di Cosenza che raccogliendo anche altre presunte prove ha di fatto aperto una seconda procedura a carico degliindagati. A Cosenza si è giunti alla richieste di condanna per 13 persone di cui 2 inserite anche nelprovvedimento della procura di Taranto, il 24 aprile 2008 il Giudice ha però assolto tutti gli imputati con formulapiena perché il fatto non sussiste. Essendo il processo cosentino un’indagine definita fotocopia poiché i reaticontestati erano i medesimi che venivano mossi in quel di Taranto, ci si attendeva dopo l’assoluzione in Calabrial’archiviazione anche sull’altra sponda dello Jonio. Così non è stato ed il GUP del Tribunale di Taranto ha rinviatoa giudizio tutti gli imputati, davanti alla Corte d’assise di Taranto che si riunirà il 15 ottobre 2008.L'impianto accusatorio dei PM tarantini basa sulla serie di reati succitata tenuti insieme dalla cornice del reatopiù grave ovvero l'associazione sovversiva. I reati di cui si parla sono tutti correlati ad iniziative politiche e socialidegli imputati, attività che gli stessi svolgevano alla luce del giorno, utilizzando sigle dichiarate e riconoscibili eduna sede aperta al pubblico. I PM però contestano l'inasprirsi degli atteggiamenti degli imputati in tali iniziative.Opponendosi agli ordini del questore e contravvenendo a quelli dei dirigenti di piazza, gli imputati mostravano unatteggiamento globalmente ostile verso lo stato e i suoi rappresentanti. La maggiorparte dell'inchiesta peròfonda su intercettazioni telefoniche delle utenze private degli imputati e della sede che al tempo utilizzavano. Leintercettazioni riguardano l'intero periodo iniziale del 2001, ovvero i mesi in cui tutte le realtà italiane eranointente nella preparazione del Social Forum a Napoli in marzo ed il G8 a Genova in luglio. Telefonate in cui siparla di assemblee da organizzare, contatti con altre strutture per il coordinamento, iniziative da tenere.Insomma parrebbe rientrare nella sfera del normale per persone che si occupano di politica. Per la Procura diTaranto invece no! questo è stato indice di quanto potente fosse la struttura organizzativa messa in piedi ed inaccoppiata con i contestati metodi violenti utilizzati dal gruppo, è quanto necessario affinchè vi sia associazionesovversiva. Scattano dunque arresti, perquisizioni, sequestro di materiali informatici, custodie cautelari.Passiamo un attimo a vedere che cosa è l'associazione sovversiva per il C.P. italiano. Recita
l'art 270
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni direttea stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimereviolentemente una classe sociale o, comunque, a sovvertire violentemente gli ordinamentieconomico-sociali costituiti nello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza odirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico egiuridico della società.Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni.Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata,le associazioni predette, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento.
Dunque c'è da chiedersi: qualcuno voleva stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre osopprimere una classe sociale o comunque sovvertire violentemente gli ordini economico-sociali dello Stato?Perchè è questo che dice la legge in quanto si verifichi il reato di associazione sovversiva. Secondo i PM diTaranto gli indagati volevano tutto questo. Ma se anche tutto questo fosse vero i reati che compongono quelloassociativo non appaiano tanto eclatanti da poter dire che si cercava di stabilire violentemente la dittatura, o siattentava violentemente all'ordine economico-sociale dello Stato. Vediamo nel dettaglio perchè.Prima però è doverosa una premessa: tutte le attività politiche-sociali svolte dagli imputati nel corso degli annierano volte in difesa delle classi sociali più deboli ed in difesa di alcuni diritti che dovrebbero esserefondamentali ma che nel nostro paese divengono inarrivabili. Gli imputati hanno solo rivendicato il diritto allacasa, al lavoro, agli spazi sociali, alla libera espressione, ad un ambiente pulito per una sana salute. Diritti che inun paese democratico sarebbero garantite nel nostro assumono il carattere di mera etichetta. Gli imputati hannoanche per anni denunciato i cortocircuiti delle amministrazioni e le loro tangenze pericolose. Tutto ciò che venivadenunciato si è poi puntualmente verificato. Dal disastro ambientale perpetrato da grandi industrie e marinamilitare sino alla condanna di vari politici locali. Tutto era come quei "sovversivi" dicevano. l'immensa quantità diveleni nell'aria, malattie, morti bianche, bassa occupazione, collusione della politica con la mafia, malagestionedel pubblico, fallimento del comune. E' realmente accaduto tutto: Primato europeo della diossina, tumori eleucemie con incidenze più alte che in qualsiasi altra città italiana, continuo stillicidio di operai in fabbrica, 25% didisoccupazione, un ex sindaco(Giancarlo Cito) condannato a 4 anni e 6 mesi per concorso esterno inassociazione mafiosa(art.416ter, per ricordarlo al diretto interessato che sproloquia ai quattro venti dicendo di
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