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Capodanno a Monaco

Capodanno a Monaco

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Published by Micio87
Quattro amici decidono di passare un capodanno a Monaco. Non mancheranno scene divertenti, improbabili cibarie e una visita al tremendo lager di Dachau, ancora inquietante dopo più di 65 anni.
Quattro amici decidono di passare un capodanno a Monaco. Non mancheranno scene divertenti, improbabili cibarie e una visita al tremendo lager di Dachau, ancora inquietante dopo più di 65 anni.

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Published by: Micio87 on Oct 20, 2010
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10/29/2010

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Capodanno 2007Monaco di Baviera
© Daniele Gatti(micio@email.it)
 
 
2
Quando la routine quotidiana annoia, sidecide di staccare un po' la spina. Si vuolepartire e lasciarsi alle spalle tutto e tutti perun po', portandosi dietro soltanto il minimoindispensabile, unito unicamente alla propria voglia di esplorare, di imparare cose nuove, dirigenerare un po' lo spirito annebbiato dallaroutine. Si conosce il viaggio a grandi linee,ma è impossibile prevedere nulla di quelloche succederà, degli imprevisti che potrannocapitare. Gli imprevisti sono il bello del viaggio. Sarebbe una noia mortale se fosse giàtutto deciso e conosciuto fin dall'inizio. L'ariad'avventura e di mistero che si respira allastazione, in attesa di un treno, è un'ariabuona, salutare, intrigante. Quando si sale sultreno e si comincia ad allontanarsi, primalentamente, poi sempre più velocemente, finoa sfrecciare a cento chilometri all’ora inmezzo a colline, pianure, passi montani efiumi in piena, l'aria di libertà si fa palpabile.Le cose lasciate indietro sembrano ora cosìlontane, insignificanti. Temporaneamente,non esistono più. Ora esistono solo ipaesaggi mozzafiato, immense rocce forgiatedai millenni e impassibili a tutti i milioni di
 
 
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comuni mortali che le sono passati di fianco,specchi d'acqua puri come cristalli, sterminatiboschi in cui anche la più piccola foglia èsignificativa, per il semplice fatto che è viva.E poi ci sono le stazioni gremite di gente,indaffarata a caricare i bagagli e portarli sultreno. Altra gente scende per poi perdersichissà dove. Una volta giunto sul posto, adogni angolo di strada c'è qualcosa di nuovo,qualcosa che rivela la propria storia. Dietroogni monumento c'è la fatica e il genio diprogettisti e costruttori, che secoli fa sepperoerigere qualcosa di grandioso, sopravvissutofino ad oggi. Intanto l’io compie una lentametamorfosi, e poco a poco mostra le cosecon occhi sempre diversi. Perché il viaggionon è fatto solo dai posti visitati, ma anche esoprattutto dall’anima di chi viaggia. Ed èquesta la cosa più significativa: anche una volta finito, un viaggio resta per sempre.Nel periodo di Capodanno avevamo voglia di fare qualcosa di diverso dalla solitaserata in casa d’amici. Sarebbe stato il primo viaggio tutti assieme, che è quello che rimanemaggiormente impresso, nel bene e nel male.Questo è vero in particolar modo per un

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