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Giuseppe Mazzini - Dell'amor patrio di Dante

Giuseppe Mazzini - Dell'amor patrio di Dante

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La dirittura morale di Dante, il suo coraggio nell’affrontare l’esilio, e nel censurare vizi e corruzione degli italiani
La dirittura morale di Dante, il suo coraggio nell’affrontare l’esilio, e nel censurare vizi e corruzione degli italiani

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GIUSEPPE MAZZINI
DELL'AMOR PATRIO DI DANTE
 
AMI BOOKS2004
 
 
ATTENZIONE
Il presente e-book è di libera fruizione purché non sia utilizzato a scopicommerciali o su siti a pagamento, venga mantenuto inalterato in ogni sua parte e sia citatol’autore.La distribuzione ufficiale del presente e-book avviene tramite il sito:http://www.associazionemazziniana.it/ Qualsiasi altro utilizzo diverso da quanto espresso verrà perseguito a termine di legge.Text Copyright © 2004 Associazione Mazziniana ItalianaSegreteria AmministrativaVia Don Giovanni verità, 2347015 Modigliana (FC)ami.segreteria@libero.it eBook Copyright © 2004 http://www.associazionemazziniana.it/ Edizione elettronica realizzata da
 Alessio Sfienti
 
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Quando le lettere formavan, come debbono, parte delle istituzioni, chereggevano i popoli, e non si consideravano ancora come conforto, bensícom'utile ministero, fu detto il poeta non essere un accozzatore di sillabemetriche, ma un uomo libero, spirato dai Numi a mostrare agli uomini la veritàsotto il velo dell'allegoria; e gli antichi finsero le Muse castissime vergini, eabitatrici dei monti, perché i poeti imparassero a non prostituire le loro cetre a possanza terrestre. Ne' bei secoli della Grecia, i poeti, non immemori della loro sublimedestinazione, consecravano il loro genio all'utile della patria; ed altri, comeTeognide, spargevano tra' loro concittadini i dettati della saggezza; altri, comeSolone, racchiudevano ne' loro poemi le leggi, che fanno dolce il viver sociale;altri, come Pindaro e Omero, eternavano i trionfi patrii; altri, come Esiodo,consegnavano ne' loro versi i misteri, e le allegorie religiose. - Cosí santissimouffizio affidava la patria ai poeti, l'educazione della gioventú al rispetto delleleggi religiose e civili, e all'amore della libertà; e finché l'inno d'Armodio, e lecanzoni d'Alceo suonarono sulle labra dei giovani Greci, non paventarono nétirannide domestica, né giogo straniero.Ma, come la civiltà degenerata in corruttela, i guasti costumi, il lusso, e iltempo distruggitore d'ogni buona cosa, ebbero inchinata la mente degli uominialla servitú, e la prepotenza de' pochi giganteggiò sulla sommessione abbiettade' molti, la poesia traliganch'essa dalla sua prima indipendenza, sitrafficaron gli ingegni, e furono compri da chi sperava, che il suonar delle cetresoffocasse il lamento dell'umanità conculcata; la poesia divenne l'arte dilusingare la credulità, e la intemperanza dei popoli; attizzò all'ire e alle voluttà itiranni, e si fe' maestra spesso di corruttela, quasi sempre d'inezie.Hanno tutte le nazioni, e noi piú ch'altri abbiamo, immensi scrittori, e troppiforse poeti. Ma quanti furono coloro, i quali non prostituirono l'ingegno, e la penna alla tirannide politica (perché anche la repubblica delle lettere ha i suoidittatori) ? - Le corti, le sette, le scuole, le accademie, i sistemi, e i pregiudizi,che ogni secolo trascina, corruppero i piú, e pochissimi furono quei grandi, chenon seguitarono stendardo, se non quello del vero, e del giusto. - De' primi la posterità fece severo giudicio, ma dei secondi affidò la memoria all'amore ditutti i buoni, e loro commendò di serbare intatto quel sacro deposito a confortonelle sciagure, e ad incitamento ne' tempi migliori. Fra questi sommi, chestettero incontaminati in mezzo all'universale servaggio, e non mirarono ne' loroscritti, come nella lor vita, che all'utile della patria; l'Italia avida di lavar lamemoria dell'antica ingiustizia, diè il primato, quasi senza contrasto, al divinoAlighieri, e se orgoglio municipale o spirito di contesa mossero alcuni aribellarsi contro l'universale sentenza, fu leggiero vapore in un bel cielo sereno.- Un uomo di cui son calde ancora le ceneri, e di cui vivrà bella la memoria tranoi, finch'alme gentili alligneranno in Italia, pareva avere rivendicato a Dante ilvanto d'ottimo cittadino in tal guisa, che piú non dovesse sorgere alcuno acontrasto. - Pure da qualche tempi diversi libri, che vennero a luce, senza
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