Analisi sulla diffusione del vitigno in Italia
Unostudiosu100vinipercapireilfenomeno
Abbiamo chiesto a 400 importanti aziende vinicole se propongono Merlot e in tal caso di fornirciuna marea di informazioni sulle loro etichette
Ne è sorto un inedito ritratto nazionale di questoprodotto che si trova dappertutto, con stili molto diversi e prezzi che oscillano da 3,50 a 80 euro
È
quasi impossibile radiografare il Merlot. Ce ne siamoresi conto quest’estate tentando di mappare i vini italia-ni ottenuti in prevalenza da questo vitigno. Sono mi-gliaia di etichette presentate da imprenditori di ogni dove,dallaValle d’Aosta alla Sicilia, di ogni tipo, perché quest’uvasi presta a tutti gli stili, dai frizzanti (del Lazio, ad esempio)ai vini toscani che sbaragliano concorsi e critica.Comunque lo sforzo a qualcosa è servito e alla fine abbia-mo focalizzato l’attenzione su un centinaio di etichette parti-colarmente rappresentative proposte da aziende piccole,medie o grandi ma tutte pre-stigiose. Praticamente unaazienda su quattro, in Italia, produce un Merlot. Di cia-scun vino ora sappiamo qua-si tutto e ne è uscito un mo-saico interessante.Però, ironia della sorte, ildato più curioso è scaturitoda un’indagine “parallela”che la nostra redazione stavaconducendo su un panel di100 Cantine leader alle qua-li abbiamo proposto un que-stionario per scandagliarediversi aspetti della loro atti-vità, dagli investimenti invigna, cantina o in altri set-tori, sino alle novità lanciatesul mercato (vedi pag. 17 suquesto stesso numero dellarivista).Alla domanda: “Con qualiuve avete prodotto i vostrinuovi vini?”, il vitigno piùgettonato è risultato il Mer-lot.È stata la dimostrazioneche, nonostante le sentenzedei
connaisseurs
, i quali inquesti anni hanno dato per morto il Merlot, accusato di esse-re “globalizzato”, “piacione” (leggi banale e poco intrigante)ecc., in realtà si conferma – in linea con le statistiche mon-diali – il vitigno più amato, anche in Italia e pure nell’era de-gli autoctoni.E non finisce qui: in 12 mesi abbiamo tenuto da parte al-cune notizie curiose sul Merlot, e oltre a scoprire che la mi-glior grappa del mondo, all’
Ultimate Spirits Challenge
di NewYork, è risultata “il Merlot Nonino”, abbiamo anche ap- preso che stanno per debut-tare alcuni super Merlot pro- posti da grandi nomi del pa-norama enologico italiano.Da qui l’idea di presentarequattro “giovani” Merlotd’autore nell’ambito diMondoMerlot a Trento (vedi box). Tutti grandi vini, di fa-scia altissima.Insomma, il Merlot non è piacione, piace punto e ba-sta. Certo, essendo un viti-gno versatile, può essere ba-nale o unico, come Petrus oMasseto, per restare in Ita-lia.Tornando al nostro “moni-tor”, vi presentiamo una sin-tesi estrema delle cifre e deicommenti “macinati” da unvorace foglio di Excel.Innanzitutto, data di im-missione sul mercato: il più“anziano” del gruppo ha de- buttato nel 1957 ed èVeneto,anche se una Cantina alto-atesina dichiara che lo sivendeva sfuso già dall’Otto-cento. I più recenti, invece,hanno visto la luce nel 2008e si rileva una pausa (forse
Foto VCR
Add a Comment