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Pisapiaxmilano

Pisapiaxmilano

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IL CANDIDATO SINDACOPETORNARE A VINCERE
Filippo Del Corno, musicista e cofondatore del PD
La Milano di oggi è attraversata da moltesacche di esclusione e il loro reticolo gene-ra una frammentazione tribale del tessutosociale, tanti clan numerosi in perenne erabbioso con
itto. È necessario trasformarequesto arcipelago di genti in una comunitàcoesa, che condivida un senso profondo dipartecipazione e appartenenza. La cono-scenza e la consapevolezza deipropri come degli altrui dirittipuò essere la leva di trasforma-zione più e
cace perché pro-duce la coscienza nel singolo diappartenere a una collettivitàsolidale e perché è stimolo alrispetto della legalità come va-lore fondante di relazioni sociali paci
chee felici.Per questo ritengo Giuliano Pisapia, conla sua storia limpida e la sua appassionatacompetenza, il sindaco ideale per Milano.E penso anche che sia il candidato più e
-cace per scon
ggere la destra. In tante oc-casioni
il centro sinistra milanese ha pen-sato di vincere le elezioni con candidatimimetici: è ora 
nalmente di presentarcicon un candidato identitario,
dove poter
Sono nato a Milano 61 anni fa da papà Giandomenico, avvocato, che mi ha trasmesso l’amoreper il diritto e i diritti, e mamma Margherita, cattolica, alla quale devo l’attenzione per i piùdeboli.Sono avvocato penalista e la mia professione mi ha portato a contatto con le ingiustizie, ledisuguaglianze, la mancanza di diritti. Ho seguito tanti processi importanti e partecipato anumerosi collegi internazionali di difesa, ma non ho mai smesso di seguire tanti casi minori,quelli che riguardano la gente comune, gli emarginati, i tossicodipendenti, e non
nisconosulle prime pagine dei giornali.Sono stato impegnato nel sociale per tanti anni - scout, barelliere per la Croce Rossa, tra gliangeli del fango di Firenze, in delegazione nei Paesi più poveri e ingiusti del mondo - e conlo stesso spirito mi sono impegnato in politica: nel 1996 e nel 2001 sono stato eletto depu-tato come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista, e nominato presidente dellacommissione giustizia della Camera poi del Comitato carceri. Non ho accettato di candidarmiper la terza volta perché penso che la politica non debba essere un mestiere a vita. Nel 2009sono stato chiamato a presiedere la Commissione ministeriale per la riforma del codice penale.L’ultimo libro che ho scritto,
In attesa di giustizia, dialogo sulle riforme possibili 
, insieme a CarloNordio, è il compendio di quelle esperienze: perché cambiare si può.Non ho
gli, ma sono felice di avere intorno a me il
glio della mia compagna e sette nipoti:una squadra di ragazzi tra i 12 e i 30 anni che adoro e che ogni estate riunisco per unviaggio tutti insieme. Un po’ ragazzo sono rimasto anch’io: la sera mi addor-mento leggendo Topolino, il mio fumetto preferito
n da quando ce locontendevamo io e i miei sei fratelli.
PISAPIAXMILANO
Giuliano presenta Giuliano
La Milano che vogliamo è possibile
C’è stato un tempo in cui Milano era una cit-tà diversa. Era la città capace di raccontarsi alfuturo, che non chiudeva le porte in faccia anessuno e garantiva il lavoro a tutti quelli chearrivavano. Se avevi un sogno, venivi a Mila-no, e riuscivi a realizzarlo.Era anche la capitale del buon governo, consindaci come Caldara, Greppi, Bucalossi, Aniasi, Tognoli, espressione della miglioretradizione, laica e cattolica, di Milano. Era laMilano vicina all’Europa che cantava ancoraLucio Dalla trent’anni fa. Ora che non solol’Europa, ma tutto il mondo è più vicino,Milano sembra riscoprire la sua vocazioneinternazionale solo nei giorni della moda edel design, per smarrirla poi quotidianamentenelle contraddizioni di una città dove i teatrichiudono nell’indi
 
erenza delle istituzioni,la povertà aumenta, i giovani non hanno nécertezze lavorative né case alla loro portata,gli anziani sono sempre più poveri e soli, iltra
co ci so
 
oca e ci incattivisce, i bambinisono dei paria.Un’altra Milano è possibile, ma c’è bisogno diuno scatto morale che la politica certamentenon può produrre da sola, ma può incorag-giare. Perché per credere nel proprio futuroquesta città ha bisogno di quelle certezze chela politica e le istituzioni possono e devonodare: la tutela dei diritti di tutti ma anche il ri-gore nel chiedere a ciascuno di fare il propriodovere e il contrasto a ogni illegalità; l’ascoltodei cittadini e la composizione degli interessisingoli nell’interesse comune; la promozionee il sostegno della grande capacità di impresadella società civile e la preoccupazione fattivache nessuno resti indietro o escluso.
Ho scelto di candidarmi per questo.Per contribuire in prima persona arestituire alla politica i suoi compitie a ridare certezze e respiro alla nostracittà. Perché per me la politica è so-prattutto servizio, 
un insegnamento cheho imparato nella mia famiglia, prima ancorache sui banchi del liceo classico Berchet. Lamia candidatura è al serviziodi un progetto di unità diquelle forze e di quei cit-tadini che condividonoquesta speranza per Mila-no e che non hanno pauradi dirsi di sinistra, se conquesta parola s’intende giusti-zia sociale, libertà per tutti, ri-spetto dell’altro e corresponsabi-lità nella costruzione del benecomune. Insieme, questaMilano è possibile.
Giuliano Pisapia 
riconoscere le espressioni più belle dellenostre idee, della nostra cultura, dei nostrivalori.Ho partecipato alla fondazione del Parti-to Democratico senza essere mai iscrittoprima a un partito. Sono dunque quelloche si de
nisce un democratico “nativo”e credo nelle primarie purché vi sia possi-bile sostenere una candidaturapiuttosto che a un’altra indi-pendentemente dalla propriaappartenenza.Sono le nostre coscienze, inostri cervelli e i nostri cuo-ri a dover scegliere: e a tutti idemocratici che hanno sceltoGiuliano Pisapia in totale autonomia dipensiero faccio appello a
nché diano pub-blicamente il loro apporto di idee e lavoroa questa candidatura. Non è una scelta dirottura, ma una consapevole assunzione diresponsabilità per far vincere il candida-to che è ai nostri occhi il più autorevole ecompetitivo per riportare il centro sinistraa governare Milano e riportarla ad essereuna città di cui essere felicemente orgoglio-si in Italia e nel mondo.
Sono le nostrecoscienze,i nostri cervellie i nostri cuoria dover scegliere
 
786
Il rilancio delterritorio.
Il Piano di Governo del Territorio sarà una grande occasione dirilancio se sarà ridisegnato sulla vocazione futura di città delle op-portunità e dei diritti, del lavoro e della cultura, dell’ambiente edella ricerca e sulle esigenze di una moderna città metropolitana.Un PGT che eviti i rischi di densi
cazione urbana e di specula-zione immobiliare, raddoppi il verde, progetti una nuova mobi-lità, pedonalizzi il centro e investa nelle periferie. E poi l’Expo2015, che nonostante lo spettacolo imbarazzante o
 
erto
noradal centrodestra, può rappresentare - se gestito con competenza,sobrietà e attenzione ai rischi (primo fra tutti quello d’in
ltra-zione delle organizzazioni criminali) - una grande occasione disviluppo e benessere per tutti i cittadini della Grande Milano edi valorizzazione del suo territorio, al di là della sede espositivascelta. Il tema può o
 
rire al mondo uno straordinario momentodi ri
essione e di mobilitazione collettiva sul tema dell’alimen-tazione e della sostenibilità sociale e ambientale, e di studio e dianalisi delle alternative sostenibili.
Lagiustiziadelle opportunità.
La giustizia di una città che torna a interessarsi degli “assenti”, degli“invisibili”, di coloro che non sono tutelati, come i tanti giovaniche vivono una condizione di precarietà, senza un minimo soste-gno se non la propria famiglia o i tanti anziani soli, abbandonatinel degrado delle periferie. Di una città dove per le donne le oppor-tunità siano veramente uguali a quelle degli uomini, a cominciaredalla politica, e dove i disabili possano muoversi, studiare, lavorare.Di una città che permette a chi viene a lavorare e studiare di potervianche abitare dignitosamente e decidere di restarvi e a tanti giovanie famiglie (anche quelle monogenitoriali) di poter a
ttare o ac-quistare una casa senza impoverirsi; per questo occorre rilanciare ilpatrimonio pubblico esistente e valorizzare e rimettere sul mercatogli immobili s
tti a un prezzo calmierato. Di una città che inve-ste sulla scuola e sull’università e sulla cultura e che promuove lacrescita puntando sui settori più innovativi e trainanti e sostenen-do incubatori d’impresa e progetti di imprenditorialità giovanile,femminile,
 green economy 
. Una città vicina alle imprese, da quellecommerciali a quelle artigiane
no a quelle più avanzate nei campidella tecnologia e della ricerca scienti
ca, per uscire dalla crisi e daresolidità allo sviluppo.
La qualità dellavita.
È la qualità dall’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo e delverde che riusciamo a vivere; la qualità dei trasporti, con un sistemae
ciente di metropolitane e di mezzi di super
cie anche la sera,una drastica riduzione delle auto e la possibilità di muoversi libera-mente a piedi e in bicicletta; è la qualità di un territorio messo insicurezza da rischi idrogeologici e da materiali e sostanze inquinan-ti. Ma è anche la qualità, l’e
cienza e la semplicità dei servizi civicie sociali, dagli asili nido all’assistenza domiciliare agli incentivi perpromuovere la conciliazione fra i tempi del lavoro e della vita perso-nale, così da costruire una città vivibile per ciascuno, a cominciaredai più piccoli, e sostenere l’autonomia di ogni persona.
Le primarie del centrosinistra sono un’occasione perconfrontarsi non tanto susingoli provvedimenti, ma sulla città che vogliamo.Che è una Milano per tutti,
attiva, giusta, grande e verde.
Cinque priorità
 
X
 
Milano
PISAPIAXMILANO
 
12543
La condivisionedeidirittie deidoveri.
È la s
da più profonda per una città che vuole veramente cambia-re. Milano deve essere la città della libertà e dei diritti - da quellidelle coppie di fatto alla libertà religiosa al ripudio di ogni formadi violenza - e insieme la città che si dota di una commissioneantima
a e di regole rigorose per nomine e incarichi pubblici. Lacittà che si mette in gioco, attraverso sistemi permanenti di con-trollo nelle mani dei cittadini e degli utenti dei servizi pubblici,come lo sportello comunale in ogni zona, e procedure di par-tecipazione allargata, anche per gli stranieri residenti, attraversosistemi di rappresentanza elettivi e un organismo di consultazionepermanente che raccolga le comunità straniere presenti in città.
Lasicurezzadella convivenza.
Vivere in una città sicura non signi
ca morti
care la libertà di mo-vimento e di aggregazione delle persone o indietreggiare sul terre-no dei diritti. Le ordinanze/coprifuoco - che rendono i quartierideserti e senza vita, colpiscono le attività commerciali, costringo-no a casa i cittadini - devono essere revocate per lasciare spazio apolitiche di integrazione nei quartieri e negli spazi cittadini, soste-nendo l’impegno quotidiano di chi fa già integrazione nei fatti:insegnanti, commercianti, operatori dei servizi pubblici e del terzosettore Ma contemporaneamente dovremo potenziare il controllodel territorio e il contrasto a ogni illegalità, dal tra
co di immigratiirregolari all’abusivismo di ogni genere, dal lavoro nero all’usura,dalla criminalità organizzata
no alle in
ltrazioni ma
ose.
X
Milano al femminile
Caro Giuliano, ci hai chiesto di pensare e aiutarti a immagi-nare Milano con uno sguardo femminile. Siamo due persone,due donne, diverse per formazione ed esperienza, ma accomu-nate da molto tempo dalla volontà culturale e politica di far diventare realtà la parità di opportunità tra donne e uomini in tutti campi della nostra vita, ma anche dalla consapevolez-za di quanto sia oggi più che mai necessario intervenire sullaqualità della vita delle donne milanesi, certe che questo non possa che contribuire ad una maggiore e migliore vivibilità per tutti.Per una Milano al femminile ti suggeriamo alcune  proposte concrete e realizzabili che con i tuoi futuri  poteri di Sindaco potrai mettere in pratica per dav-vero già dall’inizio del mandato.
Francesca Zajczyk, sociologa  Anna Puccio, manager
PISAPIAXMILANO
Il Comune parte da se stesso: un esempio di percorso virtuosoper ripensare e declinare la città al femminile:
Adozione della
 Analisi di impatto rispetto al genere delle politiche di go- verno della città e adozione del Bilancio di genere
, ristrutturando entrate euscite per promuovere l’uguaglianza tra uomini e donne, mettendo in luce lepolitiche di impatto sociale del Comune sulla vita dei cittadini e delle cittadi-ne nella prospettiva di uno sviluppo umano e sociale paritario tra i generi.
Piano degli
orari e tempi della città 
per conciliare lavoro, cure parentali, etempo per sè.
Presenza di
donne nei ruoli di decisione
 
delle politiche fondamentali delgoverno comunale (assessore al Bilancio, City manager, ecc) e nei consigli diamministrazione con deleghe esecutive delle aziende partecipate.
Rispetto dei principi di
democrazia paritaria 
e di
rappresentanza 
attraversoazioni speci
che volte ad aumentare la presenza delle donne nel governo delComune.
 
Pari opportunità all’accesso e all’avanzamento di carriera 
nell’ammini-strazione comunale.
 
Sistema premiante nelle gare d’appalto
per le imprese virtuose nell’ambitodella
presenza di donne
 
nelle loro organizzazioni in generale e nelle posizionidirigenziali e apicali in particolare.
Azioni di sostegno e di formazione della cultura di genere attraverso la pro-mozione di
campagne contro gli stereotipi di genere
 
e pubblicità lesivedella dignità delle donne attraverso l’istituzione del
 
‘Giurì cittadino’
.
 
Prevenzione per contrastare la violenza 
e le molestie nei confronti delle don-ne anche attraverso l’ed ucazione e la formazione sul
rispetto reciproco tra uomini e donne
;
 
collaborazione con le agenzie e le iniziative
già presenti sulterritorio; trasporti dedicati e parcheggi riservati per la sicurezza nelle ore siadiurne che serali; sistemi di soccorso nelle emergenze con avvisi via sms e geo-localizzazione.
Lo voto ché
Voci da Facebook
Eugenio Alberti
Fra i tre, mi convince Pisapia. Leggetevi la sua biogra
a,dice che al militare ha scritto centinaia di lettere d’amore...per gli altri.
 Antonio Rainò
 A me pisapia piace e poi è un bravo penalista. È arrivato ilmomento che a sinistra si torni a parlare dei problemi dellagiustizia senza la paura di prestarsi al gioco del cavaliere.
Indira Bico Delihasanovic
Sono una ragazza bosniaca, ormai italiana. Voterò per Pisa-pia perché credo che meglio di tutti potrà difendere i dirittidi noi stranieri.
 Alessandro Pollio Salimbeni
Giuliano è nel Consiglio Provinciale dell’Anpi e tutti dob-biamo ricordare sempre che Milano è la capitale della Resi-stenza e Medaglia d’Oro. Ci sono in giro troppi nostalgici,razzisti, antisemiti: insomma, fascisti, cui il Comune hadato spesso patrocini. Anche per questo bisogna cambiarestrada e con Giuliano si può.
Fanny Marchese
(..) dopo aver seguito un paio delle tue inizative, di ritornodal Circolo delle Stampa dove più di uno era intervenutomi sono detta “allora non tutto è perduto, eccoli qua i no-stri ragazzi...”. Poi ho chiamato mia
glia che ora è negliStati Uniti a studiare e voterà per la prima volta proprio aqueste elezioni e le ho detto “torna presto, ho dei giovanistupendi da farti conoscere”.

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