavoro poco faticoso diintagliatore di ornamenti in legno, per potersi poi dedicare ai suoi studi nel tempo libero.
Figura 1
R. Bendandi in una foto del 1924.Le notizie del terremoto giungono aFaenza la sera del 28 dicembre 1908 eRaffaele Bendandi rimane profondamentecolpito dalla tremenda catastrofe che si èabbattuta sulle città di Messina e ReggioCalabria; da quel momento iniziano i suoistudi dei terremoti. Guidato dalle conoscenzeastronomiche, pone come principio dei suoistudi il fenomeno della marea, mentrel'estrema abilità di Bendandi nellacostruzione di meccanismi di precisione,acquisita durante un lavoro da orologiaio, gli permetterà di realizzare un sismografo chevenderà in tutto il mondo e di entrare a far  parte della sociesismologica italiana nel1920. Il 27 ottobre del 1914 effettua un primo tentativo di previsione: in un taccuinoannotò un forte terremoto in Italia per la datadel 13 gennaio successivo. La notizia dellatremenda scossa di Avezzano diede un forteimpulso ai suoi studi, così da spingerlo adanalizzare più di 20.000 terremoti del passato. Il 20 dicembre 1923 fece la sua prima previsione ufficiale registrata per attonotarile [Bendandi 1924].
Figura 2
Sismografi venduti in America.Le molte conferme delle previsioniresero Raffaele Bendandi noto in tutto ilmondo, ma oggi di questo “Genio Italico”non si è più sentito parlare e misteriosirimangono i suoi metodi di previsione.Tuttavia, chi ha avuto l'opportunità di contaree leggere le sue numerose previsione non puòsottrarsi da una valutazione scientifica, primadi esprimere un giudizio sul loro valore.Questo contributo riassume lecaratteristiche delle previsioni di Raffaele
 
Bendandi raccolte e catalogate per la primavolta, grazie alla collaborazione di numeroseBiblioteche italiane. L'importanza delcatalogo è duplice: primo, esso raccoglie unodei frutti degli studi indotti dalla tremendacatastrofe del 1908 e secondo, esso permettefinalmente di tentare una valutazionescientifica delle previsioni di questo personaggio dimenticato.
La sorgente dei dati
Raffaele Bendandi ha pubblicato le sue previsioni principalmente sui quotidianiitaliani ed esteri. Questo lavoro, insieme aquello di divulgatore scientifico, ha costituitola sua unica fonte di reddito per gran partedella sua vita, permettendogli diautofinanziare gli studi. Una parte delle previsioni è stata pubblicata su rivistesettimanali e mensili, un'altra piccola parte èstata rinvenuta solo nei notiziari delle agenziedi stampa, una nel suo taccuino, e un'altra inun messaggio divulgato per Radio. Iquotidiani che pubblicarono i suoi articolifurono principalmente: IL PROGRESSOITALO AMERICANO, che negli anni 20'aveva l'esclusiva delle sue previsioni, e ILGLOBO negli anni 60'. Inoltre ebbe rapportistretti con altre testate quali, inizialmente ILPICCOLO, successivamente IL RESTODEL CARLINO, LA NAZIONE, ILGIORNALE DI FIRENZE, ILMESSAGGERO; e in modo minore condiverse altre testate giornalistiche. Sono stati pdi venti i quotidiani esteri che hanno pubblicato le sue previsioni, basti ricordare:THE HAMILTON SPECTATOR, DAILY NEW, THE SPRINGFIELD, LOSANGELES, LA PRENSA, LE MATIN, THEALKRON PRESS, THE NEWYORK SUN,IL DIARIO DI COSTA RICA, THECHICAGO TRIBUNE, etc.Una parte dei documenti era custoditanella sua “Casa Osservatorio” in via Manaran.17 di Faenza, la parte mancante è statarintracciata nelle principali emerotecheitaliane. Si è proceduto visionando iquotidiani presenti nella sua CasaOsservatorio e registrando le previsionidell'autore. Dal momento che tali documenticontenevano anche le conferme delle precedenti previsioni, in quotidiani non presenti nella Casa Osservatorio, si è proceduto annotando le coordinate di questidocumenti, onde poterli rintracciare inseguito. Il numero totale di previsioniraccolto si è rivelato notevole e pari a 103. Diqueste 61 riguardano l'Italia.
Le previsioni
Il catalogo delle previsioni dei terremoti diRaffaele Bendandi copre un intervallo ditempo che va dal mese di ottobre del 1914 almese di aprile del 1977 [Fidani 2004], essocomprende in tutto 143 eventi nella regionemediterranea e 167 nel resto del mondo. Glieventi sismici indicati non sono distribuitiuniformemente nell'arco dei 63 anni. Fra il1924 e il 1927 le previsioni sono più densecon cadenze mensili, quindicinali e anchesettimanali. Alcune settimane sono hanno piùdi una previsione, questo grazie al suorapporto con varie testate giornalistiche chegli hanno permesso di aggiornare le previsioni attraverso differenti quotidiani.Le previsioni diminuiscono sul finiredell'anno 1927 e scompaiono nei primi mesidel 1928, quando il regime vieta a Bendantidi fare ulteriori previsioni “per non fafuggire i turisti dall'Italia”; e per scongiurarel'esilio. Ritroviamo qualche rara previsionenegli anni 1939/40. Dall'inizio del 1950 finoal 1964 riprende un'attivisistematica di previsione. Alcune previsioni vengono pubblicate ancora negli anni dal 1971 al1977. Come è possibile dedurre dal confrontofra il numero di previsioni e il numero dieventi previsti, ogni previsione ècaratterizzata da più eventi sismici aspettati.Il numero di eventi per ogni previsione èrisultato molto variabile, da un minimo diuno ad un massimo di 13. Gli eventi di ogni previsione sono relativi sia a date che aluoghi differenti, anche gli intervalli spazialie temporali coperti risultano molto variabili.In genere, le previsioni fino agli anni 40'sono più dettagliate e ricche di eventi,rispetto a quelle successive.Durante il primo periodo di previsionegli articoli di Bendandi affrontano il
 
 problema di indicare il tempo, il luogo el'intensità degli eventi aspettati, con molta precisione. Il momento degli eventi èindividuato con una precisione molto elevata:un giorno nella maggior parte dei casi e poche ore in qualche altro caso. Per l'intensitàdelle scosse utilizza una misura non bendefinita attraverso i termini: lieve”,“moderato”, “di secondaria importanza”,forte”, violento”, violentissimo”,“parossisma” e in qualche caso fa riferimentoai gradi della scala Mercalli. Per quantoriguarda le località, egli sottolineaesplicitamente di non essere ancora in gradodi determinarle con precisione, l'errore inquesto ambito è pari a diverse centinaia dikm e raramente inferiore a 100 km.
Figura 3
Grafici delle previsioni dell'aprile1926 (a puntini) e delle loro conferme, inalto; le previsioni del giugno 1926 in basso.Come già detto l'accuratezza temporaledelle sue previsioni risulta notevole. A titolodi esempio, vengono riportati i due graficidella previsione pubblicata il 6 giugno 1926[Bendandi 1926a] nella Figura 3. In quel periodo le previsioni erano generalmentedivise in due parti: la prima dedicata alleconferme delle sue previsioni precedenti, conampie discussioni sulla storia sismica degliepicentri toccati dai forti terremoti, mentre laseconda è dedicata alle previsioni deglieventi sismici futuri. Nella Figura 3 in alto,viene riportato il grafico con le previsionieffettuate il 4 aprile1926 [Bendandi 1926b]evidenziato a punti, la linea continua dellostesso grafico indica le conferme cheBendandi otteneva dai bollettini dei diversiosservatori con cui era in contatto. Le scosseda lui considerate erano quelle di maggior intensità, capaci di far oscillare i pennini deisismografi più sensibili per diverse ore. Inquesta rappresentazione egli si riferivasempre ad una sollecitazione della crosta chevariava con continuità, mentre i terremotiavvenivano principalmente in prossimità dei picchi di queste perturbazioni.
Il metodo di previsione
Le previsioni di Bendandi si differenzianonon solo per la ricchezza e la precisione nelladescrizione degli eventi aspettati, ma anche per il contesto scientifico in cui vengonoinserite. Se prima della seconda guerramondiale, nel contesto delle influenzegravitazionali, le previsioni erano precise edettagliate nei luoghi, tempi e intensità dellemanifestazioni; successivamente dagli anni50', nel contesto ampliato dell'influenzasolare, divennero scarse, poco precise e partedi una previsione pampia. Questomutamento riflette l'evoluzione del pensierodello studioso che, stimolato dal suo continuoaggiornamento scientifico, ha proseguito glistudi cercando di rimettere in discussione le proprie idee.Bendandi non ha mai rivelato il suometodo di previsione, tuttavia non hamancato di ricordare che il principio su cui basò le sue scoperte fu quello delle maree e pvolte ha sottolineato il fatto che ilterremoto è un fenomeno che coinvolgel'intero globo. Secondo lo studioso, fu questamancata visione globale del fenomeno, la principale difficoltà che impedì ad altri diriuscire nelle previsioni. Il motivo per cuinon rivelò il metodo di previsione era dovutoalla difficoltà di Bendandi di individuare lelocalità degli eventi. Secondo quanto affermòin diversi quotidiani, chi aveva studiato nelleUniversità poteva essere capace di risolvere

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