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Sono passati diversi anni dal luglio del 2001. I più attenti ricorderanno sicuramente quale fu l'eventodeterminante che caratterizzò quel torridissimo e purtroppo torbidissimo mese. Ci riferiamo naturalmente al G8che si svolse nei giorni 19 20 21 a Genova. Di quei giorni probabilmente ricordiamo le immagini: 300.000persone provenienti da ogni parte del mondo, anziani giovani e bambini, cattolici, laici, atei, comunisti, anarchicie apolitici tutti insieme per ricordare che il mondo appartiene alla totalità dei 6miliardi di persone che lo abitano enon a quei 8 “grandi” riuniti e serrati in quella che fu chiamata la zona rossa.In piazza si voleva affermare il diritto ad una vita migliore, lo slogan principe che contraddistinse quei giornirichiamava ad un altro mondo possibile. Tale istanza era sentita come necessaria alla salvaguardia del mondo edelle persone tutte che lo abitano. Un altro mondo possibile voleva significare il bisogno di ripristinare queglielementari diritti che sanciscono la dignità della vita umana. La casa, il lavoro, il salario garantito, la salute, unambiente pulito in cui vivere; qui e altrove. Una richiesta ampia quanto legittima da riuscire a raccogliereconsenso nelle più disparate comunità: dai gesuiti passando per i fedeli del giubileo 2000 toccando la reteLilliput sino ad arrivare alle aree antagoniste.Chiunque in quei giorni fosse a Genova porta con se delle ferite profonde: l'incapacità di comprenderel'efferatezza delle violenze delle forze dell'ordine, la rabbia ed il dolore per un manifestante morto, un ragazzo diappena 23 anni, il dubbio, che per noi è certezza, che in quei giorni non si volesse semplicemente tutelarel'ordine pubblico ma che si volesse lanciare un chiaro messaggio di forza. La risposta dello Stato Italiano allerichieste dei manifestanti fu una feroce repressione consumatasi nelle strade. Il governo allora, come oggi,presieduto da Silvio Berlusconi in qualità di premier e da Claudio Scajola nella qualità di Ministro Degli Internidecretava l'inizio di una durissima stagione repressiva.Per ricondurre al clima che si stabilì in quei giorni basta citare due virgolettati su tutti. Quello della commissioneeuropea sui diritti dell'uomo che recitava: "Durante i giorni del G8 di Genova è avvenuta un interruzione dei dirittidemocratici". Si sa la Corte Europea è piena di sovversivi. Il secondo virgolettato appartiene ad un altro illustresovversivo: l'allora vice questore di Genova Michelangelo Fournier che a sei anni di distanza dai fatti riferì altribunale di Genova dell'operato dei suoi colleghi parlando di "Macelleria Messicana".Alcuni di quelli che a Genova ci furono portano con se anche di peggio, ovvero il carico di dover affrontarecome imputati i vari processi nati a seguito dell'evento. Non parliamo certo dei vari dirigenti di PS e CC finitisotto accusa per le violenze di Piazza, nella scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto, per l'omicidio Giuliani eper le varie menzogne o illiceità commesse dette e compiute durante le operazioni, la trascrizione dei verbali, ledeposizioni nelle aule dei tribunali. Tutti quei dirigenti, ad oggi ancora in giudicato, non solo non furono sospesidal servizio ma continuarono a svolgere le proprie mansioni. Anzi no, perchè sono stati tutti promessi ad altriincarichi, in attesa che i carichi d’imputazione siano prescritti. L'unico che non ricopre più il suo ruolo é MarioPlacanica, il carabiniere a cui venne attribuita l’esplosione dei colpi di pistola che uccisero Carlo Giuliani. Ilcongedo illimitato e la pensione costituiscono la pena che lo Stato Italiano ha inflitto a Placanica. Si perchè intribunale il processo per l'omicidio Giuliani si è concluso con l'archiviazione del Carabiniere in quanto i colpi dalui sparati “erano indirizzati in aria e furono deviati sul viso di Giuliani da un calcinaccio lanciato da unmanifestante e posto ad un altezza da terra di 190cm”. Lasciamo a voi ogni valutazione sulla possibilità che siaandata davvero in quel modo. Per noi la sentenza supera di molto i limiti del ridicolo.Sulla sponda opposta le cose non vanno sicuramente allo stesso modo: il primo dei vari processi ai manifestantinati a margine del G8 ha visto celebrare a Genova il primo grado di Giudizio. I 25 manifestanti hanno vistocomminarsi pene tra i sei mesi e gli undici anni ad eccezione di un assolto.Quello di Genova è il processo più seguito dai media poiché i fatti contestati si riferivano ed eventi accaduti neitre giorni del G8. Ma a seguito del meeting genovese sono sorti altri filoni d'inchiesta e sono stati aperti altriprocessi. Uno di questi verrà celebrato anche a Taranto nei confronti di 19 imputati accusati a vario titolo di 18reati tra cui quello di associazione sovversiva. Per dirla meglio l'associazione sovversiva è il reato che fa dacornice a tutta un'altra serie di reati minori. I reati contestati sono: propaganda ed apologia sovversiva, delittotentato, oltraggio ad un corpo politico amministrativo o giudiziario, violenza privata, sequestro di persona,minaccia, inosservanza dei provvedimenti delle autorità, pubblicazioni e spettacoli osceni, danneggiamento,danneggiamento di sistemi informatici, deturpamento ed imbrattamento della cosa altrui, violazione o minaccia apubblico ufficiale, resistenze a un pubblico ufficiale, Pubblicazione o diffusione di notizie false esagerate otendenziose atte a turbare l'ordine pubblico, rapina, invasione di terreni ed edifici,articoli correlati aggravanti oallevianti esclusi.L'inchiesta tarantina seguita dal PM Ida Perrone e dal GIP Ciro Fiore, prende in considerazione il periodo che vadal 24 07 2001 sino al 01 01 2002. Cerchiamo di raccontare brevemente l'impianto accusatorio del processo jonico dovendo doverosamente ricordare che gli atti di tale processo sono stati interamente trasferiti alla procura
 
di Cosenza che raccogliendo anche altre presunte prove ha di fatto aperto una seconda procedura a carico degliindagati. A Cosenza si è giunti alla richieste di condanna per 13 persone di cui 2 inserite anche nelprovvedimento della procura di Taranto, il 24 aprile 2008 il Giudice ha però assolto tutti gli imputati con formulapiena perché il fatto non sussiste. Essendo il processo cosentino un’indagine definita fotocopia poiché i reaticontestati erano i medesimi che venivano mossi in quel di Taranto, ci si attendeva dopo l’assoluzione in Calabrial’archiviazione anche sull’altra sponda dello Jonio. Così non è stato ed il GUP del Tribunale di Taranto ha rinviatoa giudizio tutti gli imputati, davanti alla Corte d’assise di Taranto che si riunirà il 15 ottobre 2008.L'impianto accusatorio dei PM tarantini basa sulla serie di reati succitata tenuti insieme dalla cornice del reatopiù grave ovvero l'associazione sovversiva. I reati di cui si parla sono tutti correlati ad iniziative politiche e socialidegli imputati, attività che gli stessi svolgevano alla luce del giorno, utilizzando sigle dichiarate e riconoscibili eduna sede aperta al pubblico. I PM però contestano l'inasprirsi degli atteggiamenti degli imputati in tali iniziative.Opponendosi agli ordini del questore e contravvenendo a quelli dei dirigenti di piazza, gli imputati mostravano unatteggiamento globalmente ostile verso lo stato e i suoi rappresentanti. La maggiorparte dell'inchiesta peròfonda su intercettazioni telefoniche delle utenze private degli imputati e della sede che al tempo utilizzavano. Leintercettazioni riguardano l'intero periodo iniziale del 2001, ovvero i mesi in cui tutte le realtà italiane eranointente nella preparazione del Social Forum a Napoli in marzo ed il G8 a Genova in luglio. Telefonate in cui siparla di assemblee da organizzare, contatti con altre strutture per il coordinamento, iniziative da tenere.Insomma parrebbe rientrare nella sfera del normale per persone che si occupano di politica. Per la Procura diTaranto invece no! questo è stato indice di quanto potente fosse la struttura organizzativa messa in piedi ed inaccoppiata con i contestati metodi violenti utilizzati dal gruppo, è quanto necessario affinchè vi sia associazionesovversiva. Scattano dunque arresti, perquisizioni, sequestro di materiali informatici, custodie cautelari.Passiamo un attimo a vedere che cosa è l'associazione sovversiva per il C.P. italiano. Recita
l'art 270 
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni direttea stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimereviolentemente una classe sociale o, comunque, a sovvertire violentemente gli ordinamentieconomico-sociali costituiti nello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza odirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico egiuridico della società.Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni.Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata,le associazioni predette, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento.
Dunque c'è da chiedersi: qualcuno voleva stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre osopprimere una classe sociale o comunque sovvertire violentemente gli ordini economico-sociali dello Stato?Perchè è questo che dice la legge in quanto si verifichi il reato di associazione sovversiva. Secondo i PM diTaranto gli indagati volevano tutto questo. Ma se anche tutto questo fosse vero i reati che compongono quelloassociativo non appaiano tanto eclatanti da poter dire che si cercava di stabilire violentemente la dittatura, o siattentava violentemente all'ordine economico-sociale dello Stato. Vediamo nel dettaglio perchè.Prima però è doverosa una premessa: tutte le attività politiche-sociali svolte dagli imputati nel corso degli annierano volte in difesa delle classi sociali più deboli ed in difesa di alcuni diritti che dovrebbero esserefondamentali ma che nel nostro paese divengono inarrivabili. Gli imputati hanno solo rivendicato il diritto allacasa, al lavoro, agli spazi sociali, alla libera espressione, ad un ambiente pulito per una sana salute. Diritti che inun paese democratico sarebbero garantite nel nostro assumono il carattere di mera etichetta. Gli imputati hannoanche per anni denunciato i cortocircuiti delle amministrazioni e le loro tangenze pericolose. Tutto ciò che venivadenunciato si è poi puntualmente verificato. Dal disastro ambientale perpetrato da grandi industrie e marinamilitare sino alla condanna di vari politici locali. Tutto era come quei "sovversivi" dicevano. l'immensa quantità diveleni nell'aria, malattie, morti bianche, bassa occupazione, collusione della politica con la mafia, malagestionedel pubblico, fallimento del comune. E' realmente accaduto tutto: Primato europeo della diossina, tumori eleucemie con incidenze più alte che in qualsiasi altra città italiana, continuo stillicidio di operai in fabbrica, 25% didisoccupazione, un ex sindaco(Giancarlo Cito) condannato a 4 anni e 6 mesi per concorso esterno inassociazione mafiosa(art.416ter, per ricordarlo al diretto interessato che sproloquia ai quattro venti dicendo di

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